Niente “trucchi”: la petizione contro l’abbattimento degli alberi in Corso Diaz sia discussa in Consiglio Comunale!

“Un progetto che già la precedente Giunta comunale di Balzani aveva riposto nel cassetto a causa dell’ondata di critiche e che nuovamente è stato ritenuto inaccettabile da almeno 2329 cittadini che hanno firmato liberamente un’apposita petizione non può essere oggetto di valutazione solo della Giunta, ma deve essere argomento di confronto politico in Consiglio Comunale”: questo l’appello lanciato dai due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini, in merito all’annosa vicenda del progetto di riqualificazione di corso Diaz che prevede l’abbattimento di circa 15 alberi bagolari.

“Riteniamo intollerabile come il Comune stia interpretando il regolamento in modo discutibile ed a proprio vantaggio per gestire nelle segrete stanze della Giunta la petizione sugli alberi i cui primi firmatari hanno chiesto esplicitamente che venisse trattata in Consiglio Comunale, il  Movimento 5 Stelle  non potrà tollerare in silenzio questo espediente che vorrebbe essere “furbo” ma che in realtà mette a nudo soltanto una fortissima prepotenza politica. Ci muoveremo in ogni sede e con qualsiasi azione necessaria affinché prevalga il diritto dei 2329 cittadini firmatari della petizione a farsi ascoltare e si arrivi ad un voto in consiglio comunale dopo il necessario approfondimento e l’altrettanto auspicato dibattito, richiesto oltretutto anche da altri consiglieri comunali di maggioranza (Paolo Bertaccini, ndr)“: concludono i  consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Rinviato l’aumento di portata dell’inceneritore, ma in consiglio il PD vota contro la mozione “rifiuti zero” del M5S

Nello stesso giorno, mentre in Provincia veniva rinviata la decisione sull’aumento di portata dell’inceneritore di Hera, in Consiglio Comunale è stata messa ai voti la mozione del MoVimento 5 stelle Forlì volta all’approvazione del protocollo “rifiuti zero” [scarica testo], vero e proprio piano di gestione che punta ad “affamare” l’inceneritore, basandosi, tra l’altro, sull’introduzione della cosiddetta “tariffazione puntuale”.

La mozione è stata bocciata per appena un voto: anche se il Pd ha votato contro, vista l’assenza di vari consiglieri di maggioranza e l’astensione di un paio di essi, nonchè il voto favorevole “fuori linea” delle liste civiche di maggioranza “Noi con Drei” e “Con Drei per Forlì”, si è arrivati ad un risultato sul filo di lana… particolarmente significativa e degna di nota anche l’assenza dell’assessore Bellini, uscito dall’aula un istante prima che iniziasse il dibattito, con un tempismo perlomeno “sospetto”…

Il MoVimento 5 Stelle Forlì chiedeva di massimizzare entro il più breve tempo possibile la quota di raccolta differenziata, estendendo rapidamente il “porta a porta” a tutta l’area comunale; di far partire la realizzazione dei due impianti, compostaggio e recupero/selezione dei rifiuti, fondamentali per intercettare quei materiali riciclabili eventualmente sfuggiti alla raccolta differenziata; e l’attivazione di un centro di ricerca/riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, capace di fornire validi feedback alle imprese produttrici di oggetti e imballaggi e promuovere le buone pratiche di produzione, acquisto e consumo.

“Questo passaggio in aula è stato dirimente in materia di rifiuti ed il fatto che il Pd abbia votato contro, adducendo come unica motivazione che “la minoranza non può dettare la linea ed i tempi alla maggioranza” mette a nudo la vera tendenza in materia di questa amministrazione comunale. Il nostro giudizio sull’operato del Sindaco/Presidente della Provincia Davide Drei, in perenne conflitto di interessi, nel duplice ruolo di chi è chiamato da un lato a difendere la salute dei cittadini e dall’altro a decidere l’eventuale autorizzazione ad un aumento dei rifiuti bruciati, è totalmente negativo”, spiegano in una nota i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

