“Prendiamo atto che l’assessore regionale Paola Gazzolo e il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che hanno sfilato per l’ennesima volta ieri in Municipio fra i flash dei fotografi, non hanno fornito alcuna rassicurazione sull’annunciata chiusura di almeno uno dei due inceneritori di Forlì. Anzi ci hanno comunicato due notizie che non rassicurano. La prima è che nel caso si proceda allo spegnimento entro il 2018 dell’inceneritore di Ravenna il trasferimento di una parte dei rifiuti toccherà proprio all’impianto di Forlì. La seconda notizia è che il cosiddetto termovalorizzatore di Forlì manterrà la capacità massima di trattamento attualmente autorizzata di 120 mila tonnellate annue per i prossimi 5 anni. Ovvero, dal nostro punto di vista, soltanto pessime notizie per i cittadini forlivesi”: è il commento di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.
Secondo gli esponenti pentastellati l ‘ “ennesima promessa” del governatore Bonaccini e dell’assessore Gazzolo di raggiungere “l’obiettivo di arrivare al mantenimento in funzione di un inceneritore soltanto a Forlì” altro non è che “fumo negli occhi”.
“Siamo molto preoccupati e perplessi per la contentezza manifestata dagli amministratori del Pd di aver evitato il potenziamento al massimo strutturale soltanto per i prossimi 5 anni. Quindi l’ inceneritore di Forlì per gli ultimi anni di vita (forse il 2025, come da decreto attuativo “sblocca italia”), brucerà ed inquinerà alla sua massima potenza, come voluto dal Presidente del Consiglio Renzi (PD) e da tutto l’entourage PDdino in Regione, dove non si è nemmeno provato ad osare una legge innovativa, visto che gli inceneritori rimangono delle industrie insalubri ma “privilegiate” dal punto di vista economico”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.
“E ci lasciano perplessi soprattutto le parole del presidente di HERAmbiente, Filippo Brandolin, che avrebbe considerato come “assolutamente marginale” l’apporto delle emissioni in atmosfera dell’inceneritore del loro gruppo nella fase di emergenza nazionale per la cappa di smog che fino a pochi giorni fa ristagnava nella pianura Padana ed anche a Forlì, ovviamente. Perchè a nostro parere le sostanze prodotte dalla combustione di incenerimento sono – anche al di sotto dei limiti di legge – comunque nocive e pericolose per la salute umana e l’equilibrio ambientale, come ci ha più volte ricordato l’Associazione dei Medici per l’Ambiente, e l’oncologa Patrizia Gentilini, in particolare”: ricordano Simone Benini e Daniele Vergini.
“E mentre apprendiamo che la stessa HERAmbiente ha completato in queste ore l’acquisizione di alcuni rami d’azienda ambientali da Geo Nova Spa (l’ azienda di Treviso che si occupa della raccolta, cernita, pretrattamento e stoccaggio di rifiuti riciclabili di varia provenienza e che ha trattato complessivamente una mole di 150 mila tonnellate di rifiuti soltanto nel 2014) continuiamo a ritenere politicamente rilevante e per noi ininfluente quella che lo stesso sindaco Drei ha chiamato un’ “alleanza” fra il Comune di Forlì e la Regione. Una convergenza politica all’insegna del motto “la società post-incenerimento” che a nostro parere altro non è che un semplice e vuoto slogan da dare in pasto ai cittadini. Visto che oggi, come per i prossimi 5 anni, una cosa è sicura: gli inceneritori funzioneranno a pieno regime e il Gruppo Hera e le sue derivate si rafforzano nel business dei rifiuti”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.
