Gettoni illegittimi non restituiti, M5S: “Chiediamo la decadenza di 15 consiglieri comunali per incompatibilità”

gettoni-partiti“Riteniamo che l’inerzia del Comune di Forlì al recupero dei 96.000 euro di gettoni indebitamente erogati ai partecipanti alla conferenza dei Capigruppo e Ufficio di Presidenza sia nettamente contraria all’interesse superiore dell’Ente di recuperare queste somme che non sarebbero mai dovute uscire dalle casse comunali, ma abbiamo appreso che, al contrario, il Segretario Reggente Michele Pini non avrebbe alcuna intenzione di procedere al recupero, nonostante i Revisori dei Conti uscenti, su nostra richiesta, abbiano suggerito molto chiaramente di farlo subito in via cautelativa e con tutti i provvedimenti necessari”, scrivono in una nota i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Pare proprio che il “partito unico” PD/Forza Italia, dopo aver dato il ben servito all’ex Segretaria Comunale Lia Piraccini che aveva dato inizio al recupero, abbia trovato qualcuno più disposto ad esercitare il suo ruolo per “fare politica” invece che agire per la salvaguardia delle risorse pubbliche”

“A questo punto però, visto che sono ampiamente passati i 120 giorni di tempo che erano inizialmente stati dati per la restituzione, e visto che non esiste alcun atto di revoca della messa in mora originariamente fatta dalla Piraccini, scatta automaticamente l’incompatibilità per i consiglieri attualmente in carica che non hanno ancora restituito le somme, e stiamo parlando di circa metà Consiglio: 15 consiglieri. Chiediamo quindi che venga rispettata la Legge e si dia inizio al più presto al procedimento di decadenza che assegna 10 giorni di tempo ai consiglieri per regolarizzare la propria posizione, restituendo l’intera cifra, in caso contrario dovrà essere ratificata dal Consiglio la decadenza di tutti gli inadempienti”, attaccano i pentastellati. “Ci spiace che si sia arrivati a questo punto, ma la responsabilità è di chi ha illuso i consiglieri sulla possibilità di non restituire senza effetti collaterali”.

“L’art. 63 del TUEL dice infatti che: “non può ricoprire la carica consigliere comunale colui che, avendo un debito liquido ed esigibile verso il comune è stato legalmente messo in mora”, e questo è esattamente il caso in questione, tanto che questa evenienza era stata evidenziata anche dall’Avvocatura Comunale nel parere reso nel luglio 2017, ci chiediamo quindi cosa potrà inventarsi il Dott. Pini questa volta… chiediamo che si applichi la Legge e si proceda alla decadenza senza fare i soliti giochini da azzecca-garbugli, in caso contrario per garantire il rispetto delle norme chiederemo l’intervento della Prefettura dalla quale ci aspettiamo una ferma presa di posizione, e chiederemo anche l’intervento dell’Albo dei Segretari affinchè invii d’ufficio un Segretario, iscritto all’albo, che sia realmente garante di una interpretazione imparziale delle norme”, è l’affondo finale di Vergini e Benini.

Di seguito l’elenco dei consiglieri attualmente in carica che, a quanto ci risulta, dovrebbero decadere:

Avolio Daniele (Gruppo Misto – Centro Destra) dovrebbe restituire 1.945,80 euro
Bertaccini Paolo (lista di maggioranza “Con Drei per Forlì”) dovrebbe restituire 3.172,50 euro
Biondi Lauro (Forza Italia) dovrebbe restituire 1.480,50 euro
Burnacci Vanda (Forza Italia) dovrebbe restituire 8.460 euro
Casara Paola (lista di Centro Destra “Noi Forlivesi”) dovrebbe restituire 9.517,50 euro
Catalano Marco (Forza Italia) dovrebbe restituire 126,90 euro
Fiorentini Loretta (PD) dovrebbe restituire 42,30 euro
Gentilini Tatiana (lista di maggioranza “Forlì SiCura”) dovrebbe restituire 1.142,10 euro
Maltoni Maria (PD) dovrebbe restituire 3.257,10 euro
Maretti Paride (PD) dovrebbe restituire 507,60 euro
Mezzacapo Daniele (Lega Nord) dovrebbe restituire 3.130,20 euro
Minutillo Davide (Fratelli d’Italia) dovrebbe restituire 2.791,80 euro
Peruzzini Mario (lista di maggioranza “Forlì SiCura”) dovrebbe restituire 3.257,10 euro
Ragni Fabrizio (Forza Italia) dovrebbe restituire 3.172,50 euro
Zoli Massimo (PD) dovrebbe restituire 42,30 euro

