Aeroporto di Forlì, Halcombe annulla l’assemblea dei soci. M5S: “E’ la parola ‘fine’ a un triste teatrino di promesse disattese e superficialità politica”

“La notizia dell’annullamento dell’assemblea dei soci di Air Romagna SpA che si doveva tenere martedì 26 luglio per aggiornare i soci e tutta la cittadinanza sul futuro dell’aeroporto di Forlì è di una gravità senza precedenti. Getta la parola fine sulla girandola di promesse disattese, investimenti mai decollati, scortesie istituzionali e l’incredibile sfrontatezza di un manager, stiamo parlando di Robert Halcombe patron della società chiamata a gestire il Ridolfi, che è riuscito ad ottenere credito politico dagli amministratori locali (tutti del Pd) per ben due anni, pur non avendo mai presentato un progetto industriale serio e credibile”.

Questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, che già nell’ultima seduta del consiglio comunale si erano sentiti rispondere dal sindaco Drei a un question time sul tema che “Forlì ha finito la pazienza, non è più disponibile a dare credito a Robert Halcombe”.

“Per ultimi, il sindaco Drei, e con lui il deputato del Pd Marco di Maio (che a settembre 2014 parlava dell’affidamento alla cordata Halcombe come di “un risultato importantissimo” a cui aveva “lavorato tantissimo”), prendono le distanze da questa operazione fallimentare. E addirittura cercano di accreditarsi come punto di riferimento per nuove iniziative di rilancio dell’aeroporto di Forlì, magari attorno ad Armando De Girolamo, uno dei tre soci di Air Romagna con il 5% (l’altro 3% è di Calisto Maurilli, il 92% di Halcombe). Ai politici del Pd chiediamo maggiore sobrietà politico-istituzionale visto che in questi 2 anni loro stessi e l’intera città sono stati presi in giro da Halcombe. Non ci dimentichiamo che furono proprio Drei e il deputato Marco Di Maio ad esultare quando il bando fu assegnato all’americano, e cercarono di accreditare al Pd il merito di aver sbloccato la situazione. Per anni abbiamo chiesto al sindaco di vedere il piano industriale e di incalzare Halcombe nel rispetto dei patti ma nulla è stato fatto. E adesso le ultime notizie ci dicono che la situazione è precipitata”.

Enac che tiene sotto osservazione la situazione dello scalo di via Seganti è chiamata da più parti (anche dai sindacati, che poi giorni fa sono intervenuti) a staccare la spina e attivare un nuovo bando o lasciare terreno libero a una nuova proposta imprenditoriale. Alla politica – in tempi in cui tocca al privato investire, vista la voragine di soldi pubblici andati in fumo nella precedente gestione Seaf: 12 milioni di debiti e il Comune di Forlì, azionista di riferimento con il 49% delle quote – tocca assumersi la responsabilità di accertare se l’aeroporto possa funzionare senza inutili scaricabarile o ulteriori investimenti che ricadrebbero sulle tasche di tutti i cittadini. Questo è il messaggio del Movimento 5 stelle di Forlì.

“Se invece l’aeroporto di Forlì non è economicamente sostenibile, visto che l’integrazione tra gli scali romagnoli è fallita e la Sab di Bologna non intende alleggerire il traffico dell’aeroporto Marconi dirottando alcuni voli a Forlì, allora, bisogna avere il coraggio e l’onestà di dirlo ai cittadini, per poi decidere – tutti assieme – una diversa destinazione dell’aerea. Magari avviando una consultazione pubblica, un vero e proprio referendum sull’aeroporto. Decidano i forlivesi, si ascolti la loro voce, piuttosto che quella dei tanti esponenti del Pd che un giorno si dicono a sostegno di Halcombe e il giorno dopo spalleggiano manager come Armando De Girolamo che, nei fatti, è rimasto l’unico punto di riferimento dentro quella società. Il primo ad essere stato tradito dalle tante parole al vento dell’imprenditore americano”: aggiungono i pentastellati.

Pochi giorni fa erano intervenuti sulla vicenda anche i consiglieri regionali del M5S che in un’interrogazione avevano chiesto alla giunta Bonaccini di valutare, alla luce dell’inoperatività dello scalo di Forlì e della totale assenza del piano industriale, una nuova richiesta all’Enac per l’indizione di un nuovo bando per l’affidamento gestionale dell’aeroporto.

“Aspettare ancora, far passare l’ennesima estate – concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – provocherebbe ancora più danni di quelli che già si sono registrati in questi ultimi anni”.