Articoli che trattano l'argomento 'Ambiente'
Il M5S Forlì presenta “Under the Dome”, il documentario choc sull’inquinamento in Cina
“La questione ambientale non ha confini, ci riguarda tutti”, con questa premessa il MoVimento 5 stelle di Forlì invita i cittadini a partecipare alla proiezione del documentario “Under the Dome”, opera della giornalista cinese Chai Jing che critica fortemente le leggi ambientali permissive dello Stato e racconta i costi sociali e sanitari dello smog. Un film autoprodotto – che alla prima uscita, in meno di 48 ore, aveva ottenuto sui principali siti cinesi oltre 100 milioni di visualizzazioni e subito censurato dalle autorità – reso gratuito e senza diritto d’autore per propagare il messaggio oltre i confini nazionali. Il film, che sarà proiettato domenica 10 gennaio alle ore 21 al Cosmonauta in Via Giorgio Regnoli 41, dura 103 minuti e comincia con la giornalista che racconta la propria esperienza, il periodo in cui è diventata madre di un bambino con un tumore benigno, costretto a un’operazione per rimuoverlo. Un aneddoto che, con molta probabilità, potrebbero raccontare centinaia di altre madri cinesi che ogni giorno devono fare i conti con livelli di smog devastanti per la salute delle loro famiglie. “Anche in occidente, come a Forlì, dobbiamo combattere ogni giorno con livelli di smog insostenibili, vedasi il caso della cappa di inquinamento e nebbia che aveva avvolto durante le feste tutta la pianura Padana. E tocca a noi, che della difesa dell’ambiente abbiamo fatto un priorità politica, informare i cittadini”: spiegano i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini, che saranno presenti all’iniziativa e faranno un breve introduzione per parlare delle iniziative in cantiere, a livello locale, per contrastare un fenomeno che unisce i cittadini del mondo nella piena consapevolezza dei danni alla salute causati dall’inquinamento.

Allarme smog a Forlì, M5S: “Salute dei cittadini a rischio ma il Sindaco non adotta misure straordinarie”
“Altri capoluoghi della nostra regione attanagliati dal problema inquinamento – come: Reggio Emilia, Ferrara, Modena, Carpi, Piacenza – hanno varato una “domenica ecologica” straordinaria con relativo blocco del traffico e limitazioni alla circolazione nella giornata del 27 dicembre, ma a Forlì i cittadini hanno dovuto sopportare, oltre alla cappa di smog causata dai superamenti del valore limite giornaliero del Pm10, anche uno sconsolante silenzio del Pd e del suo sindaco Drei, quantomai assente e insensibile sulle tematiche ambientali che pure interessano la nostra città che ospita ben due inceneritori: nessuna politica, nessuna azione forte a tutela della salute dei cittadini, solo parole e slogan elettorali”. I consiglieri comunali del M5s di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, tornano così all’attacco sulla tematica dell ‘inquinamento che sta gravando su Forlì. “C’è un altro aspetto di questa questione – aggiungono Benini e Vergini – che riteniamo intollerabile: nelle giornate del 24, 25, 26 e 27 dicembre il dato riferito alla rilevazione delle polveri sottili (Pm10) nell’aria nella pagina web dell’Arpa Regionale dell’Emilia-Romagna non era disponibile! Una mancanza di informazione e trasparenza a nostro parere intollerabile e della quale chiediamo spiegazione in maniera ferma a nome di tutti i cittadini”. “Nei giorni precedenti la stessa rilevazione Arpa confermava il superamento dei limite di legge di Ozono e Pm10 nella stazione locale di viale Roma. E su scala annuale se si analizza il limite giornaliero del PM10 (media oraria giornaliera da non superare per più di 35 volte=50 microgrammi/m3) a Forlì-Cesena 1 stazione su 5 l´ha superato nel 2014 e l’anno scorso è stata superata anche la soglia (media oraria=180 microgrammi per metro cubo) in tutte le stazioni che misurano l´ozono. Ed anche nei primi 11 mesi del 2015 l´inquinante che ha maggiormente destato preoccupazioni è stato l´ozono,come conferma l’Arpa. Ma l’insidia costituita dal Pm10 non può essere sottovalutata. Sempre Arpa ha confermato che la concentrazione media di fondo di inquinanti secondari come PM10, PM2,5 e Ozono in Emilia-Romagna dipende in buona parte dall’inquinamento a grande scala tipico della Pianura padana. Se verifichiamo i valori registrati nella pianura padana noteremo che il limite da fine novembre è stato superato diverse volte, ma anche quando non vi è stato il superamento si sono misurati valori di Pm10 molto vicini a 50 µg/m3, che secondo la normativa italiana è il limite di legge. Ciò significa che da alcune settimane milioni di persone che abitano nelle località padane, inclusa l’Emilia-Romagna, la nostra provincia, le città dell’entroterra e della costa romagnola, hanno respirato aria troppo inquinata”: insistono gli esponenti del Movimento 5 stelle di Forlì. I “pentastellati” di Forlì accusano gli amministratori locali del Pd e non solo: “Vogliamo mettere in evidenza il fatto che esiste una strage silenziosa in tutta la pianura Padana, in Lombardia come in Piemonte, in veneto come in Emilia-Romagna e chi ci amministra sta facendo pochissimo, anzi, diciamo proprio… nulla, a difesa della salute umana e a tutela dell’ambiente”: concludono i consiglieri comunali del M5s di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.
