Il M5S scopre che l’ex candidata del Centro Destra è stata nominata dal Sindaco Drei nel suo ufficio di gabinetto senza avere la laurea necessaria!

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Giovanna Prati a sinistra (assunta nel gabinetto del Sindaco PD) Paola Casara a destra (Consigliera di Centro Destra)

“Aveva fatto discutere nei giorni scorsi la questione sollevata dal Movimento 5 Stelle di Forlì sul costo eccessivo dell’ufficio di gabinetto del Sindaco Davide Drei, che ammonta a circa 200.000 euro all’anno. E le nostre critiche erano andate anche alla recente nomina nel suddetto ufficio di Giovanna Prati, che alle scorse amministrative era candidata nella lista di Centro Destra “Noi Forlivesi” della Consigliera Paola Casara, organizzatrice assieme alla Prati nell’aprile scorso di una conferenza “Romagna quale futuro?”, finanziata con 1500 euro di fondi consiliari, alla quale avevano partecipato come relatori esponenti del Pd come il sindaco Drei, l’ex sindaco Balzani ed il parlamentare Marco Di Maio”, si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì

“Ebbene dopo le nostre verifiche abbiamo appurato che la signora Prati, oltre ad essere stata nominata direttamente dal sindaco Drei senza alcuna selezione pubblica e specificandone direttamente l’inquadramento in categoria D, è stata nominata senza avere la laurea necessaria per accedere a quella categoria ed alla conseguente retribuzione di 23.725 euro annui, che gravano sul bilancio comunale a carico dei contribuenti forlivesi oltre a 8.958 di oneri sempre a carico dell’Ente”.

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un particolare dell’autocertificazione con scritto semplicemente “laurea Bologna 1994”

“A seguito di una segnalazione che abbiamo ricevuto in merito, abbiamo infatti prima verificato che la Prati non risultasse elencata negli annuari dei laureati del corso di Lingue e Letterature straniere presso l’università di Bologna citato nel suo curriculum, poi ci siamo recati con urgenza, il 28 dicembre scorso, dalla Dott.ssa Alessandra Neri Dirigente Risorse Umane del Comune, per chiedere di visionare il fascicolo. La Dirigente ci ha chiesto di tornare dopo un paio d’ore perchè doveva “recuperare i documenti”, quando siamo tornati ci è stato presentato un modulo di autocertificazione (non protocollato) dove la Prati dichiarava genericamente “laurea Bologna 1994”, la cosa ci ha insospettito non poco e abbiamo chiesto spiegazioni alla Dirigente che ha detto però di non essere tenuta a fare alcuna verifica”.

“La situazione è quasi surreale, ed il quadro che ne esce dell’Amministrazione forlivese è veramente sconcertante, come se non fossero bastati tutti gli scandali degli ultimi anni da noi sollevati! Ci chiediamo come sia stato possibile procedere ad una nomina diretta su indicazione del sindaco senza fare alcuna verifica come previsto dalle procedure di legge e senza acquisire il certificato di laurea. Di certo aggiungeremo anche questo fatto all’esposto che stavamo perfezionando in questi giorni riguardo all’ufficio di gabinetto”.

drei-prati“Ricordiamo infine che in risposta alle nostre critiche su queste nomine qualche giorno fa Drei aveva ironizzato sostenendo di essere “colpevole” solo di prediligere la professionalità, l’etica e la fiducia. Bene, di fiducia ce n’è stata sicuramente tanta e mal riposta, ma chiediamo di conoscere sulla base di quale professionalità ed etica è stato omesso di fare verifiche sulla laurea, richiesta per legge per il tipo di inquadramento, dell’ultima nominata dal Sindaco, per di più “in quota Centro Destra”, un Sindaco che nomina in base al “manuale Cencelli”, e per di più nomina persone senza le qualifiche dovute per Legge è un Sindaco che disonora le Istituzioni e meriterebbe solo di andare a casa, ma solo dopo aver chiesto scusa all’intera cittadinanza”, concludono i pentastellati.