“La strategia attendistico/dilatoria in materia di rifiuti ed il timore reverenziale con il quale il duo Drei/Bellini si è da sempre rapportato con il Pd di Bologna, la Regione ed il gruppo Hera ha mostrato oggi il suo vero volto; noi del M5S, al contrario, visti gli ormai certi rischi per la salute causati dalle emissioni di impianti urbani di incenerimento, siamo tra coloro che ritengono la figura del Sindaco autorizzata ed obbligata non soltanto a negare l’aumento dei volumi da incenerire ma anche, visto che la Costituzione stessa gli assegna questa competenza per motivi sanitari, ad impedire che l’inceneritore resti in funzione. Come abbiamo ricordato in campagna elettorale, esistono studi attestanti che i tassi di incidenza tumorale nel raggio di azione degli inceneritori sono decisamente più alti della media (il tasso di mortalità femminile è del 56% più alto rispetto all’atteso per le malattie cancerogene) con una tragica impennata relativa ai sarcomi dei tessuti molli (+900%); per non parlare degli studi congiunti sugli effetti inquinanti delle diossine, certificati e dibattuti anche recentemente a Forlì in un tavolo interistituzionale cui hanno partecipato tecnici di Comune, Provincia, Ausl, Arpa e Ordine dei medici… argomenti secondo noi più che sufficienti per spegnere non soltanto l’inceneritore di Hera ma anche quello per rifiuti ospedalieri di Mengozzi”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

Cognomi e nomi di chi ha votato contro e a favore della mozione (ricordatevene la prossima volta che andate a votare!)

11 contrari

Ancarani Valentina (PD)
Bertaccini Michele (PD)
Chiodoni Annalisa (PD)
Fiorentini Loretta (PD)
Freschi Massimo (PD)
Giulianini Sonia (PD)
Laghi Andrea (PD)
Maltoni Maria (PD)
Maretti Paride (PD)
Mazza Chiara (PD)
Zoli Massimo (PD)

10 favorevoli

Benini Simone (M5S)
Vergini Daniele (M5S)
Bertaccini Beatrice (Forza Italia – centro destra)
Biondi Lauro (Forza Italia – centro destra)
Ragni Fabrizio (Forza Italia – centro destra)
Mezzacapo Daniele (Lega Nord)
Avolio Daniele (Gruppo Misto)
Corvini Fabio (Gruppo Misto)
Bertaccini Paolo (Con Drei per Forlì – centro sinistra)
Peruzzini Mario (Noi con Drei – centro sinistra)

4 astenuti

Ragazzini Paolo (PD)
Zanetti Lodovico (PD)
Casara Paola (Noi Forlivesi – centro destra)
Minutillo Davide (Fratelli d’Italia – centro destra)

non presenti in aula

Burnacci Vanda (Forza Italia – centro destra)
Catalano Marco (Forza Italia – centro destra)
Bandini Enzo (PD)
Castellucci Patrizia (PD)
Gentilini Tatiana (PD)
Sansavini Luigi (PD)
Zanotti Jacopo (PD)

Aggiornamento: l’assessore Bellini che ieri se n’è andato quando si discuteva la mozione “rifiuti zero” nel suo Comune, oggi con “grande coerenza” partecipa ad un convegnno su “rifiuti zero” a Firenze… siamo allibiti!

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Rifiuti Zero, un obiettivo importante: Forlì, come San Francisco, città senza rifiuti!

