Nella conferenza stampa di oggi, che riportiamo integralmente di seguito, abbiamo spiegato perchè il caso, nato dai nostri esposti, si è riaperto anche per i politici. Tutto nasce da un incarico affidato direttamente da Sindaco e giunta Pd di Forlì a Nicola Dall’Olio, allora capogruppo del Pd di Parma. La delibera riportava direttamente il nome di Dall’Olio ed il suo compenso senza che fosse stata fatta alcuna procedura selettiva, inoltre questo era un atto che la giunta NON poteva fare, perchè la selezione spettava ai dirigenti! Un caso molto intricato, che inizialmente aveva visto un’archiviazione delle indagini nei confronti dei politici che sarebbero stati indotti a firmare quell’atto da “personalità forti e autorevoli” (i dirigenti comunali). Ma dopo qualche mese ecco il colpo di scena: due diversi assessori dell’attuale giunta ci confidano pesantissime rivelazioni che abbiamo ritenuto di segnalare con un esposto alla Procura, questi nuove prove hanno fatto riaprire le indagini anche nei confronti del livello politico, nel video della conferenza stampa la ricostruzione di tutto quello che è successo e i nomi degli assessori coinvolti.
Pare che finalmente i 13 sindaci abbiano finalmente “partorito”, dopo un lungo travaglio, le tariffe di Alea! Noi lo chiedevamo con forza dall’anno scorso come passaggio fondamentale per mantenere credibilità nei confronti dei cittadini, ma ce l’hanno fatta solo ora, ampiamente oltre il tempo massimo dopo ben due mesi dalla partenza del servizio a Forlì, inaccettabile! E come se non bastasse, pur non essendo stati ancora consegnati i documenti ai consiglieri, notiamo che i soliti partiti si sono affrettati a rilasciare dichiarazioni alla stampa in un senso o nell’altro, ma basandosi sul nulla… Il sindaco Drei sbandiera una vittora senza considerare la partenza disastrosa della raccolta, avvenuta a causa della forzatura nel voler fare in 6 mesi quello che andava fatto in 2 anni, solo ed esclusivamente per un tornaconto elettorale. Il Centrodestra invece continua a dire tutto il contrario di tutto, Mezzacapo e Ragni sparano a zero (ignorando che in veneto il bacino Priula/Contarina, che attua lo stesso metodo di raccolta, è retto da 2/3 di sindaci leghisti) mentre Zattini che, come si sa, è a favore di Alea, si accoda a Drei per bocca dell’assessore di Meldola Cicognani, presidente del coordinamento soci. Probabilmente nel Centrodestra con questa strategia pensano di fare i “pigliatutto” sperando di prendere i voti sia dei pro che dei contro Alea. Al contrario noi del M5S abbiamo deciso di tenere un atteggiamento più serio: prima di dichiarare aspettiamo di leggere le carte, solo dopo esprimeremo giudizi, e proporremo eventualmente emendamenti per migliorare i regolamenti che, lo ricordiamo, dovranno obbligatoriamente passare per i consigli comunali.
Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del M5S Forlì.
Il gruppo 5 Stelle di Forlì come sapete si è mosso da tempo, fin da prima dell’estate per lavorare sul programma per le amministrative, contemporaneamente abbiamo aperto alla ricerca delle candidature con regole chiare e democratiche pubblicate sul nostro sito, nel mese di dicembre abbiamo individuato i candidati e ad inizio gennaio abbiamo inviato la richiesta di certificazione ai nostri riferimenti nazionali.
Per l’ok finale sarà necessario attendere ancora qualche giorno vista la mole di richieste che stanno proveniendo a Roma dai comuni di tutta italia, siamo in attesa di via libera che comunque riteniamo arriverà a breve.
In ogni caso, visto che la campagna elettorale è ormai iniziata, come gruppo abbiamo deciso di rompere gli indugi, e di presentare ufficialmente la mia candidatura a sindaco per le elezioni di maggio, ci tengo a dire che per me è un grande onore, e sento forte la responsabilità di questo ruolo, e farò del mio meglio per portare un governo di vero cambiamento anche qui a Forlì, che porterà avanti le esigenze dei cittadini e non quelle dei soliti gruppi di potere che negli ultimi decenni hanno mosso i fili della città.