Aggiornamento del 6/1/2017:

Ricostruzione degli eventi in ordine cronologico:

1) il 16/12/2017 il M5S denuncia pubblicamente l’assunzione “anomala” nel gabinetto del sindaco di Giovanna Prati, nominata in modo diretto dal sindaco Davide Drei specificandone l’inquadramento e quindi la retribuzione, la signora era candidata nel 2014 nella lista “Noi Forlivesi” di Centro Destra, contro lo stesso Drei

2) il sindaco Drei in data 19/12/2017 dichiara alla Stampa: “Per quanto riguarda la scelta dei collaboratori che ho più vicini, nello svolgimento della mia attività di Sindaco, viste le illazioni di ipotetici “inciuci”, lo ammetto, sono colpevole, non ho mai chiesto se e quali tessere di partito avessero, ma ho cerecato di prediligere la professionalità, l’etica e la fiducia”

3) il 28/12/2017 il M5S si reca negli uffici per verificare che la signora Prati avesse effettivamente una laurea, gli uffici ci mostrano un’autocertificazione che riporta semplicemente la scritta “laurea bologna 1994”, sostentendo che non spetta a loro controllare

4) il data 5/1/2017 si apprende che la Prati si è dimessa (o forse è stata fatta dimettere?) perchè aveva dichiarato una laurea inesistente

Caro sindaco Drei, diciamo che di fiducia da parte sua ce n’è stata sicuramente tanta e sicuramente mal riposta, ma chiediamo di conoscere sulla base di quale professionalità ed etica lei ha omesso di fare  verifiche sulla laurea, richiesta per legge per il tipo di inquadramento da lei specificamente richiesto per quel ruolo, secondo noi la tessera di partito della signora l’ha vista molto bene, ma doveva guardare meglio il titolo di studio!

Servizio del TG Regionale

 

Il Collegio dei Revisori uscente la pensa come noi sui gettoni: le somme vanno recuperate subito adottando tutti i provvedimenti necessari

gettoni-partiti“Differentemente da quanto si può pensare la vicenda dei gettoni illegittimamente erogati ai Capigruppo è tutt’altro che terminata”, scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Mentre il Pd sicuramente esulta alla notizia che l’ex Segretaria Generale Lia Piraccini prende servizio presso altro Comune, facendo quindi scomparire in una bolla di sapone il misterioso procedimento di revoca del suo incarico a Forlì, avviato per non meglio precisati “gravi motivi” da Giunta e Sindaco, che, in barba alla trasparenza, hanno “fatto fuori” il principale dirigente comunale senza nemmeno degnarsi di spiegare ai cittadini il motivo e facendo finta di nulla sulle pressioni al limite dell’intimidazione operate da vari esponenti politici sull’ex Segretaria da noi denunciate anche alla Prefettura ed in tutte le opportune sedi”, ricostruiscono i pentastellati, “Mentre tutto questo avveniva, noi abbiamo pensato di chiedere ai Revisori dei Conti un parere in merito all’opportunità di congelare il recupero delle somme operata dal Segretario reggente Michele Pini, pare in accordo con la Giunta, e che sicuramente ha fatto felici tutti coloro che avrebbero dovuto restituire i gettoni”.

“Ebbene, la risposta è arrivata, come ultimo atto del Collegio uscente che ha terminato il suo mandato il 31 dicembre scorso, e non lascia adito ad alcun dubbio: si suggerisce “in via cautelativa, di dar corso al recupero di tutte le somme erogate a titolo di gettone di presenza, adottando nei confronti di quanti li abbiano percepiti tutti i provvedimenti necessari per la loro acquisizione alle casse dell’Ente” una risposta che avvalora la tesi che avevamo sempre sostenuto: è necessario recuperare tutte le somme senza ulteriori ed inutili attese, quindi anche con azioni giudiziali visto che quasi nessuno ha restituito entro i 120 giorni di tempo che erano stati dati, si tratta infatti di soldi pubblici erogati per errore e che l’Ente ha quindi il dovere di recuperare senza giocare a catenaccio per scavallare le elezioni, facendo quindi un favore al “partito unico” Pd-Forza Italia alle prese con la rivolta dei propri consiglieri ed ex consiglieri assolutamente non intenzionati a restituire nemmeno un euro!”, attaccano Vergini e Benini

“Abbiamo quindi pensato di scrivere al Dott. Pini ed al nuovo Dirigente al Bilancio che dovrebbe prendere servizio in questi giorni, dopo l’ennesima uscita di scena del Dott. Venanzi entrato in aspettativa, chiedendo loro se intendono comunque andare avanti sulla linea precedente, ignorando il parere dei Revisori dei Conti, e anche quello che aveva espresso sei mesi fa l’Avvocatura Comunale, che pare proprio essere stato “cestinato” per esigenze di natura politica”, è l’affondo finale dei consiglieri 5 Stelle.

