Informatica e digitalizzazione, il Comune di Forlì in forte ritardo rispetto al resto d’Italia

6240“Accogliamo sicuramente con piacere l’adeguamento del Comune di Forlì all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR)”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini Consiglieri Comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “ma riteniamo una vera forzatura il voler sbandierare questo adempimento obbligatorio come un’eccellenza del nostro Comune, la triste realtà è che siamo arrivati fra gli ultimi a raggiungere l’obiettivo, con tempistiche ben diverse rispetto, ad esempio, al vicino comune di Cesena che nel 2017 fu il primo centro di grandi dimensioni a concretizzare il passaggio all’Anagrafe Digitale”

“Fa sorridere sentire l’attuale Amministrazione di Forlì parlare di “obiettivo Comune Digitale” quando vi sono numerosissimi evidenti ritardi nell’applicazione delle tecnologie informatiche e soprattutto della dematerializzazione degli atti sancita anche dal CAD (il Codice dell’Amministrazione Digitale), evidenziate fra l’altro anche in una recente comunicazione inviata a tutti i dipendenti dal Segretario Generale Uguccioni dove si è stigmatizzata la prassi di questa Amministrazione, in controtendenza rispetto alla normativa, di insistere con l’utilizzo di documenti cartacei rispetto a quelli digitali”, attaccano il pentastellati.

“Sia ben chiaro, non incolpiamo certamente i dipendenti, ma la Giunta e questa maggioranza che non hanno voluto realmente inserire l’innovazione tecnologica come punto centrale di questo mandato. Al contrario, se i cittadini forlivesi ci daranno fiducia alle prossime elezioni amministrative, possiamo garantire che un governo 5 Stelle delle città porrà come centrale e funzionale all’efficientamento di tutta la macchina pubblica la valorizzazione del Servizio Informatica comunale, e una reale dematerializzazione degli atti nell’ottica di un vero “Comune Digitale” proiettato al futuro. Il primo passo sarà l’uscita dall’Unione dei Comuni e la reinternalizzazione del Servizio Informatica attualmente impantanato nella farraginosa gestione fallimentare dell’ente di secondo livello voluto dal Pd”, concludono Vergini e Benini.

 

Il Garante regionale dei detenuti conferma tutti i nostri rilievi sul carcere, urgente terminare i lavori sulla nuova struttura e istituire il garante locale

detenutiIl Garante dei detenuti regionale Marcello Marighelli nella sua relazione annuale ha evidenziato per il carcere di Forlì la necessità di “interventi importanti di manutenzione straordinaria”, oltre che la “mancanza di una adeguata programmazione della manutenzione ordinaria”, oltre a “carenze di organico nel personale di custodia, ma ancor di più nel personale educativo e amministrativo”.

“Si tratta degli stessi, gravi, problemi che erano stati riscontrati di persona dai nostri portavoce Giulia Sarti (parlamentare) e Andrea Bertani (consigliere regionale) che avevano ispezionato su nostra richiesta la struttura già nel marzo 2017” si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Mentre le altre forze politiche si “svegliano” solo ora che si avvicina la campagna elettorale, noi già da tempo avevamo puntato i riflettori sulla grave situazione del nostro carcere a seguito delle segnalazioni dei cittadini”.

“In quella occasione avevamo chiesto di istituire anche a Forlì il garante dei detenuti locale, presente in quasi tutte le città che ospitano un carcere, ma il Pd, dopo aver rinviato per 7 mesi la nostra proposta con la scusa di approfondimenti, facendoci intendere che era d’accordo sulla sostanza, alla fine la bocciò, adducendo motivazioni risibili come l’improvvisa esistenza di una loro mozione più dettagliata, in realtà mai vista e non presente all’ordine del giorno, che fu approvata qualche mese più tardi. Da allora però nulla è stato fatto, nessun garante è stato istituito e come al solito le promesse del Pd sono restate tristemente sulla carta, speriamo che almeno dopo l’allarme del garante regionale comprendano l’importanza di avere al più presto un riferimento anche locale”, attaccano i pentastellati.

