Il nuovo comandante della Municipale andrà in pensione tra 10 mesi, M5S: “l’ennesima scelta dispendiosa e poco lungimirante di Drei”

drei-catenaroSi è insediato in questi giorni il nuovo comandante del Corpo Unico della Polizia Municipale dell’Unione di Comuni della Romagna Forlivese, Alfredo Catenaro, già dirigente della Polizia di Stato e funzionario della Polizia Stradale di Ancona. Catenaro subentra ad Elena Fiore, in pensione dal 30 settembre scorso, e prende il posto del comandante “ad interim” Anna Maria Galassi, a sua volta andata in pensione il 31 dicembre.

“Lo stesso Catenaro, presentato in pompa magna in conferenza stampa in Municipio alla presenza del presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Forlì, Davide Drei, e dei primi cittadini Giorgio Frassineti e Rosaria Tassinari, a loro volta titolari con Drei della delega per la Polizia Municipale, andrà in pensione a novembre 2017. Un’enfasi fuori posto visto che a breve – fra dieci mesi – si dovrà nuovamente avviare l’iter per trovare un nuovo comandante dei Vigili. Ci chiediamo: è questa la strategia gestionale di un settore chiave per la sicurezza cittadina come il comando della Polizia Municipale di Forlì e dell’Unione? Che prospettiva può fornire la nomina di una persona che – senza nulla togliere alla sua onorabilità – andrà in pensione tra 10 mesi e che dovrà anche smaltire le ferie accumulate non retribuite?”: a porre le domande sono Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle.

E questa nomina “a termine” segue il caso degli ex agenti della Pm che dopo essersi visti negare l’assunzione a tempo indeterminato hanno deciso di far causa al Comune e si sono visti riconoscere il diritto ed un indennizzo pari ad otto mensilità della retribuzione, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi ed alle spese legali.

“Con il Comune che non vuole “contrattare” per evitare di pagare gli ex agenti e la scelta del nuovo comandante “a tempo” Drei ha fatto una scelta dispendiosa e poco lungimirante, in un settore come quello della sicurezza da sempre l’anello debole di questa giunta e di un corpo d’arma che dovrebbe garantire servizi nei 15 comuni dell’Unione Forlivese per complessivi 140.000 abitanti. Drei dovrebbe essere il primo amministratore a dover essere interessato al funzionamento di questo incarico dimostrando invece di aver lasciato la Polizia Municipale in preda agli annosi problemi: vicecomandanti in gran numero e carenza di agenti sul territorio costretti a turni di lavoro massacranti. L’ennesimo esempio, non il primo e non certamente l’ultimo, delle scelte politiche sbagliate di questa maggioranza a guida Pd!”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

 

La decisione della Regione su Mengozzi è un bluff alle spalle dei Forlivesi che si aspettavano da Bonaccini, come promesso, la chiusura di un inceneritore

camino-mengozzi“Mengozzi aveva chiesto di trattare (cioè incenerire) fino a un massimo di 5000 kg/ora, la Regione ha fissato il limite agli attuali 4000 kg/ora ma ha permesso una flessibilità del 20% che di fatto consentirà alla società di incrementare fino a 5000 kg/ora per 1760 ore anno, ovvero per circa 5 ore al giorno tutti i giorni tutto l’anno, oppure per 73 intere giornate in un anno. Su queste basi nessuno può affermare – come hanno fatto invece giunta regionale e giunta Drei con inutile trionfalismo – che è stata ‘stoppata’ la richiesta di Mengozzi, semmai è vero il contrario!”. Questo il commento a caldo di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

Si tratta della prima reazione politica dei “pentastellati” alla Valutazione di impatto ambientale sull’inceneritore Mengozzi di Forlì, approvata dalla Giunta regionale.
“Ma come verranno misurati questi aumenti di portata oraria? La risposta, poco chiara, è nella delibera regionale: che spiega che “dovranno essere effettuate, in un punto quanto più prossimo possibile alla camera di post combustione, e a valle di questa, campagne periodiche per la misura dei parametri di portata, temperatura, pressione e umidità del flusso gassoso al fine di procedere al calcolo e alla verifica della portata trattata in camera di post-combustione nelle condizioni indagate. La frequenza e la modalità di svolgimento delle campagne sono definite dall’Aia, ovvero la Autorizzazione Integrata Ambientale”. Quindi per fare ulteriori valutazioni dovremo attendere di visionare le reali prescrizioni previste nell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), non ancora disponibile”: spiegano Benini e Vergini.