 

La consigliera assenteista di Forza Italia salvata da un voto bipartisan. M5S: “Un affronto alla meritocrazia ed al rispetto delle regole”

“Abbiamo provato molta amarezza nel vedere i rappresentati della vecchia politica forlivese (Pd e Forza Italia) arrampicarsi sugli specchi e votare compattamente contro la decadenza della consigliera Beatrice Bertaccini di Forza Italia che aveva partecipato nel 2017 a soli 5 consigli comunali sui 31 totali”, scrivono i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Lo statuto comunale prescrive che dopo 3 assenze ingiustificate il consiglio debba valutare la decadenza ma, a parte alcuni consiglieri che sono usciti e non hanno partecipato al voto, tutti gli altri 20 hanno votato compattamente contro la decadenza, a favore solo noi 2”.

“Un affronto a chi, come noi, si impegna quotidianamente, studia le carte, presenta mozioni, interrogazioni, emendamenti al bilancio e resta a “lottare” fino al termine di tutti i consigli comunali mentre il resto dell’opposizione spesso “smobilita” quando si avvicina l’ora di cena – attaccano i pentastellati – oggi invece si è certificato che è perfettamente normale per un consigliere avere altri impegni e non partecipare nemmeno alle sedute per un anno, è inaccettabile!”

“Ma, mentre quello della maggioranza è stato spudoratamente un voto di convenienza politica, infatti fa loro sicuramente molto comodo che l’opposizione abbia un voto in meno, quello che ci ha lasciati allibiti è stata la scarsa serietà di Forza Italia e del Centro Destra, che hanno fatto le barricate per difendere la loro collega assenteista! Immaginiamo la felicità dei loro elettori nell’apprendere di aver mandato in consiglio una persona che per un anno non si è mai vista perchè aveva altri impegni…”, ironizzano Vergini e Benini. “Di sicuro è stato molto irresponsabile permettere alla consigliera di essere assente per un anno, ignorando il fatto che non stava assolvendo al mandato elettorale affidatole dai cittadini che l’avevano votata. Ci chiediamo con quale faccia il Centro Destra si presenti come alternativa al Pd quando giustifica tali comportamenti poco seri”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Bilancio 2018 tanto fumo e l’arrosto è solo per il Pd

“Anche quest’anno assistiamo ancora una volta alla “narrazione” che a Forlì il Pd governa bene ed è tutto in ordine… quando la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti, ed è molto diversa! Il bilancio di previsione 2018 è composto da tanto fumo, e l’arrosto è solo per il Pd!”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Per descrivere questo bilancio ci limitiamo a riportare le parole utilizzate dai revisori dei conti nel loro parere: “carenza di capacità programmatica, cui corrisponde un fattore di ostacolo alla più efficiente allocazione e gestione delle risorse pubbliche a soddisfazione dei bisogni dei cittadini”, l’azione di questa giunta pare proiettata in un’ottica perennemente rivolta alla cura degli interessi del Pd o di chi è ai vertici dell’organo decisionale, più che alla città nella sua interezza”.

“Altra pesante critica dei revisori che sottolineiamo è il fatto che il Servizio Bilancio sarebbe “sottodimensionato sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, tenuto conto della complessità delle funzioni e delle attività proprie di un Comune capoluogo”, anche noi più volte abbiamo sollevato questo problema, ma non abbiamo mai avuto risposte concrete”

“Altra preoccupazione che condividiamo con i revisori è relativa alla “la costruzione degli equilibri di bilancio di parte corrente mediante il reiterato ricorso ad entrate straordinarie”, ovvero quelle da varianti edilizie; solo pochi giorni fa è stata approvata l’ultima variante, alle quale ci siamo opposti, che oltre a dar via a numerosi centri commerciali ha garantito entrate straordinarie al Comune per ben 5 milioni di euro, non riteniamo sia prudenziale costruire un bilancio su questo tipo di entrate, barattando concessioni a privati con entrate straordinarie per far cassa”