Alberi di corso Diaz, M5S: “giusto salvare alberi sani e adesso vigileremo sul nuovo progetto”
“Esprimiamo soddisfazione per la scelta del sindaco Davide Drei di non procedere all’abbattimento degli alberi sani di corso Diaz e adesso ci proponiamo di vigilare sull’eventuale nuovo progetto di riqualificazione di corso Diaz, perchè abbiamo il sentore che la storia non sia finita”: è il commento dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini alla notizia che l’amministrazione comunale ha sospeso l’intenzione di abbattere i bagolari di corso Diaz.
La posizione del Movimento 5 Stelle è nota: ha sostenuto la difesa degli alberi dal 29 giugno scorso e si era messo a disposizione del gruppo ‘Giù le mani dagli alberi di Forlì’ per presentare una mozione urgente in consiglio comunale, con la firma e l’appoggio di soli 7 consiglieri sui 32 totali si poteva obbligare l’amministrazione a discuterla entro 20 giorni pena la convocazione d’ufficio da parte del Prefetto.
“Abbiamo l’impressione che, vista l’adesione di alcuni consiglieri della maggioranza come Mario Peruzzini, Paolo Bertaccini ed altri, a questa battaglia in difesa dell’ambiente e della libera volontà popolare che si era espressa in 5000 firme di sostegno, il sindaco non abbia voluto procedere alla conta in aula. Una votazione che si sarebbe risolta con un dato di fatto disarmante per la maggioranza: Pd spaccato e alcuni altri esponenti delle liste alleate in difformità dalla linea della giunta. Prima dell’estate lo stesso consigliere Paolo Bertaccini aveva già raccolto le firme necessarie, comprese le nostre del Movimento 5 Stelle, ma non protocollò la richiesta, in attesa di una concessione al dialogo”: precisano Daniele Vergini e Simone Benini.
I due pentastellati ricordano, infine, che solamente il Movimento 5 Stelle aveva espresso perplessità sull’appalto della cosiddetta riqualificazione di corso Diaz che vedeva un bando affidato con procedura negoziata ad inviti ristretti ad un numero limitato di ditte (6 in tutto e solo 5 che avevano presentato un’ offerta), una gara al massimo ribasso che aveva visto prevalere con un margine davvero esiguo il Consorzio Formula Ambiente, la cooperativa cesenate che – secondo gli atti delle inchiesta della magistratura su ‘Mafia Capitale’ – era legata alla coop “29 Giugno” di Salvatore Buzzi, l’uomo che insieme a Carminati avrebbe gestito la rete fuorilegge degli appalti a Roma, colui che la Procura aveva considerato il perno del sistema corruttivo che aveva pervaso la capitale.
Mengozzi: non solo non si deve ampliare, ma si deve chiudere! Non si fa “business” sulla salute dei cittadini
Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forli’ bocciano la richiesta presentata dalla ditta Mengozzi di aumentare il carico orario dei rifiuti, passando dagli attuali 4.000 kg/h attualmente autorizzati, a 5.000 kg/h. Un parere che dovrà essere esaminato lunedi’ mattina dalla conferenza dei servizi convocata a Palazzo della Provincia. E proprio in piazza Morgagni la mattina del 31 agosto si terra’ una manifestazione del Forum contro gli inceneritori di Forli’ a cui partecipera’ compatto il Movimento 5 Stelle di Forli’. I due consiglieri pentastellati ironizzano sul tardivo parere contrario avanzato dalla giunta Drei, che ha giustificato il diniego appellandosi al principio di precauzione: “una solerzia dimostrata con Mengozzj – scrivono in una nota Benini e Vergini – e che non e’ stata sfoderata in egual modo contro Hera, e nell’ assoluto disinteresse a difendere gli interessi di Forli’ a Bologna e in Regione che emerge ogni giorno di piu’ che il sindaco non si risolve a nominare un nuovo assessore all’Ambiente in sostituzione di Bellini . Forli’ non ha voce e l’inquinamento non aspetta”.
