Rifiuti pericolosi a S. Lorenzo in Noceto: il Comune agisca in fretta per limitare ulteriori danni con una denuncia in Procura e l’insinuazione nel fallimento

gruppo-eco-sede-caldaNella memoria dei forlivesi è rimasto ben impresso il caso “fangopoli” del 2005 con fanghi tossici sparsi nelle nostre campagne… una ventina di arresti ma poche condanne: gli imprenditori della ditta Laghi di S. Lorenzo in Noceto che patteggiarono pene fino a quattro anni e l’ex dirigente della Provincia Tolmino Giunchi che prese mazzette per 210 milioni di lire e patteggiò 2 anni. Ombre del passato che però ritornano ora attuali con il fallimento dell’azienda Ecotecnica sempre di S. Lorenzo in Noceto, il cui sito di stoccaggio fanghi, distante poche decine di metri dal fiume Rabbi, col fallimento dell’azienda sarebbe stato di colpo abbandonato, ma conterrebbe ancora almeno 480 tonnellate di rifiuti pericolosi stoccati principalmente in vasche. L’allarme, lanciato dal comitato di quartiere, sarebbe l’evoluzione di una vicenda ben nota all’Amministrazione almeno dal marzo 2017, nel novembre dello stesso anno Arpae dopo aver rilevato 20 tonnellate di amianto non in sicurezza dispose addirittura una sospensione all’ingresso di nuovi rifiuti nel sito, nel luglio 2018 il fallimento dell’azienda che risulta ora di fatto abbandonata, con grande preoccupazione dei cittadini.

“Sarebbe gioco facile polemizzare sui mancati controlli, ma ora ci teniamo a dire per prima cosa che cittadini non devono essere lasciati soli e le istituzioni devono agire in fretta per limitare ulteriori danni e trovare soluzioni”, sono le parole a caldo del consigliere comunale Daniele Vergini del Movimento 5 Stelle di Forlì presente ad una serata informativa molto partecipata dove il comitato di quartiere ha esternato le preoccupazioni della cittadinanza. “Rispetto al passato esistono ora più mezzi per difendere la salute dei cittadini, infatti dal 2015 esiste una legge contro gli “eco-reati” con pene fino a 15 anni, voluta dal M5S ed in particolare dal nostro deputato Salvatore Micillo, ora sottosegretario all’Ambiente – spiega Vergini – il primo passo da fare, come ci hanno consigliato anche i nostri parlamentari da noi subito interessati, è quello di fare denuncia depositando un esposto sull’accaduto, questo possono e dovrebbero certamente farlo i cittadini di S. Lorenzo, ma ancor più importante sarebbe che lo facesse, a tutela di tutti, il Comune di Forlì che ha mezzi sicuramente superiori e soprattutto informazioni più dettagliate. Di certo questo farebbe un Comune a 5 Stelle. A seguito degli esposti la Magistratura potrebbe sequestrare il sito o dare precise disposizioni al curatore fallimentare per bonificare l’area”.

“Inoltre chiediamo all’Amministrazione anche di valutare seriamente con l’avvocatura la possibilità di aprire un contenzioso a latere della procedura fallimentare che, se accolto, li farebbe diventare creditori del fallimento dando loro modo di insinuarsi nello stesso. Il fine è ovviamente, se messi alle strette, di realizzare le necessarie bonifiche direttamente a carico del Comune per poi rivalersi sull’azienda nel fallimento”, continua il pentastellato.

“Infine ci teniamo a precisare un’ultima cosa: speriamo vivamente che questa vicenda ponga la parola fine al sito di stoccaggio di S. Lorenzo, che tanti problemi ha generato alla cittadinanza locale, ubicato in una zona teoricamente non utilizzabile per deposito di rifiuti speciali, ma autorizzato in deroga per continuità dell’attività di una azienda già in essere. Ora sembra che si sia arrivati al capolinea col fallimento dell’azienda, ma invitiamo tutti a vigilare con la massima attenzione perchè nei documenti ufficiali di Arpae si legge che “Ecotecnica Srl ha in corso un procedimento di voltura dell’AIA ad altra ditta”, di sicuro però i cittadini ne hanno abbastanza di furberie… speriamo quindi vivamente che si arrivi ad uno stop definitivo, una volta per tutte!”, conclude il consigliere Vergini.