 

Grande partecipazione dei cittadini all’evento ai Portici, dopo l’estate si replica anche negli altri quartieri

Nella piazza esterna del centro commerciale I Portici, l’area a due passi dal centro storico di Forlì che, dopo aver aperto i battenti nel 2004, oggi dopo 12 anni si trova al culmine di una crisi che vede accomunati in un unico destino cittadini, residenti e imprenditori che avevano scommesso sul rilancio del reticolo di via Colombo, in posizione strategica vicino alla stazione. Negozi che hanno chiuso i battenti, locali sfitti, mura imbrattate da scritte e bersaglio di atti vandalici, ritrovo abituale di prostitute, spacciatori, senza fissa dimora e teppisti di ogni tipo.
Questo il teatro del primo appuntamento di “Movimento in ascolto…”, le assemblee pubbliche itineranti che il MoVimento 5 Stelle di Forlì promuoverà nell’intero territorio comunale da qui alla fine del mandato amministrativo, quartiere per quartiere.
Forte è stata la risposta dei cittadini, giovedì sera, nella piazzetta dietro la sede Inail, in via Rosselli Del Turco, un centinaio di persone di tutte le età, anche famiglie al completo e il prete del quartiere, si sono riunite per partecipare alla riunione che ha visto l’intervento dei due consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini e degli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì.
Ma soprattutto, nell’occasione, ha preso la parola la gente: mamme, capifamiglia, giovani, dipendenti delle attività pubbliche e private della zona. Insomma, persone che quotidianamente vivono la realtà dei “Portici”.
Un lungo elenco di lamentele e problemi a ribadire che si tratta di una delle aree più a rischio in tema di sicurezza e vandalismo della città, teatro di spaccio e prostituzione a cielo aperto, risse, e palestra incontrollata dei writers anche delle città vicine. Tutti coloro che hanno preso la parola hanno lamentato il disinteresse dell’amministrazione comunale. Tutti hanno lamentato la mancanza di controllo diurno e notturno della zona. Tutti hanno manifestato una situazione di malessere sociale crescente.
I cittadini de “I Portici” si sono fatti promotori di una raccolta firme su un pacchetto di proposte per far rivivere e assicurare tranquillità a chi popola la zona, ed hanno trovato nel M5S un interlocutore attento (“a differenza dell’amministrazione comunale che non ha mai dato udienza”) e hanno elencato alcune semplici misure che si potrebbero adottare in breve tempo per fronteggiare il rischio degrado.
Il MoVimento 5 Stelle di Forlì si farà portavoce di queste istanze e chiederà al sindaco Drei di rispondere con precisi fatti e una maggiore capacità di ascolto a queste invocazioni di aiuto.
Daniele Vergini e Simone Benini hanno teso la mano ai cittadini, assicurato che ogni tematica sensibile verrà portata nel tentativo di trovare una soluzione in Municipio, all’attenzione della giunta comunale e del sindaco.
Da parte loro i coordinatori del gruppo di lavoro che hanno elaborato la petizione sicurezza del MoVimento 5 Stelle di Forlì hanno illustrato i dieci punti contro microcriminalità e degrado già sottoscritti in città da più di 2000 persone.
Sono state elencate dal MoVimento 5 Stelle di Forlì azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, l’impiego sul territorio della polizia municipale e della vigilanza privata, percorsi di educazione alla “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione, l’installazione di una illuminazione intelligente e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati come i furti in appartamento che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo stesso Pd di Renzi.
“Il nostro percorso di “ascolto” ha preso il via in una delle aree di Forlì con maggiori criticità. Abbiamo ascoltato con grande attenzione le problematiche e le idee espresse liberamente dai cittadini e ne faremo cassa di risonanza in consiglio comunale. Starà poi alla giunta ed al sindaco fornire il necessario grado di attenzione e impegno per risolvere i problemi”: spiegano Daniele Vergini e Simone Benini che assicurano: “Con queste assemblee, che continueranno nei prossimi mesi dopo l’estate, il M5S vuole entrare in contatto con la realtà di tutti i quartieri e di chi vi abita, spesso nell’assoluto disinteresse di chi ci amministra, e, nei casi peggiori, nell’abbandono totale da parte delle istituzioni”.

 

Il M5S incontra il SAP: c’è convergenza sui 10 punti della petizione sicurezza

fotosapI consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Forlì Daniele Vergini e Simone Benini hanno incontrato una delegazione del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) di Forlì-Cesena, rappresentato dal segretario provinciale Roberto Meloni e da Pierfranco Scucchia, per illustrare i contenuti della petizione sicurezza già sottoscritta da più di 2.000 cittadini forlivesi e presentata in consiglio comunale.