Di seguito l’elenco dei consiglieri che invece hanno restituito le somme richieste:

Avellone Andrea (Margherita) 42,30 euro
Benini Simone (M5S, attualmente in carica) 1.142,10 euro
Casadei Gardini Francesco (lista “Viva Forlì” – Centro Destra, recentemente nominato revisore dei conti di Alea Ambiente) 211,50 euro
Sansavini Luigi (PD, attualmente in carica) 169,20 euro
Vergini Daniele (M5S, attualmente in carica) 1.565,10 euro

 

Caso laurea “falsa”, anche il Pd scarica il sindaco? M5S: “Li vogliamo alla prova dei fatti: presentiamo una mozione di sfiducia e vedremo chi la voterà”

drei-prati“A seguito delle ultime reazioni sulla stampa locale da parte del Pd locale, che di fatto “scarica” il sindaco Davide Drei per bocca della Segretaria provinciale Valentina Ancarani che si dichiara stupefatta ed esprime l’estraneità del Pd alla vicenda, annunciamo che oggi depositeremo una mozione di sfiducia chiedendo la firma a tutti i consiglieri attualmente in carica, ne servono 13 per porla in discussione”, scrivono in un comunicato Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri del Movimento 5 Stelle di Forlì.

“La condotta del Sindaco è molto chiara e netta: per sua stessa ammissione la selezione di Giovanna Prati è avvenuta “con valutazione diretta di curriculum da parte del Sindaco”, Drei, inoltre, in risposta alle nostre critiche in merito all’affiliazione della signora Prati al Centro Destra per il quale era in lista alle amministrative 2014, aveva dichiarato: “viste le illazioni di ipotetici “inciuci”, lo ammetto, sono colpevole, non ho mai chiesto se e quali tessere di partito avessero, ma ho cercato di prediligere la professionalità, l’etica e la fiducia”. Purtroppo i fatti dei giorni successivi lo hanno puntualmente smentito!”, attaccano Vergini e Benini.

“Rispetto a questa condotta esistono solo due ipotesi: o la si condanna o la si considera senza alcuna importanza, non esistono vie di mezzo. Quindi se il Pd scaricherà realmente Drei lo vedremo unicamente alla prova fatti in Consiglio Comunale quando voteranno una mozione di sfiducia nei suoi confronti!”, è l’affondo dei pentastellati.

“Sarebbe bello che una volta tanto questa maggioranza, composta da Pd ma anche da liste civiche che si dicono autonome solo a parole, prendesse una posizione chiara, anche perchè in vista delle imminenti elezioni politiche riteniamo sia necessario che i cittadini sappiano quali sono le forze politiche che giustificano un Sindaco che fa errori così clamorosi, e quali invece no”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

Aggiornamento del 16/1/2018:
Alla prova dei fatti nessuna forza politica, nemmeno di opposizione ha firmato la nostra mozione di sfiducia, non è quindi stato possibile discuterla.

 

Il M5S scopre che l’ex candidata del Centro Destra è stata nominata dal Sindaco Drei nel suo ufficio di gabinetto senza avere la laurea necessaria!

