Pericolo amianto a Forlì, “La giunta comunale non fa abbastanza!”: le accuse e le proposte del M5S

pericolo_amiantoIl M5S di Forlì torna a puntare i riflettori sul pericolo amianto, sul quale, secondo i “pentastellati”, l’amministrazione comunale non pone sufficiente attenzione. Alcuni esempi?

“Stiamo ancora aspettando una soluzione ad un problema da noi segnalato più di un anno fa relativo ai capannoni con amianto in pessimo stato di conservazione in via dei Molini, in una zona densamente abitata del quartiere Romiti, e vicino ad un parco giochi per bambini, dopo più di un anno non si è ancora arrivati ad una soluzione”: spiegano i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini, che pongono anche alcune domande.

“Perché il sindaco Drei non ha ancora emesso un’ordinanza per obbligare la rimozione? Forse perchè gli stabili sono di proprietà della moglie di Paolo Talamonti: ex assessore comunale di centrosinistra ed ex presidente locale di Hera?”: si chiedono gli stessi Vergini e Benini.

“Inoltre, un’altra incredibile vicenda di cui siamo venuti recentemente a conoscenza è che la Giunta ha dato in concessione al Liceo Classico per l’anno scolastico 2016/2017 l’uso della “Sala Icaro”, sala che però contiene una “pavimentazione con colla contenente amianto classificata nella categoria “Materiali danneggiati” ai sensi del D.M. 06/09/1994, per i quali è consigliata la rimozione”: svelano i due consiglieri del M5S che si richiamano alla prescrizione della Provincia di Forlì-Cesena, che vista la “gravissima situazione finanziaria”, non può prendere in gestione l’immobile in quanto ”non si possono garantire i necessari interventi di manutenzione e rimozione dei materiali contenenti amianto, funzionali ed essenziali a garantire la salute e sicurezza degli utilizzatori”.

“Il Comune non si preoccupa quindi di bonificare la pavimentazione ma mette unicamente per iscritto che il concessionario deve “fornire una corretta informazione agli occupanti l’edificio sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare”. A nostro parere questa è solo l’ennesima leggerezza del sindaco Drei e della sua Giunta, che non esiteremo a segnalare alle autorità competenti! Ci chiediamo se gli studenti siano veramente informati della presenza di amianto nella sala Icaro e soprattutto non comprendiamo per quale motivo non sia mai stata bonificata visto che è di proprietà del Comune”: aggiungono Benini e Vergini.

Secondo il M5S la questione amianto va affrontata più seriamente e con maggiore impegno.

“E poiché siamo soliti non limitarci alla sola protesta ma anche proporre soluzioni abbiamo presentato una mozione in consiglio comunale – annunciano i due pentastellati – per chiedere azioni concrete contro la piaga dell’amianto che devono partire da una seria mappatura delle coperture in materiali contenenti amianto su tutto il territorio comunale, come consigliato anche dalle linee guida regionali al fine di eliminare eventuali condizioni di rischio per la salute pubblica, tale mappatura può essere realizzata intelligentemente e a basso costo con mezzi tecnologici come i “droni”; esistono infatti aziende, anche italiane, che hanno le conoscenze specifiche per realizzare censimenti di questo tipo”.

Secondo il M5S una volta mappato il territorio sarà possibile procedere alla rimozione anche mediante risorse economiche messe a disposizione dai Fondi Strutturali e d’Investimento Europei che possono essere espressamente destinati anche a rimozioni di amianto da edifici privati.

“La nostra mozione chiede inoltre anche di utilizzare maggiormente lo strumento dell’ordinanza sindacale contingibile ed urgente, per sollecitare i privati alla rimozione nei casi più gravi, come ad esempio ai Romiti, in cui si ravvisi un concreto pericolo per l’incolumità pubblica. Chiediamo infine di promuovere presso la cittadinanza un’adeguata e corretta informazione sui pericoli e rischi per la salute connessi all’amianto. Le soluzioni per affrontare la piaga dell’amianto esistono e anche le risorse economiche, quello che manca purtroppo a Forlì è probabilmente la volontà e la capacità politica di farlo”: concludono i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini.