Due parole su di me: ho 41 anni, forlivese da sempre residente a Forlì, sono un ingegnere informatico, mi sono laureato all’università di bologna, ho lavorato per alcuni anni in Telecom Italia e lavoro da circa 10 anni in un’azienda di Forlimpopoli come ingegnere del software, per spiegare in due parole il mio lavoro anche a chi non è del settore, posso dire che mi occupo di risolvere problemi facendo uso della logica, ed è un po’ questa la filosofia che mi contraddistingue e che vorrei portare anche in comune, dove invece prevalgono purtroppo molte volte altre logiche, spesso clientelari, come abbiamo visto, assieme a Simone Benini, nella nostra attività da consiglieri comunali in questi 5 anni, dove possiamo dire di essere stati gli unici ad aver fatto una vera opposizione.
Attuale amministrazione e Pd Prima di passare al programma vi voglio dire due parole sui motivi che mi hanno convinto ad accettare questa sfida, il primo è sicuramente quello che ho visto durante il mio mandato di consigliere dove ho toccato con mano i tanti disastri che l’amministrazione Drei ha compiuto alle spalle dei forlivesi. La lista sarebbe molto lunga, ne cito solo due per non tediarvi troppo: le consulenze affidate agli amici degli amici, agli esponenti del Pd e persino ai parenti di qualche assessore, pagate con i soldi dei cittadini, che al di là della rilevanza penale o meno ritengo estremamente gravi perchè chiaro sintomo di qualcosa che non va; e poi, solo per citare l’ultimo evento di attualità, l’incredibile decisione di acquistare i capannoni della Fiera per farci un centro di accoglienza per gli sfollati in caso di terremoto: ebbene, dopo aver speso 1,7 mln di euro, subito usati dalla Fiera per azzerare il mutuo acceso con Cassa dei Risparmi di Forlì, l’amministrazione comunale è quindi entrata così in possesso di strutture, che però non sono a norma con le leggi antisismiche per quella destinazione d’uso! Pensate… un centro per sfollati dal terremoto in capannoni non antisismici. Non penso si debba aggiungere molto altro… questi sono solo 2 dei tanti motivi per cui è evidente che l’amministrazione Drei ha fallito, e lo sanno benissimo anche gli elettori Pd, tanto che il partito mi pare che sia nel caos più totale. E sul tentativo fallito di candidare Zelli che si è sfilato all’ultimo momento la cosa più interessante da rilevare è l’evidenza che si vergognavano anche a presentarsi col loro simbolo, vediamo ora cosa tireranno fuori dal cilindro…
Zattini e Centrodestra Il secondo motivo che mi ha convinto è che non si può rischiare nemmeno di dare la città in mano al candidato del centrodestra Zattini, a capo di una coalizione sconclusionata che va dai fascisti ai repubblicani, e dove tutti dicono il contrario di tutto, un esempio chiarissimo è il tema dei rifiuti dove Zattini dice una cosa e la Lega l’esatto opposto, mentre Forza Italia compie giravolte passando da una posizione contraria ad Alea ad una favorevole nel giro di 24 ore. Come potranno governare una città se litigano già adesso? Zattini dice poi di non gradire gli urlatori, ma ne ha uno in casa e se lo tiene stretto: Minutillo di Fratelli d’italia che ha offeso la memoria di un partigiano e definito “catto-comunista” il nostro vescovo.
Ma la cosa più grave è che Zattini, al contrario di quello che dice, rappresenta la perfetta continuità del modo di agire dall’attuale amministrazione Pd, è il tipico uomo che va bene per tutte le stagioni, ex Democristiano, prima vicino all’area berlusconiana, poi, scelto e protetto dalla Lega, ora, ma allo stesso tempo anche grande amico di Marco Di Maio del Pd, con il quale saliva sui palchi durante le elezioni politiche dell’anno scorso.
Per due anni sindaco di Meldola e adesso, a mandato terminato e non più rinnovabile, ecco che gli è stata preparata subito una nuova poltrona. Qui da noi. Un forestiero a Forlì. Una candidatura da fuori che evidenzia inevitabilmente anche la carenza di esponenti credibili a livello locale… Una candidatura che, dietro ad una finta promessa di alternanza, nasconde invece una azione per favorire invece i soliti noti, i soliti potentati cittadini, le solite mani sulla città: tramontata l’era Pd ecco che si cerca di preparare quella del centrodestra di Zattini in perfetta continuità, tanto che lo stesso Zattini ha già promesso nel suo discorso di presentazione che lui non farà distinzione fra buoni e cattivi… chissà cosa intendeva con quella frase sibillina…
E proprio a questo proposito vorrei farvi vedere questo video che riguarda una vicenda accaduta a Meldola e finita sulle TV nazionali nella trasmissione Striscia la Notizia, vi prego di fare particolare attenzione a quello che dice Zattini alla fine. clicca qui per visionare il video.