Non solo convegni nazionali ed iniziative di sensibilizzazione contro l’inceneritore, i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini, continuano la battaglia in Municipio chiedendo alla giunta comunale di attivare al più presto in città un piano “Rifiuti Zero” che, oltre ad “affamare” gli inceneritori rendendone inutile la presenza stessa, preveda, tra i suoi punti salienti, l’introduzione della cosiddetta “tariffazione puntuale” e la realizzazione di due impianti, rispettivamente di compostaggio e recupero/selezione dei rifiuti, fondamentali per intercettare anche quei materiali riciclabili eventualmente sfuggiti alla raccolta differenziata.
Più nel dettaglio, i pentastellati chiedono la rapida introduzione di quei sistemi di tariffazione che, facendo pagare le utenze in base all’effettiva produzione di rifiuto indifferenziato, premiano il comportamento virtuoso dei cittadini più selettivi e li indirizzano nel tempo verso acquisti sempre più consapevoli e meno inquinanti. Centrale nel progetto del M5S di Forlì è la realizzazione di un impianto di recupero/selezione dei rifiuti che consenta di individuare ulteriori materiali riciclabili sfuggiti alla raccolta differenziata, impedendo altresì ad eventuali rifiuti tossici di finire, per errore, in discarica o all’incenerimento.
Complementare a questo impianto è poi quello di compostaggio, in grado di stabilizzare l’inevitabile frazione organica residua.
Il MoVimento 5 Stelle Forlì chiede anche l’attivazione di un centro di ricerca/riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, capace di fornire validi feedback alle imprese produttrici di oggetti e imballaggi (puntando al raggiungimento della cosiddetta “Responsabilità Estesa del Produttore”) e promuovere le buone pratiche di produzione, acquisto e consumo.
“La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non è la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità, chiamata a collaborare in un passaggio chiave per l’attuazione della sostenibilità ambientale. La strategia Rifiuti Zero va ben oltre il semplice riciclaggio dei materiali: innescata dalla raccolta porta a porta, diviene a sua volta “il trampolino di lancio” per un più esteso percorso di consapevolezza, capace di contribuire in modo concreto alla difesa dell’ecosistema e dell’intero pianeta.”, ricordano i due consiglieri comunali del M5S Forlì.
C’è un obiettivo strategico dichiarato? Si, l’azzeramento entro il 2020 dei rifiuti nella città di Forlì! Queste idee/proposte sono contenute in una specifica mozione [scarica testo], presentata dai consiglieri 5 Stelle al sindaco Davide Drei ed al presidente del consiglio comunale Paolo Ragazzini già dallo scorso gennaio, che si spera sarà discussa a breve in consiglio.

 

TARI, l’M5S chiede al Comune di sganciarsi da Hera

La riscossione della Tari, attualmente affidata ad Hera, costa al Comune di Forlì oltre 500mila euro all’anno.
“Troppi! Soldi dei cittadini, che potrebbero essere impiegati in modo migliore se l’amministrazione comunale decidesse di sostenere il servizio con una gestione interna, in house”: spiegano i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 stelle di Forlì che sottolineano l’evidente risparmio di denaro pubblico che si verrebbe a creare.

I due “pentastellati” hanno già proposto nei mesi scorsi al Consiglio Comunale una mozione per prevedere la riscossione della Tari non più in appalto esterno ma affidata alla gestione interna al Comune come già avviene in altre città a noi vicine. Visto che 7 dei 15 Comuni dell’Unione della Romagna Forlivese (Bertinoro, Meldola, Predappio, Santa Sofia, Galeata, Civitella di Romagna, Premilcuore) hanno costituito a partire dal 1 gennaio 2015 l’“Ufficio Tari Unico Associato”. Per la cronaca, la cifra complessivamente spesa con Hera negli anni 2013/2014 dai sette comuni era pari a 816.000 euro.

“Forlì – insistono Daniele Vergini e Simone Benini – potrebbe costituire uno specifico ufficio Comunale o associarsi al già esistente Ufficio Associato Unico. Il Comune di Forlì, che dal 2000 al 2013 non aveva più gestito direttamente la riscossione di Tia e Tares per carenza di risorse interne, anche per il 2014 ha scelto di delegare ad Hera la riscossione della Tari, ma questo esborso così elevato a tutto vantaggio della multiutility non è più sopportabile, visto le ristrettezze di bilancio e i minori trasferimenti statali che anche a Forlì si incominciano a far sentire”.

“Questa è una decisione assolutamente antieconomica. Mentre l’Ufficio Associato sta producendo benefici effetti che si traducono, a conti fatti, in un risparmio netto pari al valore dell’aggio in precedenza dovuto al gestore”: puntualizza Benini.

E dei buoni frutti che questo Ufficio Associato può dare si dicono convinti anche i sindaci del Pd (di Predappio e Bertinoro) e del centrodestra (Zattini di Meldola che prevede un risparmio del 50% sulle spese sostenute quando il servizio di riscossione era affidato ad Hera).
“Il passaggio a una gestione diretta o associata è una soluzione politicamente trasversale, dunque e nessuno potrà accusarci di sostenere proposte strumentali o di parte”: aggiungono i due esponenti del Movimento 5 stelle di Forlì.

