Unione dei Comuni, Vergini e Benini (M5S): “Malumori dei sindaci, Drei si dimetta: troppi errori e gestione “discrezionale” delle risorse pubbliche”

“Il soccorso mediatico (un tempo si diceva “soccorso rosso”) offerto da Michele Bertaccini, consigliere comunale Pd a Forlì e capogruppo di maggioranza del consiglio dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, ad Anna Maria Galassi, che svolgeva l’incarico di segretario generale dell’Unione, e da Mauro Grandini sindaco di Forlimpopoli, a Davide Drei, come presidente dell’Unione stessa, rappresentano politicamente la prova provata che abbiamo toccato un nervo scoperto e sulla vicenda è stato commesso non soltanto un grande pasticcio, ma una grave irregolarità amministrativa che comporterà probabilmente nuove ripercussioni”.

E’ questo il nuovo attacco di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, che nei giorni scorsi hanno ottenuto un’importante risultato con la sostituzione di Anna Maria Galassi, che svolgeva l’incarico di segretario generale dell’Unione senza averne i titoli, con Pamela Teresa Costantini, che già svolge tale funzione nei Comuni di Modigliana e Tredozio.

“A nostro parere – continuano i “pentastellati” – gli atti dell’Unione firmati dalla Galassi sono illegittimi o comunque invalidi e dunque annullabili. A partire dal bilancio recentemente approvato (senza che fossero stati consegnati ai consiglieri i documenti entro i termini di legge) e tutte le delibere di giunta e le delibere di consiglio approvate dal momento in cui Drei è stato nominato presidente ad oggi. Questi atti degli ultimi due anni dovranno inevitabilmente essere firmati dalla nuova segretaria ed essere nuovamente pubblicati sull’albo pretorio con conseguente perdita di tempo. Dalle voci che abbiamo raccolto questa situazione venutasi a creare ha messo di malumore alcuni dei 15 sindaci dei Comuni del comprensorio che non hanno gradito il modo con cui Drei ha gestito l’intera vicenda. Prima minimizzandola e poi subendo di fatto le direttive del ministero dell’interno e della prefettura da noi sollecitati con un duplice esposto”.

“Drei e tutto il suo partito hanno palesato una gestione decisamente incapace e approssimativa dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. E per queste ragioni chiediamo a Drei di rimettere il mandato di presidente dell’Unione che ha gestito con incompetenza ed in maniera assolutamente discrezionale”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

A titolo di esempio di questa gestione negativa, i due pentastellati a portano il caso della situazione precaria dei mezzi (il mancato rinnovo del contratto per l’approvvigionamento del GPL e del metano) e del personale in servizio nella polizia municipale (sottodimensionato rispetto ai parametri di legge e con 14 persone in meno sulle strade) con il contestuale e oneroso mantenimento in organico di 3 vice comandanti con relativo aumento di stipendio di 10.000 euro all’anno alla comandante Elena Fiore.

“Se si pensa che l’Unione era nata per migliorare i servizi, diminuire i costi, ottimizzare la gestione, semplificare e sburocratizzare gli atti e ci troviamo di fronte a questo pasticcio abbiamo una prova ulteriore di quale involuzione stia attraversando il Pd, ormai da troppi anni al governo in questo territorio, ed una evidenza di cosa realmente siano le Unioni dei Comuni di “marca” Pd: solo un’ulteriore occasione per rafforzare il potere di chi già lo detiene e di sperpero di denaro pubblico, con relativo danno ai cittadini che si aspettano maggior celerità nelle risposte amministrative, servizi efficienti e una possibile diminuzione degli sprechi”: concludono Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Resoconto Consiglio Comunale n°54 del 10 maggio 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SCRITTA “NON SI PROTOCOLLA FORLI’ NEL CUORE” [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

è intervenuto il consigliere Simone Benini

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” LETTERA DELL’UNIVERSITA’ SULL’INCENERITORE MENGOZZI [scarica testo]

è intervenuto il consigliere Simone Benini

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Segretaria dell’Unione dei Comuni illegittima: “L’ennesima mancanza di Drei palesa una gestione da Repubblica delle banane, il Pd non è in grado di governare l’Unione”

galassi-dreiDal dopo elezioni amministrative 2014 Anna Maria Galassi ricopre illegittimamente l’incarico di segretaria dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese! A confermare l’irregolarità è il Ministero dell’Interno, interpellato dalla Prefettura di Forlì a seguito di un esposto presentato dai consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini del MoVimento 5 Stelle Forlì.