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Giovanna Prati a sinistra (assunta nel gabinetto del Sindaco PD) Paola Casara a destra (Consigliera di Centro Destra)

“Aveva fatto discutere nei giorni scorsi la questione sollevata dal Movimento 5 Stelle di Forlì sul costo eccessivo dell’ufficio di gabinetto del Sindaco Davide Drei, che ammonta a circa 200.000 euro all’anno. E le nostre critiche erano andate anche alla recente nomina nel suddetto ufficio di Giovanna Prati, che alle scorse amministrative era candidata nella lista di Centro Destra “Noi Forlivesi” della Consigliera Paola Casara, organizzatrice assieme alla Prati nell’aprile scorso di una conferenza “Romagna quale futuro?”, finanziata con 1500 euro di fondi consiliari, alla quale avevano partecipato come relatori esponenti del Pd come il sindaco Drei, l’ex sindaco Balzani ed il parlamentare Marco Di Maio”, si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì

“Ebbene dopo le nostre verifiche abbiamo appurato che la signora Prati, oltre ad essere stata nominata direttamente dal sindaco Drei senza alcuna selezione pubblica e specificandone direttamente l’inquadramento in categoria D, è stata nominata senza avere la laurea necessaria per accedere a quella categoria ed alla conseguente retribuzione di 23.725 euro annui, che gravano sul bilancio comunale a carico dei contribuenti forlivesi oltre a 8.958 di oneri sempre a carico dell’Ente”.

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un particolare dell’autocertificazione con scritto semplicemente “laurea Bologna 1994”

“A seguito di una segnalazione che abbiamo ricevuto in merito, abbiamo infatti prima verificato che la Prati non risultasse elencata negli annuari dei laureati del corso di Lingue e Letterature straniere presso l’università di Bologna citato nel suo curriculum, poi ci siamo recati con urgenza, il 28 dicembre scorso, dalla Dott.ssa Alessandra Neri Dirigente Risorse Umane del Comune, per chiedere di visionare il fascicolo. La Dirigente ci ha chiesto di tornare dopo un paio d’ore perchè doveva “recuperare i documenti”, quando siamo tornati ci è stato presentato un modulo di autocertificazione (non protocollato) dove la Prati dichiarava genericamente “laurea Bologna 1994”, la cosa ci ha insospettito non poco e abbiamo chiesto spiegazioni alla Dirigente che ha detto però di non essere tenuta a fare alcuna verifica”.

“La situazione è quasi surreale, ed il quadro che ne esce dell’Amministrazione forlivese è veramente sconcertante, come se non fossero bastati tutti gli scandali degli ultimi anni da noi sollevati! Ci chiediamo come sia stato possibile procedere ad una nomina diretta su indicazione del sindaco senza fare alcuna verifica come previsto dalle procedure di legge e senza acquisire il certificato di laurea. Di certo aggiungeremo anche questo fatto all’esposto che stavamo perfezionando in questi giorni riguardo all’ufficio di gabinetto”.

drei-prati“Ricordiamo infine che in risposta alle nostre critiche su queste nomine qualche giorno fa Drei aveva ironizzato sostenendo di essere “colpevole” solo di prediligere la professionalità, l’etica e la fiducia. Bene, di fiducia ce n’è stata sicuramente tanta e mal riposta, ma chiediamo di conoscere sulla base di quale professionalità ed etica è stato omesso di fare verifiche sulla laurea, richiesta per legge per il tipo di inquadramento, dell’ultima nominata dal Sindaco, per di più “in quota Centro Destra”, un Sindaco che nomina in base al “manuale Cencelli”, e per di più nomina persone senza le qualifiche dovute per Legge è un Sindaco che disonora le Istituzioni e meriterebbe solo di andare a casa, ma solo dopo aver chiesto scusa all’intera cittadinanza”, concludono i pentastellati.

Aggiornamento del 6/1/2017:

Ricostruzione degli eventi in ordine cronologico:

1) il 16/12/2017 il M5S denuncia pubblicamente l’assunzione “anomala” nel gabinetto del sindaco di Giovanna Prati, nominata in modo diretto dal sindaco Davide Drei specificandone l’inquadramento e quindi la retribuzione, la signora era candidata nel 2014 nella lista “Noi Forlivesi” di Centro Destra, contro lo stesso Drei

2) il sindaco Drei in data 19/12/2017 dichiara alla Stampa: “Per quanto riguarda la scelta dei collaboratori che ho più vicini, nello svolgimento della mia attività di Sindaco, viste le illazioni di ipotetici “inciuci”, lo ammetto, sono colpevole, non ho mai chiesto se e quali tessere di partito avessero, ma ho cerecato di prediligere la professionalità, l’etica e la fiducia”