“Chiediamo al Comune di Forlì di muoversi in due direzioni: innanzitutto studiare e sviluppare una ristrutturazione dei suoi uffici interni che veda la creazione di un apposito Ufficio riscossione Tari, ufficio di cui possano, a fronte di ulteriori risparmi ed assunzione di personale qualificato, usufruire anche i Comuni dell’Unione non ancora associati a Bertinoro; alternativamente proponiamo che anche il Comune di Forlì aderisca al già citato Ufficio Tari Unico Associato di Bertinoro”: conclude Vergini.

 

Lotta agli inceneritori: ci siamo e ci saremo, basta con gli annunci, è l’ora dei fatti!

“Due sono gli aspetti che evidenziano le responsabilità oggettive e la debolezza politica degli amministratori comunali di Forlì (da Balzani e Drei, uniti dall’assessore Bellini): i camini sempre accesi degli inceneritori di Hera e Mengozzi e la raccolta porta a porta al rallentatore e incompleta. Ecco perchè riteniamo soltanto ‘fumo negli occhi’ la loro partecipazione alle iniziative contro gli inceneritori che si sono svolte in città, compresa l’ultima di sabato in piazza Saffi”: questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, comunque presenti alla manifestazione organizzata dal comitato “No Inceneritori Forlì-Romagna”, che ha visto la presenza nelle fila del pubblico dell’assessore Bellini e del sindaco Drei.

“La lotta agli inceneritori ed agli agenti inquinanti sprigionati dai loro camini è nel nostro DNA: diossine, furani, PCB che inquinano acqua, aria, suolo e avvelenano la nostra salute; nello stesso tempo siamo però costretti a denunciare la grave responsabilità degli amministratori locali e dello stesso Bellini, che avendo ricevuto le deleghe all’ambiente già nella precedente giunta Balzani, non si è attivato, quando era possibile (già dal 2012), per creare un gestore diverso, pubblico, “in house”, ed ha invece seguito la strada che da Atersir ha portato direttamente ad Hera, con tutto quello che ne è conseguito: un sistema di porta a porta non capillare, che, anziché economicamente vantaggioso come accade in tutto il mondo, è assolutamente non competitivo”.

“La giunta Drei non è credibile – aggiungono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì – quando afferma di fare il possibile contro gli inceneritori e a tutela della salute del cittadino: la lettera inviata al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all’assessore regionale alle Politiche ambientali Paola Gazzolo, tardiva e fumosa, chiede di costituire un gruppo di lavoro “misto e ampio” che non potrà mai deliberare entro il termine richiesto: il mese di aprile.
La Regione Emilia-Romagna non si è neppure mossa, a differenza di altre anche a noi vicine (Lombardia, Marche e Veneto), per impugnare il decreto Sblocca Italia che alla voce “ambiente” porta avanti, in merito alla politica di gestione rifiuti, tutte le strategie già messe in piedi dal governo di Enrico Letta; nel futuro dell’Italia immaginata da Renzi i rifiuti viaggeranno da nord a sud e saranno smaltiti non solo negli inceneritori già attivi, come quello di Forlì, ma anche in impianti nuovi che saranno realizzati nei prossimi anni”.

“E’ il peccato originale di questa amministrazione, che si muove nel solco della continuità del PD, partito che detiene il pacchetto di maggioranza e propina ai cittadini un sistema di raccolta porta a porta con un’anomalia insopportabile: il fatto di essere affidato ad Hera, che, in quanto gestore anche dell’inceneritore, ha interesse a mantenere i costi della raccolta particolarmente alti, in modo tale che recuperare il materiale differenziato sia più oneroso che incenerirlo”: insistono Daniele Vergini e Simone Benini.”

E poi un’ultima considerazione: “nutriamo il massimo rispetto per i cittadini che a vario titolo ed in varie associazioni lottano contro gli inceneritori, ma, a questo punto, è anche giusto chiedersi se non corrano il rischio di essere in qualche modo strumentalizzati in eventi che vedono costantemente la presenza degli stessi amministratori che hanno consegnato alla città questa situazione.

