Il M5S incontra l’UGL: piena convergenza sui 10 punti della petizione sicurezza

incontro m5s-uglIl consigliere Daniele Vergini del Movimento 5 stelle Forlì, ha incontrato Filippo Lo Giudice, segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl Sicurezza civile, il sindacato più rappresentativo delle guardie giurate, molto radicato in provincia di Forlì-Cesena, per illustrare i contenuti della petizione sicurezza già sottoscritta da 2000 cittadini e presentata in consiglio comunale.

La proposta dei pentastellati prevede anche l’impiego della vigilanza privata nei servizi di controllo diurno e notturno nelle aree a rischio e degradate della città.
“Nel “Pacchetto sicurezza del M5S Forlì” si elencano dieci azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della polizia municipale ed anche l’impiego della vigilanza privata , che non dovrà sovrapporsi ma integrarsi con le altre forze dell’ordine, per concorrere al controllo diurno e notturno delle aree a rischio e degradate della città”: ha spiegato lo stesso Daniele Vergini.

“Ritengo la proposta di inserimento delle guardie giurate in un piano organico di lotta al degrado urbano che innesca malcostume e insicurezza nella cittadinanza ed al contrasto dei furti in abitazione una soluzione intelligente e concreta. Per nulla viziata da un pregiudizio ideologico. E su queste basi ho ringraziato personalmente il Movimento 5 stelle di Forlì per aver elaborato la petizione sicurezza. E male ha fatto il Pd a bocciare il progetto in consiglio comunale”: ha dichiarato Filippo Lo Giudice, che nell’occasione ha ricordato come anche il sindaco Drei e la sua giunta si fossero dimostrati insensibili, nei mesi scorsi, alla proposta che l’Ugl Sicurezza civile aveva avanzato al Comune di Forlì di mettere in campo ogni mezzo – compresa la vigilanza privata – per arginare il dilagare della criminalità a Forlì, città colpita più di ogni altra a livello nazionale dal problema dei furti in abitazione e in azienda.

“Da parte nostra, oltre all’iniziativa locale della petizione sicurezza, abbiamo sollecitato un intervento in ambito parlamentare per adeguare le leggi alla necessaria certezza della pena, inasprendo anche quelle relative ai reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo PD di Renzi, lo stesso partito che a Forlì ha bocciato in consiglio comunale il nostro Piano in 10 punti”: conclude il consigliere del Movimento 5 stelle Forlì, Daniele Vergini. “L’incontro di oggi in Ugl, è il primo di una serie, abbiamo infatti intenzione di incontrare anche altri soggetti istituzionali e sindacati di categoria della sicurezza per promuovere la petizione che è stata già sottoscritta da 2000 cittadini”

 

Il Pd boccia la petizione sicurezza firmata da 2000 cittadini e approva un OdG “fotocopia”

“Ieri il PD ha preso in giro i 2000 cittadini che hanno firmato la petizione bocciandola e proponendo un loro OdG “fotocopia”, un Pd visibilmente in difficoltà, che non riesce a far altro che copiare le idee altrui, ma nel farlo dimostra solo di non avere più alcuna credibilità visto che in 2 anni e mezzo sulla sicurezza non hanno fatto nulla a parte annunci”: questa l’accusa del consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Benini a seguito della discussione in Consiglio Comunale della petizione sicurezza elaborata nei mesi scorsi dal Movimento 5 Stelle di Forlì e sottoscritta da più di 2000 cittadini, di ogni orientamento e fede politica, anche elettori del Pd.

