Replica al comunicato stampa del Comune

Il comunicato stampa inviato alle agenzie da un Comune di Forlì in evidente stato di fibrillazione, in replica alla nostra segnalazione al Prefetto ed al Ministero dell’Interno, datata 5 gennaio, sulla mancata nomina del Segretario Generale Comunale, non soltanto è fuorviante e non chiarisce alcunché, ma merita di essere rigettato al mittente per la pretestuosità dell’assunto, l’omissione di alcuni elementi essenziali della vicenda ed il non richiesto appello al senso di responsabilità istituzionale. Un senso di responsabilità che ci ha invece guidato nella nostra iniziativa e ci ha permesso di portare alla luce una vicenda altrimenti rimasta affogata nel silenzio”: replicano i consiglieri comunali di Forlì del M5S, Daniele Vergini e Simone Benini . “Il comunicato – scrivono i due pentastellati – omettendo finanche il nome del dottor La Forgia, non chiarisce le motivazioni di un ritardo inspiegabile e politicamente rimarchevole nella nomina di una figura così importante”.

La procedura di nomina del nuovo Segretario Comunale non è iniziata con le dimissioni della Segretaria Comunale uscente Dott.ssa Campidelli, bensì, è stata avviata dal Sindaco Drei dopo le elezioni, precisamente in data 24/7/214 con lettera protocollata n. 58366/14, secondo l’unica e legittima procedura di legge specificata dalla circolare dell’Agenzia Nazionale dei Segretari Comunali n.150/99; da tali evidenze, leggendo pedissequamente la norma, il Sindaco avrebbe dovuto, nel termine di 120 giorni dal suo insediamento e quindi non oltre il 25 settembre 2014, nominare un nuovo Segretario Comunale iscritto regolarmente all’Albo Nazionale (art. 15, comma 2, del D.P.R. n. 465/1997), cosa purtroppo non avvenuta!

Il legittimo dubbio è quindi che non siano state rispettate le procedure amministrative tassativamente stabilite dalla norma statale, sostituendole con atti non congruenti; i Consiglieri 5 Stelle si sono pertanto sentiti in dovere di attivarsi nelle sedi opportune affinchè si potesse fare celermente chiarezza su atti da loro ritenuti illegittimi.
“In attesa degli accertamenti e delle determinazioni da parte delle competenti autorità adite (Prefetto e Ministero dell’Interno), si invitano gli “estensori” del comunicato stampa inviato a nome del Comune ad astenersi da affermazioni lesive del ruolo istituzionale dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, che in quanto eletti, sono portatori degli interessi dei cittadini”: replicano i pentastellati.

“Nel frattempo ricordiamo che, in questo periodo di reggenza temporanea, un dipendente comunale come il dottor La Forgia, in ruolo subalterno all’istituzione e non soggetto terzo come vorrebbe la legge, ha potuto fornire un parere a noi avverso in materia di rotazione del capogruppo! Questa è la vera strumentalizzazione politica che abbiamo subito sulla nostra pelle e non accettiamo lezioni di democrazia e di osservanza alle norme istituzionali da questa Giunta che a tutt’oggi non ha certo brillato per i suoi provvedimenti, semmai per la sua inerzia”: concludono i consiglieri comunali di Forlì del M5S, Daniele Vergini e Simone Benini.

 

La Giunta Drei governa senza un legittimo Segretario Generale!