3) il 28/12/2017 il M5S si reca negli uffici per verificare che la signora Prati avesse effettivamente una laurea, gli uffici ci mostrano un’autocertificazione che riporta semplicemente la scritta “laurea bologna 1994”, sostentendo che non spetta a loro controllare

4) il data 5/1/2017 si apprende che la Prati si è dimessa (o forse è stata fatta dimettere?) perchè aveva dichiarato una laurea inesistente

Caro sindaco Drei, diciamo che di fiducia da parte sua ce n’è stata sicuramente tanta e sicuramente mal riposta, ma chiediamo di conoscere sulla base di quale professionalità ed etica lei ha omesso di fare  verifiche sulla laurea, richiesta per legge per il tipo di inquadramento da lei specificamente richiesto per quel ruolo, secondo noi la tessera di partito della signora l’ha vista molto bene, ma doveva guardare meglio il titolo di studio!

Servizio del TG Regionale

 

Il Collegio dei Revisori uscente la pensa come noi sui gettoni: le somme vanno recuperate subito adottando tutti i provvedimenti necessari

gettoni-partiti“Differentemente da quanto si può pensare la vicenda dei gettoni illegittimamente erogati ai Capigruppo è tutt’altro che terminata”, scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Mentre il Pd sicuramente esulta alla notizia che l’ex Segretaria Generale Lia Piraccini prende servizio presso altro Comune, facendo quindi scomparire in una bolla di sapone il misterioso procedimento di revoca del suo incarico a Forlì, avviato per non meglio precisati “gravi motivi” da Giunta e Sindaco, che, in barba alla trasparenza, hanno “fatto fuori” il principale dirigente comunale senza nemmeno degnarsi di spiegare ai cittadini il motivo e facendo finta di nulla sulle pressioni al limite dell’intimidazione operate da vari esponenti politici sull’ex Segretaria da noi denunciate anche alla Prefettura ed in tutte le opportune sedi”, ricostruiscono i pentastellati, “Mentre tutto questo avveniva, noi abbiamo pensato di chiedere ai Revisori dei Conti un parere in merito all’opportunità di congelare il recupero delle somme operata dal Segretario reggente Michele Pini, pare in accordo con la Giunta, e che sicuramente ha fatto felici tutti coloro che avrebbero dovuto restituire i gettoni”.

“Ebbene, la risposta è arrivata, come ultimo atto del Collegio uscente che ha terminato il suo mandato il 31 dicembre scorso, e non lascia adito ad alcun dubbio: si suggerisce “in via cautelativa, di dar corso al recupero di tutte le somme erogate a titolo di gettone di presenza, adottando nei confronti di quanti li abbiano percepiti tutti i provvedimenti necessari per la loro acquisizione alle casse dell’Ente” una risposta che avvalora la tesi che avevamo sempre sostenuto: è necessario recuperare tutte le somme senza ulteriori ed inutili attese, quindi anche con azioni giudiziali visto che quasi nessuno ha restituito entro i 120 giorni di tempo che erano stati dati, si tratta infatti di soldi pubblici erogati per errore e che l’Ente ha quindi il dovere di recuperare senza giocare a catenaccio per scavallare le elezioni, facendo quindi un favore al “partito unico” Pd-Forza Italia alle prese con la rivolta dei propri consiglieri ed ex consiglieri assolutamente non intenzionati a restituire nemmeno un euro!”, attaccano Vergini e Benini

“Abbiamo quindi pensato di scrivere al Dott. Pini ed al nuovo Dirigente al Bilancio che dovrebbe prendere servizio in questi giorni, dopo l’ennesima uscita di scena del Dott. Venanzi entrato in aspettativa, chiedendo loro se intendono comunque andare avanti sulla linea precedente, ignorando il parere dei Revisori dei Conti, e anche quello che aveva espresso sei mesi fa l’Avvocatura Comunale, che pare proprio essere stato “cestinato” per esigenze di natura politica”, è l’affondo finale dei consiglieri 5 Stelle.