“Abbiamo presentato un vero e proprio piano-programma in dieci punti, concretamente attuabili dall’amministrazione comunale, già  depositato in Municipio e recentemente illustrato anche al prefetto di Forlì Fulvio Rocco De Marinis. Il Pd ci ha chiesto di ritirare la petizione per rielaborare un testo assieme a loro, una proposta che abbiamo ritenuto irricevibile e provocatoria. Siamo orgogliosi di aver portato la voce di 2000 forlivesi e sollevato un’esigenza di una parte consistente di cittadini che ha manifestato un malessere, è stato giusto chiedere il voto su questo testo senza alterazioni e inutili “giochi di palazzo”, il Pd, come abbiamo più volte detto, poteva semplicemente emendarlo togliendo le parti che non riteneva utili ma ha deciso invece di bocciarlo in toto, di questo se ne assumerà la responsabilità di fronte ai cittadini”: aggiungono Vergini e Benini

“Segnaliamo inoltre ai cittadini l’operazione scorretta messa in atto parallelamente dal partito di maggioranza, presentando un OdG “fotocopia” che riprende la maggioranza dei punti della petizione, nel becero tentativo di “mettere la bandierina” sul tema e prendersi il merito. Noi come M5S abbiamo coerentemente votato a favore anche anche di questo OdG del PD però lasciamo ai cittadini le dovute considerazioni”, aggiungono i pentastellati, che segnalano,  inoltre, anche: “l’ingiustificabile assenza del sindaco Drei durante la discussione ed il silenzio totale dell’assessore con delega alla sicurezza Marco Ravaioli… Questa è la considerazione che ha questa amministrazione dei cittadini forlivesi, questa è la vera attenzione dedicata dalla giunta al problema della sicurezza!”: chiosano Vergini e Benini

Per la cronaca, il pacchetto sicurezza proposto dalla petizione conteneva misure concrete come: la videosorveglianza mirata, l’installazione di punti illuminazione intelligente, le ordinanze comunali speciali riguardanti sicurezza e lotta al degrado, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggiore controllo del territorio da parte della polizia municipale, l’impiego della vigilanza privata (che non dovrà sovrapporsi alle forze dell’ordine pubbliche ma integrare i servizi di controllo diurno e notturno nelle aree a rischio e degradate), esperienze di “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione (come è stato fatto in diversi comuni del triveneto, ed in parte anche a Bologna, città governata dal Pd), e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento.

 

Resoconto Consiglio Comunale n°58 del 28 giugno 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

MOZIONE DEL PD SUL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA MONTEFELTRO [scarica testo]
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvato

PETIZIONE PIANO SICUREZZA [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: respinta

ORDINE DEL GIORNO DEL PD SULLA SICUREZZA [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvato

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Resoconto Consiglio Comunale n°57 del 21 giugno 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

DISCUSSIONE SU CRISI DI GIUNTA

è intervenuto il consigliere Daniele Vergini

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU ABBATTIMENTO 1300 ALBERI RIO BOLZANINO [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

è intervenuto il consigliere Daniele Vergini

ORDINE DEL GIORNO DEL PD SULLA “SALA DEL COMMIATO”  [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvato

MOZIONE DEL PD SUL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA MONTEFELTRO [scarica testo]
siamo usciti dall’aula facendo mancare il numero legale

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

1300 alberi da abbattere a Rio Bolzanino, Vergini e Benini: “Sindaco e nuovo assessore al Verde fermino questo scempio ambientale. Se ne discuta in consiglio comunale”

“Appresa la notizia di una richiesta avanzata dal Consorzio di Bonifica della Romagna di abbattimento di ben 1300 piante (alberi e vegetazione spontanea, lungo la via Rio Bolzanino, nelle due sponde dell’omonimo ruscello), nel tratto da Villanova alla Pescaccia, in area comunale, chiediamo precise spiegazioni alla giunta, al sindaco ed all’assessore al verde pubblico, ammesso che abbia un volto, un nome, un pensiero… Posto che l’ex assessore Zanetti ha già ammesso sui social network dell’esistenza del progetto e che, per un motivo o per l’altro, si sarebbe giustificata dicendo di non essere riuscita ad informare il Consiglio in merito perchè gli uffici comunali preposti non l’avevano a loro volta informata”: così i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

“Chiediamo, dunque, di conoscere i particolari del progetto che prevede questo scempio, costo dell’opera, stazione appaltante e ditta che sarà incaricata di procedere all’azzeramento di centinaia e centinaia di essenze arboree, alberi, alberelli, vegetazione spontanea, arbusti e piante sanissime maestose di varie essenze, per lo più autoctone: Acero campestre, Edera, Nocciolo, Olmo, Pseudoacacia, Salice, Sanguinella. Vorremmo sapere con che criterio si concede il via libera ad un intervento che distruggerebbe piante che in maggioranza trattengono le sponde dall’erosione delle piene, contribuiscono alla depurazione delle acque di Rio Bolzanino e costituiscono habitat naturale per molte specie avicole che adesso nidificano ed offrono sicuro rifugio a selvaggina stanziale”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