E’ giusto chiedersi se non si offra un sostegno ed una legittimità politica agli esponenti di un’amministrazione comunale che, per voce del suo assessore all’ambiente, parla di società post-incenerimento ma contemporaneamente di tempi lunghi per lo spegnimento dell’impianto Hera, che non si è mai attivata sul controllo a ciclo continuo delle matrici ambientali, vegetali e animali del territorio contaminate dalle diossine, che non ha mai chiesto l’attivazione di un necessario biomonitoraggio del latte materno (per mappare le zone più inquinate del territorio forlivese) e che non ha mai sollecitano gli organismi statali a ratificare la convenzione di Stoccolma (sottoscritta nel 2001 ed entrata in vigore nel 2004) che prevedeva il divieto di produzione e d’immissione nell’ambiente di inquinanti tossici e persistenti come le diossine…

A nostro parere è necessario prendere le distanze da questi politici; c’è invece bisogno di una sincera rivoluzione collettiva lontana da ogni strumentalizzazione partitica. Siamo convinti che la battaglia si vinca passando ai fatti, modificando le leggi e chiedendo agli amministratori di pronunciarsi senza tentennamenti sul tema, chiedendo conto delle politiche ambientali ad Hera; il Pd non è in grado di farlo, spaccato com’è in due o più parti a livello locale, regionale e nazionale!”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

 

“Cenere sul cielo, veleno sulla terra” questo week end la conferenza del M5S Forlì dedicata al problema dell’incenerimento

Il Movimento 5 stelle di Forlì ha promosso il primo forum nazionale sul problema dell’inquinamento generato dagli inceneritori. Eloquente il titolo dell’evento: “Cenere sul cielo. Veleno sulla terra”. Una “due giorni” di convegni che si terrà il 28 e 29 marzo 2015 nella sala San Francesco in via Marcolini dalle 15 alle 19. Allo stesso tavolo: esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni di tutela dell’ambiente ed esponenti del Movimento 5 stelle della Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia, i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media e solo per gli effetti “acuti” dell’inquinamento dai 2 ai 3 anni di vita; secondo l’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria in Europa, pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente, la Pianura Padana resta la zona peggiore d’Europa insieme all’area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).

“Secondo le norme giuridiche di molti paesi diossine e furani sprigionati dai camini degli inceneritori sono agenti cancerogeni riconosciuti. In Italia i limiti di legge che regolano la presenza di diossine e furani nell’aria, nell’acqua e nel terreno sono inadeguati a circoscrivere il problema e non sufficientemente cautelativi della salute umana; già il fatto di parlare di limiti è di per sé comunque improprio, non esistendo per le diossine una soglia garantita di sicurezza in quanto sostanze con effetti nocivi anche a livelli minimi di esposizione per le quali già il cosidetto livello di concentrazione di base nella popolazione è dimostrato aumentare il rischio di cancro”: spiegano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del M5S di Forlì, che interverranno al convegno.

I parlamentari “pentastellati” della Commissione Ambiente invitati a Forlì, città che ospita ben due inceneritori, potranno aggiornare l’opinione pubblica sulla possibilità di modificare le leggi che regolano la presenza di diossine e furani nell’aria, nell’acqua e nel terreno e spiegheranno perchè i governanti del nostro Paese non hanno ancora ratificato la convenzione di Stoccolma, accordo secondo il quale gli Stati aderenti devono prendere misure atte ad eliminare, se possibile, o quantomeno a minimizzare tutte le fonti di diossine.

“E’ assurdo che ancora oggi l’industria ricavi più dalla combustione dei rifiuti che dal loro corretto smaltimento o dalla loro riduzione: i principi economico ed ecologico di questo sistema è dissennato e le sostanze prodotte dalla combustione, filtri o non filtri e nonostante le rassicurazioni delle multiutilities dei servizi pubblici come Hera, sono altamente tossiche. Non basta più circoscrivere la protesta nell’ambito della cittadinanza forlivese o comunque delle singole “province con inceneritore”! Abbiamo promosso questa iniziativa su scala macro regionale perchè il problema si riverbera in un’area omogenea ben più ampia e attendiamo risposte non solo dalla politica locale, costantemente sottomessa alle ‘centrali di potere’, ma anche e soprattutto da quella nazionale”: concludono Daniele Vergini e Simone Benini.

Alla “due giorni” parteciperanno tra gli altri Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo e membro dell’ISDE Italia (associazione medici per l’ambiente e Medicina democratica); Natale Belosi, esperto di gestione integrata dei rifiuti; Federica Daga, parlamentare M5S della commissione ambiente alla Camera.