Massima convergenza degli esponenti delle forze dell’ordine sul “Pacchetto sicurezza” elaborato dal M5S Forlì. Piena condivisione sulle dieci azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della polizia municipale, l’impiego della vigilanza privata nell’attività di controllo diurno e notturno delle aree a rischio e degradate della città, maggiore coordinamento fra le forze dell’ordine e l’istituzione della Centrale Operativa Unica, l’assicurazione contro i furti in abitazione che il Comune dovrà estendere ad ogni capofamiglia, la sorveglianza di vicinato, l’illuminazione intelligente e l’inasprimento e la certezza delle pene.

Gli esponenti del Sap hanno ribadito le difficoltà e i disagi cui sono soggetti i poliziotti nello svolgimento delle loro mansioni: il personale che va in pensione non viene adeguatamente rimpiazzato, con conseguente innalzamento dell’età media degli agenti, le apparecchiature di cui sono dotati gli operatori pubblici della sicurezza chiamati al controllo del territorio sono spesso obsolete, manca il coordinamento fra le forze dell’ordine ed il personale è ancora esiguo rispetto alle necessità, ed è necessario ampliare e migliorare qualitativamente la rete della videosorveglianza.

I dati sono ormai noti e parlano chiaro: 4 pattuglie in città destinate al controllo, una ogni 30.000 abitanti circa, e questo mentre proliferano i furti negli appartamenti e nei luoghi di lavoro a Forlì, innescando insicurezza nella cittadinanza. Inoltre, il Sindacato Autonomo di Polizia , per voce del segretario provinciale di Forlì-Cesena Roberto Meloni, ha rinnovato l’allarme del pericolo “ridimensionamento” e chiusura della sede della Polizia Postale di Forlì.

Il Movimento 5 stelle di Forlì, da parte sua, ha ricordato che la petizione sicurezza è stata bocciata in consiglio comunale dal Pd, nonostante 5-6 tematiche elaborate dai pentastellati siano state poi “adottate” dalla stessa maggioranza in un altra mozione di impegni…

“Vedremo se passeranno dalle parole ai fatti”: ironizzano I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Forlì Daniele Vergini e Simone Benini, che poi continuano così: “Per pregiudizio ideologico il Pd non ha accolto le nostre proposte che larga parte della popolazione e le stesse forze dell’ordine condividono, vedremo se le misure in tema di lotta alla criminalità che hanno annunciato da qui a due mesi saranno effettivamente messe in campo. I nostri punti saranno all’ordine della nostra azione politica se e quando i cittadini ci daranno fiducia e ci consentiranno di governare Forlì, città colpita più di ogni altra a livello nazionale dal problema dei furti in abitazione e in azienda”.

“Da parte nostra, oltre all’iniziativa locale della petizione sicurezza, abbiamo sollecitato un intervento in ambito parlamentare per adeguare le leggi alla necessaria certezza della pena, inasprendo anche quelle relative ai reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo Pd di Renzi”: concludono Vergini e Benini.

Il Movimento 5 stelle Forlì ricorda che gli incontri con tutti i soggetti istituzionali ed i sindacati di categoria della sicurezza – prima del Sap quello con Ugl Sicurezza Civile (Il sindacato delle Guardie Giurate) – continueranno nei prossimi mesi: “Gli inviti sono stati spediti, vediamo chi accetterà il confronto”.

 

Movimento in ascolto… ai Portici. Partono le assemblee itineranti del M5S Forlì

“Movimento in ascolto…”: questo il filo conduttore delle assemblee pubbliche itineranti che il MoVimento 5 Stelle di Forlì promuoverà nell’intero territorio comunale da qui alla fine del mandato amministrativo. Quartiere per quartiere. Il primo appuntamento? Giovedì 21 luglio 2016 ai Portici, vicino al centro commerciale Coop, dalle ore 21 fino alle 23, nella piazzetta dietro la sede Inail, in via Rosselli Del Turco.

Saranno presenti i due consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini e tutti gli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì. Verrà prestata la massima attenzione alle considerazioni, alle eventuali lamentele ed alle proposte dei cittadini di una delle aree più a rischio in tema di sicurezza e vandalismo della città, teatro di spaccio e prostituzione a cielo aperto, risse, e palestra incontrollata dei writers di ogni provenienza.

“Con queste assemblee, che continueranno dopo l’estate, il M5S vuole entrare maggiormente in contatto con la realtà dei quartieri e di chi vi abita, spesso nell’assoluto disinteresse di chi ci amministra, e, nei casi peggiori, nell’abbandono totale da parte delle istituzioni. Il nostro percorso di “ascolto” prende il via nelle aree con maggiori criticità, ascolteremo le problematiche e le idee dei cittadini e ne faremo cassa di risonanza in consiglio comunale”: spiegano Daniele Vergini e Simone Benini.

Il MoVimento 5 Stelle di Forlì chiama all’appello i cittadini: “Vi aspettiamo numerosi, passate parola e partecipate” e rilancia una delle frasi di Beppe Grillo più care agli attivisti: “Ognuno di noi deve dedicare un po’ del proprio tempo e delle proprie competenze ad un progetto comune per rendere migliore la propria città”.