Video dell’interrogazione dell’anno scorso sull’amianto in via del Molini ai Romiti:

 

La decisione della Regione su Mengozzi è un bluff alle spalle dei Forlivesi che si aspettavano da Bonaccini, come promesso, la chiusura di un inceneritore

camino-mengozzi“Mengozzi aveva chiesto di trattare (cioè incenerire) fino a un massimo di 5000 kg/ora, la Regione ha fissato il limite agli attuali 4000 kg/ora ma ha permesso una flessibilità del 20% che di fatto consentirà alla società di incrementare fino a 5000 kg/ora per 1760 ore anno, ovvero per circa 5 ore al giorno tutti i giorni tutto l’anno, oppure per 73 intere giornate in un anno. Su queste basi nessuno può affermare – come hanno fatto invece giunta regionale e giunta Drei con inutile trionfalismo – che è stata ‘stoppata’ la richiesta di Mengozzi, semmai è vero il contrario!”. Questo il commento a caldo di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

Si tratta della prima reazione politica dei “pentastellati” alla Valutazione di impatto ambientale sull’inceneritore Mengozzi di Forlì, approvata dalla Giunta regionale.
“Ma come verranno misurati questi aumenti di portata oraria? La risposta, poco chiara, è nella delibera regionale: che spiega che “dovranno essere effettuate, in un punto quanto più prossimo possibile alla camera di post combustione, e a valle di questa, campagne periodiche per la misura dei parametri di portata, temperatura, pressione e umidità del flusso gassoso al fine di procedere al calcolo e alla verifica della portata trattata in camera di post-combustione nelle condizioni indagate. La frequenza e la modalità di svolgimento delle campagne sono definite dall’Aia, ovvero la Autorizzazione Integrata Ambientale”. Quindi per fare ulteriori valutazioni dovremo attendere di visionare le reali prescrizioni previste nell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), non ancora disponibile”: spiegano Benini e Vergini.

Dietro queste prescrizioni burocratiche i due consiglieri del Movimento 5 stelle vedono in realtà: “l’ennesima fregatura, visto che abbiamo già sperimentato una situazione simile con la legge regionale sui rifiuti, sulla carta quasi totalmente accettabile, ma poi nella pratica totalmente smentita nei fatti da un piano operativo che ne ha disatteso i principi”.

 

Grande partecipazione di cittadini all’evento sui pesticidi. M5S: “Ora una ordinanza anche a Forlì per metterli al bando definitivamente”

Grande partecipazione di cittadini all’evento informativo sui pesticidi organizzato dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì ieri sera alla sala Foro Boario, durante la serata si sono susseguiti numerosi oratori, esperti scientifici, il Prof. Fabio Taffetani, botanico con cattedra all’Università Politecnica delle Marche e presidente di PAN Italia (Pesticide Action Network) e la Prof.ssa Patrizia Gentilini onco-ematologa esponente di ISDE Italia Medici per l’Ambiente; un esperto tecnico apicoltore Marco Valentini titolare dell’azienda BioApi; e due relatori politici del MoVimento 5 Stelle, il Dott. Marco Zullo europarlamentare e l’Ing. Andrea Bertani consigliere regionale.

La parte tecnico-scientifica è stata unanime nel rilevare i numerosi danni arrecati dai pesticidi all’ambiente ed a molte specie animali, è stato inoltre sottolineato come queste sostanze siano ormai presenti anche nei nostri corpi e sono stati citati numerosi studi scientifici che mettono alla luce i numerosi indizi sulla correlazione dei pesticidi con l’insorgere di gravi malattie.

La parte politica ha invece elencato le numerose azioni svolte dal MoVimento 5 Stelle per mettere al bando i pesticidi in ossequio al principio di precauzione che dovrebbe essere uno dei pilastri a tutela della salute dei cittadini; azioni purtroppo ostacolate da chi, a differenza nostra, non ha le mani libere perchè succube alle lobby ed organico ad un sistema che pone gli interessi economici di fronte alla salute dei cittadini.

Alla domanda di “cosa può fare la politica?” la risposta degli esperti è stata unanime nell’elencare numerose iniziative nazionali ed internazionali: ad esempio la messa al bando di numerosi pesticidi in Svezia a partire dal 1970 ha portato alla documentata diminuzione dell’insorgere dei linfomi – che al contrario in Italia sono in aumento – ma senza scomodare gli stati esteri sono stati citati numerosi esempi virtuosi anche in Italia: nel 2014 nel Comune di Malles (Alto Adige) si è tenuto uno storico Referendum che ha messo al bando l’uso di tutti i pesticidi, un Regolamento simile è stato attuato nel 2012 dal Comune di Mallosco (Val di Non), come anche a Vallarsa (TN) ed a breve ad Appignano (MC); ordinanze sui pesticidi sono state emesse anche Corigliano d’Otranto (LE), Serra dei Conti (AN), Barchi (PU), Fermignano (PU). E a Forlì?