Via libera allo smaltimento nella nostra regione dei rifiuti dalla Liguria: disatteso l’indirizzo del consiglio comunale di Forlì aveva impegnato la Giunta a non fare eccezioni in caso di emergenza!
L’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo ha confermato che i rifiuti provenienti dalla Liguria saranno portati negli impianti di incenerimento dell’Emilia-Romagna, 200 tonnellate al giorno per un termine massimo di 90 giorni. Nella stessa occasione – un vertice a Bologna – la stessa Gazzolo ha dichiarato che tutti i territori provinciali hanno espresso un “orientamento positivo” a questa operazione vista anche “la dimensione limitata dei rifiuti da smaltire, la scadenza certa e la non reiterabilità della richiesta”. I termini completi e l’indicazione degli inceneritori che dovranno farsi carico di smaltire i rifiuti liguri (si parla di Piacenza o Parma) saranno forniti a breve dalla stessa Regione dopo che saranno consultati anche i capigruppo dell’Assemblea legislativa.
“Ci troviamo costretti a ribadire la nostra perplessità sull’intera operazione e vorremmo ricordare agli amministratori regionali del Pd che stanno portando a termine questa operazione che siamo la regione d’Italia dove si respira l’aria peggiore e non possiamo consentire che invece di andare verso una progressiva diminuzione dei rifiuti bruciati e la definitiva chiusura di tutti gli inceneritori si continui ad aumentare la loro capacità o a farli funzionare più del previsto con la scusa di risolvere emergenze ambientali di chi – come in questo caso la Liguria – non ha messo al centro delle proprie politiche il corretto smaltimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata ed il riciclo”: affermano in una nota Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del M5S di Forlì che sottolineano l’incongruenza della stessa Regione che appena pochi giorni fa aveva sbandierato il fatto che non avrebbe più ricevuto rifiuti da fuori i propri confini, salvo situazioni eccezionali e limitate nel tempo: “che si sono immediatamente verificate incrementando, in deroga alle autorizzazioni vigenti, la capacità di incenerimento e dunque di inquinamento della nostra aria”.
Riguardo al patto tra Emilia-Romagna e Liguria, perfetta sintonia, dunque, del Movimento 5 stelle di Forlì con i consiglieri regionali del M5S che per voce di Gian Luca Sassi avevano dichiarato: “Dire di sì a questo accordo è semplicemente da irresponsabili. Anche perché non c’è al momento nessuna garanzia che si tratti di bruciare dei rifiuti una tantum. La Liguria non ha un piano efficiente e di certo l’emergenza in cui sono piombati non si esaurirà grazie al nostro soccorso. Senza contare che visto che in Italia le emergenze legate ai rifiuti sono all’ordine del giorno presto ci troveremo ad affrontare dei casi analoghi”.
Infine, nel merito, i consiglieri del Movimento 5 stelle di Forlì si chiedono se sia vero – come sbandierato dall’ufficio stampa della Regione – che tutti gli assessori interessati, compreso dunque Bellini, della Giunta comunale di Forlì, hanno concesso il via libera allo smaltimento nella nostra regione dei rifiuti dalla Liguria: “Si tratterebbe di un suo “tradimento” dell’impegno assunto in consiglio comunale a non accogliere nel nostro territorio rifiuti venuti da fuori. L’ennesima prova – aggiungono i consiglieri comunali del M5S di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini – dell’ambiguità giocata dalla giunta Drei verso i propri elettori, la giunta Regionale e le società che inceneriscono come Hera: a parole combattute e nei fatti sostenute!”. Sempre in tema di rifiuti da segnalare che nella seduta del Consiglio Comunale di martedì è stata approvata, con un emendamento del PD, una mozione del M5S sull’incentivare stoviglie lavabili/compostabili nelle feste cittadine: “Forse hanno capito che bocciare a prescindere mozioni condivisibili e di buon senso, come era accaduto nel caso del nostro testo sui “Rifiuti Zero” non paga… meglio tardi che mai!”: concludono Simone Benini e Daniele Vergini.
Rifiuti, già emergenza in deroga alle promesse della Regione?! in arrivo 60.000 tonnellate dalla Liguria?!