“Siamo fermamente contrari anche al potenziale accollo, attualmente in fase di verifica da parte degli uffici, di tre mutui per un totale di 1.710.000 euro per l’acquisizione dell’immobile del Palafiera, operazione che presenta potenziali profili di illegittimità. Se l’Ente Fiera di Forlì, come si dice nei corridoi, è sull’orlo del fallimento, noi pensiamo che gli eventuali danni debbano essere chiesti con una azione di responsabilità a chi non ha fatto il suo dovere e non certo scaricati sui conti pubblici del comune finanziati dalla tasse dei cittadini forlivesi”

“Riguardo poi alle reali priorità dell’attuale amministrazione e di chi la sostiene, profondamente diversi da quello che è stato “sbandierato”, i cittadini devono sapere che è possibile verificarle dalle fonti di finanziamento assegnate ai vari progetti: quelli finanziati da improbabili alienazioni di immobili rimarranno infatti bloccate fin all’approvazione del rendiconto, cioè per i primi 4/5 mesi dell’anno, ricadono in questa situazione gli interventi mirati alla valorizzazione del centro storico, il progetto sicurezza, la viabilità, il verde e addirittura la manutenzione straordinaria di scuole ed edifici pubblici. Inaccettabile che all’interno di questi interventi “congelati” figuri il piano antisismico delle scuole!”

“Riguardo al debito del Comune, di circa 92 milioni (composto per circa il 50% di derivati), va detto che siamo il capoluogo in Romagna con il maggior debito procapite, circa 800 euro ad abitante, e su questo debito paghiamo 3 milioni all’anno di oneri, troppi! Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: si dovrebbe tentare la rinegoziazione di questi oneri, ma come sappiamo il Pd non ama mettersi contro le banche”

“Fra le assenze più gravi in questo bilancio sottolineiamo la tutela degli antichi patrimoni della città come il palazzo del Merenda, ma anche il teatro Apollo che rappresentano importanti eredità del nostro passato. Mancano progetti reali e una vera spinta sul turismo, e anzi vengono penalizzati, con la tassa di soggiorno, quei turisti che sono costretti a frequentare Forlì per lavoro. Mancano progetti concreti di utilizzo urbano del centro storico, di valorizzazione e recupero del patrimonio pubblico forlivese, di attrattività, di mobilità, di sicurezza. Mancano progetti per la cura della biosfera e il contrasto ad una civiltà basata sul carbone. Il verde pubblico non è visto come una ricchezza ma come un disturbo, o come un costo da ridurre. Sul lavoro troppo poco si è fatto, e solo a fine mandato, mancano progetti di incentivazione, con particolare riguardo all’incentivazione del lavoro nell’ambito dell’economia circolare e della cultura. Mancano progetti di lotta alle forme di concorrenza sleale ai lavoratori e alle imprese”.

“Come M5S siamo stati gli unici a presentare una serie di emendamenti, 9 per la precisione, che hanno superato il vaglio di regolarità contabile e tecnica, come al solito siamo stati gli unici consiglieri a lavorare e a dimostrare la nostra competenza tecnica, la stessa con la quale ci presentiamo anche agli elettori nelle amministrative 2019 come unica reale e seria alternativa per il governo della città, nell’interesse dei cittadini e non della ristretta cerchia dei soliti noti”, concludono i pentastellati.

 

Babbo Natale crede a te

natale“Babbo Natale crede a te”, questo è il titolo dell’iniziativa organizzata quest’anno dalle Truppe d’assalto Poetiche (gruppo di ricerca sulla comunicazione simbolica) in collaborazione con il MoVimento 5 Stelle di Forlì ed il MeetUp Amici di Beppe Grillo di Forlì. Con questa iniziativa intendiamo veicolare un messaggio importante promuovendo la buona pratica del riciclo e del riuso, con lo scopo di ridurre gli sprechi ed i rifiuti.

Avete in casa oggetti vari, libri, giocattoli, ecc.. che non usate più? E che probabilmente stanno solamente occupando spazio in soffitte e ripostigli, ma potrebbero risorgere a nuova vita e far felice un bambino o un’altra persona. Stiamo organizzando una raccolta proprio per questo, a condizione che gli oggetti siano rigorosamente in buono stato, e che siate disposti a donarli senza sapere a chi verranno regalati, potrete affidarli ai Nostri Babbi Natale che, con l’aiuto dei loro fidati Folletti, si preoccuperanno di impacchettarli e regalarli a chiunque vorrà riceverli il pomeriggio del 24 dicembre 2017 in Piazza Saffi dalle ore 14:30 alle 19:00.