“I problemi strutturali dell’attuale carcere rendono ancora più urgente la necessità di terminare il nuovo, il cui cantiere pare invece fermo da tempo nonostante le rassicurazioni di vari parlamentari locali del Pd. Ci faremo quindi portavoce, tramite il nostro sottosegretario alla giustizia Vittorio Ferraresi, recentemente nominato, per velocizzare al massimo la realizzazione del nuovo carcere, e per avere date certe. Il trasferimento dei detenuti nella nuova struttura sarebbe una soluzione a gran parte dei problemi riscontrati nella vecchia, e darebbe loro anche maggiori possibilità di riabilitazione sociale. Inoltre la Rocca di Ravaldino, conosciuta come la “Rocca di Caterina Sforza”, una volta “liberata” potrebbe finalmente essere valorizzata a pieno e diventare un punto attrattivo storico/culturale della città”, concludono i pentastellati.

 

Giunta indagata, oggi la camera di consiglio, a breve la decisione del Tribunale se continuare le indagini

indagati-dallolioSi è tenuta oggi, al Tribunale di Forlì, la camera di consiglio presieduta dal Giudice Massimo De Paoli, che deciderà se proseguire o meno le indagini sulla vicenda dell’incarico esterno conferito da Sindaco e Giunta di Forlì ad un geologo loro collega di partito, capogruppo del Pd di Parma, sollevata da un esposto del Movimento 5 Stelle. Il Dott. De Paoli comunicherà la decisione nei prossimi giorni.

“Durante la seduta sono intervenuti i tre avvocati che difendono il Sindaco Drei e la sua Giunta, ma la difesa è apparsa subito molto debole”, è l’esternazione a caldo del Consigliere 5 Stelle Daniele Vergini, presente in aula. “Si sono limitati a dire che il procedimento amministrativo di nomina è corretto, cosa palesemente falsa, ma soprattutto hanno sostenuto che il nostro sarebbe il tentativo di portare impropriamente in sede penale una polemica politica. Al contrario noi pensiamo che, se non saranno approfonditi fino in fondo i fatti, i cittadini potrebbero essere legittimati a pensare che un organo politico può selezionare impunemente e a piacimento a chi conferire incarichi esterni, anche fra i propri colleghi di partito, cosa invece espressamente proibita dalla legge”.

“L’avvocato Antonio Brogliato, che ha curato la nostra richiesta di opposizione all’archiviazione, ha invece ben spiegato le motivazioni per cui le indagini finora svolte siano incomplete, il PM ha richiesto l’archiviazione dell’indagine a carico della parte politica con le seguenti motivazioni: “resta, comunque, un ragionevole dubbio che tali componenti dell’organo collegiale (Sindaco e Giunta n.d.r.) siano stati ignari dei profili di illegittimità dei provvedimenti amministrativi, in presenza di ‘personalità’ forti ed autorevoli, che li hanno condotti a determinate dichiarazioni di voto favorevole, tenuto conto soprattutto del ‘ruolo gregario’, svolto negli accadimenti”. Motivazioni a nostro parere insufficienti anche perchè i diretti interessati non sono mai stati sentiti, ed è molto difficile per noi immaginare come i dirigenti comunali, nominati direttamente dal Sindaco, possano esercitare su di lui pressioni tali da porlo in un ruolo gregario, significherebbe che la città è in mano a politici senza personalità che firmano qualunque cosa senza nemmeno leggerla, assoggettati passivamente a tecnici non eletti dal popolo che però, guarda caso, nominano loro colleghi di partito”, spiegano Vergini ed il collega Simone Benini.

“Per tutti questi motivi, nel pieno rispetto del lavoro della Magistratura, abbiamo ritenuto di opporci a questa archiviazione. Ora attendiamo l’esito, ma anche nel caso in cui non fossero ravvisati reati penali si è indubbiamente trattato, a nostro avviso, dell’ennesima leggerezza di questa Giunta e l’ennesimo favore agli amici di partito in spregio al concetto di meritocrazia che invece vorremmo tornasse ad essere centrale nell’amministrazione della cosa pubblica del Comune di Forlì e sarà uno dei punti principali del nostro programma per le amministrative 2019”, concludono i pentastellati.