“Come volevasi dimostrare gli inceneritori dell’Emilia-Romagna accoglieranno i rifiuti da altre regioni d’Italia. La prima che s’è fatta avanti è la Liguria ed i contatti fra i due governatori Giovanni Toti e Stefano Bonaccini sembra che siano già in fase avanzata, tanto che si parla di un accordo che i due presidenti stipuleranno entro 10 giorni per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti venutosi a creare in Liguria.“
“Altro che spegnere i camini Hera ed Iren… qui si continua a farli lavorare a pieno regime! Le nostre riserve erano fondate e così come le nostre considerazioni che nulla in Italia sia più definitivo e incombente delle emergenze che – per incapacità dei governanti – diventano cancrene definitive!”: commentano così i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini, la notizia rimbalzata in queste ore nei mass media sul pre-accordo fra Liguria ed Emilia Romagna per smaltire nei termovalorizzatori ‘Hera’ e ‘Iren’ della nostra regione i rifiuti della vicina terra governata da Toti.
“Chiediamo agli amministratori locali che confermino o smentiscano le notizie che stanno circolando. Chiediamo che si interpongano con la Regione per far valere i principi di precauzione e di tutela della salute pubblica facendo diminuire e non incrementare le masse di rifiuti avviate ad incenerimento e soprattutto chiediamo che l’inceneritore prescelto per eliminare le 60.000 tonnellate di rifiuti liguri che verrebbero accolti in Emilia-Romagna non sia quello di Forlì”: aggiungono Simone Benini e Daniele Vergini.
“Avevamo visto giusto quando manifestammo perplessità per le dichiarazioni degli assessori regionali del Pd all’indomani dell’accordo con Hera ed Iren. Ci avevano detto che il patto con le multiutility prevedeva di limitare l’utilizzo degli impianti unicamente per assicurare l’autosufficienza regionale, secondo le esigenze dei rispettivi ambiti territoriali di gestione, e nemmeno poche ore dopo ci troviamo già a discutere di accogliere tonnellate di rifiuti provenienti da fuori regione per motivi di emergenza!”.
“Avevamo visto giusto anche quando evidenziammo che nel documento della Regione sulle politiche dei rifiuti non c’era accenno alcuno alla chiusura degli inceneritori ma si enunciavano solo dichiarazioni di principio che, a nostro parere, non avevano e non hanno alcun valore”: aggiungono Benini e Vergini che lanciano un’ultima accusa: “la Regione prima di fare accordi con i gestori avrebbe dovuto consultarsi con i territori, cosa che non è avvenuta. Così come non vi è stata la necessaria trasparenza e comunicazione alla cittadinanza da parte degli enti pubblici coinvolti (Comune e Provincia) dei particolari della richiesta di Hera di implementare il contratto di smaltimento. Di questo passo la società post incenerimento di cui si riempiono la bocca Drei e Bellini altro non sarà che uno slogan ad effetto, ma vuoto di significato”.
PS: abbiamo presentato un question time sull’argomento
Accordo fra Regione ed Hera: nessuna reale garanzia ai cittadini, disatteso l’emendamento M5S “nessuna eccezione in caso di emergenze!”
L’utilizzo degli inceneritori dell’Emilia Romagna dovrà essere limitato unicamente al fabbisogno regionale. E’ quanto sancisce un’intesa raggiunta venerdì fra la giunta Regionale e le società di servizi Hera e Iren, che gestiscono gli impianti di smaltimento, in merito a un eventuale flusso di rifiuti provenienti da territori oltre i confini regionali, come è fattibile e previsto con il decreto sblocca Italia. “Questa intesa, purtroppo non ci soddisfa, perchè a ben leggere i punti del protocollo ci si accorge subito che il patto stretto fra la Regione e le multiutility prevede sì di limitare l’utilizzo degli impianti in un’ottica di autosufficienza regionale, ma questo non significa che l’immondizia non si potrà più importare da fuori. Anzi è previsto in caso di cosiddette “emergenze temporanee” i rifiuti urbani provenienti da tutta Italia e magari dalle regioni dove il problema dello smaltimento esiste tuttora (come in Sicilia e Campania) potranno essere inceneriti, a Forlì, come a Parma, in un’ottica di solidarietà fra territori. E’ scritto proprio così. E allora diciamo che in Italia ed anche in Emilia-Romagna, nulla è più definitivo delle emergenze, nulla è più prevedibile e scontato della solidarietà che entra in gioco quando chi amministra non è in grado di risolvere i problemi. Oltretutto, quando nel Consiglio del 14 aprile fu votato l’ordine del giorno proposto dal Pd per dichiarare l’indisponibilità ai rifiuti da fuori provincia, proprio un nostro emendamento aveva fatto togliere la clausola delle “emergenze”, emendamento accolto ma a quanto pare ignorato e disatteso… Come dicemmo allora ribadiamo: il concetto di solidarietà del Pd non ci trova concordi, la salute dei cittadini emiliano-romagnoli non può essere barattata con l’incapacità amministrativa di chi guida le altre regioni!”, questo il commento dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini. Il problema evocato dagli esponenti pentastellati è che Hera ed Iren hanno già avanzato richiesta di adeguamento allo Sblocca Italia per aumentare la portata dei rispettivi forni di incenerimento dell’impianto di Coriano a Forlì e di Ugozzolo .