Oppure potete riceverli direttamente a casa vostra, in questo caso sarà necessario inoltrare una “letterina di Natale” con specifica richiesta alla mail a [email protected] All’interno della mail devono essere specificati anche i vostri contatti telefonici per prendere accordi sulla consegna dei regali. Ci teniamo a precisare che Babbo Natale non avrà alcun logo o insegna politica, ed il servizio è totalmente gratuito.

I regali che eventualmente dovessero rimanere verranno donati al mercatino dell’usato del Comitato per la lotta contro la fame nel mondo.

Aiutateci a regalare un sorriso!
BUON NATALE A TUTTI !!!

Di seguito alcune foto della distribuzione dei regali al banchetto in piazza

 

Il Comune di Forlì è sempre più un ufficio di collocamento per politici. Drei e la sua Giunta distribuiscono incarichi per 200.000 euro a Sinistra e a Destra

drei-gabinetto“Sono circa 200.000 euro all’anno i soldi pubblici, provenienti dalle tasse pagate dai forlivesi, utilizzati per stipendiare personale nominato direttamente da Sindaco e Giunta nell’ufficio di gabinetto senza alcuna selezione pubblica e specificandone direttamente l’inquadramento e la retribuzione”, si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, che continuano: “una cifra esagerata e la cui assegnazione ha probabilmente anche alcuni vizi di legittimità che non esiteremo ad esporre nei prossimi giorni alla Procura ed alla Corte dei Conti – attaccano i pentastellati – Ci teniamo poi a specificare fin da ora che uno dei punti del nostro programma per le elezioni amministrative 2019 prevederà come minimo un dimezzamento di questa spesa”.

“Dalle nostre verifiche abbiamo appurato che l’ufficio di gabinetto impiega molto personale, oltre ad utilizzare 7 dipendenti comunali, dà lavoro a ben 5 ulteriori persone assunte a tempo determinato senza concorso, tutte “gravitanti” la galassia Pd, fra cui spiccano Massimiliano Cescon (facente parte dell’Assemblea Territoriale del Pd) e Paola Francia, portavoce del sindaco con un contratto da più di 38.000 euro lordi all’anno. Fa però eccezione l’ultima recente assunzione su individuazione diretta da parte del Sindaco Drei: si tratta di Giovanna Prati, che alle scorse amministrative era candidata nella lista di Centro Destra “Noi Forlivesi” della Consigliera Paola Casara, organizzatrice assieme alla Prati nell’aprile scorso di una conferenza “Romagna quale futuro?”, finanziata con 1500 euro di fondi consiliari, alla quale avevano partecipato come relatori esponenti del Pd come il sindaco Drei, l’ex sindaco Balzani ed il parlamentare Marco Di Maio”, spiegano Vergini e Benini.

“Con questa nomina “in quota Centro Destra” il sindaco Drei pare proprio strizzare l’occhio ai futuri alleati di governo nazionale che, a meno di una vittoria del M5S, sarà inevitabilmente un “inciucio” Forza Italia-Pd, magari con un “Gentiloni bis”… Inutile sottolineare come tutto questo strida anche a livello locale con le roboanti dichiarazioni del Centro Destra che si propone come alternativa al Pd ma dimostra nei fatti di essere ben disposto a condividere le poltrone con chi attualmente governa la città”, ironizzano Vergini e Benini.