“Purtroppo non corrisponde al vero la notizia data da un giornale locale secondo il quale a Forlì sarebbe in vigore un’ordinanza che pone il freno ai pesticidi”, commentano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì, “l’unica azione fatta della nostra amministrazione è stata quella di chiedere un parere alla Regione, di cui si sta attendendo ancora l’esito, ma in sostanza se ne è lavata le mani e nessuna ordinanza è mai stata emessa. E’ nostra intenzione proporre a breve una mozione per impegnare la Giunta ad emettere anche nel nostro Comune un’apposita ordinanza o ad inserire nei Regolamenti comunali la messa al bando dei pesticidi una volta per tutte, come fatto già da numerosi Comuni”.

“Invitiamo inoltre tutti i cittadini a segnalare tutti i casi in cui la legge non viene rispettata, ad esempio proprio qualche giorno ci sono state inviate alcune foto che mostrano come nella rotonda della Ravegnana vicino all’autostrada sembrino esserci tracce dell’uso di glifosato, un uso apparentemente improprio ai sensi anche del recente decreto emesso in agosto dal Ministero della Salute”, concludono i consiglieri Vergini e Benini

Slide dei relatori:

Fabio Taffetani

Patrizia Gentilini

Marco Valentini

 

I pesticidi sono cancerogeni? #StopGlifosato

evento-glifosato-aggiornato“Stop glifosato”. Nel titolo della serata informativa promossa dal meetup Amici di Beppe Grillo Forlì – lunedì 19 settembre 2016, ore 20.45, nella sala del Foro Boario a Forlì – il senso di una riflessione a più voci, ma anche di un allarme che i pentastellati forlivesi vogliono lanciare, da quando l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), organo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha classificato fra i probabili cancerogeni proprio il glifosato: il diserbante più usato al mondo.
Scoperto negli anni Settanta e messo in commercio dalla Monsanto con il nome di Roundup, oggi – scaduto il brevetto – il principio attivo è usato nella preparazione di almeno 750 erbicidi destinati all’agricoltura, ma anche al giardinaggio e alla cura del verde pubblico.
Questo 22 agosto in Italia – primo paese Ue – è entrato in vigore un decreto del ministero della salute che ne limita il commercio e l’uso in luoghi pubblici come “parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie”. È vietato anche impiegarlo in agricoltura nel periodo che precede il raccolto e la trebbiatura (cioè quando finisce per restare quasi tutto su ciò che mangeremo).
Ma la stessa Commissione europea che aveva emanato la direttiva restrittiva recepita dal nostro Paese ha deciso (a fine giugno) di prorogarne di altri 18 mesi l’autorizzazione, anche se nello stesso tempo ha chiesto agli stati membri di limitarne almeno l’impiego nei luoghi pubblici.
Vista la situazione contraddittoria, come possiamo garantire nel frattempo le nostre acque, il nostro cibo, la nostra salute? I pesticidi – in larga parte usate in agricoltura, con l’ Emilia Romagna fra le regioni più a rischio d’Italia secondo gli ultimi rapporti Ispra e Legambiento – sono cancerogeni?
A queste domande risponderanno nell’evento pubblico di lunedì 19 settembre al Foro Boario autorevoli esperti indipendenti e parlamentari del MoVimento 5 Stelle.
Relatori della serata: Fabio Taffetani, botanico, dell’Università Politecnica delle Marche, esponente di Pan (Pesticide Action Network) Italia; la dottoressa Patrizia Gentilini, oncoematologa, dell’Isde Italia; Marco Valentini, apicoltore; Marco Zullo, europarlamentare del MoVimento 5 Stelle, membro della Commissione Agricoltura Ue, il consigliere regionale M5S Andrea Bertani e i consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini. Modera il dibattito il giornalista Marco Colonna. Seguiranno le domande del pubblico.

Slide dei relatori:

Fabio Taffetani

Patrizia Gentilini

Marco Valentini

 

1300 alberi da abbattere a Rio Bolzanino, Vergini e Benini: “Sindaco e nuovo assessore al Verde fermino questo scempio ambientale. Se ne discuta in consiglio comunale”

“Appresa la notizia di una richiesta avanzata dal Consorzio di Bonifica della Romagna di abbattimento di ben 1300 piante (alberi e vegetazione spontanea, lungo la via Rio Bolzanino, nelle due sponde dell’omonimo ruscello), nel tratto da Villanova alla Pescaccia, in area comunale, chiediamo precise spiegazioni alla giunta, al sindaco ed all’assessore al verde pubblico, ammesso che abbia un volto, un nome, un pensiero… Posto che l’ex assessore Zanetti ha già ammesso sui social network dell’esistenza del progetto e che, per un motivo o per l’altro, si sarebbe giustificata dicendo di non essere riuscita ad informare il Consiglio in merito perchè gli uffici comunali preposti non l’avevano a loro volta informata”: così i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