 

Il M5S di Forlì condanna fermamente le esternazioni di Francesco Minutillo

minutillo“Abbiamo letto con un certo sgomento le dichiarazioni fatte sui social network da Francesco Minutillo, segretario per la Provincia Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia, tali affermazioni sono molto gravi ed a nulla è servito che siano state cancellate dalla sua pagina facebook, perchè hanno avuto un forte eco anche sui media nazionali, gettando discredito sull’immagine della città di Forlì”.

Questa la reazione di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, in merito al post di Francesco Minutillo – avvocato forlivese già candidato capolista alle Regionali nel collegio di Forlì-Cesena, nelle fila di Fratelli d’Italia – poi amplificato a Radio 24 nell’intervista alla “Zanzara” di Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

“Si tratta di un richiamo all’intolleranza che non possiamo e non dobbiamo sminuire, semmai stigmatizzare – aggiungono i due “pentastellati” – chiediamo, dunque, una chiara dissociazione da queste esternazioni prive di controllo, una presa di distanza del mondo politico, a cominciare da Fratelli d’Italia e dai partiti alleati del centrodestra fino ad arrivare a Davide Minutillo, fratello dello stesso Francesco, consigliere comunale a Forlì”.

Nel suo post e nell’intervista radiofonica Minutillo si è distinto per inaccettabili affermazioni sprezzanti, omofobe, razziste, filo-fasciste (“froci”, “negri” e “maiali partigiani” riferito ai Padri Costituenti: ha scritto) e anche di elogio al nazismo e ad Adolf Hitler, usando un frasario offensivo e provocatorio (“venga lo zio Adolfo a fare un po’ di ordine”: ha detto in radio Minutillo).

“L’esponente di Fratelli d’Italia – evidenziano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle – ha addirittura caldeggiato la necessità di creare un nuovo manifesto di Verona, richiamandosi alla Carta di Verona, ovvero il piano programmatico della Repubblica Sociale Italiana che definiva gli obbiettivi politici del Partito Fascista Repubblicano nato dalle ceneri del Partito Nazionale Fascista. Un testo che, lo ricordiamo, nel suo preambolo si ricollegava direttamente alle leggi razziali fasciste delle quali Minutillo sente ora, evidentemente, la necessità”.

Il Movimento 5 stelle di Forlì evidenzia infine come: “Fratelli di Italia, e gli altri partiti del centrodestra, sempre molto divisi al loro interno, siano assolutamente incapaci di fare sintesi attorno a concetti che non siano estremistici, ed allo stato attuale non rappresentano un’alternativa politica credibile e moderata, semmai un’armata Brancaleone ancora alla disperata ricerca di un proprio leader che dovrà mettere tutti d’accordo e soprattutto tranquillizzare gli elettori. La cosa più difficile in assoluto, vista anche l’ultima esperienza alle amministrative del centrodestra che si presentava disunito: con Noi Forlivesi, Fratelli d’Italia e Forza Italia da una parte e Lega Nord dall’altra. E comunque anche dovesse esistere un centro destra unito alla prossime elezioni, riteniamo dopo queste esternazioni che i cittadini forlivesi debbano avere ben chiaro sin da subito se Francesco Minutillo ne possa fare parte o meno. Il nostro parere di ferma condanna è chiarissimo”.

Di seguito l’audio dell’intervista a La Zanzara di Radio 24

 

Vittoria M5S: il consiglio comunale approva la nostra mozione sui “contrassegni rosa”

“Meglio tardi che mai. Ed ora si passi dalle parole ai fatti. Si realizzi concretamente e subito la proposta del “contrassegno rosa”, il pass speciale per le future mamme in stato di gravidanza, che in aggiunta ai già esistenti “parcheggi rosa” permetterà loro di parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu che come Movimento 5 stelle abbiamo presentato nel febbraio scorso (5 mesi fa!) e soltanto martedì è stata approvata dal consiglio comunale”.

Questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, alla via libera alla mozione che chiedeva l’istituzione del contrassegno speciale per le donne in stato di gravidanza o con prole neonatale.

“Considerato che la già attiva iniziativa delle “piazzole rosa riservate” nei parcheggi di via Oriani, via Manzoni e nell’interrato di viale Vittorio Veneto, è comunque da ritenersi positiva anche se gli spazi riservati possono risultare insufficienti e la distanza degli stessi dal centro storico è abbastanza elevata, sarebbe molto più pratica ed efficace l’assegnazione di un apposito contrassegno alle donne in stato di gravidanza o con prole di età inferiore ad un anno, aventi la residenza nel Comune di Forlì. Un pass che consenta al veicolo condotto dalla richiedente la possibilità di sosta in esenzione al pagamento del parcheggio e in deroga alla sosta regolamentata a tempo (disco orario), su tutti i parcheggi del Comune di Forlì”: nota il Movimento 5 stelle di Forlì.