Quando vidi questo video per la prima volta mi preoccupai per i meldolesi… ma immaginate la mia preoccupazione quando ho scoperto che Zattini sarebbe stato candidato a Forlì, ditemi voi se i forlivesi possono fidarsi di una persona così. Di uno che davanti alle telecamere dice una cosa, tipica del politico navigato, mentre a telecamere spente (o meglio, lui pensava fossero spente) smentisce quanto detto pochi secondi prima per sostenere l’esatto contrario. E difendere un “finto” dentista che, a quanto si vede, svolgeva l’attività senza nemmeno essere laureato in odontoiatria! Un atteggiamento “a doppia faccia” tipico della vecchia politica e quindi in continuità assoluta con chi governa ora la città, l’esatto opposto di quello che siamo noi. Parole che ci fanno indignare: “lo sapevano tutti. E poi è figlio di un medico…”, come se essere figlio di un medico o di qualcuno importante ti attribuisse l’impunità, ti permettesse di fare un lavoro che nemmeno dovresti pensare di svolgere. Ecco questa è l’essenza del pensiero politico di Zattini, dove la conoscenza personale bypassa le regole di civile convivenza. E su questo vorrei rivolgere una domanda ai forlivesi: dareste in mano a questa persona, a Zattini, il futuro di Forlì, della vostra città, dei vostri figli? Io non ci penso nemmeno.
Noi questo non lo possiamo permettere. Anche per questo motivo ho accettato questa candidatura. Forlì deve cambiare, deve migliorare, e potrà farlo solo liberandosi dalla politica dei soliti noti, non vogliamo avere nulla a che fare né con il Pd né con il Centro Destra, o altre liste farlocche con dietro i soliti personaggi. Mi sono attivato in politica e mi sono rimboccato le maniche proprio perchè sono uno di quei cittadini che si sono stufati di stare sul divano a farsi prendere in giro proprio da politici come questi qua.
Poi al contrario dei miei avversari ci tengo a precisare che io non sono un politico di professione, e questo sarà in ogni caso il mio ultimo mandato secondo le regole del 5 Stelle, questo è un aspetto importante perchè significa che se sarò sindaco non perderò certamente tempo fa fare favori per farmi rieleggere, ma il mio unico obiettivo sarà realizzare il nostro programma e portare le istanze di tutti i cittadini cittadini forlivesi nel Palazzo.
Programma E’ un fatto che siamo l’unica forza politica che al momento ha un programma – clicca qui per visionare il nostro programma – dagli altri sono usciti solo alcuni slogan sui giornali, al contrario noi siamo al lavoro sul programma già da prima dell’estate, abbiamo incontrato già varie associazioni di categoria e stiamo marciando spediti verso la chiusura di un programma che nella sua versione finale si aggirerà attorno alle 100 pagine, abbiamo già pubblicato sul nostro sito 12 capitoli dei quali vi consegnamo anche i volantini con i punti riassuntivi, ma sul nostro sito trovate anche le versioni integrali. Ora vi elencherò i punti che ritengo più salienti
Sicurezza La prima cosa che faremo sarà riportare la gestione della Polizia municipale sotto il comune di Forlì. Questo è un passaggio fondamentale per farla funzionare, il nostro Comune ha subìto lo scippo di questo servizio trasferito nell’Unione dei Comuni, un ente che non funziona come dovrebbe, e questo a causa della scellerata decisione del sindaci Balzani prima e Drei poi, appoggiata da tutti i sindaci dell’Unione, Zattini compreso ovviamente. Una volta ripreso in mano il Corpo, provvederemo immediatamente ad incrementare l’organico che al momento è di 70 unità sotto il minimo di legge, questo ci permetterà di fornire un servizio h24, costituire delle pattuglie appiedate e motorizzate che controlleranno, giorno e notte, piazze, strade, parchi del centro storico e delle periferie. Ma non solo, metteremo pattuglie a controlleranno anche le scuole negli orari di entrata e uscita, per garantire la sicurezza stradale ma soprattutto per tenere lontani malintenzionati e spacciatori. Non un solo agente dovrà restare in ufficio, dietro una scrivania a fare lavori amministrativi, ma saranno impiegati tutti a fare quello per cui sono stati assunti: ridarci quella sicurezza che ora un po’ ci manca.