10904146_1575808659297552_775598632_n“Il Comune di Forlì si trova in aperta violazione di una norma di legge: il Sindaco non ha disposto la nomina, in sostituzione dell’attuale reggente Dott. La Forgia, del titolare nel ruolo di Segretario Generale Comunale, entro i centoventi giorni massimi previsti dalla data del suo insediamento. I termini sono scaduti e nel frattempo lo stesso La Forgia è stato chiamato a dirimere, a nostro parere in maniera incongrua, parziale e soggettiva, la questione “rotazione del capogruppo” all’interno del gruppo consiliare M5S. Su questa irregolarità della giunta Drei, oltre ad aver informato il Ministero dell’Interno, abbiamo relazionato alla Prefettura di Forlì, sollecitandone l’intervento e non escludendo ulteriori verifiche e prosecuzioni in altra sede di diritto”: con queste parole Daniele Vergini e Simone Benini, in qualità di Consiglieri Comunali di Forlì per il M5S, hanno commentato l’incontro avvenuto la mattina di lunedì 5 gennaio con il Dott. Antonio Giannelli.
“Dal 1 gennaio ci troviamo sicuramente di fronte ad una gravissima inadempienza nella regolarizzazione di ruoli previsti per legge che, se protratta sine die, potrebbe configurarsi come omissione in atti pubblici da parte del Sindaco. Si è altresì determinata in capo al Dott. La Forgia l’attribuzione di una responsabilità che, a nostro parere, doveva essere assegnata in tempo utile ad un Segretario regolarmente iscritto all’albo professionale, non essendo consentito a soggetti non aventi titolo di espletare tali funzioni a tempo indeterminato, in elusione alla specifica temporaneità delle funzioni di reggenza”: aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini nel comunicato inviato alla stampa dopo l’incontro, in cui lasciano intendere che il Ministero dell’Interno dovrebbe avviare l’iter per la nomina d’ufficio nel ruolo. “Quello di Forlì è attualmente l’unico caso in Italia di un Comune privo di Segretario Generale titolato a svolgere la funzione, sostituito da un vicario non iscritto all’albo e delegato al ruolo da più dei 120 giorni consentiti! Ci sembra una cosa incredibile e non tollerabile, vista l’importanza di questa figura garante della legalità e correttezza amministrativa” concludono i due pentastellati, che ne approfittano per tornare nuovamente sulla questione della mancata rotazione del capogruppo: “Stiamo contemporaneamente svolgendo verifica di legittimità sul parere fornitoci dal Dott. La Forgia”.

 

Sulla trasparenza il PD non ha le idee chiare! Vietate le riprese e successiva retromarcia! Delibera sulla trasparenza approvata solo a metà!

Lo scorso Consiglio comunale di martedì 6 ottobre è iniziato con una “surreale” comunicazione: essendo entrati in campagna elettorale non può essere trasmessa la diretta streaming e non è nemmeno possibile effettuare alcuna ripresa privata sullo svolgimento del Consiglio comunale! La “scusa” addotta è che per la par condicio non si può correre il rischio che pubblicità elettorali vengano introdotte nei video prodotti…(?!)

E’ comunque bastata la richiesta, inoltrata dal consigliere del M5S Vergini, di mettere per iscritto le motivazioni ed i riferimenti di legge, perchè in un paio di giorni il falso problema si sciogliesse come neve al sole: giovedì 8 ottobre è pervenuta al consigliere una comunicazione ufficiale del Segretario generale dove si ammetteva l’errore ed effettuando una totale retromarcia, dal prossimo Consiglio, si consentiranno nuovamente streaming e riprese, come sempre avvenuto in precedenza!

Ironia della sorte, ma forse non solo, tutto questo accadeva proprio nel giorno di approvazione della “Delibera trasparenza a costo zero”, documento preparato ad hoc dagli uffici comunali a seguito dell’adesione del sindaco Drei all’omonima iniziativa di Riparte il Futuro (iniziativa, quest’ultima, condivisa dal M5S immediatamente e al 100%, senza modifica alcuna, con l’applicazione ai suoi consiglieri anche della parte più stringente di essa: la Carta di Pisa!)

Dopo l’esposizione della Vicesindaco Zanetti ci è spiaciuto dover constatare che questa Amministrazione condivide la proposta originale solo al 60%… essendo stati disattesi ben 2 dei 5 punti su cui si fonda:
– Il tavolo per la trasparenza è previsto solo 1 volta all’anno contro i 2 mesi proposti (Riparte il Futuro dice testualmente “non basta un singolo evento all’anno”)
– Il codice etico “Carta di Pisa”, parte integrante della proposta, viene rifiutato e si procederà, non si sa bene quando, a crearne uno specifico e nuovo, basato sul codice di comportamento dei dipendenti comunali (?!)

