Il M5S svela le bugie del Comune di Forlì sulla conferenza dei servizi di Mengozzi! Come sempre solo fumo negli occhi ai cittadini!

 “L’assenza del Comune di Forlì all’ultima seduta della conferenza provinciale dei servizi chiamata a pronunciarsi sul potenziamento del picco di incenerimento dell’impianto per rifiuti speciali ospedalieri Mengozzi  dagli attuali 4mila Kg/ora ai 5mila kg/ora equivale ad un vero e proprio parere positivo! Questo traspare dal rapporto ambientale redatto dalla conferenza dei servizi che include anche il famoso verbale di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi e che nessuno era riuscito prima d’ora ad ottenere, di cui riportiamo in stralcio le parti salienti:

 “Nell’ambito di tale seduta il Comune di Forlì, pur assente in conferenza, ha inviato una nota assunta al prot. n. 869/2016 a firma del Sindaco del Comune di Forlì e dell’Assessore Nevio Zaccarelli, in base ai contenuti della quale La Conferenza ha rilevato che:
…omissis…
non riporta alcun parere motivato
ai sensi della L. 241/90 …omissis… e pertanto non si può configurare come parere negativo o dissenso espresso in Conferenza ai sensi dell’art. 14-quater della L. 241/90 medesima; fermo restando che il progetto presentato da Mengozzi S.p.A. ha ricevuto tutti i pareri favorevoli di competenza del Comune di Forlì (urbanistico, edilizio, paesaggistico, patrimoniale)
…omissis…
ed in materia ambientale, il parere favorevole all’impatto ambientale delle emissioni in atmosfera nella seduta della Conferenza di Servizi del 31 agosto 2015 e il parere favorevole condizionato all’accoglimento dell’aumento di carico orario nella Conferenza di Servizi del 15 dicembre 2015.
…omissis…
Nel corso della Conferenza è pervenuta ad Arpae una nota (PGFC/2016/2496 del 24/02/2016) a firma dell’Assessore Comunale Nevio Zaccarelli, non delegato ad esprimere la volontà dell’Amministrazione Comunale …omissis… che non si configura come dissenso espresso in Conferenza dei Servizi.

L’aver motivato da parte del Comune di Forlì una contrarietà al progetto sulla base delle risultanze dello studio commissionato al Dipartimento di Ingegneria Civile Chimica Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna altro non è che una presa di posizione di facciata, per noi vero e proprio “fumo negli occhi”, che politicamente non risolve i termini della questione: l’inceneritore Mengozzi continuerà a bruciare a pieno regime con relativo aumento di carico orario”: questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, da anni sulle barricate in tema di tutela ambientale.

“Ora la palla passa alla giunta Bonaccini” – aggiunge il consigliere regionale del MoVimento 5 stelle Andrea Bertani. “Chiediamo che il Presidente non si limiti ad una semplice presa d’atto degli esiti della Conferenza di Servizi, che ha forzatamente ritenuto “nel complesso ambientalmente compatibile” l’aumento di portata, ma che tenga conto del fatto che “la Conferenza ha concordato sull’opportunità di inviare le note del Comune di Forlì alla Regione Emilia-Romagna, autorità competente all’approvazione della VIA, unitamente alla bozza di Rapporto Ambientale”. La Conferenza da una parte sconfessa il comune di Forlì, ma dall’altra passa la patata bollente alla regione: ora si apra una riflessione seria riguardo a tutte le criticità sollevate e al fatto che a Forlì esistono ben due inceneritori, non si possono abbandonare i cittadini esposti a così tante fonti di rischio.”