AGGIORNAMENTO del 6/6/2018:
Il GIP ha deciso di archiviare il procedimento, resta un po’ l’amaro in bocca perchè è stato ritenuto di non sentire i diretti interessati, però pochi giorni dopo è stato confermato che le indagini continuano su un dirigente ed un tecnico comunale, a questo punto chiediamo che il comune, se partirà un processo si costituisca parte civile, perchè delle due l’una: o i politici sapevano ed erano complici, oppure non sapevano e sono stati “gabbati” ma in questo caso per dimostrare la loro buona fede non bastano le parole ma sono necessarie azioni concrete.

 

#IlMioVotoConta pullman per Roma anche da Forlì!

ilmioromveri

Anche la Romagna si mobilita in massa a favore di un governo votato dalla maggioranza degli italiani, dopo lo sconcertante epilogo deciso da Mattarella contro il “Contratto per il Governo del Cambiamento” e l’esecutivo proposto da Giuseppe Conte.

Per la manifestazione di sabato 2 giugno a Roma, alle 19 in Piazza della Bocca della Verità, sono in partenza numerosi pullman da Forlì, Cesena, Lugo, Rimini, che si aggiungono a quelli organizzati in tutte le principali città dell’Emilia Romagna.

Per chi fosse interessato, ultimi posti disponibili in pullman granturismo, con partenza alle ore 9.00 da Forlì, ore 9.30 da Lugo e ore 9.15 e 10.30 da Cesena. Rientro da Roma con partenza alle ore 23.30. Costo del viaggio di andata e ritorno 30 euro circa. Una buona occasione per conoscere nuovi attivisti e simpatizzanti e far sentire a tutta l’Italia e anche all’Europa che il nostro voto conta e va rispettato.

Per informazioni Marilena 3355854710 (Forlì-Cesena), Domenico (Lugo-Cesena) 3494362693

Il gruppo di coordinamento dei meetup romagnoli e dei portavoce del Movimento 5 Stelle per la manifestazione del 2 giugno 2018

 

Protesta pacifica del M5S in Consiglio Comunale

Il M5S Forlì ha partecipato al consiglio comunale di oggi con il braccio listato a lutto, una forma di protesta silenziosa e pacifica contro ciò che è successo pochi giorni fa a Roma, dove è stata impedita la nascita di un legittimo governo che aveva la maggioranza in parlamento, abbiamo anche esposto la bandiera italiana e la Costituzione perchè crediamo ancora nelle istituzioni. L’establishment ha messo dei paletti per impedire la nascita del governo del cambiamento, ma non pensino di averla vinta, continueremo in modo pacifico la nostra battaglia politica con ancor più entusiasmo. “Non riusciranno a liberarsi di noi perchè è difficile vincere con chi non si arrende mai”! Ringraziamo gli attivisti e simpatizzanti che sono venuti a sostenerci col tricolore e il lutto al braccio.

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Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, M5S: “Uscirne subito! Per i contribuenti forlivesi è stata una “Caporetto” sia economica che sociale”

Sindaci-dellUnione“L’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, la più grande unione dei comuni italiana, è anche il più grande flop che il Partito Democratico abbia mai realizzato negli ultimi anni”, si legge in una nota di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Un ente di secondo livello, non eletto dai cittadini, non scelto dai cittadini, ma imposto da una “partitocrazia” stile prima repubblica unicamente per accaparrarsi fondi regionali senza però garantire alcun miglioramento nei servizi offerti ai cittadini: si indichi anche solo un servizio che abbia raggiunto l’efficientamento prospettato dai politici che hanno voluto questo ente!”, tuonano i pentastellati.

“L’ultima “litigata” tra i Sindaci, che ha determinato la mancata approvazione del bilancio è relativa ai crediti per le multe non riscosse dei Comuni di Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro ammontanti a circa 9 milioni di euro (di questi realmente recuperabili al massimo 100.000 euro, essendo ottimisti) ed iscritti a bilancio anche quest’anno come attività, ma questa è solo la punta dell’iceberg”, spiegano Benini e Vergini.