Abbiamo presentato in sede consiliare 4 emendamenti, i N.1 e N.4 che che tentavano di inserire apposite correzioni relative ai due punti sopra sono stati bocciati, i N.2 e N.3 sono stati accettati ma contenevano modifiche di minore importanza. (clicca qui per scaricare gli emendamenti)

Ci chiediamo il perchè di tutte queste difficoltà visto che la Carta di Pisa è già stata adottata integralmente e senza problemi particolari da molti altri Comuni italiani: fra i più grossi Pisa, Padova, Siena, Massa, più tantissimi altri piccoli comuni fra cui il comune di Arcore, alla faccia e scusate la definizione chiaramente di parte, dello Psiconano

Sembra quindi evidente che non c’è stato il coraggio di andare fino in fondo, perdendo l’ennesima bella occasione di dare il buon esempio: sottoponendosi volontariamente ad obblighi aggiuntivi e stringenti si sarebbe mandato un importante messaggio culturale alla cittadinanza, fungendo da esempio anche per i comuni limitrofi.

Passa invece il messaggio di come sia facile e possibile “farsi belli” nei confronti di stampa e cittadini aderendo ad una iniziativa lodevole come questa, per poi soddisfarla solo a metà (o poco più)…

Il M5S, che non ha fatto mancare il suo voto favorevole per l’applicazione almeno dei 3 punti recepiti, non può contemporaneamente evitare di denunciare l’incoerenza di questa giunta sui punti più stringenti e “difficili da digerire” dell’accordo!

MoVimento 5 Stelle Forlì

Comunicati stampa e video precedenti:
Drei non firma la Carta di Pisa!
La Carta di Pisa, impegno anticorruzione difficile da “digerire”
“Riparte il Futuro” e Carta di Pisa, il M5S Forlì c’è! e il PD?!

 

Drei non firma la Carta di Pisa!

Finalmente al termine del consiglio fiume di martedì scorso (durato circa 5 ore!), dopo 2 mesi di attesa e 2 rinvii, abbiamo ottenuto risposta alla nostra interrogazione sulla Carta di Pisa; nell’indifferenza totale della maggioranza dei consiglieri, più interessati alla loro imminente cena che alla decisione del sindaco su di un tema così importante, la vicesindaco Zanetti ha avuto lo scomodo incarico di rispondere per conto del sindaco, anche lui assente.

Come temevamo la risposta non è stata positiva: Drei non firmerà la Carta di Pisa, ma un surrogato di essa: un diverso codice etico che verrà discusso in consiglio comunale partendo come base dal vigente codice di comportamento dei dipendenti comunali; quando questo avverrà non è dato saperlo, ma pare difficile che possa avvenire entro i 200 giorni promessi in occasione della consegna del “braccialetto bianco”, che, col passare del tempo, sta diventando sempre più grigio… Drei, che aveva accettato il braccialetto e fatto promesse in prima persona, avrebbe potuto aderire alla carta con un “atto del sindaco” (vincolando sostanzialmente solo se stesso), ma ha preferito lavarsene le mani e delegare la decisione al consiglio comunale che, viste le premesse, temiamo approverà un codice etico fortemente annacquato… L’annuncite renziana è a quanto pare contagiosa e Drei ne era portatore sano fin da prima delle elezioni…

La vicesindaco Zanetti ha sostenuto che “l’adozione della Carta di Pisa è solo una proposta” di Riparte il Futuro… mentre a noi non sembra proprio che sia questo lo spirito dell’iniziativa e chiederemo certamente l’opinione dei promotori, fra cui l’associazione Libera. Nel frattempo invitiamo i cittadini a farsi un’opinione leggendo la proposta completa ed in particolare il punto 3.

Perchè il sindaco ha aderito ad una iniziativa che sapeva di non poter/voler rispettare? Troppo facile accettare con enfasi, di fronte alla stampa schierata, il simpatico braccialetto bianco e successivamente, a riflettori spenti, guardarsi bene dall’aderire sul serio, senza se e senza ma, ai punti stringenti di questa Carta…

La corruzione oltre che uno dei principali freni all’economia del nostro paese, è, prima di tutto, un problema culturale che va combattuto al pari della mafia! E’ quindi necessario che gli amministratori per primi trasmettano alla cittadinanza messaggi positivi, attraverso l’esempio personale e l’accettazione volontaria di obblighi aggiuntivi: in questo caso possiamo certamente dire che una buona occasione è andata persa!