 

La consigliera assenteista di Forza Italia salvata da un voto bipartisan. M5S: “Un affronto alla meritocrazia ed al rispetto delle regole”

“Abbiamo provato molta amarezza nel vedere i rappresentati della vecchia politica forlivese (Pd e Forza Italia) arrampicarsi sugli specchi e votare compattamente contro la decadenza della consigliera Beatrice Bertaccini di Forza Italia che aveva partecipato nel 2017 a soli 5 consigli comunali sui 31 totali”, scrivono i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Lo statuto comunale prescrive che dopo 3 assenze ingiustificate il consiglio debba valutare la decadenza ma, a parte alcuni consiglieri che sono usciti e non hanno partecipato al voto, tutti gli altri 20 hanno votato compattamente contro la decadenza, a favore solo noi 2”.

“Un affronto a chi, come noi, si impegna quotidianamente, studia le carte, presenta mozioni, interrogazioni, emendamenti al bilancio e resta a “lottare” fino al termine di tutti i consigli comunali mentre il resto dell’opposizione spesso “smobilita” quando si avvicina l’ora di cena – attaccano i pentastellati – oggi invece si è certificato che è perfettamente normale per un consigliere avere altri impegni e non partecipare nemmeno alle sedute per un anno, è inaccettabile!”

“Ma, mentre quello della maggioranza è stato spudoratamente un voto di convenienza politica, infatti fa loro sicuramente molto comodo che l’opposizione abbia un voto in meno, quello che ci ha lasciati allibiti è stata la scarsa serietà di Forza Italia e del Centro Destra, che hanno fatto le barricate per difendere la loro collega assenteista! Immaginiamo la felicità dei loro elettori nell’apprendere di aver mandato in consiglio una persona che per un anno non si è mai vista perchè aveva altri impegni…”, ironizzano Vergini e Benini. “Di sicuro è stato molto irresponsabile permettere alla consigliera di essere assente per un anno, ignorando il fatto che non stava assolvendo al mandato elettorale affidatole dai cittadini che l’avevano votata. Ci chiediamo con quale faccia il Centro Destra si presenti come alternativa al Pd quando giustifica tali comportamenti poco seri”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Resoconto Consigli Comunali n°99 e 100 del 21 e 22 dicembre 2017

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

DELIBERE SU BILANCIO DI PREVISIONE 2018-2020
emendamenti M5S (tutti respinti)
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

sono intervenuti i consiglieri Vergini e Benini

DELIBERA SU DECADENZA CONSIGLIERA DI FORZA ITALIA PER ASSENZE INGIUSTIFICATE [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: respinta

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Bilancio 2018 tanto fumo e l’arrosto è solo per il Pd

“Anche quest’anno assistiamo ancora una volta alla “narrazione” che a Forlì il Pd governa bene ed è tutto in ordine… quando la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti, ed è molto diversa! Il bilancio di previsione 2018 è composto da tanto fumo, e l’arrosto è solo per il Pd!”, si legge in una nota a firma di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì. “Per descrivere questo bilancio ci limitiamo a riportare le parole utilizzate dai revisori dei conti nel loro parere: “carenza di capacità programmatica, cui corrisponde un fattore di ostacolo alla più efficiente allocazione e gestione delle risorse pubbliche a soddisfazione dei bisogni dei cittadini”, l’azione di questa giunta pare proiettata in un’ottica perennemente rivolta alla cura degli interessi del Pd o di chi è ai vertici dell’organo decisionale, più che alla città nella sua interezza”.

“Altra pesante critica dei revisori che sottolineiamo è il fatto che il Servizio Bilancio sarebbe “sottodimensionato sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, tenuto conto della complessità delle funzioni e delle attività proprie di un Comune capoluogo”, anche noi più volte abbiamo sollevato questo problema, ma non abbiamo mai avuto risposte concrete”

“Altra preoccupazione che condividiamo con i revisori è relativa alla “la costruzione degli equilibri di bilancio di parte corrente mediante il reiterato ricorso ad entrate straordinarie”, ovvero quelle da varianti edilizie; solo pochi giorni fa è stata approvata l’ultima variante, alle quale ci siamo opposti, che oltre a dar via a numerosi centri commerciali ha garantito entrate straordinarie al Comune per ben 5 milioni di euro, non riteniamo sia prudenziale costruire un bilancio su questo tipo di entrate, barattando concessioni a privati con entrate straordinarie per far cassa”