“Chiediamo, dunque, di conoscere i particolari del progetto che prevede questo scempio, costo dell’opera, stazione appaltante e ditta che sarà incaricata di procedere all’azzeramento di centinaia e centinaia di essenze arboree, alberi, alberelli, vegetazione spontanea, arbusti e piante sanissime maestose di varie essenze, per lo più autoctone: Acero campestre, Edera, Nocciolo, Olmo, Pseudoacacia, Salice, Sanguinella. Vorremmo sapere con che criterio si concede il via libera ad un intervento che distruggerebbe piante che in maggioranza trattengono le sponde dall’erosione delle piene, contribuiscono alla depurazione delle acque di Rio Bolzanino e costituiscono habitat naturale per molte specie avicole che adesso nidificano ed offrono sicuro rifugio a selvaggina stanziale”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

I pentastellati aggiungo che ogni intervento pubblico che porti la desertificazione in aree verdi o fluviali causerà effetti negativi che si ripercuoteranno direttamente anche sulla vita delle persone per l’ aumento dell’inquinamento, del grado di umidità e della calura estiva.

“Anche la direttiva europea 2007/60/CE sulle alluvioni indica che in aree non urbanizzate siano individuati spazi idonei alla libera espansione delle acque, al ripristino di pianure alluvionali, al recupero di aree palustri e boschi ripariali e che siano disincentivate attività edilizie nelle zone soggette a inondazioni. Chiediamo quindi  che venga sospeso il progetto che prevede l’abbattimento di queste 1300 piante in attesa di approfonditi controlli sullo stato non soltanto del Rio Bolzanino ma  anche dei corsi d’acqua del territorio comunale e in tutta la provincia di Forlì”: è l’invito del M5S di Forlì che ricorda, infine, come alcune associazioni (Wwf, Lipu e Legambiente) si siano attivate proprio in queste settimane in tutta Italia contro i tagli indiscriminati della vegetazione dei corsi d’acqua naturali ed artificiali”.

“Si tratta di interventi realizzati con mezzi non adeguati, che distruggono in modo indiscriminato i boschi ripariali, la vegetazione e il suolo, modificando a volte in modo ingiustificato anche le forme fluviali, con le fasce laterali dei corsi d’acqua che perdono le loro funzioni ecologiche a supporto della fauna, la capacità di ridurre gli inquinanti, di attenuare la forza dell’acqua e di trattenere materiali e sedimenti. Visto che nel recente passato anche a Forlì si sono manifestate criticità idrauliche e allagamenti, riteniamo che si debba affrontare seriamente il problema degli alberi di Rio Bolzanino prima di dover rincorrere l’ennesima emergenza ambientale”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

I cittadini forlivesi acclamano Paul Connett in occasione del secondo convegno contro gli inceneritori organizzato dal M5S Forlì