“Nessuna garanzia viene offerta ai cittadini forlivesi che sia garantito un autentico stop all’attività degli inceneritori e, slogan a parte, sbandierati in pompa magna da esponenti del Pd locale e regionale, nemmeno nella nuova legge regionale sul settore che il governatore Bonaccini ha presentato nei giorni scorsi e che dovrebbe essere approvata entro fine anno si parla di effettiva chiusura degli impianti di smaltimento. Ma si parla genericamente di probabile dismissione degli inceneritori più vecchi, come forse Ravenna, e certamente non ci si riferisce alla struttura più nuova di Forlì. E’ un compromesso che non possiamo accogliere favorevolmente perchè intanto l’impianto Hera di Forlì, città che ha due inceneritori, non brucerà più solo rifiuti locali, ma dovrà accogliere camion carichi di spazzatura da tutte le nove province dell’Emilia-Romagna e poi dalle altre regioni d’Italia che non hanno saputo risolvere il problema dello smaltimento”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini.
Abbattimento degli alberi di corso Diaz: replica alla nota del Comune
Il Movimento 5 stelle Forlì replica a Rosanna Gardella, dirigente del Servizio Contratti Gare Logistica del Comune di Forlì, che in merito alle vicenda del progetto di abbattimento dei bagolari di corso Diaz ha bollato le recenti critiche mosse dai pentastellati all’amministrazione Drei come “notizie che non rispondono a verità”.
“Diffidiamo ufficialmente chiunque, fra tecnici e amministratori del Comune, dal sostenere queste accuse, visto che nel comunicato da noi inviato ai mass media si elencavano fatti incontrovertibili e si discuteva soltanto dell’opportunità politica del continuare a sostenere un progetto nonostante le ripercussioni riportate dalle notizie di stampa: l’inchiesta della magistratura che aveva portato all’indagine di due dipendenti comunali e un imprenditore privato della ditta che doveva eseguire i lavori dell’abbattimento dei filari di viale Bolognesi e il più recente caso del Consorzio cesenate Formula Ambiente, vincitore del bando per il restyling di corso Diaz, che era in qualche modo collegata alla coop “29 Giugno” di Salvatore Buzzi, l’uomo che insieme a Carminati avrebbe gestito la rete fuorilegge degli appalti a Roma, colui che la Procura di Roma ad indagini ancora in corso e foriere di nuovi sviluppi considera il perno del sistema corruttivo ‘Mafia Capitale’. Di questo abbiamo parlato, non di altro; spiegando anche che non volevamo muovere facili allusioni o illazioni, ma soltanto attenerci a fatti di cronaca”: scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.