Centro storico Il rilancio della città passa dal rilancio del centro, desertificato a causa degli errori dell’attuale e delle precedenti amministrazioni, che hanno preferito dare il via libera a numerosi centri commerciali cosa che ha distrutto i piccoli esercenti e il tessuto economico locale. Questo è il vero problema che non si risolve certo con qualche luminaria. Noi invece riqualificheremo il centro facendolo tornare un luogo accogliente e sicuro, in modo tale che i forlivesi tornino a vivere e ad abitare nel cuore cittadino. Come? Attraverso un progetto di defiscalizzazione delle ristrutturazioni dei palazzi e degli appartamenti, non solo come spot prima delle elezioni, ma strutturale finchè il risultato non sarà raggiunto. Parallelamente all’abitativo prevederemo defiscalizzazioni anche per gli esercenti, in particolare per facilitare nuove aperture a giovani imprenditori, ma anche aiuti agli attuali esercenti per rimanere in centro
Periferie L’attenzione al centro non significa che lasceremo indietro le periferie, prevediamo infatti la ristrutturazione di tutti i parchi, anche delle periferie, che dovranno essere rimodernati, ripuliti, inseriti giochi per bambini funzionanti, e garantita la sicurezza attraverso la presenza di vigili ove necessario. Abbiamo ricevuto molte segnalazioni di degrado e fatto numerosi sopralluoghi, la situazione del verde pubblico è grave e necessita maggiore attenzione, questa amministrazione l’ha vista come un costo (investendo tutto nel parco urbano e dimenticando tutti gli altri parchi) mentre per noi quello nel verde sarà un investimento nella qualità della vita dei forlivesi.
Viabilità Intendiamo studiare un piano ad hoc sulla sicurezza delle nostre strade e piste ciclabili. Va fatto il piano del traffico che questo comune si ostina a non approvare nonostante sia obbligatorio, perchè solo in questo modo si potrà avere una visione organica dei vari tipi di traffico e approntare soluzioni che non siano soluzioni “spot”, ed in particolare serve controllare il traffico pesante che non deve assolutamente passare vicino a zone sensibili come le scuole, come segnalato anche da varie petizioni come quella del quartiere Cava.
Intendiamo poi potenziare il bike sharing sperimentando soluzioni senza le stazioni prefissate, ma con le bici libere che si possono lasciare ovunque e il pagamento tramite app smatphone. Io e Benini lo usiamo abitualmente da 5 anni per andare in consiglio comunale, abbiamo rifiutato il pass ztl per le cariche politiche per dare l’esempio e anticipo già da ora che se sarò sindaco continuerò ad andare in municipio sempre in bici per dare il buon esempio.
Disabilità e Mobilità Va fatto il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, altro piano che chiediamo da anni, per tutelare il diritto alla mobilità sia dei diversamente abili che delle categorie deboli. Non è inoltre accettabile che nel 2019 non vi siano ancora pedane per l’accesso dei disabili in carrozzina sui bus, ci adopereremo affinché Start Romagna adegui la dotazione dei veicoli in questo senso.
Meritocrazia Come dicevo prima in questa città purtroppo esistono corsie preferenziali, se sei “amico di” hai le porte spalancate, se non sei allineato hai invece i bastoni fra le ruote. Tutto questo deve cambiare per permettere a questa città di rinascere.
Col M5S al governo della città non vedremo più gli incarichi agli amici degli amici, non vedrete mai affidamenti o nomine a parenti miei, di Benini, di De Girolamo o qualsiasi altro assessore o consigliere… anzi approveremo proprio un apposito regolamento per vietare questa pratica. Inoltre tutti gli incarichi importanti saranno affidati unicamente a persone competenti, con i titoli di studio adeguati, quindi basta nomine senza le lauree obbligatorie come fece il sindaco Drei con una signora che era candidata nelle liste del Centrodestra
Partecipazione E’ il filo rosso che lega tutta la nostra azione politica, noi intendiamo applicare una vera partecipazione dove i cittadini avranno potere decisionale, col bilancio partecipato e altri strumenti. Quindi non più una finta partecipazione come quella applicata dall’attuale amministrazione, usata solo per arginare e silenziare il malcontento senza dare seguito alla volontà dei cittadini. Dare delle risposte sarà invece la nostra priorità e intendiamo farlo tramite un apposito sistema informatico, il cui funzionamento sarà molto semplice: ogni segnalazione sarà tracciata da questo sistema, e riceverà una risposta entro un tempo prestabilito, questo non vuol dire ovviamente che si risponderà sempre si, ma quantomeno si avrà una risposta in tempi certi. Come faremo a garantire questo risultato? Molto semplice, collegheremo il premio produzione di dirigenti e dipendenti comunali al numero di risposte date nei tempi previsti.
