Provinciali 2014: la Casta elegge la Casta

abolizioneprovMa come, le Province non erano state abolite? Evidentemente no! Grazie al gioco di prestigio della legge Delrio, le Province vengono trasformate in enti di secondo livello e sottratte al voto popolare. Gli UNICI che domenica prossima potranno votare, in una sorta di elezioni farsa, con tanto di liste e seggio elettorale aperto dalle 8 alle 20 presso la sede della Provincia a Forlì, saranno i consiglieri già eletti nei vari Comuni.

Renzi incassa l’assegno (scoperto) dell’abolizione (formale) delle Province e la Casta ne esce rafforzata. Secondo la legge 56/2014 la Provincia risulta un ente depotenziato che mantiene, però, l’essenzialità delle proprie funzioni, dei dipendenti e delle attribuzioni finanziarie, con le conseguenti spese… mentre i cittadini continuano a pagare.

Quello che si risparmia con certezza è solo il finanziamento degli organi istituzionali (le indennità di presidente, assessori e consiglieri) e le spese delle relative consultazioni elettorali. Lo spot mediatico, della riduzione dei costi della politica, diffuso sui media per mesi, è stato definitivamente sbugiardato lo scorso agosto, mentre eravamo tutti al mare, da una integrazione alla legge Delrio, che introduce ricchi ed attesi rimborsi spese ai consiglieri provinciali (legge 114/2014, art. 23 lett. f-bis).

L’abolizione effettiva (e non solo mediatica) di quest’ennesimo livello burocratico è e rimarrà, fino a che il risultato non sarà ottenuto, uno dei punti fermi del programma politico del M5S che, coerentemente, non prenderà parte a questa spartizione di poltrone. Come non partecipammo nel 2009, invitando i cittadini a non ritirare la scheda, a maggior ragione non parteciperemo oggi che siamo dentro le istituzioni, ne come candidati ne come elettori!

MoVimento 5 Stelle Forlì

 

Per gli 80 euro di Renzi in busta paga tagli: a scuola, trasporti e sanità anche a Forlì

“Nel suo intervento al parco urbano di Forlì il premier Renzi ha ribadito che il bonus Irpef degli 80 euro mensili destinato ai lavoratori dipendenti diventerà una riforma strutturale e che sarà estesa anche ad incapienti, partite iva e pensionati. Quello che l’ex sindaco di Firenze si e’ dimenticato di dire ai nostri concittadini è che per mantenere questa promessa elettorale dovrà tagliare servizi pubblici essenziali e costringere gli enti locali a rivalersi sui consumatori e sugli stessi destinatari del “regalo”, questo non è un nostro parere ma è un fatto! Come conferma il quotidiano finanziario Italia Oggi che nel suo inserto settimanale sugli enti locali ha notato le voci elencate nella tabella A del decreto legge collegata alla spending review degli enti locali ed ha elencato nel dettaglio i codici informatici del sistema Siope, Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici.” A muovere questa accusa è il Movimento 5 Stelle di Forlì.

I pentastellati ricordano che “fra i servizi pubblici essenziali che i Comuni – e dunque anche Forlì – saranno costretti a tagliare per finanziare il bonus per consentire la riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti promesso da Renzi ci sono anche servizi essenziali per i cittadini, in settori delicatissimi come: la sanità, il trasporto pubblico locale, la scuola, i contratti di servizio per smaltimento rifiuti, le mense delle scuole, e le reti di ricovero in strutture per anziani, minori ed handicap.

Questi tagli alla spesa degli enti locali, sono destinati a riflettersi negativamente sui servizi ai cittadini sotto forma di: aumento dei prezzi del biglietto degli autobus; aumento del costo del servizio di mensa o peggioramento della qualità dei pasti ed aumento della pressione fiscale/contributiva, per chi usufruisce di strutture di ricovero di anziani, minori in case protette e di persone con gravi handicap.

E c’è anche un altro dato di fatto: il bonus, come ha rivelato uno studio degli economisti del sito LaVoce.info andrà soprattutto a beneficio delle classi medie, in particolare delle famiglie che vi appartengono proprio perché hanno più di un reddito da lavoro dipendente, mentre le famiglie in povertà ne saranno toccate solo marginalmente.