I pentastellati aggiungo che ogni intervento pubblico che porti la desertificazione in aree verdi o fluviali causerà effetti negativi che si ripercuoteranno direttamente anche sulla vita delle persone per l’ aumento dell’inquinamento, del grado di umidità e della calura estiva.

“Anche la direttiva europea 2007/60/CE sulle alluvioni indica che in aree non urbanizzate siano individuati spazi idonei alla libera espansione delle acque, al ripristino di pianure alluvionali, al recupero di aree palustri e boschi ripariali e che siano disincentivate attività edilizie nelle zone soggette a inondazioni. Chiediamo quindi  che venga sospeso il progetto che prevede l’abbattimento di queste 1300 piante in attesa di approfonditi controlli sullo stato non soltanto del Rio Bolzanino ma  anche dei corsi d’acqua del territorio comunale e in tutta la provincia di Forlì”: è l’invito del M5S di Forlì che ricorda, infine, come alcune associazioni (Wwf, Lipu e Legambiente) si siano attivate proprio in queste settimane in tutta Italia contro i tagli indiscriminati della vegetazione dei corsi d’acqua naturali ed artificiali”.

“Si tratta di interventi realizzati con mezzi non adeguati, che distruggono in modo indiscriminato i boschi ripariali, la vegetazione e il suolo, modificando a volte in modo ingiustificato anche le forme fluviali, con le fasce laterali dei corsi d’acqua che perdono le loro funzioni ecologiche a supporto della fauna, la capacità di ridurre gli inquinanti, di attenuare la forza dell’acqua e di trattenere materiali e sedimenti. Visto che nel recente passato anche a Forlì si sono manifestate criticità idrauliche e allagamenti, riteniamo che si debba affrontare seriamente il problema degli alberi di Rio Bolzanino prima di dover rincorrere l’ennesima emergenza ambientale”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Caso Spese Legali, la Procura di Forlì: ”eccesso di potere, gestione superficiale e poco oculata della cosa pubblica”. Benini e Vergini chiedono le dimissioni di Drei

“Il recente azzeramento della giunta del comune di Forlì avvenuto poche ore dopo l’annuncio di una nostra conferenza stampa sugli sviluppi della spinosa vicenda delle spese legali extrabilancio, non ci sembra affatto una coincidenza. Solo pochi giorni fa il Tribunale di Forlì, per mano del Gip aveva archiviato l’esposto da noi presentato sulle spese legali extrabilancio del Comune di Forlì, i magistrati inquirenti però, pur non riconoscendo il reato di abuso d’ufficio per il quale avevano indagato, hanno confermato alcuni dei rilievi che più volte noi avevamo pubblicamente illustrato nelle sedute del Consiglio. Quindi il nostro giudizio politico, estremamente negativo, rimane e anzi ne esce rafforzato perchè non c’è sicuramente bisogno di arrivare alla conclamazione del reato per prendere atto di una condotta politicamente inaccettabile sotto gli occhi di tutti perchè contraria al buon senso ed alla virtù amministrativa. A nulla serve l’azzeramento di giunta annunciato in estremis poche ora fa dal Sindaco nel tentativo di ‘ripulirsi’, la responsabilità è in primis la sua per aver nominato una giunta che non è stata in grado di amministrare correttamente la cosa pubblica”: questo il commento dei consiglieri comunali del M5S di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini che chiedono a gran voce le dimissioni del primo cittadino.