AGGIORNAMENTO:
Volevamo evitare di fare polemica sulla vicenda, ma abbiamo appena appreso che il sindaco Drei, responsabile della salute dei cittadini, ieri sera invece di partecipare al comitato di quartiere dove si parlava di possibili danni ambientali a S. Lorenzo in Noceto ha preferito partecipare alla presentazione della prossima mostra del S. Domenico a Milano Marittima! sembra quasi uno scherzo… ma è lui stesso a ricordarcelo con un post su Facebook!!! E’ inaccettabile! Un sindaco dovrebbe dare priorità alla salute dei cittadini!
drei milano marittima

Il video integrale della serata informativa organizzata dal comitato di quartiere:

 

Querzoli-Ferretti, la nostra replica al Pd

Capiamo che il Pd ci veda come il fumo negli occhi, ma criticarci per una astensione ci pare francamente eccessivo! Per noi l’unica decrescita necessaria è quella degli sprechi generata da questa amministrazione e dalle precedenti dello stesso colore politico! Con la nostra astensione non abbiamo in alcun modo ostacolato il progetto dell’imprenditore Carfagnini per dare nuova vita all’area che sulla carta sembra veramente interessante: polimeri innovativi da scarti alimentari, trasporto dei prodotti su ferro tramite lo scalo merci di villa selva, e lavoro per 200 persone. Abbiamo invece detto che al posto dell’attuale maggioranza avremmo inserito qualche vincolo in più per tutelare maggiormente l’interesse pubblico e avremmo scritto diversamente la delibera che non contempla il caso improbabile (ma non impossibile) che Ferretti non venda a Carfagnini dopo lo sblocco del divieto di vendita dei terreni.

Forse al Pd non è andato giù il fatto che abbiamo ricordato loro il fallimento totale dell’accordo di programma originale del 2005, che trasformò vaste aree da agricole ad edificabili consegnando oltretutto la zona all’abbandono e al degrado, dopo 13 anni per metà costruita e per metà no e senza nessuna impresa avviata. Noi non esistevamo all’epoca ma non saremmo mai stati d’accordo. Di fatto ora ci si trovava in una situazione di empasse di difficile soluzione, causata da un grosso azzardo determinato anni fa dal Pd e, solo per mera fortuna, è arrivato l’imprenditore Carfagnini che potrebbe togliere le castagne dal fuoco, ci auguriamo quindi che il suo progetto di economia circolare possa realizzarsi, per far si che gli enormi sacrifici ambientali di quella zona almeno non siano stati vani.

 

Adesione a Rifiuti Zero: meglio tardi che mai, l’avevamo proposta 3 anni fa, ma era stata bocciata dalla maggioranza Pd!

rifiutizero“Oggi si discuterà in commissione l’adesione del Comune di Forlì al protocollo “Rifiuti Zero”, sarà una seduta surreale perchè avevamo presentato la stessa identica proposta nel 2015 come mozione ma era stata inesorabilmente bocciata dal Pd con l’assurda motivazione che ‘la minoranza non poteva dettare la linea ed i tempi alla maggioranza”, scrivono in una nota stampa Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì. “Riteniamo che il benessere dei cittadini non debba essere oggetto di manie di protagonismo o “lotte di bandiera”, motivo per cui sosterremo in ogni caso la proposta anche se non riteniamo serio il modo in cui si è mossa questa maggioranza”.

“L’adesione al protocollo prevede per il 2020 di portare i rifiuti non riciclati sotto i 100 Kg procapite, di arrivare all’applicazione di un sistema di raccolta porta a porta con tariffa puntuale come succederà a breve con Alea, di ridurre dei rifiuti anche tramite il compostaggio domestico e collettivo, prevede la realizzazione di un centro comunale per la riparazione e il riuso dei beni durevoli, di impianti di selezione e di riciclaggio delle varie frazioni secche, degli ingombranti e dei beni durevoli – spiegano i pentastellati – si propone di avviare un percorso che conduca anche ad una corretta gestione del territorio, alla riduzione dell’impronta ecologica della macchina comunale, alla mobilità sostenibile ed in generale alla incentivazione di nuovi stili di vita come l’autoproduzione, la filiera corta, turismo ed ospitalità sostenibili, commercio equo e solidale, prevede infine  l’istituzione di un Osservatorio Comunale con il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero indicando criticità e soluzioni“.