“Da anni – aggiungono i pentastellati – andiamo ripetendo che esiste un mix di responsabilità e debolezza politica degli amministratori comunali di Forlì (da Balzani e Drei, uniti dall’assessore Bellini) in materia di inceneritori Hera e Mengozzi. I tanti ritardi, i tanti silenzi non ci hanno mai tratto in inganno, e ricordiamo: la raccolta porta a porta al rallentatore, non capillare e incompleta, che, anziché essere economicamente vantaggiosa come accade in tutto il mondo è assolutamente non competitiva; l’aver sbagliato i tempi non cogliendo già nel 2012 l’opportunità di creare un gestore di rifiuti “in house” seguendo la strada che da Atersir ha portato direttamente ad Hera, con tutto quello che ne è conseguito i termini di costi insostenibili per la collettività; il non aver esercitato una seria pressione sulla giunta Regionale dell’Emilia-Romagna che, a differenza di altre Regioni a noi vicine (Lombardia, Marche e Veneto) non ha impugnato il decreto Sblocca Italia che prefigura un disastro ambientale senza precedenti e il non aver mai sollecitano gli organismi statali a ratificare la convenzione di Stoccolma che prevedeva il divieto di produzione e d’immissione nell’ambiente di inquinanti tossici e persistenti come le diossine”.

“La giunta Drei, come la precedente giunta Balzani, non è credibile quando afferma di fare il possibile contro gli inceneritori e a tutela della salute del cittadino… figuriamoci quando addirittura vorrebbe far credere di essere contraria agli inceneritori! Ecco perché riteniamo la loro partecipazione alle iniziative contro gli inceneritori che si sono svolte in città soltanto come “fumo negli occhi”. Mentre ben altro fumo, quello degli agenti inquinanti sprigionati dai loro camini continua ad inquinare acqua, aria, suolo avvelenano quotidianamente la nostra salute”: aggiungono i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

“Come possiamo offrire sostegno ed una legittimità politica agli esponenti di un’amministrazione comunale che parla di società post-incenerimento ma contemporaneamente subisce i tempi lunghi per lo spegnimento dell’impianto Hera e, soprattutto, non si è mai attivata sul controllo a ciclo continuo delle matrici ambientali, vegetali e animali del territorio contaminate dalle diossine, che non ha mai chiesto l’attivazione di un necessario biomonitoraggio del latte materno per mappare le zone più inquinate del territorio forlivese?”.

 “A nostro parere è necessario prendere le distanze da questi politici; c’è invece bisogno di una sincera rivoluzione collettiva lontana da ogni strumentalizzazione partitica. Siamo convinti che la battaglia si vinca passando ai fatti, modificando le leggi e chiedendo agli amministratori di pronunciarsi senza tentennamenti sul tema, chiedendo conto delle politiche ambientali ad Hera; il Pd non è in grado di farlo, spaccato com’è in due o più parti a livello locale, regionale e nazionale!”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Inceneritori di Forlì, Benini: “Rischio per la salute. Perché non spengono gli impianti? Per scelte coraggiose, servono persone coraggiose”

Alla partecipata assemblea pubblica al Foro Boario dal titolo “Inceneritori a Forlì di rifiuti ospedalieri e rifiuti urbani: quali prospettive di miglioramento della qualità ambientale per la nostra Città?”, promossa dal Comitato di Quartiere Pianta Ospedaletto Coriano, sono intervenuti numerosi attivisti del Movimento 5 stelle. Nel corso della serata ha preso la parola il consigliere comunale Simone Benini che ha parlato delle conseguenze ambientali dell’esistenza a Forli degli impianti di incenerimento Mengozzi ed Hera: uno per rifiuti ospedalieri e l’altro per rifiuti soliti urbani.
“Gli effetti sulla salute umana degli impianti di incenerimento, che sarebbe meglio chiamare cancro-valorizzatori sono noti: linfomi Non Hodgkin e neoplasie polmonari in aumento e la mortalità per tutti i tipi di tumori in aumento per la popolazione femminile, così come l’accumulo delle diossine lungo la catena alimentare. Fattori di rischio che vennero evidenziati e indicati nella petizione che 400 medici di Forlì presentarono al sindaco per chiedere una diversa gestione dei rifiuti e lo stop all’ampliamento degli impianti, un obiettivo che non fu raggiunto. Ed oggi come allora: soltanto parole. Manca l’intervento risolutivo”: ha notato Simone Benini.
“Perchè chi sostiene (a parole) di voler difendere la salute umana non si attiva oggi, subito, a disporre un immediato monitoraggio in continuo della qualità ambientale? Perchè il sindaco Drei non promulga un’immediata ordinanza per la tutela della salute dei cittadini forlivesi? Perchè non si adottano strumenti di garanzia per la prevenzione primaria?” ha chiesto Benini che ha ricordato come l’inceneritore Hera raggiungerà la sua fine vita soltanto nel 2025.
“Da quando è stato costruito non è mai stato depotenziato e anzi ha subito vari ampliamenti, ogni volta con più potenza di incenerimento!”: ha concluso il consigliere comunale Simone Benini.
Il Movimento 5 stelle di Forlì ha poi denunciato episodi di “intolleranza politica” registratisi nel finale dell’assemblea sugli inceneritori: “alcune persone hanno preso e stracciato i nostri volantini che ricordavano come la maggioranza Pd in consiglio comunale avesse votato contro la nostra mozione che impegnava a raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero”, un vero e proprio piano di gestione che puntava ad “affamare” seriamente l’inceneritore Hera di Forlì.