E i due pentastellati sottolineano numerosi spunti presenti nell’atto di archiviazione che evidenziano la gravità dei fatti esposti, la Procura scrive infatti che: “la gestione del conferimento degli incarichi legali (con prevalenza nella scelta di due principali avvocati rispetto ad altri), la mancata presentazione di note proforma per lunghissimi tempi (a volte anche anni, al limite della prescrizione decennale), nonché il mancato accantonamento (prudenziale) a bilancio delle somme che i legali avrebbero comunque richiesto per l’espletamento dei loro incarichi, denota una gestione eccessivamente superficiale e poco oculata della cosa pubblica”.

Un comportamento “aggravato dal fatto che per molti anni tali condotte sono state poste in essere principalmente dal Dirigente del Settore Affari Generali e Risorse Umane (La Forgia, ndr) ma comunque in piena sintonia con l’Ufficio Ragioneria e con la giunta comunale di volta in volta in carica, in quanto la situazione era ben presente a ciascun protagonista della scena amministrativa e politica e della stessa nessuno si è mai fatto carico, se non quando è stata imposta la ricognizione della situazione debitoria”.

“E’ la stessa Procura a sottolineare come i sindaci e le varie giunte comunali fossero al corrente della situazione debitoria che si andava ad aggravare di anno in anno. E c’è una dichiarazione dello stesso La Forgia che ci lascia di stucco”: aggiungono Benini e Vergini riportando un passaggio della testimonianza del dirigente comunale che, ascoltato dai magistrati come “persona informata dei fatti”, dice: “Posso affermare di non essere stato mai sollecitato dalla ragioneria, né dai revisori né dall’assessore al bilancio a richiedere le parcelle. Anzi, sono stato velatamente invitato a non accelerare la liquidazione delle parcelle. Posso dedurre che il motivo sia legato alle difficoltà della gestione finanziaria del Comune”.

“E questo politicamente è sufficiente per ribadire che Emanuela Briccolani, assessore al Bilancio ed alle Finanze del Comune di Forlì da più di 7 anni, non poteva non sapere come venissero gestiti i soldi pubblici e non poteva non conoscere la condotta posta in essere dal dirigente La Forgia. E assieme all’assessore al bilancio anche la giunta ed al sindaco hanno omnesso di vigilare e informare correttamente il consiglio comunale, che negli anni, ignaro, ha approvato bilanci che non erano pienamente veritieri”: annunciano gli esponenti del M5S di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

“E’ inoltre un fatto acclarato, e non più solo una nostra opinione, come il consiglio comunale sia stato di fatto esautorato nelle sue prerogative dall’accordo firmato da La Forgia con i 2 avvocati un istante prima di informare i consiglieri del debito fuori bilancio, una azione definita come un “eccesso di potere” (anche se non un reato penale) con il quale il dirigente ha “blindato” il debito e spinto in pressing i consiglieri a legittimarlo lasciando loro meno di 24 ore di tempo a disposizione per comprendere le carte. Viceversa, se per qualsiasi motivo il consiglio comunale non avesse riconosciuto la legittimità del debito entro il 31 luglio 2015 il dirigente avrebbe rischiato di dover pagare di tasca sua il milione e mezzo dovuto ai legali che avevano prestato servigi all’amministrazione comunale. A nostro parere il Consiglio è stato letteralmente preso in giro e svuotato del proprio ruolo”: aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini che riportano il virgolettato integrale della Procura di Forlì: “l’aver sottoscritto tali contratti solo alcuni giorni prima della seduta del Consiglio Comunale nel quale si sarebbe dovuta approvare la delibera del riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ha di fatto esautorato i poteri dell’organo collegiale ed ha esorbitato i poteri di istruttoria previsti in capo al dirigente del Settore Affari Generali”.

Inoltre sempre nell’atto di archiviazione si legge, in merito all’accordo fra La Forgia e l’avvocato Mario Di Giovanni, dello studio legale di Roberto Pinza, presidente della Fondazione Carisp, che si è trattato di un “accordo certamente vantaggioso per l’ente comunale” ma che “tuttavia, costituisce una pietra tombale sia in relazione alla sussistenza ed esigibilità di alcuni crediti sia in merito alla congruità del quantum richiesto”, mentre il dirigente “si sarebbe certamente dovuto limitare a far emergere i presupposti di utilità ed arricchimento che all’ente sono derivati dalla prestazione dei servizi legali”. Rimane inoltre irrisolto l’interrogativo posto dalla stessa Procura: il perché i legali negli anni “non avessero mai emesso neppure note proforma al fine di sollecitare il pagamento del corrispettivo per la prestazione elargita, arrivando al limite della prescrizione del diritto di credito vantato proprio nei confronti dell’ente comunale”.