Da parte nostra, avendo aderito fin da subito alla Carta di Pisa, abbiamo la coscienza pulita e, nel rispetto di questo impegno, tenteremo con emendamenti presentati in sede di dibattito consiliare, di giungere ad un codice etico il più possibile simile alla Carta di Pisa, sperando in uno scatto di orgoglio della maggioranza del PD!

L’onestà tornerà di moda!

MoVimento 5 Stelle Forlì

Comunicati stampa e video precedenti:
La Carta di Pisa, impegno anticorruzione difficile da “digerire”
“Riparte il Futuro” e Carta di Pisa, il M5S Forlì c’è! e il PD?!

 

La Carta di Pisa, impegno anticorruzione difficile da “digerire”

Nel Consiglio Comunale di oggi, martedì 29 luglio, quando la seduta era ormai giunta al suo termine e stava per essere dichiarata chiusa, ha chiesto la parola il consigliere del M5S Vergini per chiedere lumi al Presidente ed al diretto interessato, il Sindaco Drei, sulla risposta promessa e dovuta da quest’ultimo riguardante l’adozione della Carta di Pisa. L’interrogazione che era prevista all’ordine del giorno è stata invece rinviata per la seconda volta…

L’iter della vicenda è stato il seguente:

Durante il Consiglio Comunale dell’8 luglio scorso abbiamo presentato una interrogazione a risposta immediata (question time) con riferimento all’adesione del Sindaco all’iniziativa anticorruzione del gruppo apartitico “Riparte il futuro” (sostenuto da associazioni come Libera, Gruppo Abele e altre) sancita dalla consegna di un simbolico braccialetto bianco ripresa con enfasi da tutta la stampa locale. Aderendo il sindaco si impegna a realizzare la “delibera trasparenza a costo zero” e, visto che al punto 3 di questo documento si parla esplicitamente dell’adesione alla Carta di Pisa, codice etico particolarmente stringente per amministratori e politici di cui condividiamo i principi, abbiamo ritenuto importante interrogare il Sindaco sulla sua effettiva intenzione di aderire specificatamente alla Carta di Pisa, sulla volontà di chiedere l’adesione anche ai suoi assessori e con quali modalità (atto del Sindaco, delibera di Giunta o delibera di Consiglio) si sarebbe concretizzata.

Trattandosi di question time la risposta, secondo il regolamento, doveva essere immediata ma il Sindaco, colto evidentemente in contropiede, ha deciso all’ultimo momento di derubricare (come sua facoltà) il question time a normale interrogazione, promettendo una risposta precisa nel successivo Consiglio visto che erano necessari approfondimenti, ha inoltre aggiunto che “il documento non fa parte dell’impegno adottato” (cosa assolutamente non vera per quanto detto sopra).

Nonostante l’evidente forzatura sui tempi abbiamo atteso fiduciosi 20 giorni fino al Consiglio odierno… l’interrogazione era stata inserita all’ordine del giorno ma qualche ora prima dell’inizio ci è stato comunicato che la risposta non era pronta nemmeno oggi e quindi non si sarebbe parlato della faccenda, che veniva rimandata “d’ufficio” al primo Consiglio di settembre.

Era troppo, non ci sembrava corretto ed il nostro consigliere ha chiesto la parola, facendo notare che un ulteriore slittamento al 9 settembre, giorno del prossimo Consiglio, avrebbe dato risposta all’interrogazione dopo circa  60 giorni (ben oltre il limite massimo di 30 giorni previsto all’art.43 comma 3 del TUEL, il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) ma anche e soprattutto che, al di là del regolamento, certi ragionamenti (a meno che il Sindaco non abbia aderito all’iniziativa “al buio”, senza sapere dell’impegno Carta di Pisa e per pura convenienza politica) andavano fatti PRIMA di accettare il simpatico braccialetto bianco, non dopo!!!