I due esponenti locali del movimento guidato a livello nazionale da Beppe Grillo aggiungono che: “Prendiamo anche atto che le spiegazioni profuse nel comunicato del Comune da Rosanna Gardella confermano le nostre affermazioni fornite, correttamente e con spirito di trasparenza, all’opinione pubblica nel nostro precedente comunicato: di 6 imprese invitate 5 hanno prodotto un’offerta di ribasso e il miglior prezzo è stato del Consorzio Formula Ambiente di Cesena che ha presentato una cifra del 3,13% inferiore dei lavori, un ribasso – lo ribadiamo, perché tale si deve considerare – davvero esiguo”. I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini concludono la nota dicendosi: “Dispiaciuti che la Giunta comunale che sta sostenendo il progetto in ogni sede non abbia mostrato il coraggio, che migliaia di cittadini firmatari di una petizione in difesa degli alberi di corso Diaz richiedono e meritano, di elencare le motivazioni politiche e non tecniche che la spingono, nonostante tutto, ad andare avanti in questo progetto che, in un modo o nell’altro, la precedente amministrazione era stata costretta a mettere nel cassetto! E chiediamo che questa Giunta ci spieghi una volta e per tutte quale sia il motivo che la spinge ad eradicare alberi sani in barba al principio che si può abbattere soltanto se c’è rischio l’incolumità dei cittadini”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.
Il Movimento 5 Stelle dice “no” all’abbattimento degli alberi di corso Diaz
Il Movimento 5 Stelle di Forlì si schiera ufficialmente contro l’eliminazione degli alberi di corso Diaz. Bocciato il progetto dell’amministrazione comunale che prevede l’abbattimento di 15 alberi bagolari sui 17 che costeggiano la centralissima strada del centro storico che si vorrebbero sostituire con una filiera di peri da fiore. La voce dei pentastellati si aggiunge, dunque, a quella dei 2329 cittadini che hanno firmato liberamente una petizione stilata da un comitato civico apartitico, il gruppo ‘Giù le mani dagli alberi di Forlì’, nato sui social network dall’iniziativa dei gemelli artisti Nicola e Alfonso Vaccari.
“Alcuni giorni fa ci siamo espressi chiaramente sulla necessità che la giunta Drei discuta pubblicamente in consiglio comunale l’argomento e non nelle ‘segrete stanze’ della Giunta. Chiediamo che i partiti si pronuncino apertamente e si esprimano su questo intervento che non è soltanto un progetto di riqualificazione del verde pubblico, come vorrebbero dare ad intendere sindaco e vicesindaco, ma in realtà si sta dimostrando una prova di forza per creare un precedente amministrativo: eradicare alberi sani si può in barba al principio che la pianta sia sana e non a rischio per l’incolumità dei cittadini, senza degnare di alcuna considerazione le voci contrarie di cittadini che si sono espressi contro il taglio ed hanno raccolto un numero consistente di firme”: scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.
Sull’annosa vicenda del progetto delle alberature di corso Diaz i pentastellati ricordano che si tratta pur sempre dello stesso progetto del restyling del verde cittadino, oggi lievemente modificato, che già la precedente Giunta comunale di Balzani era stata costretta a riporre nel cassetto a causa dell’ondata di critiche e dell’inchiesta della magistratura che aveva indagato due dipendenti comunali e un imprenditore privato della ditta che doveva eseguire i lavori relativamente all’abbattimento dei filari di viale Bolognesi.
“Chiediamo che questa giunta motivi del dettaglio le ragioni che l’hanno spinta – come ha ammesso il vicesindaco Zanetti in una serata pubblica – ad istruire un appalto con un bando affidato con procedura negoziata e gara ad inviti ristretti ad un numero limitato di ditte (6 in tutto e solo 5 hanno presentato un’ offerta), gara al massimo ribasso che ha visto prevalere il Consorzio cesenate Formula Ambiente con un margine davvero esiguo, la cooperativa cesenate era inoltre legata alla coop “29 Giugno” di Salvatore Buzzi, l’uomo che insieme a Carminati avrebbe gestito la rete fuorilegge degli appalti a Roma, colui che la Procura considera il perno del sistema corruttivo ‘Mafia Capitale’.
“Senza voler per questo muovere allusioni o peggio illazioni, ma attenendoci soltanto ai fatti di cronaca, e prendendo atto che pochi mesi fa il consorzio Formula Ambiente ha troncato i rapporti con le coop coinvolte nell’inchiesta della magistratura romana, riteniamo ugualmente necessario che sull’intero appalto, e la procedura che dovrebbe regolare l’intervento in corso Diaz, da noi comunque contestato, la giunta comunale di Forlì si muova nella massima trasparenza e maggiore volontà collaborativa con tutte le forze politiche e gli stessi cittadini, anzichè trincerarsi dietro un incomprensibile ‘muro contro muro’ che irrigidirebbe soltanto le posizioni”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.