Vai ai video del convegno

Scaletta degli interventi: Continue reading…

 

No al potenziamento dell’inceneritore Mengozzi: “faremo sentire la nostra voce in Provincia”

Giovedì 12 marzo 2015 alle ore 9:30, nella sede della provincia di Forlì-Cesena in piazza Morgagni, si terrà la prima riunione della conferenza dei servizi per decidere che procedure amministrative adottare in relazione al progetto di “modifiche gestionali” e “potenziamento trattamento fumi” presentato dalla società Mengozzi gestore dell’omonimo inceneritore di rifiuti speciali/ospedalieri.
La ditta, con la Via (valutazione impatto ambientale) già presentata durante l’istruttoria pubblica tenutasi nei locali della Provincia di Forlì nel  maggio 2014, ha chiesto “di aumentare la capacità oraria di kg inceneriti di ben 1000 kg/h passando dagli attuali 4000 ai desiderati 5000 kg/h”.

“E’ un copione che ricalca pari pari quello che, nel 2006, permise allo stesso inceneritore di passare dalle 16000 t/anno alle 32000 t/anno: anche allora, infatti, si chiese, e tranquillamente si ottenne, l’autorizzazione a “raddoppiare” da 2000 a 4000 kg/h la quantità di rifiuti inceneriti”: osserva in un comunicato stampa il Movimento 5 stelle di Forlì.

Il 12 marzo è prevista una mobilitazione del M5S di Forlì che lancia un appello a simpatizzanti e cittadini, indipendentemente dal colore politico, ad “esprimere civilmente ma con ferma decisione il proprio dissenso contestando scelte dannose per la salute pubblica dei cittadini” e partecipando alla lotta.

La presenza contemporanea di ben 2 inceneritori (Hera e Mengozzi) che continuamente “sparano” sulla testa dei cittadini forlivesi tonnellate di nanopolveri e diossine mette a grave rischio oltre al nostro ecosistema anche e soprattutto la salute pubblica: sempre più ricerche evidenziano in maniera inequivocabile il rapporto esistente tra i “cosiddetti termovalorizzatori” e l’aumento dei casi di cancro e  patologie respiratorie tra le fasce di popolazioni più esposte.
Giovedì mattina gli attivisti del M5S daranno vita nella piazzetta Morgagni, di fronte all’ingresso della Provincia, ad un flash mob di protesta.
Oltre a questa necessaria protesta in forma diretta, il Movimento 5 stelle di Forlì ha in fase di elaborazione un evento nazionale intitolato “cenere sul cielo, veleno sulla terra” dedicato all’inquinamento da inceneritori che si terrà il 28 e 29 marzo in città ed al quale parteciperanno esperti, medici oncologi di chiara fama ed esponenti del Movimento soprattutto dell’area Padana (la zona più inquinata d’Italia e, in termini di qualità dell’aria, la peggiore d’Europa assieme all’area più industrializzata della Polonia), un vasto territorio che – come recentissimi studi dimostrano – a causa dell’inquinamento ad ogni abitante fa perdere  da 2 a 3 anni di vita  in media.

“A nostro parere non esistono inceneritori sicuri perchè anche quelli dotati dei più moderni e sofisticati sistemi di filtraggio e di abbattimento delle emissioni riescono a trattenere soltanto una parte del particolato prodotto dalla combustione, ovvero il PM10 e PM5. Ma non esistono filtri o sistemi in grado di captare e bloccare le particelle più insidiose per la salute umana, che vanno dal PM 2,5 fino al PM 0,01, granulometrie specifiche proprio degli inceneritori. Micro e nanoparticelle inorganiche composte da metalli pesanti eventualmente combinati con altri elementi riescono, attraverso gli alveoli polmonari, a passare direttamente nel sangue diffondendosi per tutto il corpo”: commenta in una nota il Movimento 5 stelle di Forlì.