“A casa i politici che non vogliono chiudere gli inceneritori, a casa!!!”: e a questa esortazione di Paul Connett, professore emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York, candidato al premio Nobel nel 2008, e ideatore della strategia “Zero Waste” (Rifiuti Zero), un boato s’è levato nella sala conferenze dell’Urlo, in via Marcolini a Forlì, teatro del secondo convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì, serata dal titolo “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra”, tema dell’evento: “Senza inceneritori si può!”. Rifiuti zero attraverso quelli che lui ha definito i ‘dieci passi’, filiera del riciclo e stop agli inceneritori: le parole d’ordine di Paul Connett che da anni gira l’Italia in lungo e in largo, incontrando i cittadini di grandi e piccole città (prima di Forlì anche Parma) uniti dalla volontà di trasformare le proprie comunità a partire dai rifiuti, attraverso una gestione sostenibile che possa escludere l’opzione dell’incenerimento. Numerosi richiami al ruolo giocato in questa battaglia da Rossano Ercolini, già vincitore del Goldman Environmentale Prize, maestro elementare, artefice della lotta a contro l’inceneritore di Capannori, oggi il primo Comune Italiano ad adottare i “dieci passi”, e un vero e proprio endorsement a favore del Movimento 5 stelle di Forlì: “In questa battaglia contro l’inceneritore un ruolo importante lo gioca secondo me la passione con cui qui le persone si fanno coinvolgere, perché questa può essere una battaglia frustrante alle volte, e servono sentimenti forti per non arrendersi, i sentimenti e la forza che ho visto in questi ragazzi del Movimento 5 stelle”. “Per arrivare ai ‘Rifiuti Zero’ serve una responsabilità sia industriale, che consiste nel riprogettare i prodotti, sia delle amministrazioni e dei cittadini, che devono impegnarsi nel riciclo, nel riutilizzo e nella riduzione della quantità di rifiuti anche con il metodo del porta a porta: il piano prevede dieci tappe di cui la più importante è quella che impone la creazione di un centro per il trattamento della frazione residua e di un centro di ricerca”: ha spiegato il professore. E poi Paul Connett ha portato l’esempio di molte realtà nel mondo: San Francisco che vede la città californiana a riciclarne ad oggi l’80%; la Spagna, le Filippine, la Scandinavia in prima linea nei sistemi anti-inquinamento, aggiungendo che in tutto il mondo però: “la vera sfida è la sostenibilità. Ciò che lo smaltimento richiede è una separazione iniziale, fatta con la raccolta porta a porta, che separi innanzitutto l’organico, che ad oggi è il vero problema, e che lo trasformi in una risorsa, in compost per l’agricoltura. Pensate che risorsa potrebbe costituire per un territorio agricolo come la Romagna, come Forlì!”. L’obiettivo di “Zero Waste” è quello di progettare la vita delle risorse, raggiungendo una quantità di rifiuti da conferire in discarica uguale a zero, evitando processi di incenerimento e discariche multi/materiale, e questo può avvenire solo seguendo i già citati “dieci punti”: separazione alla fonte, raccolta Porta a Porta, compostaggio, riciclaggio, creazione di un Centro per riutilizzo e riparazione, incentivi economici, iniziative di riduzione rifiuti, impianti di separazione dei residui, responsabilità industriale e per ultima discarica temporanea. Un obiettivo condiviso dal Movimento 5 Stelle di Forlì che ha inserito la strategia “Rifiuti Zero” nel suo programma e da anni combatte contro la presenza dei due inceneritori in città: come hanno spiegato nel corso del secondo convegno nazionale sul problema dell’incenerimento Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri Comunali del M5S di Forlì. Oltre a Connett sono intervenuti: Ruggero Ridolfi (presidente Isde: Associazione Medici per l’Ambiente), Francesco Girardi (A.D. Asa Tivoli Spa, già consulente del Comune di Capannori in Toscana), Rita Bandini (di Bandini Casamenti Srl), Claudio Tedeschi (A.D. Dismeco Srl e componente Commissione Ambiente Confindustria Emilia Romagna), Luigi Gaetti (senatore M5S e Anatomopatologo), Andrea Bertani (consigliere Regionale Emilia Romagna M5S) e Riccardo Bevilacqua portavoce/organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì. Quest’anno il Forum nazionale su rifiuti e inceneritori ha dedicato un approfondimento specifico alle esperienze politico-industriali virtuose ed alle buone prassi anti-incenitoriste, mentre nella prima edizione erano intervenuti esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni e comitati ecologisti ed esponenti del Movimento 5 stelle di tutta la Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media dai 2 ai 3 anni di vita per colpa dell’inquinamento.

clicca qui per i video dell’evento

 

Al via il 2° convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì: “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra – Senza inceneritori si può!”