In molte città d’Italia il Contrassegno Speciale Gravidanza è già una realtà con un permesso che intende agevolare la sosta, all’interno di aree segnalate da una cartellonistica verticale e da strisce rosa sull’asfalto, offrendo alle donne in stato di gravidanza e a mamme con neonati al seguito un’opportunità di parcheggio senza difficoltà nei luoghi da loro più frequentati e dove la sosta è problematica, nel rispetto della regolamentazione della zona in cui si parcheggia.

“Si tratta di un provvedimento che a Forlì interesserà un migliaio di neo mamme circa (numero totale di parti nel 2015 a Forlì 1.138, nel 2014 ben 1219 nascite, nel 2013 hanno visto la luce 1.327 bambini, 1.364 nel 2012, e 1.371 nel 2011) e che rappresenta un sostegno socio-economico che solleva almeno un po’ una delle categorie più a rischio (donne, mamme e soprattutto giovani) e duramente colpite dalla crisi. Il Comune di Forlì si attivi immediatamente per identificare le aree idonee e consentire l’utilizzo del “contrassegno rosa” già entro questo mese”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Il M5S incontra l’UGL: piena convergenza sui 10 punti della petizione sicurezza

incontro m5s-uglIl consigliere Daniele Vergini del Movimento 5 stelle Forlì, ha incontrato Filippo Lo Giudice, segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl Sicurezza civile, il sindacato più rappresentativo delle guardie giurate, molto radicato in provincia di Forlì-Cesena, per illustrare i contenuti della petizione sicurezza già sottoscritta da 2000 cittadini e presentata in consiglio comunale.

La proposta dei pentastellati prevede anche l’impiego della vigilanza privata nei servizi di controllo diurno e notturno nelle aree a rischio e degradate della città.
“Nel “Pacchetto sicurezza del M5S Forlì” si elencano dieci azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della polizia municipale ed anche l’impiego della vigilanza privata , che non dovrà sovrapporsi ma integrarsi con le altre forze dell’ordine, per concorrere al controllo diurno e notturno delle aree a rischio e degradate della città”: ha spiegato lo stesso Daniele Vergini.

“Ritengo la proposta di inserimento delle guardie giurate in un piano organico di lotta al degrado urbano che innesca malcostume e insicurezza nella cittadinanza ed al contrasto dei furti in abitazione una soluzione intelligente e concreta. Per nulla viziata da un pregiudizio ideologico. E su queste basi ho ringraziato personalmente il Movimento 5 stelle di Forlì per aver elaborato la petizione sicurezza. E male ha fatto il Pd a bocciare il progetto in consiglio comunale”: ha dichiarato Filippo Lo Giudice, che nell’occasione ha ricordato come anche il sindaco Drei e la sua giunta si fossero dimostrati insensibili, nei mesi scorsi, alla proposta che l’Ugl Sicurezza civile aveva avanzato al Comune di Forlì di mettere in campo ogni mezzo – compresa la vigilanza privata – per arginare il dilagare della criminalità a Forlì, città colpita più di ogni altra a livello nazionale dal problema dei furti in abitazione e in azienda.

“Da parte nostra, oltre all’iniziativa locale della petizione sicurezza, abbiamo sollecitato un intervento in ambito parlamentare per adeguare le leggi alla necessaria certezza della pena, inasprendo anche quelle relative ai reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo PD di Renzi, lo stesso partito che a Forlì ha bocciato in consiglio comunale il nostro Piano in 10 punti”: conclude il consigliere del Movimento 5 stelle Forlì, Daniele Vergini. “L’incontro di oggi in Ugl, è il primo di una serie, abbiamo infatti intenzione di incontrare anche altri soggetti istituzionali e sindacati di categoria della sicurezza per promuovere la petizione che è stata già sottoscritta da 2000 cittadini”

 

Il Pd boccia la petizione sicurezza firmata da 2000 cittadini e approva un OdG “fotocopia”

“Ieri il PD ha preso in giro i 2000 cittadini che hanno firmato la petizione bocciandola e proponendo un loro OdG “fotocopia”, un Pd visibilmente in difficoltà, che non riesce a far altro che copiare le idee altrui, ma nel farlo dimostra solo di non avere più alcuna credibilità visto che in 2 anni e mezzo sulla sicurezza non hanno fatto nulla a parte annunci”: questa l’accusa del consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Benini a seguito della discussione in Consiglio Comunale della petizione sicurezza elaborata nei mesi scorsi dal Movimento 5 Stelle di Forlì e sottoscritta da più di 2000 cittadini, di ogni orientamento e fede politica, anche elettori del Pd.