“Siamo all’ennesima mancanza di Drei che palesa una gestione decisamente allegra delle risorse pubbliche e che attesta l’incapacità sua e del Pd di governare l’Unione. La nomina non è valida perché Anna Maria Galassi non è iscritta e non ha i titoli per essere iscritta all’Albo Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali, requisito che, dalla data di entrata in vigore della legge Delrio, risulta obbligatorio per rivestire questo importante incarico.” spiegano i consiglieri comunali Daniele Vergini, Simone Benini assieme a Valerio Basciani del MoVimento 5 Stelle Forlimpopoli.

“Il Presidente dell’Unione Davide Drei, avrebbe dovuto nominare, senza ulteriori costi per la collettività, un segretario di uno dei Comuni dell’Unione. Cosa che non ha fatto. Ciò che ha fatto invece è di aver consentito alla Galassi di esercitare di fatto le funzioni di segretario dell’Unione e di averle corrisposto gli emolumenti pur non avendole mai firmato alcuna nomina. Se Drei avesse avuto qualche dubbio sulla nomina avrebbe dovuto essere lui a formulare un quesito al Ministero… e invece abbiamo dovuto farlo noi”, ribadiscono i consiglieri Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani.

“Ora non è compito nostro quello di esprimerci in merito alla sussistenza dei danni e alla sua quantificazione, o alla legittimità degli atti firmati in questi anni dalla dirigente. Abbiamo enorme rispetto per le istituzioni deputate a farlo e trasmetteremo loro ogni atto relativo a questa vicenda rimettendo a loro ogni valutazione in merito.
Noi però chiediamo le dimissioni del sindaco Drei da presidente dell’Unione dei Comuni. Non è più accettabile in un periodo di forte contrazione delle risorse pubbliche chiedere soldi ai cittadini per poi gestirle in modo così approssimativo.”, affermano i consiglieri Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani. “Questa incredibile leggerezza, che non può passare inosservata, dimostra l’incompetenza con la quale il Pd sta maldestramente tentando di governare un Ente, da lui fortemente voluto, sul quale il M5S ha invece sempre espresso fortissime perplessità!”

L’intera gestione amministrativa dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, infatti, altro non è che una collezione di pasticci e colpi di mano politici: elencano i “pentastellati” che ricordano a mero titolo d’esempio: la vicenda di pochi giorni fa sulla quale il M5S ha depositato un ulteriore esposto in Prefettura: l’approvazione, con un atto politico “di forza”, del rendiconto 2015 ed del previsionale 2016 del bilancio dell’Unione, nonostante la documentazione relativa fosse stata inviata ai consiglieri in modo parziale a pochi giorni dalla seduta, in onta alla legge che prescrive la trasmissione degli atti “almeno 20 giorni prima” e quindi violando i diritti dei consiglieri.

Altrettanto sconcertante è stato il caso dei documenti amministrativi pubblicati nell’albo pretorio dell’Unione dalla sua creazione nel 2014 fino al settembre 2015 e successivamente tutti sostituiti perché, come sostenuto dalla Galassi stessa, si trattava di “file sperimentali” e quindi non validi.

“Una gestione da Repubblica delle banane, un mix di incompetenza, gestione arbitraria ed uso delle risorse pubbliche e del personale che grida vendetta, soprattutto se si pensa che l’Unione era nata per migliorare i servizi, diminuire i costi, semplificare e sburocratizzare; una prova ulteriore di quale involuzione stia attraversando il Pd ormai da troppo tempo al governo in questo territorio ed una evidenza di cosa realmente siano le Unioni dei Comuni in salsa Pd: solo un’ulteriore occasione per rafforzare il potere di chi già lo detiene”: aggiungono i consiglieri Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani.

“Anche l’Unione Forlivese non sfugge a questa regola proprio mostrando la sua principale anomalia: l’eccessivo peso politico e di governance del Comune di Forlì, che porta ad uno sbilanciamento di quella che dovrebbe essere una positiva collaborazione alla pari fra i 15 Comuni; un’egemonia di Forlì che riscontriamo anche nell’estensione a tutti i comuni dell’Unione del “mostro finanziario” Livia Tellus Romagna”: rincarano la dose Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani.