“Siamo fermamente contrari anche al potenziale accollo, attualmente in fase di verifica da parte degli uffici, di tre mutui per un totale di 1.710.000 euro per l’acquisizione dell’immobile del Palafiera, operazione che presenta potenziali profili di illegittimità. Se l’Ente Fiera di Forlì, come si dice nei corridoi, è sull’orlo del fallimento, noi pensiamo che gli eventuali danni debbano essere chiesti con una azione di responsabilità a chi non ha fatto il suo dovere e non certo scaricati sui conti pubblici del comune finanziati dalla tasse dei cittadini forlivesi”

“Riguardo poi alle reali priorità dell’attuale amministrazione e di chi la sostiene, profondamente diversi da quello che è stato “sbandierato”, i cittadini devono sapere che è possibile verificarle dalle fonti di finanziamento assegnate ai vari progetti: quelli finanziati da improbabili alienazioni di immobili rimarranno infatti bloccate fin all’approvazione del rendiconto, cioè per i primi 4/5 mesi dell’anno, ricadono in questa situazione gli interventi mirati alla valorizzazione del centro storico, il progetto sicurezza, la viabilità, il verde e addirittura la manutenzione straordinaria di scuole ed edifici pubblici. Inaccettabile che all’interno di questi interventi “congelati” figuri il piano antisismico delle scuole!”

“Riguardo al debito del Comune, di circa 92 milioni (composto per circa il 50% di derivati), va detto che siamo il capoluogo in Romagna con il maggior debito procapite, circa 800 euro ad abitante, e su questo debito paghiamo 3 milioni all’anno di oneri, troppi! Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: si dovrebbe tentare la rinegoziazione di questi oneri, ma come sappiamo il Pd non ama mettersi contro le banche”

“Fra le assenze più gravi in questo bilancio sottolineiamo la tutela degli antichi patrimoni della città come il palazzo del Merenda, ma anche il teatro Apollo che rappresentano importanti eredità del nostro passato. Mancano progetti reali e una vera spinta sul turismo, e anzi vengono penalizzati, con la tassa di soggiorno, quei turisti che sono costretti a frequentare Forlì per lavoro. Mancano progetti concreti di utilizzo urbano del centro storico, di valorizzazione e recupero del patrimonio pubblico forlivese, di attrattività, di mobilità, di sicurezza. Mancano progetti per la cura della biosfera e il contrasto ad una civiltà basata sul carbone. Il verde pubblico non è visto come una ricchezza ma come un disturbo, o come un costo da ridurre. Sul lavoro troppo poco si è fatto, e solo a fine mandato, mancano progetti di incentivazione, con particolare riguardo all’incentivazione del lavoro nell’ambito dell’economia circolare e della cultura. Mancano progetti di lotta alle forme di concorrenza sleale ai lavoratori e alle imprese”.

“Come M5S siamo stati gli unici a presentare una serie di emendamenti, 9 per la precisione, che hanno superato il vaglio di regolarità contabile e tecnica, come al solito siamo stati gli unici consiglieri a lavorare e a dimostrare la nostra competenza tecnica, la stessa con la quale ci presentiamo anche agli elettori nelle amministrative 2019 come unica reale e seria alternativa per il governo della città, nell’interesse dei cittadini e non della ristretta cerchia dei soliti noti”, concludono i pentastellati.