“Ma le “fortunate coincidenze” che riguardano l’assegnazione di incarichi all’interno del Comune di Forlì a persone che fanno politica con il Pd non finiscono qui, fra le ultime in ordine di tempo abbiamo anche un incarico esterno da 39.000 euro nell’ambito di consulenza su progetti europei a Flavia Cattani, pure lei facente parte dell’Assemblea Territoriale del Pd locale. L’incarico, leggiamo sulle carte, è stato assegnato con affidamento diretto, senza la procedura selettiva prevista da regolamento, per motivi di urgenza”

“A quanto pare non sono bastate le torbide vicende, da noi sollevate, dell’incarico esterno di 10.900 euro assegnato direttamente dalla Giunta al capogruppo Pd di Parma, sulla quale sta attualmente indagando la Procura, e quella degli incarichi esterni per un totale di 52.000 euro assegnati alla cognata dell’assessore Gardini. Il Comune di Forlì persevera, incurante delle ultime indagini giudiziarie, nell’assegnare con leggerezza incarichi in modo quantomeno inopportuno e molto spesso “borderline” rispetto alle leggi vigenti, l’unica azione concreta che abbiamo visto in questi mesi in risposta alle nostre critiche è stata la rimozione dal sito del Pd di Forlì dell’elenco dei componenti della loro Assemblea Territoriale…” (qui una schermata che avevamo salvato in data 25/2/2017)

“Ma non sarà certamente questo a fermare l’azione di trasparenza e correttezza che intendiamo portare avanti, siamo certi che la maggioranza dei forlivesi non condividano le logiche clientelari con le quale pare abbia funzionato per anni il “sistema forlivese”, oggi più che mai esiste una volontà di cambiamento, incarnata dal Movimento 5 stelle che chiede discontinuità col passato ed un nuovo sistema basato sulla meritocrazia nel pieno rispetto della trasparenza e della normativa vigente senza alcun tipo di favoritismo”, concludono i pentastellati.

Aggiornamento del 21/12/2017
Relativamente alla replica di Flavia Cattani sulla stampa locale, che sostiene che avremmo pubblicato notizie non rispondenti al vero, ci teniamo a ribadire che l’incarico da 39.000 euro a lei affidato è inequivocabilmente stato affidato in modo diretto, come confermato, a seguito di nostra esplicita richiesta, anche dal Dirigente che ha assegnato l’incarico. Non entriamo nel merito sulla effettiva urgenza tale per cui è stato derogato alla necessità, propria di ogni buona amministrazione pubblica, di consultare più operatori. La Cattani è arrivata seconda in una separata e differente procedura selettiva, ma questo non autorizza automaticamente l’evitare una nuova procedura selettiva per il nuovo incarico, si è trattato quindi di una esplicita scelta. Riteniamo tale deroga quantomento inopportuna vista l’inequivocabile appartenenza politica della signora, che faceva parte dell’Assemblea Territoriale del Pd almeno fino al febbraio scorso, l’elenco dei componenti è stato poi però rimosso dal sito del Pd di Forlì, quindi non è più possibile verificare…

 

Per il Comune la decadenza della consigliera Bertaccini di Forza Italia può attendere… rinviata d’ufficio a dopo l’approvazione del bilancio!

Sono passati più di due mesi dalla nostra segnalazione sulle assenze ingiustificate della consigliera Bertaccini di Forza Italia, eppure il Comune di Forlì non sembra applicare la stessa solerzia nel procedimento rispetto a quanto fatto dal Comune di Cesena per un consigliere 5 Stelle che si era trovato nella stessa situazione ma che si è responsabilmente dimesso nel giro di pochi giorni.

Nonostante lo Statuto Comunale assegni un tempo massimo di 15 giorni per le osservazioni dell’interessata prima di una decisione finale del Consiglio, rileviamo come siano già passati più due mesi e l’argomento non è stato inserito all’ordine del giorno nemmeno del consiglio del 19 dicembre!

Ci è stato riferito che sarà inserito dopo l’approvazione del bilancio di previsione, ma riteniamo questa inerzia del tutto ingiustificata dal punto di vista regolamentare ed anche istituzionalmente scorretta. Per questo motivo abbiamo interessato il Prefetto chiedendo un suo intervento per ristabilire il rispetto delle norme.

Quello che è certo è che alla maggioranza fa sicuramente comodo un voto in meno dell’opposizione, soprattutto in occasione dell’approvazione del bilancio. Inoltre questo voler “chiudere un occhio” sui probabili futuri alleati di governo nazionale del Pd è quantomeno sospetto.

Riteniamo poco serio anche l’atteggiamento di Forza Italia che ha fornito puerili giustificazioni sulle assenze della propria consigliera sostenendo che fornirebbe un aiuto da casa… motivazioni inaccettabili per chi si propone come una seria alternativa ma dimostra nei fatti di non esserlo.