“Abbiamo vari elementi per temere che vi sia ancora molta polvere sotto il tappeto, il bilancio dell’Unione presenta infatti altre problematiche e probabilmente anche costi occulti che prima o poi verranno alla luce del sole, motivo anche del “nervosismo” mostrato dai politici negli ultimi mesi. Come esempio portiamo i costi del servizio di Polizia Municipale del Comune di Forlimpopoli che costava prima dell’Unione circa 300.000 euro l’anno, mentre ora costa 350.000 euro a fronte di un quasi dimezzamento dell’organico! Sfidiamo i Sindaci degli altri Comuni a rendere pubblici i dati della tanto osannata “virtuosità”, se ne sono capaci”, attaccano i consiglieri Benini e Vergini.

“Nello specifico al momento dell’entrata nell’Unione l’organico della Municipale di Forlimpopoli (2° territorio dell’Unione per popolazione 14.000 abitanti circa) era di 1 ufficiale e 6 agenti, numeri già ampiamente sotto organico, mentre attualmente si è arrivati ad 1 ufficiale, privato delle funzioni di comando, e solo 3 agenti, gli agenti mancanti non sono mai stati sostituiti nonostante innumerevoli richieste”, sottolineano i pentastellati, Benini e Vergini.

“Il numero estremamente ridotto di vigili, inferiore a quanto previsto dai parametri della legge regionale che prevede 1 agente ogni 1000 abitanti, è uno dei principali problemi della nostra polizia municipale, ci chiediamo come sia stato possibile che la Regione abbia erogato finanziamenti per 3,4 milioni di euro nel periodo 2014-2017 senza verificare questa clamorosa carenza che si ripercuote sulla sicurezza dei cittadini. Di fatto il servizio reso alla cittadinanza è più che dimezzato, non è quasi mai possibile garantire i pattugliamenti e nella maggior parte dei casi gli agenti si trovano ad operare da soli con grave pregiudizio della propria sicurezza operativa”, rimarcano Benini e Vergini.

“Inoltre in questi 4 anni non è stato fatto alcun investimento importante: il parco auto è vecchio ed i mezzi sono continuamente in riparazione con aggravio dei costi a carico dei cittadini; erano stati promessi tablet di ausilio per l’operatività (progetto SMART 2.0, finanziato dalla Regione), stampanti veicolari e furgoni per il pronto intervento ed infortunistica ma la strumentazione pur essendo acquistata in gran parte non è stata consegnata ed è rimasta inutilizzata in qualche ufficio di Forlì“, denunciano Benini e Vergini.

“Questo esempio di inefficienza, che vale anche per la maggior parte degli altri Comuni dell’Unione, è stato ampiamente e più volte denunciato dal personale ai vertici del Corpo Unico, all’Amministrazione dell’Unione, dei Comuni e alle OO.SS. purtroppo senza arrivare a soluzioni. Lo scopo della costituzione dell’Unione è stato quindi ampiamente tradito: la politica del Pd aveva sbandierato “più servizi ai cittadini”, specie in campo di sicurezza, ma in realtà è successo esattamente il contrario: servizi più che dimezzati, costi aumentati e adesso è difficile nascondere la testa sulla sabbia!”.

“Anticipiamo quindi fin da ora che fra i primi punti del programma elettorale del M5S Forlì per le amministrative 2019 sarà presente l’immediata uscita dall’Unione, riprendendo la gestione diretta dei servizi che vi ha conferito, a partire proprio da quello dalla Polizia Municipale. I restanti Comuni del comprensorio dovranno essere lasciati liberi di trovare eventualmente equilibri più stabili, magari creando al suo posto 2 o 3 Unioni più piccole fra quelli che riterranno necessaria una gestione associata dei loro servizi, e privilegiando, a tendere, eventuali fusioni”, concludono i pentastellati.

 

Il nostro videomaker completamente scagionato dall’accusa di diffamazione del gestore della Piscina. E ora vogliamo sapere se è vero che il Comune non applica le penali per le inadempienze contrattuali!

Roberto“Il Tribunale di Forlì mette la parola fine al becero tentativo di intimidire e tappare la bocca al MoVimento 5 Stelle”, si legge in una nota stampa di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Rigettata l’opposizione all’archiviazione della denuncia presentata da Maurizio Mancini, presidente di Piscinae srl gestore della piscina comunale di Forlì ed ex capogruppo del PD di Cesena, che aveva querelato Roberto Quarneti per diffamazione aggravata per uno dei tanti video satirici di denuncia politica che il nostro videomaker pubblica abitualmente su Facebook che riguardava proprio la piscina comunale”.