Infine il M5S di Forlì evidenzia come anche la Procura abbia rilevato la “assenza di qualsiasi utilità” del famoso parere pro-veritate, costato alla collettività ulteriori 13.688 euro, commissionato dalla segretaria Lia Piraccini ai due legali Taroni e Masetti del foro di Ravenna, dopo il rifiuto dell’Ordine degli avvocati di Forlì-Cesena. “Perchè sono stati spesi questi soldi per un parere del tutto inutile?” – incalzano i pentastellati – “in commissione a nostra domanda diretta lo stesso avvocato Taroni, che lo aveva redatto, ammise che questo parere non aveva alcun rilievo giuridico! Quindi perchè si è scelto di spendere altri soldi pubblici inutilmente?”

“Il pasticcio amministrativo, ormai confermato anche dalle osservazioni della Procura, è sotto gli occhi di tutti”: insistono i consiglieri comunali del M5S: “ricordiamo che noi uscimmo dall’aula in segno di protesta per non legittimare anche a futura memoria questo modo di gestire la cosa pubblica che ha messo a nudo l’incapacità politica degli amministratori e della struttura burocratica che nel tempo ha sorretto i medesimi.
E a questo punto ci domandiamo: perché il Comune non ha chiesto conto dell’eccesso di potere di La Forgia nell’aver stipulato accordi senza preventivi riscontri di congruità e legittimità? Perché in autotutela la giunta Drei non ha ancora chiesto l’annullamento d’ufficio degli atti amministrativi viziati di eccesso di potere così come indicati dalla Procura visto che non sono ancora passati 18 mesi entro i quali questo può essere fatto?”: sono le domande finali che i consiglieri comunali del M5S di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini pongono al sindaco.

 

Consiglio comunale bloccato dai problemi interni della maggioranza, fate un passo indietro se tenete veramente al bene della città

drei-zanetti“In consiglio a Forlì non c’è più una maggioranza a sostegno del sindaco Drei, lui stesso ha sfilato la delega al verde al vicesindaco Zanetti, due consiglieri comunali di maggioranza, Peruzzini e Gentilini, da mesi si distinguono per il loro attivismo antagonista che è sfociato addirittura in un esposto in Procura, altri consiglieri, come per esempio Paolo Bertaccini o Vico Zanetti hanno votato più volte in difformità con il Pd, il partito che guida la coalizione. Se non c’è più una maggioranza abbiate la decenza di sciogliere il consiglio ed andare a elezioni”: a lamentare questa situazione sono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Daniele Vergini e Simone Benini che – con un comunicato stampa – da un lato chiedono le dimissioni del vicesindaco Zanetti e dall’altro evidenziano alcune contraddizioni della maggioranza.

“Sullo spinoso caso del bando del verde la Giunta nel Consiglio di ieri non ha dato risposte ed ha preferito tacere alla nostra richiesta di conoscere i motivi per cui a meno di un mese dell’apertura della busta con le offerte è stata modificata la composizione della commissione giudicatrice: da una delibera di giunta risulta infatti che per quello che viene definito un “mero errore materiale” veniva sostituita la professionalità di esperto “economico finanziario” con un “funzionario interno appartenente all’Area Servizi al Territorio”, perchè questa modifica all’ultimo momento? una settimana prima della nomina della commissione?”: incalzano Daniele Vergini e Simone Benini.

“Questa Giunta non è più credibile: a partire da incidenti personali (come quello da noi sollevato della Zanetti che parcheggiava abusivamente), dietrofront politici (come per gli alberi di corso Diaz), diffide ricevute su progetti che riguardano il territorio cittadino (come a San Lorenzo) o i pasticci burocratici (le spese legali extrabilancio e la nomina del segretario dell’Unione) e infine il caso Corvini che si è trascinato per 3 mesi a causa del “fuoco amico” dei consiglieri della lista “noi con Drei”, Peruzzini e Gentilini, rendono la tenuta di questa Giunta sicuramente precaria”: elencano i pentastellati.