“Abbiamo presentato un vero e proprio piano-programma in dieci punti, concretamente attuabili dall’amministrazione comunale, già  depositato in Municipio e recentemente illustrato anche al prefetto di Forlì Fulvio Rocco De Marinis. Il Pd ci ha chiesto di ritirare la petizione per rielaborare un testo assieme a loro, una proposta che abbiamo ritenuto irricevibile e provocatoria. Siamo orgogliosi di aver portato la voce di 2000 forlivesi e sollevato un’esigenza di una parte consistente di cittadini che ha manifestato un malessere, è stato giusto chiedere il voto su questo testo senza alterazioni e inutili “giochi di palazzo”, il Pd, come abbiamo più volte detto, poteva semplicemente emendarlo togliendo le parti che non riteneva utili ma ha deciso invece di bocciarlo in toto, di questo se ne assumerà la responsabilità di fronte ai cittadini”: aggiungono Vergini e Benini

“Segnaliamo inoltre ai cittadini l’operazione scorretta messa in atto parallelamente dal partito di maggioranza, presentando un OdG “fotocopia” che riprende la maggioranza dei punti della petizione, nel becero tentativo di “mettere la bandierina” sul tema e prendersi il merito. Noi come M5S abbiamo coerentemente votato a favore anche anche di questo OdG del PD però lasciamo ai cittadini le dovute considerazioni”, aggiungono i pentastellati, che segnalano,  inoltre, anche: “l’ingiustificabile assenza del sindaco Drei durante la discussione ed il silenzio totale dell’assessore con delega alla sicurezza Marco Ravaioli… Questa è la considerazione che ha questa amministrazione dei cittadini forlivesi, questa è la vera attenzione dedicata dalla giunta al problema della sicurezza!”: chiosano Vergini e Benini

Per la cronaca, il pacchetto sicurezza proposto dalla petizione conteneva misure concrete come: la videosorveglianza mirata, l’installazione di punti illuminazione intelligente, le ordinanze comunali speciali riguardanti sicurezza e lotta al degrado, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggiore controllo del territorio da parte della polizia municipale, l’impiego della vigilanza privata (che non dovrà sovrapporsi alle forze dell’ordine pubbliche ma integrare i servizi di controllo diurno e notturno nelle aree a rischio e degradate), esperienze di “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione (come è stato fatto in diversi comuni del triveneto, ed in parte anche a Bologna, città governata dal Pd), e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento.

 

1300 alberi da abbattere a Rio Bolzanino, Vergini e Benini: “Sindaco e nuovo assessore al Verde fermino questo scempio ambientale. Se ne discuta in consiglio comunale”

“Appresa la notizia di una richiesta avanzata dal Consorzio di Bonifica della Romagna di abbattimento di ben 1300 piante (alberi e vegetazione spontanea, lungo la via Rio Bolzanino, nelle due sponde dell’omonimo ruscello), nel tratto da Villanova alla Pescaccia, in area comunale, chiediamo precise spiegazioni alla giunta, al sindaco ed all’assessore al verde pubblico, ammesso che abbia un volto, un nome, un pensiero… Posto che l’ex assessore Zanetti ha già ammesso sui social network dell’esistenza del progetto e che, per un motivo o per l’altro, si sarebbe giustificata dicendo di non essere riuscita ad informare il Consiglio in merito perchè gli uffici comunali preposti non l’avevano a loro volta informata”: così i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

“Chiediamo, dunque, di conoscere i particolari del progetto che prevede questo scempio, costo dell’opera, stazione appaltante e ditta che sarà incaricata di procedere all’azzeramento di centinaia e centinaia di essenze arboree, alberi, alberelli, vegetazione spontanea, arbusti e piante sanissime maestose di varie essenze, per lo più autoctone: Acero campestre, Edera, Nocciolo, Olmo, Pseudoacacia, Salice, Sanguinella. Vorremmo sapere con che criterio si concede il via libera ad un intervento che distruggerebbe piante che in maggioranza trattengono le sponde dall’erosione delle piene, contribuiscono alla depurazione delle acque di Rio Bolzanino e costituiscono habitat naturale per molte specie avicole che adesso nidificano ed offrono sicuro rifugio a selvaggina stanziale”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

I pentastellati aggiungo che ogni intervento pubblico che porti la desertificazione in aree verdi o fluviali causerà effetti negativi che si ripercuoteranno direttamente anche sulla vita delle persone per l’ aumento dell’inquinamento, del grado di umidità e della calura estiva.