Tra gli esempi di gestione negativa da parte dell’Unione i pentastellati ricordano anche quello dei servizi di polizia municipale: “Questo servizio, che già all’origine risultava sottodimensionato rispetto ai parametri di legge, è stato ulteriormente ridotto con l’avvento dell’Unione. Ci è sembrato decisamente contraddittorio il mantenimento in organico di 3 vice comandanti ed il contemporaneo tragico sottodimensionamento degli agenti sul territorio: come risulta dagli atti si è infatti preferito “lasciare a casa” numerosi vigili a tempo determinato (14 persone in meno sulle strade) pur di mantenere i 3 vicecomandanti e garantire un aumento di stipendio di 10.000 euro all’anno alla Comandante Elena Fiore”.

Anche la gestione ordinaria dei mezzi della polizia municipale risulta precaria. “La manutenzione dei mezzi deve obbligatoriamente essere fatta a Forlì, aumentando costi e generando perdite di tempo; inoltre è scaduto dal 1° gennaio 2016 il contratto per l’approvvigionamento del GPL e dal 1° marzo 2016 quello per il metano, considerando che metà del parco auto è alimentata con questi combustibili, è facile immaginare la situazione di gravissima difficoltà e mancanza di mezzi in cui versano gli agenti della Municipale. Ed altri esempi di gestione “allegra” potremmo citare”: scrivono gli esponenti del MoVimento 5 Stelle Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani.

Insomma la “rivolUnione” (lo slogan elettorale di Drei, ndr) al momento è servita solo e soltanto a sottrarre le decisioni sui servizi associati al normale iter politico e autorizzativo dei provvedimenti. L’Unione è purtroppo un “votificio” al servizio del Comune egemone, che dietro il paravento di una presunta condivisione politica, rivela un carrozzone fatto di commissioni che esistono solo sulla carta (mai convocate da due anni), la spartizione tra pochi delle risorse che contano, e, forse cosa più triste, una pletora di consiglieri divisi tra inconsapevolezza, menefreghismo e voglia di compiacere troppo spesso la linea politica “che conta”: concludono i consiglieri del MoVimento 5 Stelle Daniele Vergini, Simone Benini e Valerio Basciani.

 

Resoconto Consiglio Comunale n°53 del 3 maggio 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

MOZIONE DEL PD SUL NO ALL’AUMENTO DEL CARICO ORARIO DI MENGOZZI [scarica testo]
degli 8 emendamenti da noi proposti sono stati bocciati tutti tranne in n.5 riformulato dal PD
voto finale M5S in consiglio: astenuto
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Simone Benini

MOZIONE DEL PD PER IL CONTRASTO AL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO [scarica testo]
voto M5S in consiglio: astenuto (mozione senza impegni vincolanti)
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Daniele Vergini

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Resoconto Consiglio Comunale n°52 del 29 aprile 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

DELIBERE SUL BILANCIO CONSUNTIVIO 2015 TARIFFE TARI E COSAP
voto finale M5S in consiglio: siamo usciti dall’aula
esito: approvata
nota: avevamo dato disponibilità a votare l’unica delibera votabile (quella degli sconti alla tassa concessione suolo pubblico agli esercenti del centro), ma a condizione che si fosse accettato il nostro emendamento per renderli duraturi nel tempo, emendamento che è stato bocciato

DELIBERA SU CENTRALE UNICA COMMITTENZA DELL’UNIONE
voto finale M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Simone Benini

MOZIONE DEL PD PER UNA VERIFICA SULL’APPALTO DEL VERDE [scarica testo]
voto finale M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Simone Benini

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

A Forlì “Papi Gump”, il marciatore della bigenitorialità: “E’ anche la nostra battaglia”

papi-gumpArriva a Forlì il 30 aprile, alle ore 17, “Papi Gump”, al secolo Antonio Borromeo, insegnante abruzzese, che ha scelto la marcia, o meglio, come preferisce definirlo lui stesso, un “cammino di pace”, per interagire con Istituzioni politiche, giurisdizionali e religiose sul tema che più gli sta a cuore, la “bigenitorialità”.

Il percorso di “Papi Gump”, ha preso il via da Vasto, sua città di residenza, e avrà come ultima tappa Bruxelles, dove, nella sede del Parlamento europeo, Borromeo incontrerà tre europarlamentari italiani. Fra le località intermedie del suo percorso molte città dell’Emilia-Romagna (oltre a Forlì anche Rimini, Imola, Bologna, Reggio Emilia e Parma).

A Forlì troverà ad accoglierlo i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini, in occasione di una conferenza stampa che si terrà alle ore 18:30 di sabato 30 aprile in via Maceri Malta 5/a.