 

Resoconto Consiglio Comunale n°98 del 19 dicembre 2017

Ordine del giorno e delibere
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU BIODIGESTORE CASEMURATE [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU MULTA STALLO DISABILI CON AUTO COMUNALE [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

DELIBERA SU REGOLAMENTO CONTABILITA’
emendamenti M5S (tutti approvati)
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

DELIBERA SU SORTEGGIO NUOVI REVISORI DEI CONTI DEL COMUNE
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

DELIBERA SU RISCOSSIONE TARI TRAMITE NUOVA SOCIETA’ IN HOUSE ALEA
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

DELIBERA SU CONVENZIONE CON UNIONE BASSA ROMAGNA PER UFFICIO DISCIPLINARE
voto M5S in consiglio: non abbiamo partecipato al voto per protesta
esito: approvata

DELIBERA SU IMPOSTA DI SOGGIORNO
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

BAGARRE PER L’ASSENZA DEL SINDACO

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU INCARICO GABINETTO DEL SINDACO [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

DELIBERA SU VARIANTE EDILIZIA POC E PUA CENTRI COMMERCIALI
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Babbo Natale crede a te

natale“Babbo Natale crede a te”, questo è il titolo dell’iniziativa organizzata quest’anno dalle Truppe d’assalto Poetiche (gruppo di ricerca sulla comunicazione simbolica) in collaborazione con il MoVimento 5 Stelle di Forlì ed il MeetUp Amici di Beppe Grillo di Forlì. Con questa iniziativa intendiamo veicolare un messaggio importante promuovendo la buona pratica del riciclo e del riuso, con lo scopo di ridurre gli sprechi ed i rifiuti.

Avete in casa oggetti vari, libri, giocattoli, ecc.. che non usate più? E che probabilmente stanno solamente occupando spazio in soffitte e ripostigli, ma potrebbero risorgere a nuova vita e far felice un bambino o un’altra persona. Stiamo organizzando una raccolta proprio per questo, a condizione che gli oggetti siano rigorosamente in buono stato, e che siate disposti a donarli senza sapere a chi verranno regalati, potrete affidarli ai Nostri Babbi Natale che, con l’aiuto dei loro fidati Folletti, si preoccuperanno di impacchettarli e regalarli a chiunque vorrà riceverli il pomeriggio del 24 dicembre 2017 in Piazza Saffi dalle ore 14:30 alle 19:00.

Oppure potete riceverli direttamente a casa vostra, in questo caso sarà necessario inoltrare una “letterina di Natale” con specifica richiesta alla mail a [email protected] All’interno della mail devono essere specificati anche i vostri contatti telefonici per prendere accordi sulla consegna dei regali. Ci teniamo a precisare che Babbo Natale non avrà alcun logo o insegna politica, ed il servizio è totalmente gratuito.

I regali che eventualmente dovessero rimanere verranno donati al mercatino dell’usato del Comitato per la lotta contro la fame nel mondo.

Aiutateci a regalare un sorriso!
BUON NATALE A TUTTI !!!

Di seguito alcune foto della distribuzione dei regali al banchetto in piazza

 

Il Comune di Forlì è sempre più un ufficio di collocamento per politici. Drei e la sua Giunta distribuiscono incarichi per 200.000 euro a Sinistra e a Destra

drei-gabinetto“Sono circa 200.000 euro all’anno i soldi pubblici, provenienti dalle tasse pagate dai forlivesi, utilizzati per stipendiare personale nominato direttamente da Sindaco e Giunta nell’ufficio di gabinetto senza alcuna selezione pubblica e specificandone direttamente l’inquadramento e la retribuzione”, si legge in una nota di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, che continuano: “una cifra esagerata e la cui assegnazione ha probabilmente anche alcuni vizi di legittimità che non esiteremo ad esporre nei prossimi giorni alla Procura ed alla Corte dei Conti – attaccano i pentastellati – Ci teniamo poi a specificare fin da ora che uno dei punti del nostro programma per le elezioni amministrative 2019 prevederà come minimo un dimezzamento di questa spesa”.

“Dalle nostre verifiche abbiamo appurato che l’ufficio di gabinetto impiega molto personale, oltre ad utilizzare 7 dipendenti comunali, dà lavoro a ben 5 ulteriori persone assunte a tempo determinato senza concorso, tutte “gravitanti” la galassia Pd, fra cui spiccano Massimiliano Cescon (facente parte dell’Assemblea Territoriale del Pd) e Paola Francia, portavoce del sindaco con un contratto da più di 38.000 euro lordi all’anno. Fa però eccezione l’ultima recente assunzione su individuazione diretta da parte del Sindaco Drei: si tratta di Giovanna Prati, che alle scorse amministrative era candidata nella lista di Centro Destra “Noi Forlivesi” della Consigliera Paola Casara, organizzatrice assieme alla Prati nell’aprile scorso di una conferenza “Romagna quale futuro?”, finanziata con 1500 euro di fondi consiliari, alla quale avevano partecipato come relatori esponenti del Pd come il sindaco Drei, l’ex sindaco Balzani ed il parlamentare Marco Di Maio”, spiegano Vergini e Benini.