 

Teatro Apollo, un patrimonio dimenticato nell’indifferenza della politica locale

volantino-apollo“In questi giorni ha avuto grande eco sulla stampa locale e sui social il dibattito sul destino del Teatro Apollo, storico teatro forlivese inaugurato nel 1914 poi come molti teatri adattato anche a cinema, la cui proprietà ha dovuto chiudere i battenti nel 2013, vittima della crisi delle sale cinematografiche e dell’insufficiente offerta culturale che la città offre rispetto alla domanda dei forlivesi”, queste le riflessioni di Daniele Vergini e Simone Benini, Consiglieri del Movimento 5 stelle di Forlì, in relazione ai recenti fatti che hanno riportato al centro della cronaca cittadina il dibattito su un edificio che proprio dai pentastellati era stato inserito fra i “patrimoni dimenticati” di Forlì degni di essere recuperati durante il convegno tenutosi al Foro Boario pochi giorni fa alla presenza di due parlamentari del Movimento.

“La rimozione del vincolo d’uso del Teatro Apollo è stata scovata dai nostri esperti all’interno della enorme delibera, di oltre 600 pagine di allegati, sul nuovo regolamento edilizio del Comune”, spiegano Vergini e Benini, “si trattava di una piccola osservazione fra le circa 100 presentate, curioso il fatto che nella stessa non venisse mai citato il nome Apollo e risultasse presentata a nome di Maurizio Monti e non del proprietario dello stabile. L’impressione è stata che la si volesse nascondere, e pare che addirittura alcuni assessori della Giunta ne fossero all’oscuro”.

“Ci teniamo inoltre a sottolineare l’ipocrisia politica del partito dei Verdi che ha sollevato un polverone sulla stampa, però solo dopo aver votato a favore del provvedimento in Consiglio tramite il loro consigliere Paolo Bertaccini”, attaccano i pentastellati, “Noi, che al contrario loro non accettiamo la “politica dei due forni”, avevamo chiesto il rinvio per ulteriori approfondimenti e quando ci è stato negato non abbiamo partecipato al voto per scelta ed anche in segno di protesta”.

“In Commissione – continuano Vergini e Benini – gli Uffici ci hanno confermato che tale variazione non era obbligata ma è stata una scelta dell’Amministrazione, l’assessore Gardini a nostra diretta domanda ha risposto che la richiesta era accoglibile e sarà oggetto di interventi di rigenerazione secondo le esigenze della proprietà e del mercato. Ma noi ci chiediamo perchè, visto l’interesse che questo patrimonio testimoniale riveste per la cittadinanza, non siano state messe in campo altre idee e proposte per salvarla. Pare proprio che l’Amministrazione abbia giocato una partita al ribasso, nascondendosi dietro una legittima esigenza da parte della proprietà, e mettendo sul mercato un patrimonio che, benché privato, riveste nell’immaginario collettivo ben altro peso specifico”.

“Inoltre, vista anche l’imminente approvazione della discutibile Legge Urbanistica Regionale che potenzierà la possibilità di contrattazione tra i Comuni e gli imprenditori, è legittimo pensare al peggio e le rassicurazioni fornite dall’Amministrazione a seguito delle polemiche sui giornali non ci rassicurano per nulla. Alcune anticipazioni sul possibile futuro dell’Apollo vengono infatti fornite nella sopracitata osservazione accolta: “una struttura commerciale al piano terra e strutture direzionali o residenziali ai piani superiori”. Pare proprio che questa maggioranza con un distratto colpo di penna abbia incautamente cancellato un pezzo di storia di Forlì, senza assumersi  la dovuta responsabilità nei confronti della città, e anzi operando da mero mediatore sul mercato immobiliare”

“A nostro parere la questione era risolvibile portando il dibattito sul piano pubblico, anche discutendo di vincolo storico con la Soprintendenza, vincolo che avrebbe permesso di beneficiare del sostegno pubblico da parte dello Stato, Regione ed Enti territoriali, oltre che pensare, in alternativa, a contratti di sponsorizzazione o altre forme di mecenatismo culturale, fino anche all’acquisizione dell’immobile da parte del Comune”, concludono Vergini e Benini.