I “pentastellati” si erano già adoperati per la battaglia della “bigenitorialità” presentando, nei primi giorni del gennaio 2015, una proposta di deliberazione per far nascere anche nella nostra città il “registro della bigenitoriatità”, e per l’occasione, grazie anche e soprattutto all’aiuto della associazione “Figli Liberi”, avevano portato in commissione anche il padre della legge sulla bigenitorialità, il Prof. Marino Maglietta, esperto in materia e redattore della legge 54 del 2006 che stabilisce regole precise per l’affido condiviso di figli con genitori separati.

“Ma purtroppo – spiegano gli stessi Daniele Vergini e Simone Benini – la giunta Comunale ha fatto arenare la proposta motivandola con un parere del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Emilia Romagna, Luigi Fadiga (che ravvisava nella potestà dei giudici la facoltà di stabilire le giuste misure per l’esercizio condiviso delle responsabilità genitoriali) e rendendone impossibile, per ora, un approdo in consiglio per il dibattito e il voto sulla specifica “proposta di deliberazione” sul diritto dei genitori di essere informati entrambi, padre e madre, di tutte le comunicazioni istituzionali riguardanti i figli in caso di separazioni, anche conflittuali.”

I consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini colgono l’occasione per invitare nuovamente l’assessore con delega alle Politiche Sociali Raoul Mosconi a riaffrontare l’argomento in commissione o in consiglio comunale e si dicono pronti ad investire della questione “registro della bigenitorialità” il Prefetto di Forlì, Fulvio Rocco De Marinis, per il grave ritardo nell’iter consigliare della proposta di deliberazione, che come detto, giace nei cassetti dell’assessore, ormai da 1 anno e 4 mesi.

 

Bilancio dell’Unione: bocciata la richiesta di rinvio del M5S nonostante l’invio fuori tempo dei documenti

Nel consiglio dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese del 26 aprile è stata bocciata la richiesta del M5S di rinviare il bilancio. Valerio Basciani, consigliere M5S di Forlimpopoli, ha sostenuto in corso di seduta le motivazioni dei pentastellati, alla presenza in aula di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del M5S di Forlì, affermando che si tratta di “un vicenda molto grave”.

Con un atto politico di “forza” è stato approvato il rendiconto 2015 e previsionale 2016 nonostante sia stata inviata ai consiglieri la relativa documentazione in modo parziale e soltanto a poche giorni dalla seduta, per la precisione fra il 21 e il 22 aprile, mentre la legge prescrive la trasmissione degli atti “almeno 20 giorni prima”.

Si trattava di un corposo invio di documentazione relativa ad atti e delibere che ammontava a circa 650 pagine, contenenti dati ed informazioni contabili complessi che, visto lo scarso tempo a disposizione, non è stato possibile per i consiglieri più diligenti poter verificare.

“Sono stati violati i diritti dei consiglieri. Non è stata allegata in tempo utile la relazione del revisore e non si è fornito il tempo necessario per studiare le carte ed, eventualmente, presentare proposte ed emendamenti. La scusa fornita: che i documenti erano disponibili 20 giorni prima anche se non è stata inviata comunicazione ai consiglieri è del tutto risibile e smentita da quanto riportato nel verbale del revisore unico che afferma di aver ricevuto i documenti dalla Giunta solo il 18 e 21 aprile”.
A seguito di questa condotta il consigliere del Movimento 5 stelle Valerio Basciani ha abbandonato la seduta dell’Unione e entro pochi giorni depositerà in Prefettura un esposto indicando un’aperta violazione, da parte della Presidenza dell’Unione della Romagna Forlivese, degli obblighi di preventiva e corretta informazione così come prescritta dal Tuel, la legge che norma l’ordinamento degli Enti locali.
“In questa battaglia ribadiamo che le Unioni dei Comuni targate Pd altro non sono che un’occasione per rafforzare il potere di chi già lo detiene e falliscono nel loro mandato nominale di semplificare e sburocratizzare la macchina amministrativa”: affermano i due consiglieri pentastellati, che ricordano inoltre, come si sia parlando di un aggregato amministrativo che colleziona pasticci su pasticci: i documenti amministrativi, annullati e sostituiti, pubblicati nell’albo pretorio degli anni 2014 – 2015, e l’incapacità cronica nel gestire l’ordinaria amministrazione e la semplice distribuzione del lavoro e dei servizi fra i settori dei singoli Comuni, come nel caso dei problemi sorti per la polizia municipale.