Dietro queste prescrizioni burocratiche i due consiglieri del Movimento 5 stelle vedono in realtà: “l’ennesima fregatura, visto che abbiamo già sperimentato una situazione simile con la legge regionale sui rifiuti, sulla carta quasi totalmente accettabile, ma poi nella pratica totalmente smentita nei fatti da un piano operativo che ne ha disatteso i principi”.

 

Botti di capodanno, il Sindaco Drei non mantiene la promessa: divieto solo in centro e non su tutto il territorio comunale come aveva promesso

no_botti“Qual è la sensibilità ambientalista e animalista del sindaco di Forlì? Perché non si è uniformato ai tanti Comuni anche a guida Pd che quest’anno, per una serie di motivi, incluso quello del pericolo terrorismo, hanno vietato l’utilizzo di materiale esplodente, botti, petardi e fuochi artificiali per il Capodanno e le feste fino all’Epifania? E soprattutto perché Davide Drei non ha mantenuto la promessa di disporre un divieto valido su tutto il territorio comunale contro i botti, anziché limitarlo al centro storico?”. A porre queste domande i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

All’origine della diatriba l’ordinanza “anti-botti” di Capodanno.

“Il sindaco s’è mosso tardi e soltanto dopo nostra sollecitazione. Come era accaduto gli anni scorsi. L’ordinanza è stata emessa solo il 29 dicembre verso sera ed il divieto coprirà solo poche ore: dalle 16:00 del 31 dicembre alle 20:00 del 1° gennaio. Ma il fatto più grave è che pur avendo il sindaco promesso in consiglio comunale che quest’anno avrebbe coperto tutto il territorio comunale ha disatteso palesemente questo proposito vietando i botti soltanto in centro storico (nell’area compresa all’interno dei viali e delle porte di circonvallazione), ignorando altre aree dove sono presenti molti animali, sia domestici che selvatici, come il canile, il parco urbano e l’area dove è attendato il circo”: insistono i due “pentastellati”.

Benini e Vergini segnalano, infine, anche il “silenzio assordante” dell’assessore con delega al “benessere animale” Sara Samorì che non è intervenuta né durante il consiglio comunale ne pubblicamente sull’argomento, mentre è noto a tutti che l’uso di petardi e fuochi artificiali a Capodanno mette a rischio non soltanto la nostra incolumità, ma soprattutto sono spesso causa di morte, ferimenti e traumi per animali domestici e selvatici. A questo punto, vista l’insensibilità dimostrata anche quest’anno dal sindaco Drei sarebbe certamente più serio eliminare la delega in giunta al benessere animale e rinunciare ad ogni tipo di propaganda elettorale in difesa dei nostri ‘amici’ a quattro zampe. Su questo tema il Pd forlivese non è assolutamente credibile”: concludono Vergini e Benini.

 

Grazie alla nostra mozione il Comune dovrà realizzare un piano cittadino per l’eliminazione delle barriere architettoniche

una-citta-per-tuttiLa giunta comunale di Forlì si è impegnata a realizzare uno specifico Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche a seguito di un’apposita mozione presentata dal Movimento 5 stelle di Forlì, verrà finalmente messo nero su bianco uno strumento di gestione urbanistica indispensabile per pianificare e predisporre un programma sistematico di interventi da effettuare per rendere accessibili edifici e spazi pubblici ai cittadini diversamente abili.