Paul Connett, il massimo esperto mondiale padre del Dream Team Zero Waste, uno dei massimi oppositori a livello internazionale dell’incenerimento e del conferimento in discarica dei rifiuti urbani, lunedì 4 aprile (ore 20:30 in Via Marcolini, presso L’Urlo) farà tappa a Forlì per una serata dal titolo “Cenere sul cielo, Veleno sulla terra”, il 2° convegno nazionale sul problema dell’incenerimento promosso dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì, tema dell’evento: “Senza inceneritori si può!”.
Paul Connett, professore emerito di Chimica ambientale all’Università Saint Lawrence di Canton, New York, e ideatore della strategia “Rifiuti Zero”, venne in Italia per la prima volta nel 1996 e, ad oggi, sono più di 200 le città, sia piccole che grandi (di recente anche a Parma) che hanno ascoltato i suoi suggerimenti per cambiare lo stile di vita a favore della sostenibilità dell’ecosistema.
Per il M5S di Forlì che ha promosso l’evento: “La strada indicata da Paul Connett e dal Movimento 5 Stelle è l’unica possibile per cambiare il nostro rapporto con le risorse del pianeta e trasformare il problema rifiuti in un’opportunità di crescita e sviluppo. Perchè bruciare i rifiuti significa in prima cosa bruciare denaro pubblico e posti di lavoro, ma anche e soprattutto aumentare il surriscaldamento globale e immettere nell’atmosfera nanoparticelle dannose alla salute. Dobbiamo rovesciare questo sistema ed è un compito che spetta alla politica, anche nella nostra città, un compito che spetta a chi come noi non accetta compromessi nella difesa della salute e dell’ambiente”.
L’obiettivo di “Zero Waste” è quello di progettare la vita delle risorse, raggiungendo una quantità di rifiuti da conferire in discarica uguale a zero, evitando processi di incenerimento e discariche multi/materiale, in dieci punti: separazione alla fonte, raccolta Porta a Porta, compostaggio, riciclaggio, creazione di un Centro per riutilizzo e riparazione, incentivi economici, iniziative di riduzione rifiuti, impianti di separazione dei residui, responsabilità industriale e per ultima discarica temporanea. Un obiettivo condiviso dal Movimento 5 Stelle di Forlì che ha inserito la strategia “Rifiuti Zero” nel suo programma e da anni combatte contro la presenza dei due inceneritori in città.
Oltre a Connett interverranno al convegno altri esperti indipendenti: Ruggero Ridolfi (presidente Isde: Associazione Medici per l’Ambiente), Francesco Girardi (A.D. ASA Tivoli SpA, già consulente del Comune di Capannori in Toscana, il primo Comune Italiano ad adottare i dieci passi verso rifiuti zero), Rita Bandini (di Bandini Casamenti SrL), Claudio Tedeschi (A.D. Dismeco SRL e componente Commissione Ambiente Confindustria Emilia Romagna). Interverranno inoltre anche i seguenti relatori politici: Luigi Gaetti (Senatore M5S e Anatomopatologo), Andrea Bertani (Consigliere Regionale Emilia Romagna M5S), Simone Benini e Daniele Vergini (Consiglieri Comunali di Forlì M5S). Aprirà la serata con un breve intervento Riccardo Bevilacqua portavoce/organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì. La serata sarà moderata da Marco Colonna di SestoPotere.com.
L’anno scorso il primo forum nazionale su rifiuti e inceneritori aveva ospitato esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni di tutela dell’ambiente ed esponenti del Movimento 5 stelle di tutta la Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia (anche per colpa degli inceneritori che forniscono un contributo negativo determinante) e i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media dai 2 ai 3 anni di vita. Quest’anno la seconda edizione dedicherà un approfondimento specifico alle esperienze politico-industriali virtuose, perchè “Senza inceneritori si può!”.

 

Il M5S svela le bugie del Comune di Forlì sulla conferenza dei servizi di Mengozzi! Come sempre solo fumo negli occhi ai cittadini!

 “L’assenza del Comune di Forlì all’ultima seduta della conferenza provinciale dei servizi chiamata a pronunciarsi sul potenziamento del picco di incenerimento dell’impianto per rifiuti speciali ospedalieri Mengozzi  dagli attuali 4mila Kg/ora ai 5mila kg/ora equivale ad un vero e proprio parere positivo! Questo traspare dal rapporto ambientale redatto dalla conferenza dei servizi che include anche il famoso verbale di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi e che nessuno era riuscito prima d’ora ad ottenere, di cui riportiamo in stralcio le parti salienti:

 “Nell’ambito di tale seduta il Comune di Forlì, pur assente in conferenza, ha inviato una nota assunta al prot. n. 869/2016 a firma del Sindaco del Comune di Forlì e dell’Assessore Nevio Zaccarelli, in base ai contenuti della quale La Conferenza ha rilevato che:
…omissis…
non riporta alcun parere motivato
ai sensi della L. 241/90 …omissis… e pertanto non si può configurare come parere negativo o dissenso espresso in Conferenza ai sensi dell’art. 14-quater della L. 241/90 medesima; fermo restando che il progetto presentato da Mengozzi S.p.A. ha ricevuto tutti i pareri favorevoli di competenza del Comune di Forlì (urbanistico, edilizio, paesaggistico, patrimoniale)
…omissis…
ed in materia ambientale, il parere favorevole all’impatto ambientale delle emissioni in atmosfera nella seduta della Conferenza di Servizi del 31 agosto 2015 e il parere favorevole condizionato all’accoglimento dell’aumento di carico orario nella Conferenza di Servizi del 15 dicembre 2015.
…omissis…
Nel corso della Conferenza è pervenuta ad Arpae una nota (PGFC/2016/2496 del 24/02/2016) a firma dell’Assessore Comunale Nevio Zaccarelli, non delegato ad esprimere la volontà dell’Amministrazione Comunale …omissis… che non si configura come dissenso espresso in Conferenza dei Servizi.

L’aver motivato da parte del Comune di Forlì una contrarietà al progetto sulla base delle risultanze dello studio commissionato al Dipartimento di Ingegneria Civile Chimica Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna altro non è che una presa di posizione di facciata, per noi vero e proprio “fumo negli occhi”, che politicamente non risolve i termini della questione: l’inceneritore Mengozzi continuerà a bruciare a pieno regime con relativo aumento di carico orario”: questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, da anni sulle barricate in tema di tutela ambientale.