“Si tratta di propositi di buon senso che avremmo voluto ben presenti fra gli obiettivi di questa amministrazione già vari anni fa. Le proposte che abbiamo fatto in questo mandato, sempre nel segno dei “Rifiuti Zero”, sono state tantissime, molte sono state bocciate, alcune “riesumate” come questa, e altre approvate: ricordiamo ad esempio la nostra mozione sull’uso di stoviglie riciclabili presso feste e sagre, approvata nel 2015, ma purtroppo mai attuata, o più recentemente la mozione sull’agevolazione del “vuoto a rendere”, approvata nel maggio scorso. Quando potremo vederle realizzate? I cittadini forlivesi probabilmente conoscono già la risposta: solo quando il Movimento 5 Stelle sarà al governo di questa città avremo la garanzia di portare a compimento le nostre battaglie a favore dell’ambiente e della salute dei cittadini”, concludono Vergini e Benini.

Di seguito il video della bocciatura della nostra mozione nel 2015, video non più reperibile sul sito del comune di Forlì, ma da noi registrato all’epoca, cosa che sarà possibile ancora per poco visto che i “democratici” intendono pure vietarci le riprese video!

 

Sprechi e cattivo esempio da parte del Comune nel riscaldamento dei locali pubblici

spreco-di-costi-di-riscaldamento“Abbiamo verificato, a seguito di una segnalazione anonima, una situazione di anomalia e disagio relativa al riscaldamento degli uffici del Comune di Forlì”, scrivono in una nota stampa Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, “Come verificato da alcuni nostri attivisti presso gli uffici aperti al pubblico in Piazza Saffi ed in Piazza della Misura, nonostante le temperature esterne decisamente non più invernali, il riscaldamento rimane ancora a livelli molto (troppo) alti, ed i termostati, pur presenti in molti termosifoni, sembrerebbero rotti o malfunzionanti, abbiamo inoltre notato che molti uffici avevano le finestre aperte, come unica soluzione per ridurre le temperature elevate”.

“Siamo da sempre particolarmente attenti a temi quali la buona gestione della cosa pubblica ed il rispetto dell’ambiente, e riteniamo questi sprechi plateali inaccettabili – attaccano i pentastellati – Soprattutto quando il Comune ha addirittura conferito ad una delle sue società partecipate, Forlì Città Solare, l’attività di “energy manager” e gestione calore degli edifici comunali, impegnando ben 235.000 euro sui bilanci 2017-2019. E francamente, visti i risultati, viene il dubbio che tali trasferimenti di denaro servano più che altro a “salvare” la partecipata che presenta numerosi problemi a far tornare i conti, piuttosto che ad una reale ottimizzazione della gestione energetica degli edifici comunali”.

“L’attuale situazione “grida vendetta” vista anche l’adesione del Comune di Forlì all’associazione “Comuni Virtuosi”, un simile spreco di denaro pubblico, non ci sembra per nulla “virtuoso” ed è indubbiamente uno spreco economico, un comportamento ambientalmente irresponsabile, ed anche una possibile violazione di legge”, incalzano Vergini e Benini

“Ricordiamo che in Italia esiste un limite preciso per le temperature all’interno dei luoghi chiusi, pubblici o privati: 20 gradi, con una tolleranza massima di due gradi. Di più, per la legge, è troppo. Non si tratta di valori scelti a caso, ma individuati da standard internazionali che attengono il “comfort climatico” e che sono stati definiti come gli ideali per svolgere le attività di tutti i giorni in pieno benessere e nel rispetto delle esigenze dell’ambiente e dell’economia”.

“Il Movimento 5 Stelle ritiene che il Comune di Forlì debba dotarsi di mezzi ed organizzazione tali da contenere sprechi e dare quindi il buon esempio. Questo sarà certamente uno dei nostri obiettivi se i cittadini ci daranno fiducia alle prossime amministrative ponendoci al governo di questa città per innescare finalmente un vero cambiamento”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

Biomonitoraggio metalli pesanti nelle unghie dei bambini forlivesi, M5S: “Iniziativa lodevole, ora tutti si complimentano, ma nel 2016 il Pd bocciò la nostra richiesta di finanziare iniziative di questo tipo”