“Dopo la scandalosa vicenda del parcheggio negli stalli dei diversamente abili occupato dall’allora vicesindaco Zanetti e da noi stessi denunciato, ci siamo chiesti se questa intera amministrazione comunale avesse a cuore o meno, i diversamente abili, e dopo una serie di accessi agli atti con nostro grande stupore abbiamo scoperto che il Comune di Forlì non disponeva di questo piano che sarebbe obbligatorio dal 1986. Un piano che in 30 anni di amministrazioni a guida Pci, Pds, Ds e Pd non è mai stato realizzato nonostante i solleciti di numerosi enti fra cui nel 2014 quello dell’Anci che all’epoca era guidato oltretutto da un famoso esponente del Pd: Piero Fassino. Questo, purtroppo, dimostra come l’attuale partito che amministra Forlì non dia la necessaria importanza ai diritti dei diversamente abili”: commentano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

Il problema delle numerose barriere architettoniche presenti a Forlì era stato già segnalato da tempo e pubblicamente anche da numerosi cittadini e associazioni fra cui la fondazione Opera Don Pippo Onlus. “Possibile che nonostante questi appelli un partito, come il Pd, che a parole sostiene di essere vicino alla gente non si sia mai attivato per rendere a misura dei diversamente abili la nostra città? Possibile che un sindaco che nella scorsa legislatura si occupava del welfare non ne fosse a conoscenza? Il partito di maggioranza in consiglio dopo aver tentato di minimizzare il problema delle barriere architettoniche accusandoci di strumentalizzare l’argomento e difendendosi con debolissime motivazioni burocratiche, alla fine è stato costretto ad approvare la nostra mozione in consiglio comunale”: spiegano ancora Vergini e Benini.

“Ora dopo le parole attendiamo i fatti: che si dia attuazione ad un buon Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche con il reperimento dei fondi necessari dalla Regione. Un progetto che potrà realmente contribuire risolvere gli enormi problemi riscontrati ogni giorno dai diversamente abili che si muovono nella nostra città ed in particolare negli edifici pubblici. Sarà un’altra occasione per mettere alla prova la buona fede di questa classe politica che ad ogni occasione parla di alta qualità della vita a Forlì e poi nei fatti si dimentica di coloro che – come le utenze più deboli fra cui i diversamente abili – si vedono negati diritti sanciti in Costituzione”: concludono i due pentastellati.

 

 

Resoconto Consiglio Comunale n°69 del 20 dicembre 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU DIVIETO AI FUOCHI D’ARTIFICIO [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SUL RISPETTO DELLA PETIZIONE CONTRO I CIRCHI CON ANIMALI [scarica testo]
la risposta è stata parzialmente soddisfacente

DELIBERA SU AFFIDAMENTO RISCOSSIONE TARI AD HERA
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Simone Benini

DELIBERA SU MODIFICA STATUTARIA A LIVIA TELLUS PER SOCIETA’ IN HOUSE
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Simone Benini

MOZIONI PER RIDURRE I COMPENSI DI LIVIA TELLUS AI LIMITI DI LEGGE [scarica testo] [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvate

è intervenuto il consigliere Simone Benini

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Circo con animali esotici a Forlì: “Il sindaco dia seguito alle promesse fatte: controlli e sanzioni severe in caso di violazione delle norme”

animali-al-circoControlli serrati sulle condizioni di detenzioni degli animali e severe sanzioni ove mai venissero riscontrate inosservanze alle leggi ed ai regolamenti in vigore sulla pubblicità di pubblici spettacoli. Questo è quanto chiede il M5S di Forlì in occasione dell’imminente attendamento nella nostra città del Circo di Praga, circo che utilizza animali esotici come tigri e foche.
“Si chiede al sindaco ed alla giunta un atto di coerenza con il voto favorevole espresso l’anno scorso dall’amministrazione e da tutte le forze politiche in commissione comunale a favore della petizione, sottoscritta da più di 500 cittadini forlivesi, promossa dal gruppo facebook “la Forlì che dice no al circo con gli animali””.