 

I patrimoni dimenticati: quel che non conosci della tua Forlì

Il M5S di Forlì, con il contributo dei suoi attivisti e di esperti del settore, promuove una iniziativa sulla memoria del patrimonio testimoniale e storico della città, l’appuntamento è per venerdì 1 dicembre alle ore 20:45 presso la sala del Foro Boario, luogo non a caso scelto per l’incontro, recentemente assurto alle cronache tra “i luoghi del cuore” del FAI più votato in Emilia Romagna, e che fa parte, nell’immaginario forlivese, dei luoghi dimenticati e “distratti” dagli investimenti pubblici nonostante innumerevoli promesse fin troppe volte disattese.

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Michela Montevecchi

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Laura Castelli

L’iniziativa vedrà gli interventi delle portavoce parlamentari Michela Montevecchi, senatrice membro della commissione cultura, e Laura Castelli, deputata in commissione bilancio, come esempio di un futuro dialogo, all’interno di un governo a 5 Stelle, tra i Ministeri dei Beni Culturali e dell’Economia e Finanza, che garantirebbe effetti tangibili sulla crescita economica, sul benessere diffuso e su una consistente eredità di beni patrimoniali tra i più belli al mondo da consegnare alle future generazioni. Mentre nei fatti allo stato attuale gli investimenti in cultura e per la tutela del patrimonio sono ai minimi termini, quasi si fosse presa sul serio l’infelice frase dell’ex ministro Tremonti “con la cultura non si mangia” che si consegna tra i momenti più infelici della nostra storia politica.

Nel corso dell’evento verranno portati all’attenzione del pubblico i numerosi luoghi forlivesi dimenticati, sollecitando la memoria dei presenti al ricordare posti e testimonianze abbandonate nel tempo. Argomento che si collega col lavoro svolto dalla senatrice Montevecchi che è stata la promotrice in Parlamento della “Mappa dell’Abbandono”: una relazione sul patrimonio culturale materiale e immateriale sparso sulla nostra Penisola, dimenticato e abbandonato o in stato di degrado, o addirittura restaurato ma paradossalmente non fruibile al pubblico; un documento indispensabile per procedere poi al recupero e alla valorizzazione di questo immenso e prezioso patrimonio “sommerso”.

Presenzieranno all’evento anche i consiglieri 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini, che raccoglieranno, come sempre, i suggerimenti e le proposte dei presenti per arricchire il dibattito pubblico in questa e, soprattutto, nella prossima consiliatura.

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Chi sale e chi scende…

raggi-dreiLa qualità della vita nella provincia di Roma, secondo quanto riportato nella classifica diffusa da Italia Oggi curata dal Dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza con il supporto di Cattolica Assicurazioni, sale di ben 21 posizioni, al contrario per quanto riguarda la provincia di Forlì-Cesena abbiamo una perdita di ben 13 posizioni rispetto all’anno precedente, con un forte accento anche sull’incidenza sempre maggiore della criminalità.

L’Ansa già a fine settembre 2017 segnalava un notevole calo nella qualità della vita nella nostra provincia indicando come punti di maggior debolezza il ritardo per la banda larga, l’adeguamento delle reti di trasporto, autostrade, trasporto pubblico locale, il cui dato di densità di linee urbane è lontano dalla media nazionale, nei passeggeri aerei trasportati, vedi la chiusura dell’aeroporto di Forlì, bassi livelli di formazione tecnico-scientifica, bassa penetrazione del lavoro professionale tra gli occupati e poche piccole e medie imprese innovative rispetto alla media nazionale.

Nonostante tutti i media continuino a riportare fake news sull’amministrazione 5 Stelle a Roma, noi alle polemiche preferiamo rispondere con l’evidenza dei fatti: la verità è che dove governa il M5S i risultati iniziano ad arrivare, mentre nella nostra provincia, a guida quasi totalmente Pd, si registra solo una retromarcia su quasi tutti i fronti. I nostri primi e unici interlocutori sono i cittadini, con i quali stiamo sviluppando un rapporto diretto. Raccogliamo i loro contributi li mettettiamo a sistema, affinché siano effettivamente partecipi di tutte le scelte e delle decisioni strategiche. È questo l’approccio su cui abbiamo costruito il nostro mandato e su cui costruiremo anche il nostro programma per le amministrative 2019 per dare, anche a Forlì, una seria alternativa ai disastri del Pd.