Giovedì sono stati portati all’attenzione della cittadinanza gli esiti dell’iniziativa “difendiamo l’ambiente con le unghie” promossa dai medici dell’ISDE Ruggero Ridolfi e Patrizia Gentilini, le indagini di laboratorio eseguite dall’Eurolab di Torino sulle unghie di 200 bambini del nostro territorio tra i 6-9 anni, hanno quantificato la presenza dei metalli pesanti nell’organismo dei bambini, e ne sono stati trovati tanti, segno inequivocabile di un elevato grado di concentrazione in aria e suolo, di materiali inquinanti. Il progetto, completamente autofinanziato, pur essendo estremamente interessante, non ha potuto avere l’investitura di studio analitico, non avendo potuto dotarsi di costosi protocolli di selezione dei campioni necessari come requisito.

“Una iniziativa lodevole, che, come sempre, parte della società civile nel più ampio disinteresse dell’Amministrazione Comunale”, commenta il consigliere comunale Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, presente alla serata, “Ci stupisce che il Sindaco Drei non si senta responsabile del mancato “appoggio economico” del Comune, e ancor di più stupefacente è la richiesta del segretario del Pd forlivese Zoli di spronare gli amministratori locali ad un maggior impegno, quando in passato proprio il Pd bocciò una nostra proposta che andava proprio in questo senso”.

“Ricordiamo alla maggioranza che governa la città, che già nel marzo 2016, il M5S aveva presentato una serie di emendamenti al bilancio nei quali si proponeva di impiegare 100.000 euro all’anno per 3 anni per l’istituzione di una rete di monitoraggio e controllo ambientale in collaborazione con l’università, proprio su queste tematiche. Inutile dirvi che il Pd, compatto, bocciò tutti gli emendamenti, con scuse davvero fantasiose…”, ricorda il consigliere Daniele Vergini.

“Siamo orgogliosi di aver sempre provato, fin dal nostro ingresso in Consiglio Comunale, a portare proposte concrete per muoversi nella direzione di politiche a favore della sostenibilità ambientale, purtroppo quasi sempre bocciate da questa maggioranza. Riteniamo quindi di grande utilità per la collettività il progetto guidato dal Dott. Ridolfi e dalla Dott.ssa Gentilini, che godono della nostra più sentita ed ampia stima, per il loro riconosciuto attivismo per l’ambiente e la salute. Una futura Amministrazione comunale guidata dai 5 Stelle non mancherà sicuramente di finanziare iniziative di questo genere perchè la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini sono realmente principi fondanti del nostro Movimento, a differenza di altre forze politiche che si riempiono la bocca di roboanti annunci elettorali, per poi smentirsi inesorabilmente nei fatti quando poi sono al governo”, concludono i consiglieri pentastellati Vergini e Benini.

 

Solidarietà all’ente Parco delle Foreste Casentinesi

casentinesiUna mano ignota ha depositato su una scrivania dell’ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi una lettera, indirizzata al Presidente Luca Santini, contenente minacce di morte e due proiettili di arma da guerra. La missiva conteneva un messaggio, scritto con una grafia malcerta, con il seguente testo: “Sei uno sbirro. Difendere la legge ha un prezzo. Sei un uomo morto!!!”.

“Si tratta di un fatto davvero sconcertante, un inqualificabile atto intimidatorio”, si legge in una nota a firma dei consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini, “Il Movimento 5 Stelle di Forlì esprime totale solidarietà a Luca Santini, un presidente impegnato da anni a promuovere ad ogni levello uno dei più bei parchi d’Italia istituito nel 1993, tutelando con determinazione e passione il suo ambiente e la sua biodiversità a tal punto che nel luglio scorso la Commissione UNESCO ha riconosciuto ed inserito la Riserva Naturale di Sasso Fratino, e le imponenti faggete comprese nel perimetro del parco, nel patrimonio Mondiale dell’Umanità. La nostra solidarietà va anche all’Ente Parco e ci auguriamo che il responsabile dell’ignobile e vigliacco atto di intimidazione sia individuato ed assicurato alla giustizia quanto prima”.