Le motivazioni fornite dal Presidente, che insisteva genericamente su come i tempi non fossero stati “sforati” per il semplice motivo che ci aveva comunicato lo slittamento, non potevano essere sufficienti; il Sindaco, presente, è intervenuto solo quando è stato direttamente interpellato dal nostro consigliere ma anche lui ha fornito una spiegazione vaga e lacunosa, tutta basata sulla necessità di tempo per accertarsi delle “implicazioni organizzative”… ma non poteva pensarci prima?

Era tardi, le ferie incombevano, la seduta si è chiusa e tutto è stato rimandato forzatamente a settembre…
Attendiamo fiduciosi…

Di seguito riportiamo i video di tutta la vicenda (dalla consegna del braccialetto ad oggi), che comprendono, anche una descrizione per esteso dei punti caratterizzanti la Carta di Pisa, alla quale tutto il gruppo consiliare 5 Stelle ha già aderito.

Comunicato stampa precedente: “Riparte il Futuro” e Carta di Pisa, il M5S Forlì c’è! e il PD?!

DV-questiontime-cartadipisa1

 

“Riparte il Futuro” e Carta di Pisa, il M5S Forlì c’è! e il PD?!

Nei giorni scorsi abbiamo appreso con piacere dell’adesione del Sindaco Davide Drei all’iniziativa di “Riparte il Futuro”, sancita dalla simbolica consegna di un braccialetto bianco riportata dagli organi di stampa.

Riparte il Futuro è un “gruppo di pressione” apartitico e trasversale, sostenuto da varie associazioni (Libera, Gruppo Abele ed altre) che si sono distinte per il loro impegno nell’ambito della trasparenza, dell’etica pubblica e del contrasto alle mafie. La campagna contro la corruzione lanciata in occasione delle elezioni comunali ed europee 2014 ha raccolto l’adesione di più di 532.000 cittadini, e recentemente Leonardo Ferrante, coordinatore della campagna, ha riconosciuto il ruolo di guida del M5S nazionale nella lotta alla corruzione in parlamento.

A livello comunale sono 76 le città dove è stato eletto un sindaco che ha aderito all’iniziativa, nell’area della Romagna solo Forlì e Bagnacavallo; aderendo gli amministratori locali si impegnano ad attuare entro 200 giorni una “delibera trasparenza a costo zero” che consiste in 5 punti:

  1. una anagrafe degli eletti (curriculum e compensi) più dettagliata e fruibile
  2. bilancio e dati delle partecipate pubblicati in una forma facilmente comprensibile ai cittadini
  3. adozione di un codice etico stringente (la Carta di Pisa)
  4. istituzione di una “tavola pubblica per la trasparenza” partecipata dalla società civile
  5. messa online dei dati sui beni confiscati alle mafie su un database unico nazionale

Ritenendo questa adesione molto importante, e riconoscendoci nei principi di questa iniziativa, uno dei nostri primi atti è stato quello di chiedere conferma al sindaco degli impegni presi e dei termini entro i quali si impegna ad attuarli. Sui termini abbiamo ricevuto conferma dei 200 giorni, mentre per quanto riguarda il dettaglio degli impegni abbiamo ricevuto una risposta un po’ “fumosa”: a nostra precisa interrogazione “question time” sull’adozione della Carta di Pisa il sindaco ha risposto che si tratta di un “documento che non fa parte dell’impegno adottato”, che sono necessari approfondimenti, e che ci verrà data una risposta precisa nel prossimo consiglio comunale.

Ad essere sinceri ci aspettavamo una risposta più netta… ma, in attesa di un chiarimento che speriamo arriverà nel prossimo consiglio del 29 luglio, tutti i 3 consiglieri del M5S Forlì hanno già aderito pienamente all’iniziativa, Carta di Pisa compresa, in linea con il modus operandi del MoVimento 5 Stelle di applicare prima a se stessi gli impegni richiesti ad altri

E il PD? cosa intende fare?!