 

Parcheggi “selvaggi” vicino alle scuole: a nulla è servito lo scandalo della vicesindaco, a Forlì nessuno tutela i cittadini ed il rispetto delle regole!

“Denunciando il caso scandaloso del parcheggio “abusivo” del vicesindaco Zanetti nello stallo riservato ai diversamente abili vicino alla scuola Diego Fabbri abbiamo chiesto lo stop ai parcheggi selvaggi davanti alle scuole. Ma, come sempre il Comune di Forlì s’è dimostrato sordo a porre mano all’anarchia delle auto in sosta davanti agli istituti scolastici al suono della campanella di inizio e fine lezioni. Ma non si tratta soltanto di inerzia della classe politica insensibile, da sempre, alla tutela dell’ambiente e della sicurezza, dobbiamo registrare anche la passività della Polizia Municipale nel far rispettare il codice della strada”.

Questo il nuovo atto di accusa dei consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, che evidenziano come nei pressi della scuola Diego Fabbri nulla sia cambiato nemmeno dopo lo scandalo della vicesindaco.

“Le auto continuano a circolare e parcheggiare dove non potrebbero, in particolare in via Giorgina Saffi, che dovrebbe essere interdetta al traffico. Tutto nasce dalla “pretesa” dei genitori di scaricare il figlio a ridosso dell’ingresso scolastico. Si crea un coagulo di vetture in sosta e in fermata temporanea (magari con motore acceso) in totale situazione di pericolo per gli stessi bambini che escono correndo dalla scuole ed attraversano la strada. I controlli sono assenti. E ci chiediamo: perchè la PM e le forze dell’ordine non fanno rispettare la legge e non tutelano anche le persone che si recano a casa, al lavoro o a scuola in bici e a piedi, contribuendo oltretutto a rendere meno satura di Pm10 l’aria di Forlì? Perchè il sindaco e la giunta non danno il buon esempio e non si spostano in bici come facciamo noi del M5S?”: si chiedono i due esponenti pentastellati.

Il MoVimento 5 stelle di Forlì ricorda come il problema della sosta e dei parcheggi “selvaggi” non sia nuovo in città come in tutta la Romagna, terrà di passione per le “quattro ruote”. Ma nella vicina Cesena qualcosa si muove: il comandante dei vigili urbani Giovanni Colloredo ha inviato una lettera ai dirigenti scolastici con la preghiera di veicolare il messaggio di maggior rispetto per le regole stradali a tutti i genitori, ed ha annunciato l’inasprimento dei controlli.

“Ed a Forlì perchè non si prende esempio?”: chiedono Daniele Vergini e Simone Benini. “A Cesena, a quanto pare qualcosa si muove nella giusta direzione e visto che Forlì continua l’immobilismo della giunta comunale abbiamo deciso di muoverci noi stessi in prima persona inviando una lettera ai dirigenti scolastici e alla comandante della Polizia Municipale Elena Fiore ricordando a tutti che l’educazione “civica” trova consenso soprattutto attraverso il buon esempio, e che l’inerzia degli amministratori non può essere tollerata oltre che a pagarne il conto in termini di tempo, disagio e incolumità a rischio, come sempre saranno e sono i cittadini più virtuosi, coloro che si impegnano nel non utilizzare la macchina o nel non violare i regolamenti stradali”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Arrestato Tiziano Marchi ex assessore della giunta Masini, M5S: “Serve un rinnovamento della classe politica in Italia ed anche a Forlì”

“La notizia dell’arresto in flagranza di reato di Tiziano Marchi, ex assessore socialista al Comune di Forlì nelle giunta di centrosinistra dal 2004 al 2009 ed ex consigliere di amministrazione di Unica Spa e vicepresidente di Unica Reti Spa è di una gravità senza precedenti. Non tanto perchè accertata dall’occhio impietoso delle telecamere, quanto perchè colpisce una persona che rappresentava il potere, per la sua stessa provenienza politica, la logica della spartizione del potere con le cosiddette quote politiche: socialista di area socialista e in questa veste inserito nelle giunte degli anni 2000”: a commentare a notizia sono Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì. I due pentastellati riprendono, per l’occasione, la frase del giudice Piercamillo Davigo, consigliere presso la Cassazione e nuovo presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, diventato lo spauracchio del governo dopo la sua intervista al Corriere della Sera in cui attacca corrotti e la corruzione che ormai permea la classe politica traghettata con il vizio delle “mazzette” dalla prima alla seconda repubblica. “Soltanto il Movimento 5 Stelle chiede ai propri candidati di non aver mai riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive. Gli altri partiti, Pd in prima fila, accettano anche pluripregiudicati e condannati in primo, secondo grado ed anche in via definitiva. E non fa eccezione il premier Renzi che da pochi giorni governa con il sostegno di Denis Verdini, un condannato per corruzione e già rinviato a giudizio per finanziamento illecito e truffa, per truffa e bancarotta, per concorso in corruzione e altre accuse in altri procedimenti. Serve un cambio di passo e soprattutto… un cambio di classe politica”: concludono Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