“Anche la direttiva europea 2007/60/CE sulle alluvioni indica che in aree non urbanizzate siano individuati spazi idonei alla libera espansione delle acque, al ripristino di pianure alluvionali, al recupero di aree palustri e boschi ripariali e che siano disincentivate attività edilizie nelle zone soggette a inondazioni. Chiediamo quindi  che venga sospeso il progetto che prevede l’abbattimento di queste 1300 piante in attesa di approfonditi controlli sullo stato non soltanto del Rio Bolzanino ma  anche dei corsi d’acqua del territorio comunale e in tutta la provincia di Forlì”: è l’invito del M5S di Forlì che ricorda, infine, come alcune associazioni (Wwf, Lipu e Legambiente) si siano attivate proprio in queste settimane in tutta Italia contro i tagli indiscriminati della vegetazione dei corsi d’acqua naturali ed artificiali”.

“Si tratta di interventi realizzati con mezzi non adeguati, che distruggono in modo indiscriminato i boschi ripariali, la vegetazione e il suolo, modificando a volte in modo ingiustificato anche le forme fluviali, con le fasce laterali dei corsi d’acqua che perdono le loro funzioni ecologiche a supporto della fauna, la capacità di ridurre gli inquinanti, di attenuare la forza dell’acqua e di trattenere materiali e sedimenti. Visto che nel recente passato anche a Forlì si sono manifestate criticità idrauliche e allagamenti, riteniamo che si debba affrontare seriamente il problema degli alberi di Rio Bolzanino prima di dover rincorrere l’ennesima emergenza ambientale”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Caso Spese Legali, la Procura di Forlì: ”eccesso di potere, gestione superficiale e poco oculata della cosa pubblica”. Benini e Vergini chiedono le dimissioni di Drei

“Il recente azzeramento della giunta del comune di Forlì avvenuto poche ore dopo l’annuncio di una nostra conferenza stampa sugli sviluppi della spinosa vicenda delle spese legali extrabilancio, non ci sembra affatto una coincidenza. Solo pochi giorni fa il Tribunale di Forlì, per mano del Gip aveva archiviato l’esposto da noi presentato sulle spese legali extrabilancio del Comune di Forlì, i magistrati inquirenti però, pur non riconoscendo il reato di abuso d’ufficio per il quale avevano indagato, hanno confermato alcuni dei rilievi che più volte noi avevamo pubblicamente illustrato nelle sedute del Consiglio. Quindi il nostro giudizio politico, estremamente negativo, rimane e anzi ne esce rafforzato perchè non c’è sicuramente bisogno di arrivare alla conclamazione del reato per prendere atto di una condotta politicamente inaccettabile sotto gli occhi di tutti perchè contraria al buon senso ed alla virtù amministrativa. A nulla serve l’azzeramento di giunta annunciato in estremis poche ora fa dal Sindaco nel tentativo di ‘ripulirsi’, la responsabilità è in primis la sua per aver nominato una giunta che non è stata in grado di amministrare correttamente la cosa pubblica”: questo il commento dei consiglieri comunali del M5S di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini che chiedono a gran voce le dimissioni del primo cittadino.

E i due pentastellati sottolineano numerosi spunti presenti nell’atto di archiviazione che evidenziano la gravità dei fatti esposti, la Procura scrive infatti che: “la gestione del conferimento degli incarichi legali (con prevalenza nella scelta di due principali avvocati rispetto ad altri), la mancata presentazione di note proforma per lunghissimi tempi (a volte anche anni, al limite della prescrizione decennale), nonché il mancato accantonamento (prudenziale) a bilancio delle somme che i legali avrebbero comunque richiesto per l’espletamento dei loro incarichi, denota una gestione eccessivamente superficiale e poco oculata della cosa pubblica”.

Un comportamento “aggravato dal fatto che per molti anni tali condotte sono state poste in essere principalmente dal Dirigente del Settore Affari Generali e Risorse Umane (La Forgia, ndr) ma comunque in piena sintonia con l’Ufficio Ragioneria e con la giunta comunale di volta in volta in carica, in quanto la situazione era ben presente a ciascun protagonista della scena amministrativa e politica e della stessa nessuno si è mai fatto carico, se non quando è stata imposta la ricognizione della situazione debitoria”.

“E’ la stessa Procura a sottolineare come i sindaci e le varie giunte comunali fossero al corrente della situazione debitoria che si andava ad aggravare di anno in anno. E c’è una dichiarazione dello stesso La Forgia che ci lascia di stucco”: aggiungono Benini e Vergini riportando un passaggio della testimonianza del dirigente comunale che, ascoltato dai magistrati come “persona informata dei fatti”, dice: “Posso affermare di non essere stato mai sollecitato dalla ragioneria, né dai revisori né dall’assessore al bilancio a richiedere le parcelle. Anzi, sono stato velatamente invitato a non accelerare la liquidazione delle parcelle. Posso dedurre che il motivo sia legato alle difficoltà della gestione finanziaria del Comune”.