 

Doppiopesismo Pd sui rifiuti da fuori provincia: se quelli da Roma puzzano, da Faenza invece sono profumati?!

rifiuti-discarica“Pretestuoso, politicamente ipocrita e contraddittorio il ‘via libera’ del sindaco Drei ai rifiuti del faentino che verranno inceneriti nell’impianto Hera della nostra città, a distanza di soli pochi giorni dal suo roboante ‘no’ ai rifiuti da Roma che si vociferava potessero essere smaltiti nella nostra regione, cosa che invece non si è poi verificata”. Questo il commento di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì a seguito dell’autorizzazione da parte dell’assessore regionale Gazzolo al conferimento dei rifiuti provenienti dal faentino nell’inceneritore della nostra città, subito accettato dal sindaco di Forlì, a suo dire, per motivi di “solidarietà istituzionale”.

“Un via libera che ci indigna e stride con la sbandierata politica dell’autogestione e della riduzione dei rifiuti da incenerire a Forlì. Un’autorizzazione che stride con la filosofia del post incenerimento e dell’aumento del potenziale del riciclo”: aggiungono i due pentastellati.

A questo punto i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì temono il peggio: “Se la strategia regionale sarà trasferire a Forlì e in altri impianti vicini i rifiuti che non potranno essere conferiti più a Ravenna o Piacenza (gli impianti più vecchi in Emilia-Romagna e ormai da dismettere, ndr) annunciamo che la nostra opposizione sarà ferma e continuata. Fino a che qualcuno non si ricordi, a partire dallo stesso sindaco Drei, che il destino promesso a Forlì era ben altro: due anni fa il presidente della Regione Bonaccini aveva garantito la chiusura di uno dei due inceneritori di Forlì entro la fine del mandato amministrativo o poco più avanti”: aggiungono Simone Benini e Daniele Vergini.

Ravvisando uguale atteggiamento fra il sindaco di Forlì e il suo collega di Castenaso che non voleva anche lui i rifiuti provenienti da Roma per essere smaltiti nell’inceneritore del Frullo, nell’area del confine con Granarolo, e poi s’è dovuto piegare allo smaltimento dei rifiuti eccedenti la discarica Tre Monti a Imola, i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì invitano il sindaco Drei ad essere coerente con la politica di autonomia che ha ispirato la nascita dell’Azienda in House “Alea Ambiente” e ad opporsi con forza ad ogni richiesta di conferimento di rifiuti extra provincia, indipendentemente dal comune di provenienza. “La salute dei cittadini forlivesi non si baratta con i dividendi di Hera. Questo modo supino di accettare interessi privati a scapito della salute dei propri cittadini non dovrebbe appartenere ad un sindaco che fa gli interessi dei suoi cittadini”, concludono i consiglieri 5 Stelle.

 

NewCo rifiuti, M5S: “Non accettiamo lezioni da chi è in conflitto di interesse, e dalla nuova gestione pretenderemo chiarezza e trasparenza”

“Non ci ha lasciato affatto stupiti che sulla stampa locale continui sempre più acceso il dibattito sulla nuova società in house per la gestione integrata dei rifiuti del comprensorio forlivese, come non ci ha stupito l’intervista riportata a tutta pagina su un quotidiano locale, in cui un soggetto privato, in palese conflitto di interessi, ha apertamente rilasciato dichiarazioni sconcertanti nel tentativo di screditare la nascente società”, si legge in una nota dei consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

“Il progetto è un apripista verso una nuova gestione dei rifiuti, e Forlì, finalmente anche se con qualche anno di ritardo, sarà un soggetto sperimentatore: Hera se ne faccia una ragione! Se la raccolta differenziata non ha ottenuto i risultati attesi a Forlì è proprio da imputarsi al conflitto di interessi di Hera che nel tempo ha continuato a ricevere tonnellate di contributi statali per bruciare piuttosto che riciclare e riutilizzare”.

“Il punto debole dell’operazione, così come abbiamo più volte sottolineato in Consiglio Comunale, è la gestione della nuova società all’interno della holding Livia Tellus, ma faremo il nostro dovere per controllare e denunciare ogni distorsione”, continuano i due consiglieri 5 Stelle, “al contrario di chi critica probabilmente con secondi fini, noi faremo la nostra parte per controllare e supportare la corretta realizzazione del progetto, che in altri comuni d’Italia funziona egregiamente”.