Ricordo infine che il nostro programma pur essendo ormai quasi concluso, non è scolpito sulla pietra, ci teniamo quindi a lanciare un appello a tutte le associazioni e realtà del territorio, ma anche i singoli cittadini, ad interloquire con noi, abbiamo già incontrato una 20na di associazioni e continueremo nei prossimi mesi, noi siamo a disposizione di tutti, per fare una chiaccherata e parlare di programmi, per inserire nuove cose ma anche correggere eventuali errori purché in linea con i nostri principi, il nostro programma, come il nostro movimento è trasparente ed aperto, e a disposizione delle esigenze della città.
Vedo su alcune agenzie web locali pubblicato con grande enfasi un video di un sopralluogo condotto nella Rocca di Ravaldino da parte di alcuni esponenti del centro destra, dove si espongono alcune proposte che paiono palesemente copiate dal nostro programma elettorale presentato mesi fa!
Il centro destra, evidentemente a corto di idee, “scopre” solo oggi che la rocca ed il carcere sono due cose diverse (come è evidente rileggendo i loro stessi comunicati dei mesi precedenti dove mettevano sullo stesso piano carcere e rocca) e si allinea invece a quanto io stesso dicevo in un video di presentazione del nostro programma turismo pubblicato il 6 gennaio, cioè che rocca e carcere sono due strutture completamente separate, la prima è di proprietà del comune, il secondo, invece, di proprietà dello Stato e sorge nella “cittadella” cioè quella che era la “piazza d’armi”, il Comune quindi se avesse voluto avrebbe potuto già in precedenza ristrutturare la Rocca, indipendentemente dai lavori sul nuovo carcere, ma evidentemente quella non è mai stata una priorità dell’attuale amministrazione!
Qui il video del nostro programma turismo del 6 gennaio oggetto del plagio da parte del Centro Destra
al min 1:15 parlo della Rocca e al min 2:47 della separazione fra rocca e cittadella
Nel programma del M5S il restauro della Rocca di Ravaldino è uno dei punti principali, riteniamo che la Rocca di Ravaldino debba essere in primis “il museo di sé stessa”, un’attrazione turistica che possa ampliare l’offerta cittadina ricostruendo una corte del 1500 incentrata su Caterina Sforza, una figura storica che riteniamo possa essere attrattiva e da far conoscere. Basti vedere come altre città vicine, ad esempio Riolo Terme, abbiano fatto la stessa scelta impostando la loro Rocca proprio sulla figura di Caterina. Al contrario Forlì è una delle poche città romagnole che non valorizza la propria rocca e, come abbiamo già detto più volte, la sua riapertura può essere realizzata ancor prima del trasferimento del carcere che aspettiamo da ormai più di un decennio.
Alleghiamo di seguito il nostro programma turismo che contiene numerose altre proposte, così magari i nostri avversari vorranno copiare anche quelle…
Daniele Vergini, consigliere comunale Movimento 5 Stelle Forlì
PS: nel comunicato di Forza Italia del 2 gennaio (clicca per visionare) veniva chiesta una “procedura d’urgenza per il completamento del nuovo carcere” per “liberare l’attuale sito della Rocca di Ravaldino, consentendone il recupero”, chiara prova di come la loro linea sia cambiata solo successivamente.