“Pur nella piena consapevolezza che è attualmente impossibile con le leggi vigenti per un sindaco impedire attendamento di un circo nella propria città, interrogheremo Drei nella seduta del consiglio comunale di martedì 20 dicembre per sapere se intende applicare quanto si era stabilito in commissione ed essere nelle sue possibilità, ovvero: disporre controlli da parte di personale specializzato sulla salute degli animali del circo, nel rispetto della normativa “Cites”, e disporre un rigido controllo da parte della polizia municipale sulle eventuali affissioni abusive (ad esempio sui tronchi degli alberi) e volantinaggio non autorizzato, che spesso alcuni circhi mettono in atto”: anticipano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del M5S.

Contestualmente, visto l’avvicinarsi del Capodanno, i pentastellati anche quest’anno chiedono: “Un’ordinanza comunale che vieti i botti sull’intero territorio cittadino, ed in particolare anche nell’area occupata dal circo, visto che in molti animali, dall’udito ben più sensibile di quello umano, rumori forti e improvvisi provocano paura e panico fino alla morte d’infarto. Il nostro auspicio è che questa restrizione possa essere estesa, oltre che al Capodanno, anche a tutto il periodo festivo e nelle ulteriori festività dell’anno, in particolare a quella di Halloween. Con sanzioni in grado di fungere da deterrente reale ed una adeguata pubblicizzazione preventiva delle regole alla cittadinanza”.

“Quanto è successo gli anni scorsi non promette bene, infatti queste ordinanze – sempre fatte dopo nostro sollecito – non sono mai state ampliate come avevamo richiesto ma addirittura ulteriormente ridotte: si è infatti passati dall’ordinanza del 2013 di Balzani, che prevedeva il divieto in tutte le strade e piazze fiancheggiate da edifici e in parchi e giardini pubblici dal 23 dicembre fino all’Epifania compresa, all’ordinanza del 2014 di Drei che limitava il divieto alla notte di capodanno e solo nel centro storico, trend negativo confermato dall’ordinanza 2015 che limitava ulteriormente il divieto solo a specifiche piazze/vie del centro storico”: ricordano i consiglieri Simone Benini e Daniele Vergini.

I due consiglieri comunali del M5S mettono alla prova il sindaco a tutela “del benessere dei nostri amici animali” prima di trarre un bilancio complessivo dell’attività dell’amministrazione comunale guidata dal Pd preso atto che fino ad oggi: “questa giunta s’è dimostrata in molteplici occasioni totalmente insensibile alla volontà dei cittadini”.

 

Agenti precari della Polizia Municipale di Forlì vincono causa contro il Comune. M5s: “Gestione scriteriata dei vigili urbani e denaro pubblico andato in fumo”

Illegittimi i contratti a termine che l’amministrazione comunale di Forlì e l’unione dei Comuni della Romagna Forlivese aveva stipulato nei confronti di sei agenti della Polizia Municipale. A dirlo il Tribunale di Forlì – Sezione Lavoro – che ha accolto il ricorso presentato da Katiuscia Perrotta, Rocco Pasquariello, Virgilio Gatto, Sergio Zanotti, Claudio Borghini e Gianfranco Gruppuso, tutti agenti di Polizia Municipale, di età compresa tra i 31 ed i 49 anni, che avevano lavorato come precari per complessivi 36 mesi ciascuno.

Terminato il servizio e rimasti senza lavoro, gli agenti della Pm che si sono visti negare l’assunzione a tempo indeterminato hanno deciso di far causa agli enti pubblici e, assistiti dall’avvocato Riccardo Benvenuti dello Studio Alba di Grosseto, si sono rivolti al Giudice, il quale, alla fine, ha riconosciuto i loro diritti.

“Il Tribunale del Lavoro di Forlì – confermano allo Studio Legale Alba – ha accertato l’illegittimità dei contratti a termine ed ha riconosciuto ai ricorrenti un indennizzo pari, per ognuno di essi, ad otto mensilità della retribuzione, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi ed alle spese di assistenza legale. Attendiamo comunque la motivazioni della Sentenza per una completa valutazione della decisione”.