Il processo di costituzione della in house è stato lungo e complicato e non privo di dubbi ed incertezze dal punto di vista finanziario, ma Benini e Vergini, in coerenza al programma elettorale 5 Stelle, hanno comunque votato favorevolmente la delibera, prendendosi le proprie responsabilità, consapevoli che questa era “una finestra che difficilmente si sarebbe riaperta una seconda volta, visti i numerosi interessi in gioco, mentre per noi è fondamentale il rispetto del programma ed il benessere dei cittadini”.

“Ci aspettavamo una più dura presa di posizione da parte del sindaco e della giunta su questi tentativi di ingerenza a cui è stato concesso grande risalto mediatico. Una cosa che il M5S non può accettare e ci porta a dare un consiglio a tutti coloro che, in palese conflitto di interesse o non, dovessero ancora continuare a sponsorizzare l’utilizzo o giustificare la presenza degli inceneritori a Forlì: di farsi un esame di coscienza e tacere! Di mettersi al passo con i tempi e studiare i documentati danni che questi impianti producono, entrambi gli inceneritori di Forlì vanno spenti definitivamente e nel più breve tempo possibile! Noi continueremo ad impegnarci in questo senso, ad invitare i cittadini ad attivarsi e a collaborare con tutti coloro che hanno la reale intenzione di difendere la salute delle nostre famiglie e del nostro territorio”, concludono i consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini del M5S di Forlì.

 

Parte la “in house”, M5S: “Rimangono ancora numerosi dubbi e incognite sulla linea scelta dal Pd, ma vigileremo affinché il progetto non prenda strade sbagliate”

E’ stata approvata mercoledì scorso in consiglio comunale la nascita della NewCo per la gestione del servizio di raccolta rifiuti per 13 comuni del comprensorio forlivese. Una separazione della gestione del sistema di raccolta da quello dello smaltimento dei rifiuti, da tempo richiesta, fin dal lontano 2003, da associazioni ambientaliste e cittadini forlivesi, veri e lungimiranti ispiratori del progetto, purtroppo spesso poco ascoltati.

“Il nostro voto in consiglio è stato favorevole per coerenza con il nostro programma elettorale”, dichiarano Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, “ma non è stato un voto a cuor leggero, considerati i numerosi interrogativi e dubbi che rimangono tuttora irrisolti: in primis sull’aleatorietà del piano economico-finanziario che di fatto lascia carta bianca alla holding finanziaria Livia Tellus Romagna (guidata da Gianfranco Marzocchi, uomo di fiducia del sindaco Drei) su come procedere nella costituzione e gestione della Società, piano criticato, lo ricordiamo, anche dai Revisori dei Conti del Comune che avevano dato un parere con riserva”

“Nel corso della discussione abbiamo presentato tre emendamenti, il primo per venire incontro alla richieste dei revisori e vincolare la costituzione della società alla realizzazione di un piano economico dettagliato da porre nuovamente al vaglio di revisori e consiglio comunale; il secondo per mettere nero su bianco la massima estensione territoriale ai comuni della provincia della nascente società, evitando la possibile futura trasformazione della NewCo in una “nuova HERA”; il terzo per inserire nello statuto l’obiettivo “rifiuti zero”, specificando che mai e poi mai si sarebbe fatto ricorso allo smaltimento in inceneritori, anche di altre città, regioni o stati”, sottolineano i consiglieri comunali Benini e Vergini, “Ma, come ampiamente prevedibile, nessuno dei nostri emendamenti è stato accolto, con le solite scusanti addotte dal Pd per mistificare le nostre reali intenzioni, che erano unicamente quelle di mettere dei paletti affinché la “in house” fosse degna delle lotte che associazioni e cittadini hanno condotto da più di un decennio in questo territorio martoriato dall’inquinamento”, ribadiscono Benini e Vergini.

“Siamo ansiosi di vedere i primi passi di questa nuova società, la prima prova sarà quella della nomina del CdA che speriamo vivamente sarà formato da esperti tecnici, mentre dovrà subito suonare un campanello di allarme se invece si dovesse trattare dei soliti “politici riciclati”. L’unica certezza per i cittadini sarà che il M5S non mancherà di passare ai raggi X l’operato della NewCo, si tratta di un progetto troppo importante perchè sia lasciata carta bianca al Pd!”, concludono i pentastellati.