La gran voglia di presentarsi in campagna elettorale giocandosi la carta del nuovo servizio di raccolta dei rifiuti ha tradito il Pd, l’amministrazione comunale Drei, e quei sindaci come Zattini, primo cittadino di Meldola e attuale candidato di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno spinto per l’avvio forzato e anticipato del servizio. E così, ancora una volta, per colpa di politici ambiziosi e alla ricerca perenne di quell’immagine positiva che i cittadini, invece, non gli riconoscono, un buon progetto rischia di atterrare ancora prima di decollare. Di incrementare i disagi anziché azzerarli. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, come in questo periodo di trasformazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani si stiano verificando vari disservizi, specie nei giorni festivi e anche oggi nella festività dedicata alla nostra Madonna del Fuoco con la giornata di festa subito a seguito di un fine settimana. Come abbiamo già ricordato riteniamo che l’errore principale sia stato quello di voler per forza fare in 6 mesi una transizione per la quale ci sarebbero voluti almeno 2 anni, ed è evidente che questa forzatura sia stata fatta solo perchè le elezioni sono alle porte… Ma sarebbe un errore gettare il bambino con l’acqua sporca, queste negligenze del livello politico non possono gettare discredito su un progetto come Alea che sulla carta dovrebbe portare benefici ai cittadini e all’ambiente. Per questo motivo riteniamo che debba essere istituito un servizio speciale di raccolta d’emergenza per far fronte agli abbandoni ingiustificati su suolo pubblico ed agli innumerevoli cassonetti strabordanti di ogni tipo di rifiuto che si accumulano soprattutto durante le festività, e che rendono indecorosa la città di Forlì. Tale servizio è indispensabile almeno per i prossimi 3 o 4 mesi e non rappresenterebbe certamente una spesa esagerata. Sarebbe sufficiente attivare un numero telefonico unico da chiamare, per evitare la confusione del cittadino sui tanti numeri (vigili urbani, Gev, Alea o cooperative addette alla raccolta) per chiedere di intervenire e rimuovere rapidamente ogni accumulo. Ci chiediamo inoltre per quale motivo i 13 sindaci non si siano ancora messi d’accordo sulle tariffe! Questo ritardo è una gravissima responsabilità, perchè impedisce ai Consigli di deliberare i regolamenti definitivi e rischia di gettare discredito sull’intera operazione a causa di alcuni politici che non si mettono d’accordo! Quindi che si assumano le proprie responsabilità e facciano quello che dovevano fare già in dicembre prima dell’inizio del porta a porta su tutto il territorio!
Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri del M5S per il Comune di Forlì
In tema disabilità, come sempre, l’amministrazione comunale fa tante chiacchiere e pochi fatti. Ultimo l’incontro del tavolo tecnico, tenutosi in Prefettura, giovedì 31 gennaio, al quale hanno partecipato, tra gli altri, Comune di Forlì e Start Romagna, ma dal quale di concreto non è emerso nulla. Prendiamo atto di questo confronto sul tema del miglioramento dell’accessibilità dei servizi di trasporto pubblico locale da parte delle persone con disabilità e del fatto che, com’era prevedibile, dopo aver “messo a fuoco” le problematiche l’incontro si è concluso con una serie di pacche sulle spalle e fumosi propositi per il futuro. La stessa cosa, del resto, era successa nel 2014, prima delle scorse elezioni amministrative: tante chiacchiere alla quali non sono seguiti i fatti.
Nello scorso consiglio comunale, tra l’altro, l’assessore Mosconi, in risposta ad una nostra interrogazione, si è arrampicato sugli specchi per giustificare l’assenza di un piano comunale per l’eliminazione delle barriere architettoniche, che sarebbe obbligatorio per legge ma che il Comune non ha ancora adottato. Nonostante nel 2016 fosse stata approvata all’unanimità una nostra mozione per impegnare l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Drei a realizzare questo piano, fatto che dimostra un disinteresse totale per l’argomento nonostante gli annunci roboanti.
Riguardo a Start Romagna veniamo a conoscenza, poi, che si è impegnata a fare una mappatura delle fermate per incrementare il diritto alla mobilità. Significa che nulla è stato fatto nei 5 anni precedenti? E perchè? E’ incredibile come nel 2019 i bus non siano ancora stati dotati del servizio pedane di salita e discesa per i diversamente abili, questa non è una situazione da paese civile. Nel nostro programma trasporti, presentato mesi fa, abbiamo messo fra le priorità sia le pedane di salita che il piano di rimozione delle barriere architettoniche, basta promesse! E’ arrivato il momento dei fatti!
Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri del M5S per il Comune di Forlì
In mezzo alla gente, tra i problemi dei cittadini. E’ questo “Movimento in Ascolto”, l’assemblea itinerante del M5S di Forlì all’interno dei quartieri, nata per dare voce a chi abita luoghi troppo spesso dimenticati dai partiti e dalle istituzioni locali. Nuovo appuntamento, domani (venerdì 1 febbraio), alle ore 21, nel teatrino della chiesa di S.Varano, in via Firenze 215. I consiglieri del M5S al Comune di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, incontreranno i cittadini dei quartieri Rovere, Villagrappa e San Varano. Nel corso della serata gli abitanti potranno, inoltre, segnalare tutte le criticità presenti nel loro quartiere. Mentre i consiglieri Vergini e Benini illustreranno le proposte contenute del Programma del M5S per le elezioni comunali di maggio. All’incontro parteciperà anche il parlamentare del M5S, Carlo De Girolamo che risponderà sui temi nazionali. L’obiettivo del M5S è quello di far “Rinascere Forlì” e riportarla a quel ruolo di “Città territorio” che aveva fino a qualche anno fa quando era riconosciuta come il vero capoluogo della Romagna.
Apprendiamo con piacere del successo del contrassegno “gravidanza e neogenitorialità” nato da una nostra mozione presentata nel 2016, uno speciale permesso riservato alle donne in stato di gravidanza o con un figli di età inferiore ai 12 mesi, che permette loro l’accesso alla ZTL e la sosta gratuita su tutte le strisce blu comunali.
Secondo fonti comunali dal 2016 ad oggi sono stati rilasciati 676 pass, di cui oltre 280 tuttora in corso di validità, quasi il 40% degli aventi diritto lo ha richiesto e le domande stanno aumentano di anno in anno confermando che il pass effettivamente agevola la vita quotidiana dei neo-genitori.
La nostra proposta faceva parte di un “pacchetto” di mozioni sulla mobilità sostenibile presentato nel febbraio 2016 a seguito dell’aver “beccato” l’allora vice sindaca Veronica Zanetti del Pd a parcheggiare su uno stallo dei disabili. Riteniamo che quello alla mobilità sia un diritto importante da agevolare soprattutto per le “categorie deboli” e non certamente per la casta politica. Il mio collega Benini ed io abbiamo infatti scelto di dare il buon esempio e di rinunciare al pass ZTL riservato alle cariche politiche (giunta e consiglieri) che fornisce gli stessi vantaggi del pass per neo-mamme, preferiamo lasciare quei posti auto a chi realmente ne ha bisogno, e per andare in comune negli ultimi 5 anni abbiamo utilizzato sempre il comodo “bike sharing” comunale.
Tutte le nostre iniziative sul tema della mobilità, anche quelle bocciate, le abbiamo riproposte nel nostro programma elettorale per le elezioni di maggio, confidiamo di essere sulla strada giusta e che ancora molto si possa fare per una mobilità più equa ed efficiente per tutti i cittadini.
Ad ottobre il Comune sborsa 1,7 milioni di euro di soldi pubblici per acquistare i padiglioni della Fiera. Il progetto è quello di utilizzarli, in caso di “terremoto importante”, per alloggiare fino a 5000 sfollati. Questa almeno la motivazione ufficiale che l’amministrazione Drei diede, attraverso i giornali locali, a quell’operazione definita addirittura “indispensabile e indilazionabile”. E in quel modo la giunta di centrosinistra tentò di smentire quanto sostenuto dal M5S e cioè che i padiglioni non erano stati costruiti con criteri antisismici e che si trattava, quindi, di un mero provvedimento mirato ad impedire il crack dell’ente fieristico attraverso l’estinzione del mutuo, guarda caso proprio di 1,7 mln, che la stessa Fiera aveva acceso con Cassa dei Risparmi di Forlì (da poco fusa in Intesa Sanpaolo), peraltro socio dello stesso Ente Fiera (assieme alla Fondazione Carisp). Guarda caso, l’unico socio a scucire del denaro per risanare la Fiera fu proprio il Comune. Coi soldi dei forlivesi, naturalmente. Non la banca, ovviamente, che anzi ebbe indietro tutti i soldi in precedenza prestati.