E, nella più che giustificata perplessità che questo bonus possa rappresentare un reale beneficio per la nostra economia, restiamo in attesa dei provvedimenti strutturali per il contrasto alla povertà e di sostegno alle classi più disagiate, che ancora una volta sono rimaste escluse dalle misure per il rilancio dell’occupazione e della lotta alla disoccupazione che nella provincia di Forlì-Cesena ha raggiunto livelli record: 38.917 persone iscritte ai Centri per l’Impiego in provincia di Forlì-Cesena al 31 dicembre 2013 (+12,5%). Con una Schiacciante prevalenza di chi ha perso il lavoro: il 90% degli iscritti al Centro per l’Impiego, mentre gli inoccupati alla ricerca di prima occupazione rappresentano il 10%”: spiega in una nota il M5S di Forlì che annuncia: “Con la collaborazione di dipendenti e cittadini una volta fatto il nostro ingresso nella pubblica amministrazione ci impegnamo a rivedere da subito l’intera spesa pubblica comunale, per individuare sprechi da eliminare e risorse da valorizzare che possano, almeno in parte, compensare questi tagli ingiusti che inevitabilmente saranno presenti a causa del “regalo pre-elettorale” di Renzi”.

Nella spending review pensata da Renzi e dal suo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per gli enti locali, che dovrà raccogliere nel giro di un triennio 2,192,6 miliardi di euro (444,5 milioni subito), lo stesso governo ha inserito una clausola di salvaguardia, in base alla quale se gli enti locali non faranno i tagli, i fondi mancanti saranno presi dal governo centrale, trattenendoli dalla quota IMU che spetta ai Comuni o dall’IPT dovuta alle Province.

“Quando il M5S andrà al Governo le cose cambieranno e non si andrà più ad “attingere” dai soliti noti. Due esempi: la riduzione della tassazione su lavoro e imprese sarà finanziata tagliando spesa militare, finanziamento pubblico ai partiti e pensioni d’oro mentre l’eliminazione dell’IMU-TASI verrà finanziata da un aumento della tassazione sul gioco d’azzardo, come del resto già proposto in Parlamento, con voto contrario di tutti i vecchi partiti” conclude il comunicato stampa del Movimento 5 stelle di Forlì.

 

L’Unione a 15 e i risparmi inesistenti

L’Unione dei 15 Comuni della Romagna Forlivese, avviata dal primo aprile scorso, a differenza di quanto viene sbandierato dalla politica locale, non comporterà assolutamente un risparmio economico. Risulta infatti evidente come ai 15 Consigli Comunali (e alle rispettive Giunte e Sindaci) attuali si venga così ad aggiungere un nuovo ed ulteriore Consiglio con tanto di Commissioni, una nuova Giunta ed un nuovo Presidente dell’Unione, tutti nominati e non eletti!

L’Unione potrebbe rappresentare un effettivo miglioramento dei servizi al cittadino solo nel caso ci fosse la volontà reale di investire sia in termini economici che di impiego delle risorse umane, ma, purtroppo e dati alla mano, questa non appare essere nelle intenzioni!

La realizzazione dell’Unione non dovrebbe poi prescindere dalla condivisione con i lavoratori che vi operano e dalle buone relazioni con il mondo sindacale che li rappresenta; purtroppo anche questo aspetto appare fortemente problematico vista la recente proclamazione dello stato di agitazione promosso dai Sindacati!

Ci chiediamo quindi perché, nonostante l’assenza di obblighi, il Comune di Forlì abbia aderito a questa unione che non porterà alcun vantaggio tangibile ai cittadini ma soltanto la creazione di ulteriori posti dirigenziali, infrastrutture ed uffici, i quali continueranno a vivere nella loro totale indipendenza anche se in futuro i Comuni decideranno di ritornare sui loro passi ritirando le deleghe.

In particolare in riferimento all’art. 7 comma 3 dello Statuto relativo l’adesione all’Unione, chiediamo se sia stata fatta una analisi preventiva di fattibilità in merito al conferimento delle funzioni per valutarne costi e benefici. Per quali motivazioni, ad esempio, è stata valutata la necessità di ben tre vicecomandanti presso la Polizia Municipale? Soprattutto perché, vista l’attuale carenza di risorse economiche ed umane, sarà molto difficile garantire un controllo adeguato del territorio allargato.

Proprio in questo particolare momento pre-elettorale, l’adesione all’Unione ci appare come una decisione politica volta esclusivamente al rinnovo ed all’aumento degli incarichi politici (in altre parole: “poltrone”)!

Movimento 5 Stelle Forlì