Il video riportava la lettura in Consiglio da parte del pentastellato Vergini di un provvedimento dei Vigili del Fuoco di Forlì che, pur giacendo reperibile negli archivi comunali, sembrava essere stato “dimenticato” da chi governa la città, un documento dove si contestava al gestore della piscina una serie di irregolarità: “alcuni estintori mancanti, alcune uscite di sicurezza di difficoltosa apertura o completamente bloccate, mancata funzionalità di alcune lampade di emergenza”.

“Il signor Mancini – continuano i pentastellati – invece di intentare improbabili querele, dovrebbe piuttosto stare più attento a rispettare i contratti perchè, a quanto ci è stato riferito, il personale comunale avrebbe accertato numerose altre inadempienze ed irregolarità gestionali rispetto a quanto previsto dal disciplinare di concessione della piscina. E anche la commissione consiliare di vigilanza avrebbe determinato la contestazione di due gravi sanzioni, sotto forma di penali, relative alla carenza nella gestione del servizio di salvataggio durante la fruizione degli spazi da parte dell’utenza libera, e l’eccesso di cloro nelle varie vasche dell’impianto natatorio che potrebbe aver creato intossicazioni ad alcuni utenti minorenni”.

“Già la settimana scorsa avevamo depositato un’interrogazione urgente, rinviata dalla Giunta per “approfondimenti”, dove chiedevano per quale motivo il Comune pare non aver applicato le penali previste! Per quale motivo si continua a proteggere e “graziare” chi non rispetta i contratti?”, è l’affondo finale di Vergini e Benini.

“Riteniamo inaccettabili queste “singolari connivenze”, da noi rilevate in più settori, tra chi ha in gestione i beni pubblici ed il partito al governo della città, che evidentemente considera la tessera politica come un requisito indispensabile per l’ottenimento di appalti e incarichi e per un benevolo atteggiamento in caso di accertate inadempienze”, concludono i pentastellati.

 

Canile comprensoriale senza convenzione con le associazioni animaliste. M5S: “Giunta insensibile al tema del benessere animale, non fa nemmeno applicare le proprie regole”

canile“Spiace, dopo la vicenda dei conigli del parco, dover tornare nuovamente a criticare l’Amministrazione su tematiche relative alla gestione degli animali ma siamo venuti a conoscenza di un altro fatto grave che riguarda questa volta il canile comprensoriale”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “A quanto ci risulta la cooperativa For.B, attuale gestore del canile, è carente da gennaio della necessaria convenzione con una o più associazioni animaliste, obbligo espressamente previsto dal disciplinare di gestione”.

“Le associazioni animaliste convenzionate – spiegano i consiglieri 5 Stelle – dovrebbero essere incaricate, ai sensi anche della della Legge Regionale, di verificare la cura del benessere animale nella struttura e la correttezza delle operazioni di adozione. Ma, a quanto pare, al Comune e all’assessore Samorì questo non interessa e preferiscono chiudere non uno ma entrambi gli occhi di fronte ad una palese inadempienza alle regole che erano state previste dalla stessa Amministrazione comunale”

“Rileviamo inoltre anche un’altra evidente inadempienza: la mancata realizzazione della “pensione per cani” che era uno dei punti principali per aggiudicarsi il bando di gestione nel 2012, la struttura mai costruita ma che si sarebbe dovuta realizzare entro il 2013, doveva essere destinata ad accogliere temporaneamente i cani dei cittadini che avessero avuto questa esigenza (ad esempio in occasione delle ferie) e doveva essere una risorsa contro l’abbandono ma anche una fonte di reddito aggiuntivo per compensare le spese del canile, ci chiediamo per quale motivo anche in questo caso il Comune abbia fatto finta di nulla quando la mancata realizzazione della pensione era espressamente specificata come causa di risoluzione del contratto, perchè il Sindaco non ha diffidato il concessionario ad adempiere come previsto dal disciplinare?”, attaccano i pentastellati.