“Così non si può andare avanti: non è tollerabile che il consiglio comunale venga bloccato dai problemi interni alla maggioranza, perchè questa è la realtà sotto gli occhi di tutti. In agenda ci sono nostre mozioni presentate 8 mesi fa e non ancora discusse. Le sedute si protraggono fra mille polemiche a causa dei problemi interni alla maggioranza“: aggiungono  i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Daniele Vergini e Simone Benini.

I due esponenti del M5S concludono con un invito diretto al sindaco ed al Pd che guida la coalizione: “Se non c’è più una maggioranza concedetevi un atto di decenza e trasparenza politica e lasciate l’incarico: avete dimostrato di aver fallito”

 

Resoconto Consiglio Comunale n°55 del 26 maggio 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

DELIBERA SU DECADENZA FABIO CORVINI E SURROGA ELIANA GARDINI
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata
nota: siamo invece usciti dall’aula nella delibera contenente la “sanatoria” degli errori commessi nella procedura

è intervenuto il consigliere Daniele Vergini

DELIBERA SU VARIAZIONI DI BILANCIO
voto M5S in consiglio: astenuto
esito: approvata

MOZIONE “RIBELLI” DEL CENTRO SINISTRA + CENTRO DESTRA SU INCARICO SUPPORTO UNITA’ VERDE PUBBLICO [scarica testo]
rinviato

è intervenuto il consigliere Daniele Vergini

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Figli del Sindaco colti ad imbrattare muri, M5S: “un segnale di malessere diffuso dei giovani che non va sottovalutato”

imbrattamento“Pochi mesi fa assessori, vicesindaco e giunta comunale predicavano tolleranza zero e pene più severe per chi imbratta i muri di Forlì. Oggi apprendiamo dal giornale LA VOCE la notizia che a sporcare i luoghi pubblici sono stati colti sul fatto, pochi giorni fa, anche i due figli, minorenni, del sindaco Davide Drei. Senza voler speculare più di tanto su questo episodio, comunque increscioso, vorremmo però cogliere l’occasione per ricordare che il MoVimento si era occupato già da tempo di questo problema”: così i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, a commento del caso dei due figli del sindaco di Forlì colti in flagranza di reato ad imbrattare il muro vicino ai Giardini pubblici Ariella Farneti, fra via Decio Raggi, via Plauto e via Romeo Galli e denunciati al tribunale dei minori di Bologna per imbrattamento, con il rischio concreto di vedersi comminare una sanzione che può arrivare fino a mille euro.

“All’interno della nostra petizione sicurezza – spiegano Benini e Vergini – presentata nel settembre 2015 e che sarà discussa (speriamo al più presto!) in Consiglio, noi proponiamo un’apposita ordinanza che obblighi chiunque sia colto in flagrante ad imbrattare muri, beni architettonici o l’arredo urbano, a ripulire con l’addebito del costo del materiale a suo carico, o dei genitori in caso di minorenni. Una modalità che si potrebbe applicare benissimo al caso in questione”.

“Le motivazioni che portano i giovani ad imbrattare i muri con frasi ‘anti-sistema’, come nel caso dei figli del sindaco Drei, hanno probabilmente un’origine complessa e derivante da numerosi fattori sociali fra i quali a nostro parere c’è sicuramente la mancanza di fiducia nelle istituzioni, nelle autorità in generale, ed il malessere diffuso di chi si sente abbandonato ed impossibilitato ad incidere concretamente per cambiare in meglio la propria comunità. Noi non ci stancheremo mai di affermare che l’unico antidoto a questo malessere è la partecipazione attiva alla cosa pubblica, i cittadini, ed i giovani per primi, devono dedicare una parte del loro tempo agli altri, alla comunità, ed all’attività politica o sociale senza delegare ad altri, solo in questo modo potranno tornare ad essere padroni delle istituzioni senza avvertirle come nemiche”: concludono la nota i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.