Ricordiamo che la Carta di Pisa è un codice etico che contiene varie norme di buona politica che si sovrappongono in gran parte ai principi del M5S, ricordiamo fra i più importanti:

  1. No alle regalie per se stessi e parenti
  2. Dichirazione preventiva di qualsiasi conflitto di interessi e conseguente astensione in caso di votazione
  3. Divieto di cumulo delle cariche
  4. No ad attività lavorativa/professionale presso soggetti privati destinatari delle proprie decisioni come amministratore, nei 5 anni successivi
  5. Rendicontazione pubblica dei finanziamenti alla propria attività politica
  6. Rendicontazione pubblica dell’attività svolta
  7. Opposizione ad ogni modalità di reclutamento del personale amministrativo che non sia meritocratica
  8. Nomine presso enti e partecipate solo previa adesione alla Carta di Pisa
  9. Dimissioni in caso di rinvio a giudizio per corruzione, concussione, mafia, estorsione, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti

MoVimento 5 Stelle Forlì

Continue reading…

 

Case popolari ACER di via XXIV Maggio: sfratti, disagi e bugie

DSC_9177_3“A Forlì e in tutta la Provincia si sconta una vera e propria emergenza abitativa (al 2010 solo il 10% delle richieste di case popolari era stata soddisfatta) e tutta la Romagna continua a essere penalizzata sul fronte dell’edilizia sociale come emerge chiaramente negli ultimi bandi regionali rispetto all’Emilia. I nostri cittadini sono costretti ad affrontare vere e proprie odissee nell’iter di assegnazione degli alloggi e devono sopportare tante ingiustizie: la ripartizione degli alloggi fra stranieri e italiani è squilibrata (divise quasi al 50%); sono ancora troppo elevati i livelli di morosità e, per ultimo, segnaliamo anche un caso di mancata organizzazione che ha arrecato disagio a molte famiglie”. A lanciare l’accusa è il Movimento 5 Stelle di Forlì che porta ad esempio un caso in particolare.

Nel mese di dicembre 2012, in presenza del sindaco Roberto Balzani e dell’assessore al Welfare Davide Drei, sono stati inaugurati 40 alloggi a canone sociale per 126 abitanti, realizzati da ACER su mandato del Comune di Forlì in Via Fellini (civici 6, 8 e 10, area ex Foro Boario).

Un intervento di edilizia residenziale pubblica costato – come aveva riportato la stampa – ben 5 milioni di euro per realizzare unità residenziali in classe energetica B/C e quindi in teoria case che consentano un consumo ridotto.

Nello stesso periodo 2012/13, come è stato riferito dai diretti interessati, ACER ha sfrattato (anche “in malo modo”) gli inquilini dalle case di via XXIV Maggio i quali sono stati sistemati in nuove abitazioni con grossi problemi per tutti.

La motivazione “ufficiale” di questo trasferimento? La giustificazione era che le case di Via XXIV Maggio dovevano essere vendute.

“Ma oggi, a distanza di oltre un anno – aggiunge il Movimento 5 Stelle di Forlì – non solo quelle abitazioni non sono state vendute, ma non risultano neppure in vendita. Col risultato che, senza il quotidiano funzionamento di acqua, gas e pulizia di interni ed esterni, i fabbricati invenduti andranno incontro ad usura e deprezzamento… a questo punto gli inquilini potevano restare dov’erano riducendo il disagio al minimo! E’ questo l’esempio di welfare virtuoso di cui parla il candidato sindaco del centrosinistra?”.

 

Blitz antidemocratico della Giunta Errani sul Piano Rifiuti

La notizia che il nuovo piano regionale dei rifiuti approvato dalla Regione consentirà al nostro inceneritore di bruciare rifiuti da fuori regione, non ci sorprende.
Un piano regionale che è stato vergognosamente approvato senza alcuna discussione in Consiglio e nell’apposita Commissione, e che testimonia l’ennesimo colpo di mano della Giunta Regionale, che pur di mantenere in vita gli impianti di incenerimento in Emilia-Romagna non esita a mettere in silenzio le opposizioni come la dimissionata Sabrina Freda (assessore all’Ambiente regionale), rea di aver pubblicamente dichiarato che in regione nel 2020 sarebbero sufficienti solo 2-3 impianti contro gli 8 attualmente presenti.
Il forte legame politico-economico tra Hera spa e il PD regionale era stato uno dei motivi che aveva messo in rotta di collisione il sindaco Roberto Balzani con il suo partito. Continue reading…