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Inceneritore Forlì, M5S: “tutto fumo e niente arrosto” Come volevasi dimostrare, la tanto attesa chiusura dovrà attendere…

“Prendiamo atto che l’assessore regionale Paola Gazzolo e il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che hanno sfilato per l’ennesima volta ieri in Municipio fra i flash dei fotografi, non hanno fornito alcuna rassicurazione sull’annunciata chiusura di almeno uno dei due inceneritori di Forlì. Anzi ci hanno comunicato due notizie che non rassicurano. La prima è che nel caso si proceda allo spegnimento entro il 2018 dell’inceneritore di Ravenna il trasferimento di una parte dei rifiuti toccherà proprio all’impianto di Forlì. La seconda notizia è che il cosiddetto termovalorizzatore di Forlì manterrà la capacità massima di trattamento attualmente autorizzata di 120 mila tonnellate annue per i prossimi 5 anni. Ovvero, dal nostro punto di vista, soltanto pessime notizie per i cittadini forlivesi”: è il commento di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.
Secondo gli esponenti pentastellati l ‘ “ennesima promessa” del governatore Bonaccini e dell’assessore Gazzolo di raggiungere “l’obiettivo di arrivare al mantenimento in funzione di un inceneritore soltanto a Forlì” altro non è che “fumo negli occhi”.
“Siamo molto preoccupati e perplessi per la contentezza manifestata dagli amministratori del Pd di aver evitato il potenziamento al massimo strutturale soltanto per i prossimi 5 anni. Quindi l’ inceneritore di Forlì per gli ultimi anni di vita (forse il 2025, come da decreto attuativo “sblocca italia”), brucerà ed inquinerà alla sua massima potenza, come voluto dal Presidente del Consiglio Renzi (PD) e da tutto l’entourage PDdino in Regione, dove non si è nemmeno provato ad osare una legge innovativa, visto che gli inceneritori rimangono delle industrie insalubri ma “privilegiate” dal punto di vista economico”: aggiungono i  consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.
“E ci lasciano perplessi soprattutto le parole del presidente di HERAmbiente, Filippo Brandolin, che avrebbe considerato come “assolutamente marginale” l’apporto delle emissioni in atmosfera dell’inceneritore del loro gruppo nella fase di emergenza nazionale per la cappa di smog che fino a pochi giorni fa ristagnava nella pianura Padana ed anche a Forlì, ovviamente. Perchè a nostro parere le sostanze prodotte dalla combustione di incenerimento sono – anche al di sotto dei limiti di legge – comunque nocive e pericolose per la salute umana e l’equilibrio ambientale, come ci ha più volte ricordato l’Associazione dei Medici per l’Ambiente, e l’oncologa Patrizia Gentilini, in particolare”: ricordano Simone Benini e Daniele Vergini.
“E mentre apprendiamo che la stessa HERAmbiente ha completato in queste ore l’acquisizione di alcuni rami d’azienda ambientali da Geo Nova Spa (l’ azienda di Treviso che si occupa della raccolta, cernita, pretrattamento e stoccaggio di rifiuti riciclabili di varia provenienza e che ha trattato complessivamente una mole di 150 mila tonnellate di rifiuti soltanto nel 2014) continuiamo a ritenere politicamente rilevante e per noi ininfluente quella che lo stesso sindaco Drei ha chiamato un’ “alleanza” fra il Comune di Forlì e la Regione. Una convergenza politica all’insegna del motto “la società post-incenerimento” che a nostro parere altro non è che un semplice e vuoto slogan da dare in pasto ai cittadini. Visto che oggi, come per i prossimi 5 anni, una cosa è sicura: gli inceneritori funzioneranno a pieno regime e il Gruppo Hera e le sue derivate si rafforzano nel business dei rifiuti”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Mengozzi: non solo non si deve ampliare, ma si deve chiudere! Non si fa “business” sulla salute dei cittadini

Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forli’ bocciano la richiesta presentata dalla ditta Mengozzi di aumentare il carico orario dei rifiuti, passando dagli attuali 4.000 kg/h attualmente autorizzati, a 5.000 kg/h. Un parere che dovrà essere esaminato lunedi’ mattina dalla conferenza dei servizi convocata a Palazzo della Provincia. E proprio in piazza Morgagni la mattina del 31 agosto si terra’ una manifestazione del Forum contro gli inceneritori di Forli’ a cui partecipera’ compatto il Movimento 5 Stelle di Forli’. I due consiglieri pentastellati ironizzano sul tardivo parere contrario avanzato dalla giunta Drei, che ha giustificato il diniego appellandosi al principio di  precauzione: “una solerzia dimostrata con Mengozzj  – scrivono in una nota Benini  e Vergini – e che non e’ stata sfoderata in egual modo  contro Hera, e nell’ assoluto disinteresse a difendere gli interessi di Forli’ a Bologna e in Regione che emerge ogni giorno di piu’ che il sindaco non si risolve a nominare un nuovo assessore all’Ambiente in sostituzione di Bellini . Forli’ non ha voce e l’inquinamento non aspetta”.

 

Via libera allo smaltimento nella nostra regione dei rifiuti dalla Liguria: disatteso l’indirizzo del consiglio comunale di Forlì aveva impegnato la Giunta a non fare eccezioni in caso di emergenza!