Ma questo è solo l’inizio. Il bello, si fa per dire, deve ancora arrivare. La giunta, infatti, nel difendere il proprio operato aveva cercato di arrampicarsi sugli specchi parlando di un finanziamento di 250.000 euro ottenuto dalla Regione nel 2016 proprio per l’adeguamento sismico degli immobili. Pochi mesi e cosa esce fuori? Che non solo quell’adeguamento non è mai stato realizzato, ma che il progetto per l’autorizzazione sismica, presentato nell’agosto scorso agli appositi uffici comunali (che solo da pochi mesi gestiscono questo servizio), è stato addirittura respinto. Sì, avete capito bene: è stato lo stesso Comune di Forlì a dire che il progetto di adeguamento sismico non andava bene, bocciandolo. Un incredibile paradosso che si aggiunge ad una vicenda già di per sé assurda, dove il Pd ha voluto a tutti i costi spendere una barca di soldi per acquistare immobili non antisismici. Dunque, inutilizzabili per un qualsiasi centro di raccolta sfollati da terremoto. Ma a rendere ancora più comica e vergognosa l’intera situazione è che questa pratica antisismica risulta essere l’unica rigettata dagli uffici tecnici sulle circa 130 pratiche gestite dal servizio comunale in questi primi 6 mesi di esistenza. E con una motivazione da far accapponare la pelle: i tecnici, infatti, parlano di “progetto incompleto” e con “elementi di contrasto con la normativa tecnica”. In sostanza si era cercato di far passare l’adeguamento sismico di un solo padiglione sui tanti presenti nel complesso, mentre in realtà si sarebbe dovuto adeguare l’intero edificio, che risponde come un corpo unico ad un eventuale terremoto, ovviamente con costi nettamente superiori.
E non finisce qui. C’è un ulteriore aspetto tragicomico dell’intera vicenda: dall’analisi della documentazione, infatti, emerge che è molto probabile che il Comune abbia perso pure i 250.000 euro stanziati dalla Regione ma mai ottenuti. Sì perchè l’accordo prevedeva che i lavori dovessero essere appaltati e consegnati entro un anno dalla data di invio dei progetti, parliamo del 2016. Ma ad oggi i lavori non sono nemmeno stati appaltati ed il progetto antisismico è stato sonoramente bocciato. Evidente, quindi, che la Fiera non possa, al momento, essere utilizzata come centro di raccolta sfollati in caso di terremoto.
La domanda allora sorge spontanea: per quale motivo sono stati spesi 1,7 milioni di euro di soldi pubblici? Così, dopo aver smascherato un’altra “furbata” a danno dei cittadini, non possiamo esimerci dal depositare l’ennesimo esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, per cercare una volta per tutte di mettere un freno alla gestione “allegra” dei soldi pubblici a cui ci ha, purtroppo, abituato l’attuale giunta. Una cosa è certa: questa amministrazione comunale ha battuto tutti i record negativi. Sarebbe stato veramente difficile far peggio di così. I cittadini però lo sanno: il vento in città potrà davvero cambiare soltanto se alle elezioni di maggio i forlivesi sceglieranno di dare una svolta positiva alla politica cittadina, ponendo al governo della città il M5S, l’unica forza che ha dimostrato in questi anni di fare una vera opposizione con serietà e competenza.
Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri del M5S per il Comune di Forlì
Apprendiamo con piacere che nei prossimi giorni sarà presentata l’anteprima nazionale della fiction “Sua Maestà anatomica” che racconta la storia del forlivese Giovanni Battista Morgagni, famoso medico anatomopatologo, padre della omonima scienza contemporanea.
Un’operazione indubbiamente meritoria a cura di Ausl Romagna, Ior, Comune e Fondazione Carisp che però, a ridosso delle prossime elezioni amministrative, ci fa pensare a quanto poco si sia fatto in questi anni per il patrimonio culturale immateriale del nostro territorio, salvo qualche intestazione di piazza o ospedale (che non si negano a nessuno), ma molto altro si poteva e si potrebbe fare per ricordare e raccontare al mondo intero questo importantissimo personaggio della nostra città.
A tal proposito intendiamo anticipare alcune delle proposte presenti nel nostro programma Cultura (che a breve pubblicheremo integralmente), basate proprio sulla figura di Morgagni: intendiamo in primo luogo restaurare la casa di questo illustre, e dimenticato, cittadino forlivese che attualmente versa in uno stato di abbandono, per farne un piccolo museo della sua storia. Vogliamo inoltre promuovere un Festival delle Scienze Mediche in sua memoria e, sempre ispirandoci a lui, valuteremo se candidare Forlì a Capitale Europea della Scienza.
Riteniamo che la cultura possa essere un volano dello sviluppo economico oltre che un importante collante della comunità forlivese, e per fare questo va valorizzato sia il patrimonio materiale che quello immateriale come Morgagni e gli altri nostri illustri concittadini che hanno trovato il loro posto d’onore nella storia.