“Ora la palla passa alla giunta Bonaccini” – aggiunge il consigliere regionale del MoVimento 5 stelle Andrea Bertani. “Chiediamo che il Presidente non si limiti ad una semplice presa d’atto degli esiti della Conferenza di Servizi, che ha forzatamente ritenuto “nel complesso ambientalmente compatibile” l’aumento di portata, ma che tenga conto del fatto che “la Conferenza ha concordato sull’opportunità di inviare le note del Comune di Forlì alla Regione Emilia-Romagna, autorità competente all’approvazione della VIA, unitamente alla bozza di Rapporto Ambientale”. La Conferenza da una parte sconfessa il comune di Forlì, ma dall’altra passa la patata bollente alla regione: ora si apra una riflessione seria riguardo a tutte le criticità sollevate e al fatto che a Forlì esistono ben due inceneritori, non si possono abbandonare i cittadini esposti a così tante fonti di rischio.”

“Da anni – aggiungono i pentastellati – andiamo ripetendo che esiste un mix di responsabilità e debolezza politica degli amministratori comunali di Forlì (da Balzani e Drei, uniti dall’assessore Bellini) in materia di inceneritori Hera e Mengozzi. I tanti ritardi, i tanti silenzi non ci hanno mai tratto in inganno, e ricordiamo: la raccolta porta a porta al rallentatore, non capillare e incompleta, che, anziché essere economicamente vantaggiosa come accade in tutto il mondo è assolutamente non competitiva; l’aver sbagliato i tempi non cogliendo già nel 2012 l’opportunità di creare un gestore di rifiuti “in house” seguendo la strada che da Atersir ha portato direttamente ad Hera, con tutto quello che ne è conseguito i termini di costi insostenibili per la collettività; il non aver esercitato una seria pressione sulla giunta Regionale dell’Emilia-Romagna che, a differenza di altre Regioni a noi vicine (Lombardia, Marche e Veneto) non ha impugnato il decreto Sblocca Italia che prefigura un disastro ambientale senza precedenti e il non aver mai sollecitano gli organismi statali a ratificare la convenzione di Stoccolma che prevedeva il divieto di produzione e d’immissione nell’ambiente di inquinanti tossici e persistenti come le diossine”.

“La giunta Drei, come la precedente giunta Balzani, non è credibile quando afferma di fare il possibile contro gli inceneritori e a tutela della salute del cittadino… figuriamoci quando addirittura vorrebbe far credere di essere contraria agli inceneritori! Ecco perché riteniamo la loro partecipazione alle iniziative contro gli inceneritori che si sono svolte in città soltanto come “fumo negli occhi”. Mentre ben altro fumo, quello degli agenti inquinanti sprigionati dai loro camini continua ad inquinare acqua, aria, suolo avvelenano quotidianamente la nostra salute”: aggiungono i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

“Come possiamo offrire sostegno ed una legittimità politica agli esponenti di un’amministrazione comunale che parla di società post-incenerimento ma contemporaneamente subisce i tempi lunghi per lo spegnimento dell’impianto Hera e, soprattutto, non si è mai attivata sul controllo a ciclo continuo delle matrici ambientali, vegetali e animali del territorio contaminate dalle diossine, che non ha mai chiesto l’attivazione di un necessario biomonitoraggio del latte materno per mappare le zone più inquinate del territorio forlivese?”.

 “A nostro parere è necessario prendere le distanze da questi politici; c’è invece bisogno di una sincera rivoluzione collettiva lontana da ogni strumentalizzazione partitica. Siamo convinti che la battaglia si vinca passando ai fatti, modificando le leggi e chiedendo agli amministratori di pronunciarsi senza tentennamenti sul tema, chiedendo conto delle politiche ambientali ad Hera; il Pd non è in grado di farlo, spaccato com’è in due o più parti a livello locale, regionale e nazionale!”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Inceneritori di Forlì, Benini: “Rischio per la salute. Perché non spengono gli impianti? Per scelte coraggiose, servono persone coraggiose”