“E questo politicamente è sufficiente per ribadire che Emanuela Briccolani, assessore al Bilancio ed alle Finanze del Comune di Forlì da più di 7 anni, non poteva non sapere come venissero gestiti i soldi pubblici e non poteva non conoscere la condotta posta in essere dal dirigente La Forgia. E assieme all’assessore al bilancio anche la giunta ed al sindaco hanno omnesso di vigilare e informare correttamente il consiglio comunale, che negli anni, ignaro, ha approvato bilanci che non erano pienamente veritieri”: annunciano gli esponenti del M5S di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

“E’ inoltre un fatto acclarato, e non più solo una nostra opinione, come il consiglio comunale sia stato di fatto esautorato nelle sue prerogative dall’accordo firmato da La Forgia con i 2 avvocati un istante prima di informare i consiglieri del debito fuori bilancio, una azione definita come un “eccesso di potere” (anche se non un reato penale) con il quale il dirigente ha “blindato” il debito e spinto in pressing i consiglieri a legittimarlo lasciando loro meno di 24 ore di tempo a disposizione per comprendere le carte. Viceversa, se per qualsiasi motivo il consiglio comunale non avesse riconosciuto la legittimità del debito entro il 31 luglio 2015 il dirigente avrebbe rischiato di dover pagare di tasca sua il milione e mezzo dovuto ai legali che avevano prestato servigi all’amministrazione comunale. A nostro parere il Consiglio è stato letteralmente preso in giro e svuotato del proprio ruolo”: aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini che riportano il virgolettato integrale della Procura di Forlì: “l’aver sottoscritto tali contratti solo alcuni giorni prima della seduta del Consiglio Comunale nel quale si sarebbe dovuta approvare la delibera del riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ha di fatto esautorato i poteri dell’organo collegiale ed ha esorbitato i poteri di istruttoria previsti in capo al dirigente del Settore Affari Generali”.

Inoltre sempre nell’atto di archiviazione si legge, in merito all’accordo fra La Forgia e l’avvocato Mario Di Giovanni, dello studio legale di Roberto Pinza, presidente della Fondazione Carisp, che si è trattato di un “accordo certamente vantaggioso per l’ente comunale” ma che “tuttavia, costituisce una pietra tombale sia in relazione alla sussistenza ed esigibilità di alcuni crediti sia in merito alla congruità del quantum richiesto”, mentre il dirigente “si sarebbe certamente dovuto limitare a far emergere i presupposti di utilità ed arricchimento che all’ente sono derivati dalla prestazione dei servizi legali”. Rimane inoltre irrisolto l’interrogativo posto dalla stessa Procura: il perché i legali negli anni “non avessero mai emesso neppure note proforma al fine di sollecitare il pagamento del corrispettivo per la prestazione elargita, arrivando al limite della prescrizione del diritto di credito vantato proprio nei confronti dell’ente comunale”.

Infine il M5S di Forlì evidenzia come anche la Procura abbia rilevato la “assenza di qualsiasi utilità” del famoso parere pro-veritate, costato alla collettività ulteriori 13.688 euro, commissionato dalla segretaria Lia Piraccini ai due legali Taroni e Masetti del foro di Ravenna, dopo il rifiuto dell’Ordine degli avvocati di Forlì-Cesena. “Perchè sono stati spesi questi soldi per un parere del tutto inutile?” – incalzano i pentastellati – “in commissione a nostra domanda diretta lo stesso avvocato Taroni, che lo aveva redatto, ammise che questo parere non aveva alcun rilievo giuridico! Quindi perchè si è scelto di spendere altri soldi pubblici inutilmente?”

“Il pasticcio amministrativo, ormai confermato anche dalle osservazioni della Procura, è sotto gli occhi di tutti”: insistono i consiglieri comunali del M5S: “ricordiamo che noi uscimmo dall’aula in segno di protesta per non legittimare anche a futura memoria questo modo di gestire la cosa pubblica che ha messo a nudo l’incapacità politica degli amministratori e della struttura burocratica che nel tempo ha sorretto i medesimi.
E a questo punto ci domandiamo: perché il Comune non ha chiesto conto dell’eccesso di potere di La Forgia nell’aver stipulato accordi senza preventivi riscontri di congruità e legittimità? Perché in autotutela la giunta Drei non ha ancora chiesto l’annullamento d’ufficio degli atti amministrativi viziati di eccesso di potere così come indicati dalla Procura visto che non sono ancora passati 18 mesi entro i quali questo può essere fatto?”: sono le domande finali che i consiglieri comunali del M5S di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini pongono al sindaco.