 

Bilancio consuntivo: l’avanzo di amministrazione sbandierato dal PD è frutto unicamente dall’aumento dell’IRPEF

Il MoVimento 5 Stelle di Forlì risponde con una nota ufficiale ai toni “trionfalistici” sbandierati in ogni occasione dalla giunta Drei che ha più volte ”parlato” di un non meglio precisato avanzo di amministrazione di 2,9 milioni di euro nel bilancio consuntivo 2015.

“In realtà – spiegano i consiglieri comunali Daniele Vergini Simone Benini – analizzando le carte risulta evidente come l’avanzo sia stato generato unicamente dal gettito ottenuto con il tanto contestato (da noi e dai sindacati) aumento dell’Irpef comunale alla soglia massima consentita per legge. Ovvero, il PD invece di ottimizzare le risorse e il personale, ridurre gli sprechi, diminuire le “esternalizzazioni”, e garantire una gestione virtuosa dei soldi pubblici ha preferito mettere le mani nelle tasche dei forlivesi. Vantandosi, oltretutto, del risultato ottenuto!“

“E il fatto che questo avanzo di bilancio combaci con il maggior gettito IRPEF dimostra anche il pressapochismo e la scarsa lungimiranza economico-politica che hanno ispirato l’assessorato al bilancio, visto che il Comune, non essendo un’azienda che deve produrre utili a tutti i costi, poteva evitare l’aumento dell’imposta garantendosi comunque un serio e virtuoso pareggio di bilancio”: aggiungono i pentastellati.

Oltre a quanto esposto sopra il MoVimento 5 Stelle di Forlì elenca inoltre altri punti – definiti “pochi chiari” – del bilancio consuntivo.

“Si legge nei toni trionfalistici della maggioranza che per il raggiungimento del positivo avanzo, significativo è stato l’apporto del recupero dell’evasione fiscale, che ha portato a 4,9 milioni di euro di accertato dalle annualità precedenti ma solo 2,6 milioni di euro di effettivamente recuperato come evasione di Ici, Imu, Tari, tassa sulla pubblicità e altre tasse minori. Del significativo incremento rispetto agli anni precedenti il merito però, a nostro giudizio – affermano Daniele Vergini Simone Benini – non è da attribuirsi ad un potenziamento dell’attività di contrasto all’evasione o ad una precisa volontà dell’Amministrazione, bensì come si rileva nella relazione del collegio dei revisori dei conti, dall’applicazione di nuove regole di registrazione che hanno permesso all’ente di iniziare un’attività accertativa e di contabilizzazione delle entrate sulla base di accertamenti definitivi emessi, mentre in precedenza le entrate da recupero evasione venivano contabilizzate per cassa. anche se tutto questo avviene a norma di legge, c’è una differenza sostanziale tra un credito accertato e uno effettivamente incassato per cui riteniamo che una parte dei risultati sbandierati siano tutt’altro che privi di rischio per le casse comunali”: aggiungono i pentastellati.

Gli stessi revisori dei conti hanno poi segnalato: “come non sia stato possibile verificare i rapporti finanziari di debito/credito in essere con l’Unione dei comuni”. Secondo i pentastellati: “Si tratta di cifre di rilevante ammontare, e il dirigente del Bilancio del comune di Forlì ha imputato queste mancanze alle “carenze organizzative” dell’Unione, questo conferma ulteriormente l’inutilità e addirittura la dannosità di questo Ente fortemente voluto dal PD ma che ha introdotto solo problemi e un aumento dei costi.”

“Rileviamo, infine, la presenza anche di ulteriori debiti fuori bilancio per 52.465 euro, cifra contenuta ma che dimostra come il problema di corretta gestione delle risorse pubbliche non sia stato ancora del tutto risolto”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini Simone Benini.