Alla partecipata assemblea pubblica al Foro Boario dal titolo “Inceneritori a Forlì di rifiuti ospedalieri e rifiuti urbani: quali prospettive di miglioramento della qualità ambientale per la nostra Città?”, promossa dal Comitato di Quartiere Pianta Ospedaletto Coriano, sono intervenuti numerosi attivisti del Movimento 5 stelle. Nel corso della serata ha preso la parola il consigliere comunale Simone Benini che ha parlato delle conseguenze ambientali dell’esistenza a Forli degli impianti di incenerimento Mengozzi ed Hera: uno per rifiuti ospedalieri e l’altro per rifiuti soliti urbani.
“Gli effetti sulla salute umana degli impianti di incenerimento, che sarebbe meglio chiamare cancro-valorizzatori sono noti: linfomi Non Hodgkin e neoplasie polmonari in aumento e la mortalità per tutti i tipi di tumori in aumento per la popolazione femminile, così come l’accumulo delle diossine lungo la catena alimentare. Fattori di rischio che vennero evidenziati e indicati nella petizione che 400 medici di Forlì presentarono al sindaco per chiedere una diversa gestione dei rifiuti e lo stop all’ampliamento degli impianti, un obiettivo che non fu raggiunto. Ed oggi come allora: soltanto parole. Manca l’intervento risolutivo”: ha notato Simone Benini.
“Perchè chi sostiene (a parole) di voler difendere la salute umana non si attiva oggi, subito, a disporre un immediato monitoraggio in continuo della qualità ambientale? Perchè il sindaco Drei non promulga un’immediata ordinanza per la tutela della salute dei cittadini forlivesi? Perchè non si adottano strumenti di garanzia per la prevenzione primaria?” ha chiesto Benini che ha ricordato come l’inceneritore Hera raggiungerà la sua fine vita soltanto nel 2025.
“Da quando è stato costruito non è mai stato depotenziato e anzi ha subito vari ampliamenti, ogni volta con più potenza di incenerimento!”: ha concluso il consigliere comunale Simone Benini.
Il Movimento 5 stelle di Forlì ha poi denunciato episodi di “intolleranza politica” registratisi nel finale dell’assemblea sugli inceneritori: “alcune persone hanno preso e stracciato i nostri volantini che ricordavano come la maggioranza Pd in consiglio comunale avesse votato contro la nostra mozione che impegnava a raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero”, un vero e proprio piano di gestione che puntava ad “affamare” seriamente l’inceneritore Hera di Forlì.

20160116082626

rifiutizero

 

Lotta allo smog: “A Forlì giunta comunale nel caos… torna la befana e salta la domenica ecologica?!”

“Apprendiamo da una nota del Forum No Inceneritori Forlì che i vigili urbani non erano al corrente delle limitazioni che dovevano essere imposte al traffico, il 10 gennaio, in applicazione dell’ordinanza collegata alla prima domenica ecologica del 2016. Iniziativa che s’è svolta regolarmente in tutti i Comuni capoluogo che hanno sottoscritto il Piano Aria della Regione Emilia-Romagna, tutti fuorché Forlì! Una ‘gaffe’ dell’amministrazione che attraverso il sito facebook dell’URP informa i cittadini mentre la giunta comunale all’atto pratico non dispone il divieto di circolazione agli autoveicoli più inquinanti!”. A lanciare l’accusa i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini, e Simone Benini, che denunciano: “Un nuovo pasticcio simile a quello degli sms sul superamento di PM10 nell’aria inviati per errore negli ultimi giorni dell’anno. Segno che quest’amministrazione comunale è molto ‘distratta’ per quanto riguarda la lotta all’inquinamento”.

Sempre nella giornata del 10 gennaio si teneva in centro a Forlì l’evento, fra l’altro non riuscito perfettamente, de: “la befana viene con…” – un’iniziativa collegata ad una raccolta di fondi a beneficio di 700 bambini siriani rifugiati nei campi profughi libanesi – una coincidenza che ha spinto il MoVimento 5 stelle di Forlì a chiedere: “E’ possibile che il Comune abbia omesso di applicare la domenica ecologica per consentire il massimo accesso dei cittadini in piazza e favorire questo evento?”: questo è l’interrogativo di Daniele Vergini e Simone Benini, che poi rilanciano: “A nostro parere è assurdo e preoccupante che tutto questo accada a 48 ore dalla presentazione in città dell’accordo per la gestione dei rifiuti urbani nell’inceneritore di Forlì. Di questo passo che fine farà la difesa della salute dei cittadini ed il rispetto delle regole?”. I pentastellati, inoltre, colgono l’occasione per chiedere all’amministrazione: “quale sia stato il criterio che ha permesso al Comune di affidare l’organizzazione dell’evento della Befana, a fronte di un pagamento di ben 6700 euro, direttamente alla Polisportiva Cava Ginnastica in deroga al codice dei contratti pubblici che imporrebbe la richiesta di almeno 3 preventivi ad altrettante realtà diverse.”, una questione, si ripromettono i “pentastellati”, che sarà posta all’ordine del giorno in consiglio comunale.