Foto del flash mob:

 

Daniele Vergini e Simone Benini (M5S): “Comune di Forlì sia Ogm Free”

“Il Comune di Forlì si dichiari Ogm-free e faccia valere iil principio di tutela dell’ambiente oltre a quello della salute umana”: con questa richiesta i consiglieri Comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – che hanno presentato, già ad inizio gennaio, una mozione di “Salvaguardia del territorio comunale dalla coltivazione di organismi geneticamente modificati” – chiedono alla giunta di adottare al più presto misure di contrasto a possibili future richieste di autorizzazione per la coltivazione di prodotti Ogm, garantendo invece la biodiversità degli ecosistemi locali e le produzioni di qualità che il territorio esprime per sua natura e tradizione.
“La nostra mozione è già stata rinviata una volta su richiesta della maggioranza per permettere loro ulteriori approfondimenti, e nel frattemo il Comune di Forlì – aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini – ha aderito all’associazione nazionale Comuni virtuosi, che riconosce come prioritari i temi ambientali, sarebbe quindi una macroscopica incongruenza se bocciassero la nostra mozione che si muove nell’alveo di queste priorità e vuol far valere il “principio di precauzione” visto che ad oggi non vi è la certezza scientifica che gli organismi Ogm siano innocui per la salute umana e per l’ambiente. Chiediamo venga imposto il divieto di impiego di organismi geneticamente modificati sul territorio comunale e chiediamo anche sia inibita la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche”: aggiungono i consiglieri.
La richiesta espressa dal Movimento 5 stelle di Forlì è, tra l’altro in linea con una mozione simile già approvata dal Parlamento Italiano e con il parere dei tre quarti delle Regioni italiane che si sono già dichiarate “libere da Ogm”. In forza di alcune considerazioni di tutela ambientale: “La quantità di acqua necessaria alla coltivazione di prodotti Ogm, enormemente superiore alle colture tradizionali e la grande quantità di pesticidi usata per coltivarli e che alla fine della catena alimentare ci ritroviamo nel piatto”.
“Si tratta di passare dalla parole ai fatti”: incalzano Daniele Vergini e Simone Benini i due “pentastellati” chiedono che il sindaco Drei, nella sua veste di autorità sanitaria locale, si dichiari pronto, in caso di necessità, ad emettere una ordinanza urgente anti Ogm con efficacia estesa a tutto il territorio comunale, che in accordo con la giunta si verifichino la disponibilità dei Comuni limitrofi ad attivarsi congiuntamente, anche attraverso la promozione in sede di Unione dei Comuni, Provincia e Regione e che si faccia richiesta al governo Renzi per mettere in atto tutte le possibili azioni volte all’adozione della clausola di salvaguardia.
“Nella nostra mozione – concludono i consiglieri Comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – c’è anche un’altra proposta a nostro parere molto importante: che si introduca nei servizi di ristorazione collettiva informazione precisa sull’eventuale presenza di Ogm negli alimenti somministrati e a garantire che nei bandi di gara l’utilizzo di prodotti no Ogm costituisca titolo preferenziale per l’aggiudicazione. Chiediamo infine che il Comune attui una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo e alla spesa consapevole di prodotti tradizionali e locali di qualità”.

 

Hera certifica il disagio ambientale con l’ennesimo bluff

La convenzione tra Hera Ambiente ed il Comune di Forlì, relativa al riconoscimento di un disagio ambientale dovuto all’inceneritore di via Grigioni, prevede, per i prossimi sette anni, un “indennizzo economico” che la ‘multiutility’ Hera dovrà versare al Comune.
Questa paradossale convenzione, da un lato certifica che l’inceneritore inquina, dall’altra non propone minimamente la risoluzione del problema.
Il contributo economico riconosciuto a titolo di risarcimento è di 8,00 € per tonnellata di rifiuti incenerita (120.000 tonnellate/anno) a partire dall’ anno 2014 e fino al termine della Convenzione nel 2020: 960.000 €/anno; a questa cifra, come se non bastasse, si aggiungerà un’ indennità una tantum di 700.000 € che porterà il risarcimento totale, nei 7 anni considerati, a circa 7.420.000 €.
Il M5S denuncia questo scandalo perchè il disagio ambientale (parole dolci usate per smorzare il drammatico danno alla salute) non si annulla con il riscatto del denaro, ma con la chiusura immediata dell’inceneritore che è la fonte stessa del problema; un Comune serio, inoltre,  non dovrebbe accettare milioni di euro per un baratto vergognoso che riguarda la salute di tutti noi!
Questa convenzione è solo una banale e pubblicitaria “partita di giro”, realizzata con una parte dei soldi prelevati in bolletta ai cittadini: quella parte di “guadagno puro”, che rimane dopo aver pagato stipendi, azionisti e costi d’esercizio, viene semplicemente dirottata verso un altro degli “Enti PD”. Con bollette meno pesanti questi soldi, sarebbero almeno rimasti da subito nelle tasche dei forlivesi, evitando flussi di denaro farsa.
Evitare la riscossione di 7.420.000 €  “sgonfiando” le bollette, produrrebbe un risparmio di circa 150 € per ogni famiglia forlivese.
La scrittura privata di Hera Ambiente e Comune di Forlì non porta soldi nelle tasche dei forlivesi, non risolve i problemi del disagio ambientale e non prospetta la demolizione dell’inceneritore.