“È un primo punto a nostro favore – sostiene il portavoce dei precari – attendiamo di capire che cosa intenda fare il Comune ma siamo soddisfatti del fatto che il Tribunale abbia riconosciuto il nostro diritto. Siamo comunque disponibili ad un confronto con la controparte”.

A salutare con soddisfazione l’esito del processo sono Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, che da anni hanno sostenuto la causa dei lavoratori precari della Polizia Municipale di Forlì e dell’Unione dei Comuni portandola all’attenzione dell’opinione pubblica e dello stesso consiglio comunale, e che nell’occasione commentano: “I precari dopo 36 mesi di lavoro di fatto equiparato alle funzioni di un effettivo agente di ruolo si sono trovati lasciati a casa senza rinnovo a dispetto delle promesse dell’allora sindaco Balzani. Si tratta di una doppia debacle per il Comune che da un lato si vede costretto a corrispondere le spese stabilite a giudizio e dall’altro somma come investimenti inutili i costi per il vestiario e la formazione degli agenti precari della Municipale, a fronte di un’endemica carenza di personale”.

“Tanto valeva assumere i sei lavoratori che sono stati costretti a fare causa e far funzionare al meglio l’attività della Polizia Municipale. Organismo – essenziale per garantire la sicurezza stradale e urbana – dove la confusione regna sovrana. In questi anni in assenza di un ricambio ai vertici della Pm si è preferito il mantenimento in organico di 3 vice comandanti e garantire un aumento di stipendio di 10.000 euro all’anno per gli ultimi anni alla ex Comandante Elena Fiore piuttosto che rinnovare l’incarico a più di una decina di vigili a tempo determinato, lasciando irrisolti i nodi strutturali del settore: controllo del territorio a macchia di leopardo, costi che non sono diminuiti e servizio che semmai è peggiorato”: conclude la nota del Movimento 5 stelle di Forlì.

 

MoVimento in ascolto, il prossimo appuntamento dell’assemblea itinerante 5 Stelle sarà al quartiere Romiti

eventoromitiContinuano le assemblee itineranti del M5S Forlì nei quartieri cittadini. Dopo gli affollati incontri
ai Portici ed a Pievequinta-Caserma-Casemurate il prossimo appuntamento sarà al quartiere Romiti,
venerdì 16 dicembre 2016, alle ore 21, nella sala polivalente del quartiere in via Locchi, 9, a Forlì.
Con queste serate aperte a tutti i cittadini ed anche ovviamente ai rappresentanti dei quartieri il MoVimento 5 Stelle di Forlì vuole entrare maggiormente in contatto con le realtà che compongono il tessuto socio-economico della città, a partire dalle aree che presentano maggiori criticità, al fine di ascoltare le problematiche e le proposte che liberamente i cittadini vorranno portare all’attenzione dell’opinione pubblica.
Raccolte le opinioni emerse nell’incontro i consiglieri comunali “pentastellati” Daniele Vergini e Simone Benini – che saranno presenti alla serata – porteranno in Municipio ogni argomento (solitamente dimenticato dai partiti tradizionali o, peggio, da chi amministra) che meriti di essere trattato e risolto, sotto forma di interrogazione, question time o mozione. Fra i temi più caldi che saranno trattati durante la serata segnaliamo il problema amianto nella vecchia cartiera in via dei Molini e gli allagamenti in via Plinio il vecchio e via Fontana di Riatti.

 

Resoconto Consiglio Comunale n°68 del 13 dicembre 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

DELIBERA SU VARIANTE PIANO URBANISTICO PER NUOVI CENTRI COMMERCIALI
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvate

DELIBERA SU CONVENZIONE CON ARPAE PER BIOMONITORAGGIO
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvate

è intervenuto il consigliere Simone Benini

INTERROGAZIONE SULLA PISTA CICLABILE DI VIA DECIO RAGGI E VIA DELL’APPENNINO [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

è intervenuta la consigliera Eliana Gardini

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Variante urbanistica del commercio: “Nuova colata di cemento e grandi centri commerciali, danno all’ambiente e colpo mortale ai piccoli esercenti”