“Infine, visto che entro fine anno dovrà essere predisposto il nuovo bando per la nuova gestione, sottolineiamo un’altra anomalia del canile di Forlì, che assieme a quello di Ravenna sono gli unici della zona ad essere gestiti direttamente da cooperative, con le associazioni animaliste poste in posizione “gregaria”. Al contrario se guardiamo i canili dei vicini comuni di Cesena, Cervia, Rimini, Riccione e Lugo troviamo una situazione capovolta: la gestione è in carico direttamente alle associazioni, mentre le cooperative forniscono la mano d’opera, una impostazione che riteniamo migliore sia dal punto di vista del benessere animale che da quello economico, senza dimenticare che anche le Leggi nazionali prevedono che i canili debbano essere concessi prioritariamente alle associazioni o agli enti aventi finalità di protezione degli animali. Per questo motivo chiediamo a Sindaci ed alle Giunte comunali che delibereranno il nuovo bando di seguire la normativa alla lettera mirando ad affidare il canile ad una associazione (o gruppo di associazioni) che conoscano le reali esigenze degli animali e pensino al miglioramento della struttura muovendosi nell’unico interesse del benessere degli animali. Di certo così farebbe una giunta 5 Stelle”, concludono Vergini e Benini.

 

Si va a processo per l’appalto del verde, M5S: “Ritagliare gli incarichi su misura pare essere un’abitudine della maggioranza al governo della città”

drei-zanettiE’ di oggi la notizia che è stato chiesto il processo per l’ex vicesindaca Veronica Zanetti e per il direttore generale Vittorio Severi, per la vicenda dell’appalto del verde, l’udienza preliminare è fissata per il 9 maggio. A quanto si legge dai giornali pare che secondo l’accusa dei PM l’incarico esterno al professionista Giovanni Morelli, vicino alla Zanetti, sarebbe stato “ritagliato su misura”.

“Constatiamo purtroppo e con dispiacere che il ritagliare su misura gli incarichi ai propri amici di partito pare essere un’abitudine di questa maggioranza (sia prima che dopo il rimpasto di giunta)”, è l’esternazione a caldo dei consiglieri comunali 5 Stelle Daniele Vergini e Simone Benini. “Si vedano le numerose situazioni simili da noi sollevate come l’incarico esterno attribuito direttamente dai politici al capogruppo del Pd Nicola Dall’Olio, per il quale è indagata tutta la giunta, ma anche altre vicende “borderline” come gli incarichi esterni per 52.000 euro affidati alla cognata dell’assessore Francesca Gardini, e numerose altre vicende sospette relative ad altri incarichi forniti a persone che hanno ruoli politici nel Pd. Al di là del fatto che tali condotte siano perseguibili penalmente oppure no, resta il fatto che siano estremamente inopportune e immorali per chi dovrebbe gestire la cosa pubblica con imparzialità. Questo purtroppo è il panorama attuale della politica forlivese… ma una cosa è certa: se i cittadini forlivesi daranno fiducia al M5S alle prossime elezioni amministrative le cose cambieranno eccome, nel nostro programma sarà infatti presente la modifica dei regolamenti comunali per garantire una maggiore imparzialità e meritocrazia nell’affidamento di incarichi e appalti”.

“Ricordiamo infine che nel 2016 anche noi avevamo fatto un breve esposto sulla vicenda dell’appalto del verde per segnalare alcune anomalie in merito e speriamo che finalmente ci venga spiegato perchè, a meno di un mese dall’apertura della busta dell’appalto, fu modificata la composizione della commissione giudicatrice con una delibera di giunta… e riteniamo che il sindaco e tutti gli assessori, non solo la Zanetti, debbano dare spiegazioni”, concludono i pentastellati.

Di seguito il video delle domande poste in consiglio nel 2016 alle quali non fu data risposta.

 

Giunta indagata, il M5S deposita l’opposizione all’archiviazione: “politici gregari di chi?”