“Con questa nomina “in quota Centro Destra” il sindaco Drei pare proprio strizzare l’occhio ai futuri alleati di governo nazionale che, a meno di una vittoria del M5S, sarà inevitabilmente un “inciucio” Forza Italia-Pd, magari con un “Gentiloni bis”… Inutile sottolineare come tutto questo strida anche a livello locale con le roboanti dichiarazioni del Centro Destra che si propone come alternativa al Pd ma dimostra nei fatti di essere ben disposto a condividere le poltrone con chi attualmente governa la città”, ironizzano Vergini e Benini.

“Ma le “fortunate coincidenze” che riguardano l’assegnazione di incarichi all’interno del Comune di Forlì a persone che fanno politica con il Pd non finiscono qui, fra le ultime in ordine di tempo abbiamo anche un incarico esterno da 39.000 euro nell’ambito di consulenza su progetti europei a Flavia Cattani, pure lei facente parte dell’Assemblea Territoriale del Pd locale. L’incarico, leggiamo sulle carte, è stato assegnato con affidamento diretto, senza la procedura selettiva prevista da regolamento, per motivi di urgenza”

“A quanto pare non sono bastate le torbide vicende, da noi sollevate, dell’incarico esterno di 10.900 euro assegnato direttamente dalla Giunta al capogruppo Pd di Parma, sulla quale sta attualmente indagando la Procura, e quella degli incarichi esterni per un totale di 52.000 euro assegnati alla cognata dell’assessore Gardini. Il Comune di Forlì persevera, incurante delle ultime indagini giudiziarie, nell’assegnare con leggerezza incarichi in modo quantomeno inopportuno e molto spesso “borderline” rispetto alle leggi vigenti, l’unica azione concreta che abbiamo visto in questi mesi in risposta alle nostre critiche è stata la rimozione dal sito del Pd di Forlì dell’elenco dei componenti della loro Assemblea Territoriale…” (qui una schermata che avevamo salvato in data 25/2/2017)

“Ma non sarà certamente questo a fermare l’azione di trasparenza e correttezza che intendiamo portare avanti, siamo certi che la maggioranza dei forlivesi non condividano le logiche clientelari con le quale pare abbia funzionato per anni il “sistema forlivese”, oggi più che mai esiste una volontà di cambiamento, incarnata dal Movimento 5 stelle che chiede discontinuità col passato ed un nuovo sistema basato sulla meritocrazia nel pieno rispetto della trasparenza e della normativa vigente senza alcun tipo di favoritismo”, concludono i pentastellati.

Aggiornamento del 21/12/2017
Relativamente alla replica di Flavia Cattani sulla stampa locale, che sostiene che avremmo pubblicato notizie non rispondenti al vero, ci teniamo a ribadire che l’incarico da 39.000 euro a lei affidato è inequivocabilmente stato affidato in modo diretto, come confermato, a seguito di nostra esplicita richiesta, anche dal Dirigente che ha assegnato l’incarico. Non entriamo nel merito sulla effettiva urgenza tale per cui è stato derogato alla necessità, propria di ogni buona amministrazione pubblica, di consultare più operatori. La Cattani è arrivata seconda in una separata e differente procedura selettiva, ma questo non autorizza automaticamente l’evitare una nuova procedura selettiva per il nuovo incarico, si è trattato quindi di una esplicita scelta. Riteniamo tale deroga quantomento inopportuna vista l’inequivocabile appartenenza politica della signora, che faceva parte dell’Assemblea Territoriale del Pd almeno fino al febbraio scorso, l’elenco dei componenti è stato poi però rimosso dal sito del Pd di Forlì, quindi non è più possibile verificare…