“La previsione di andare a creare nuove zone commerciali in via Bertini, via Pandolfa, via dell’Appennino, al Ronco, a Vecchiazzano e in tante altre aree urbane altro non è, a nostro parere, che un insostenibile fiume di asfalto e cemento, un vero e proprio attacco all’equilibrio commerciale cittadino, ai piccoli esercenti e, in associazione alla presenza di ben due inceneritori a pieno regime, un ulteriore danno alla salute delle persone e all’aria che respirano, dovuto all’inevitabile incremento del traffico indotto. Riteniamo che non siano né il cemento, né l’apertura continua di centri commerciali a ridare attrattività e competitività alla città di Forlì”: commentano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini, in vista della discussione in aula, martedì prossimo, della nuova variante urbanistica del commercio.

“Se si tratti o meno di cementificazione questa Giunta potrebbe chiederlo magari anche a Nicola Dall’Olio (capogruppo del Pd di Parma) al quale ha recentemente conferito un incarico esterno come ‘esperto di consumo di suolo’ alla modica cifra di 10.000 euro”, ironizzano Vergini e Benini per evidenziare l’ennesimo ed inopportuno incarico esterno distribuito dal Pd agli ‘amici di partito’”.

“Con questa variante, criticata anche da Confesercenti che ha parlato di “forzatura incoerente” per le troppe medio-grandi strutture, che passano da 3 del piano vigente a 25 della variante (6 solo nell’area del Foro Boario), l’amministrazione comunale sembra voler raggiungere il duplice obiettivo di dare il solito ‘contentino’ pre-elettorale alle cooperative e di ottenere contemporaneamente maggiori entrate per circa 2,9 milioni di euro (€ 1.496.026,56 dagli oneri di urbanizzazione secondari e € 1.395.000,00 dal costo di costruzione). Mentre da tutta questa operazione noi cittadini otterremo solo la perdita definitiva di superficie verde non più recuperabile ed un sostanziale peggioramento dell’ambiente con conseguenti ed inevitabili ripercussioni sulla nostra salute”: aggiungono i due pentastellati.

A detta dei due consiglieri comunali del M5S soltanto “Il recupero e la valorizzazione del patrimonio urbanistico già esistente, il verde e l’ambiente, la riappropriazione degli spazi e la vocazione culturale e turistica possono essere le uniche misure innovative e lungimiranti su cui l’amministrazione dovrebbe investire per rigenerare il centro storico ed anche il tessuto economico e produttivo locale”.
“Un tessuto economico fatto al 90% da piccole aziende fino a 10 dipendenti, che non ha bisogno di nuovi centri commerciali ma di politiche mirate a dare nuove opportunità a questi soggetti; non si può sostenere a parole progetti a favore del centro storico e poi nei fatti andare ad assecondare la realizzazione di un mega centro commerciale a Pieve Acquedotto”: attaccano ancora Vergini e Benini.

“Una menzione a parte merita inoltre l’area commerciale H di Vecchiazzano che, ritirata dopo un primo tentativo di passaggio in consiglio fortemente contestato anche dai consiglieri di maggioranza Peruzzini Gentilini e Bertaccini , rientra ora dalla finestra confusa tra decine di altri progetti sconclusionati e nel silenzio totale dei suddetti consiglieri forse ora ‘distratti’ dal fatto che hanno ottenuto 2 assessori…”: ricordano i due Pentastellati.

“In quanto sta succedendo purtroppo ravvisiamo come sempre la manifesta incapacità di pianificare lo sviluppo della città nell’interesse dei cittadini, ed il collateralismo politico degli amministratori Pd che continuano a perseguire unicamente gli interessi delle solite cooperative, con l’unico obiettivo di averne un tornaconto elettorale. Per questo invitiamo i cittadini a partecipare sempre alle commissioni consiliari, ai consigli comunali, ed in particolare al consiglio di martedì per far sentire il proprio ‘fiato sul collo’ a questa amministrazione”: conclude il comunicato stampa dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Vergini e Benini.