Movimento 5 Stelle Forlì

 

Inceneritore Mengozzi: Non è più tempo di aumenti… E’ ora di chiudere!

inceneritore1“Con la presentazione della VIA (valutazione impatto ambientale), presso l’istruttoria pubblica tenutasi nei locali della Provincia di Forlì, la ditta Mengozzi SpA ha chiesto per il suo impianto non solo “modifiche gestionali e potenziamento trattamento fumi” ma, contestualmente, anche “di aumentare la capacità oraria di kg inceneriti di ben 1000 kg/h (dagli attuali 4000 ai desiderati 5000 kg/h)”. Il copione ricalca pari pari quello che, nel 2006, permise allo stesso inceneritore di rifiuti speciali di passare dalle 16000 t/anno alle 32000 t/anno: anche allora, infatti, si chiese, e tranquillamente si ottenne, l’autorizzazione a “raddoppiare” da 2000 a 4000 kg/h la quantità di rifiuti inceneriti. E oggi, nello specifico, si afferma che questo aumento di 1000 kg/h non inciderà sulla portata annua dei rifiuti, mantenuta identica alla attuale!!! Vi sembra possibile?!” A lanciare l’accusa è il Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Va ricordato agli amministratori titolati a decidere – continuano i pentastellati – che questa VIA, una volta approvata, andrà a sostituire completamente l’attuale, dove il limite insuperabile è esplicitamente dichiarato in 32000t/anno di rifiuto speciale incenerito. Nella nuova VIA, invece, sembra che questo limite massimo non sia  più specificato e sembra che si parli solo di portata oraria (5000 kg/h), basta moltiplicare 5000 per 24 e per 365 per capire come la potenzialità massima, al lordo dei fermi macchina, potrebbe in linea teorica raggiungere i 5000x24x365 = 43800000 kg/anno, (43800t/anno), davvero un bell’aumento (136,875%)!!! Naturalmente questo porterebbe ad un maggiore introito dovuto alla maggiore produzione di energia incentivata tramite le sovvenzioni pubbliche CIP6 per le fonti di energia “assimilate” alle rinnovabili; ancora una volta, quindi, una operazione dove il pubblico procura ricavi ad un privato: è ora di finirla, una amministrazione pubblica deve portare ricavi e vantaggi esclusivamente ai suoi cittadini!

Nel caso la valutazione di impatto ambientale venisse malauguratamente accolta, il mancato cambio di strategia politica (tanto sbandierato come necessario… ma solo a parole) finirà inevitabilmente per ritorcersi sulla credibilità delle attuali amministrazioni Regionali e Provinciali. Dire finalmente un NO significherebbe invece cogliere una ghiotta occasione per trasferire la “moderna politica del rifiuto zero” anche sui rifiuti speciali degli ospedali, “togliendo finalmente carburante” ad un inceneritore altamente inquinante.

Noi del Movimento 5 Stelle di Forlì, consci che le possibilità tecniche e le conoscenze scientifiche per attuare una strategia di riduzione del rifiuto (che ponga i presupposti per raggiungere i rifiuti zero prima del 2020) sono presenti e attuabili da subito, basta volerlo! Siamo assolutamente contro ogni forma di incenerimento (a maggior ragione se “fatta passare come valorizzazione del rifiuto”).

Per far giungere il nostro disappunto alla cittadinanza abbiamo creato un piccolo flash mob, proprio di fronte all’ingresso della Provincia, nella piazzetta dedicata all’illustre concittadino Morgagni, rappresentativo della drammatica situazione in cui versa Forlì: la presenza contemporanea di ben 2 inceneritori (Hera e Mengozzi) che continuamente “sparano” sulla testa dei cittadini tonnellate di nanopolveri, portando ad un evidente aumento di patologie (come appurato da tantissimi studi… non ultimo il progetto moniter).”

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