“Comeindagati-dallolio già precedentemente anticipato abbiamo depositato in Tribunale opposizione all’archiviazione del procedimento penale relativo al conferimento di un incarico esterno, da parte della Giunta, al geologo parmense Nicola Dall’Olio, già capogruppo del PD di Parma”, scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

La magistratura inquirente aveva richiesto l’archiviazione dell’indagine a carico della parte politica con le seguenti motivazioni: “resta, comunque, un ragionevole dubbio che tali componenti dell’organo collegiale (Sindaco e Giunta n.d.r.) siano stati ignari dei profili di illegittimità dei provvedimenti amministrativi, in presenza di ‘personalità’ forti ed autorevoli, che li hanno condotti a determinate dichiarazioni di voto favorevole, tenuto conto soprattutto del ‘ruolo gregario’, svolto negli accadimenti”.

“La questione ha implicazioni politiche devastanti – sostengono i pentastellati – se interpretiamo letteralmente quanto scrive il PM, il Sindaco Drei e la Giunta sarebbero stati manovrati da persone terze, “forti ed autorevoli” nella nomina di Dall’Olio. Il nostro parere però è nettamente opposto: riteniamo questa nomina l’ennesimo regalo tra compagni di partito perpetrato in spregio alle regole del nostro ordinamento”, ribadiscono Vergini e Benini. “Delle due l’una: se trovassero conferma le conclusioni della Procura significherebbe che a Forlì vi sarebbe una non meglio precisata entità, con ”personalità forte ed autorevole”, che decide della cosa pubblica al posto di Sindaco e Giunta, assoggettati passivamente al punto tale da essere considerati “gregari”. Ma, vista la dinamica dei fatti, abbiamo il forte sospetto che tale nomina sia stata in realtà eseguita su precisa indicazione della politica locale. Nella nostra opposizione abbiamo chiarito ogni aspetto e fornito ulteriori elementi che, speriamo, possano portare a completare le indagini in maniera esaustiva”, concludono i 5 Stelle forlivesi.

“L’incarico esterno, retribuito con 10.900 euro, fu assegnato senza alcuna procedura selettiva e con nomina proveniente direttamente dalla Giunta, che per legge non può indicare nomi. Il politico parmigiano, dipendente della Regione Emilia-Romagna, venne nominato per eseguire (esclusivamente al di fuori del normale orario di lavoro) un progetto finanziato dalla Comunità Europea denominato SOS4LIFE (Save Our Soil For Life) che aveva come obiettivo generale quello di contribuire all’attuazione su scala comunale degli indirizzi europei in materia di tutela del suolo e rigenerazione urbana con riferimento alle linee guida sulle migliori pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione dei suoli”, ricordano i pentastellati.

AGGIORNAMENTO DEL 26/4/2018:
Relativamente alla vicenda che vede coinvolti il sindaco Drei e tutta la sua giunta, indagati per abuso d’ufficio in concorso a seguito di un esposto del Movimento 5 Stelle sull’affidamento diretto di un incarico esterno a Nicola Dall’Olio capogruppo del Pd di Parma, si rende noto che il Tribunale di Forlì ha fissato per il 31 maggio la camera di consiglio che deciderà sulla richiesta di opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato Antonio Brogliato per conto dei consiglieri comunali pentastellati Daniele Vergini e Simone Benini. La decisione se riaprire per la seconda volta le indagini spetterà al GIP Massimo De Paoli. Già nello scorso ottobre una prima richiesta di archiviazione era stata respinta dal GIP Giorgio Di Giorgio.

“Nel pieno rispetto del lavoro della Magistratura abbiamo ritenuto di opporci alla richiesta di archiviazione per i politici coinvolti nella vicenda – dichiarano Vergini e Benini – in quanto non riteniamo plausibile la ricostruzione secondo la quale la giunta sarebbe stata condotta a votare favorevolmente quell’atto da non meglio specificate “personalità forti ed autorevoli” nei confronti delle quali avrebbero un “ruolo gregario”. Nella nostra opposizione abbiamo fornito ulteriori elementi che speriamo possano essere utili per completare le indagini ed accertare tutte le responsabilità di un atto che non esitiamo a definire l’ennesimo favore agli amici di partito in spregio al concetto di meritocrazia che vorremmo tornasse ad essere centrale nell’amministrazione della cosa pubblica”