NOTA: la delibera sulla nuova società in house è passata all’unanimità ma si segnala che i seguenti consiglieri erano assenti al momento del voto in consiglio:
Fabrizio Ragni (Forza Italia)
Lauro Biondi (Forza Italia)
Marco Catalano (Forza Italia)
Beatrice Bertaccini (Forza Italia)
Davide Minutillo (Fratelli d’Italia)
Daniele Mezzacapo (Lega Nord)
Daniele Avolio (Gruppo Misto – Centro Destra)
Luigi Sansavini (PD)
Andrea Laghi (PD) (assente per motivi di salute)
Lodovico Zanetti (MDP) (assente per un lutto)

 

Aumento Tari, M5S Forlì: “L’indignazione tardiva del Pd, partito ‘passacarte’ di Atersir e del gestore”

Tassa-Rifiuti“Ai forlivesi ricordiamo un fatto: è stato concesso il via libera del Pd in consiglio comunale ad un aumento ingiustificato della Tari, con un aggravio medio del 3,3% pari a 714 mila euro. Giunta e assessore hanno promesso che presenteranno ricorso al Tar. Ma intanto c’è il via libera al salasso agli aumenti ingiustificati imposti da Atersir che a sua volta è passacarte del gestore: Hera. Ravvisiamo una tardiva indignazione del Pd e rimaniamo stupefatti dall’ipocrisia di chi, per anni, ha votato sempre “si” agli aumenti a “occhi chiusi” e ora invece si “straccia le vesti” annunciando che si troverà il modo di stoppare i rincari. Abbiamo denunciato questo ‘meccanismo perverso’ fin dal nostro ingresso in consiglio, ma solo ora il Pd sembra aver accolto le nostre perplessità, un ritardo ingiustificabile”: così Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del M5S di Forlì dopo l’ultima delibera in consiglio.

“Resta però difficile spiegare ai cittadini il motivo per cui la maggioranza abbia approvato comunque gli aumenti con la promesse di ricorrere al TAR successivamente. La delibera approvata dal Comune presentava a nostro parere vari profili di illegittimità (come confermato anche da una sentenza del TAR Lazio) e non era quindi votabile. Doveva essere ritirata e non approvata per dare un segnale più forte, come è stato fatto da vari comuni, ad esempio Savignano nella nostra provincia, ma anche da capoluoghi di provincia come Ferrara, il tutto senza nascondersi dietro a ipotetici “squilibri di bilancio” come è successo invece Forlì”: aggiungono in una nota i due pentastellati.

Noi del M5S, “mentre le altre opposizioni si limitavano come al solito alle chiacchiere”: ironizzano Benini e Vergini, siamo stati gli unici a presentare un documento ufficiale di “pregiudiziale” per fermare gli aumenti.

“Ma questo atto – spiegano Vergini e Benini – è stato bocciato dalla maggioranza del Pd; per chiedere di ritirare la delibera contenente gli aumenti Tari avevamo esplicitato due precise motivazioni: quella principale era la mancanza della documentazione propedeutica relativa al Pef (il Piano economico finanziario), funzionale all’ente locale per la determinazione della tariffa Tari, che doveva essere fornita da Atersir. E approvare questa delibera “alla cieca” ha probabilmente addossato tutte le eventuali responsabilità di terzi sui Consiglieri Comunali votanti, oltre ad esplicitare il loro ruolo di “passacarte” di Atersir, che a sua volta, invece di esercitare il suo ruolo di garante dei comuni, dimostra di essere passacarte del gestore privato”.

“In secondo luogo tutto l’iter di convocazione del consiglio comunale e della commissione consiliare dedicata alla Tari è avvenuto a nostro parere troppo velocemente e al di fuori dei termini regolamentari, adducendo una “urgenza” non giustificata in quanto il termine ultimo del 31 marzo per l’approvazione delle tariffe era noto da mesi. Perché la giunta non s’è attivata prima se davvero voleva contrastare gli aumenti?”: aggiungo i due esponenti del M5S.

“Questi avvenimenti purtroppo confermano il modus operandi di questa giunta comunale e della maggioranza Pd che sfocia come sempre in una gestione superficiale e poco oculata della cosa pubblica, che infine si riflette sulle tasche dei cittadini, cosa che denunciamo ormai da anni e che non mancheremo di segnalare nuovamente al Prefetto di Forlì”: concludono i consiglieri comunali del M5S di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.