L’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo ha confermato che i rifiuti provenienti dalla Liguria saranno portati negli impianti di incenerimento dell’Emilia-Romagna, 200 tonnellate al giorno per un termine massimo di 90 giorni. Nella stessa occasione – un vertice a Bologna – la stessa Gazzolo ha dichiarato che tutti i territori provinciali hanno espresso un “orientamento positivo” a questa operazione vista anche “la dimensione limitata dei rifiuti da smaltire, la scadenza certa e la non reiterabilità della richiesta”. I termini completi e l’indicazione degli inceneritori che dovranno farsi carico di smaltire i rifiuti liguri (si parla di Piacenza o Parma) saranno forniti a breve dalla stessa Regione dopo che saranno consultati anche i capigruppo dell’Assemblea legislativa.
“Ci troviamo costretti a ribadire la nostra perplessità sull’intera operazione e vorremmo ricordare agli amministratori regionali del Pd che stanno portando a termine questa operazione che siamo la regione d’Italia dove si respira l’aria peggiore e non possiamo consentire che invece di andare verso una progressiva diminuzione dei rifiuti bruciati e la definitiva chiusura di tutti gli inceneritori si continui ad aumentare la loro capacità o a farli funzionare più del previsto con la scusa di risolvere emergenze ambientali di chi – come in questo caso la Liguria – non ha messo al centro delle proprie politiche il corretto smaltimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata ed il riciclo”: affermano in una nota Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del M5S di Forlì che sottolineano l’incongruenza della stessa Regione che appena pochi giorni fa aveva sbandierato il fatto che non avrebbe più ricevuto rifiuti da fuori i propri confini, salvo situazioni eccezionali e limitate nel tempo: “che si sono immediatamente verificate incrementando, in deroga alle autorizzazioni vigenti, la capacità di incenerimento e dunque di inquinamento della nostra aria”.
Riguardo al patto tra Emilia-Romagna e Liguria, perfetta sintonia, dunque, del Movimento 5 stelle di Forlì con i consiglieri regionali del M5S che per voce di Gian Luca Sassi avevano dichiarato: “Dire di sì a questo accordo è semplicemente da irresponsabili. Anche perché non c’è al momento nessuna garanzia che si tratti di bruciare dei rifiuti una tantum. La Liguria non ha un piano efficiente e di certo l’emergenza in cui sono piombati non si esaurirà grazie al nostro soccorso. Senza contare che visto che in Italia le emergenze legate ai rifiuti sono all’ordine del giorno presto ci troveremo ad affrontare dei casi analoghi”.
Infine, nel merito, i consiglieri del Movimento 5 stelle di Forlì si chiedono se sia vero – come sbandierato dall’ufficio stampa della Regione – che tutti gli assessori interessati, compreso dunque Bellini, della Giunta comunale di Forlì, hanno concesso il via libera allo smaltimento nella nostra regione dei rifiuti dalla Liguria: “Si tratterebbe di un suo “tradimento” dell’impegno assunto in consiglio comunale a non accogliere nel nostro territorio rifiuti venuti da fuori. L’ennesima prova – aggiungono i consiglieri comunali del M5S di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini – dell’ambiguità giocata dalla giunta Drei verso i propri elettori, la giunta Regionale e le società che inceneriscono come Hera: a parole combattute e nei fatti sostenute!”. Sempre in tema di rifiuti da segnalare che nella seduta del Consiglio Comunale di martedì è stata approvata, con un emendamento del PD, una mozione del M5S sull’incentivare stoviglie lavabili/compostabili nelle feste cittadine: “Forse hanno capito che bocciare a prescindere mozioni condivisibili e di buon senso, come era accaduto nel caso del nostro testo sui “Rifiuti Zero” non paga… meglio tardi che mai!”: concludono Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Rifiuti, già emergenza in deroga alle promesse della Regione?! in arrivo 60.000 tonnellate dalla Liguria?!

“Come volevasi dimostrare gli inceneritori dell’Emilia-Romagna accoglieranno i rifiuti da altre regioni d’Italia. La prima che s’è fatta avanti è la Liguria ed i contatti fra i due governatori Giovanni Toti e Stefano Bonaccini sembra che siano già in fase avanzata, tanto che si parla di un accordo che i due presidenti stipuleranno entro 10 giorni per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti venutosi a creare in Liguria.“
“Altro che spegnere i camini Hera ed Iren… qui si continua a farli lavorare a pieno regime! Le nostre riserve erano fondate e così come le nostre considerazioni che nulla in Italia sia più definitivo e incombente delle emergenze che – per incapacità dei governanti – diventano cancrene definitive!”: commentano così i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini, la notizia rimbalzata in queste ore nei mass media sul pre-accordo fra Liguria ed Emilia Romagna per smaltire nei termovalorizzatori ‘Hera’ e ‘Iren’ della nostra regione i rifiuti della vicina terra governata da Toti.
Chiediamo agli amministratori locali che confermino o smentiscano le notizie che stanno circolando. Chiediamo che si interpongano con la Regione per far valere i principi di precauzione e di tutela della salute pubblica facendo diminuire e non incrementare le masse di rifiuti avviate ad incenerimento e soprattutto chiediamo che l’inceneritore prescelto per eliminare le 60.000 tonnellate di rifiuti liguri che verrebbero accolti in Emilia-Romagna non sia quello di Forlì”: aggiungono Simone Benini e Daniele Vergini.
“Avevamo visto giusto quando manifestammo perplessità per le dichiarazioni degli assessori regionali del Pd all’indomani dell’accordo con Hera ed Iren. Ci avevano detto che il patto con le multiutility prevedeva di limitare l’utilizzo degli impianti unicamente per assicurare l’autosufficienza regionale, secondo le esigenze dei rispettivi ambiti territoriali di gestione, e nemmeno poche ore dopo ci troviamo già a discutere di accogliere tonnellate di rifiuti provenienti da fuori regione per motivi di emergenza!”.
“Avevamo visto giusto anche quando evidenziammo che nel documento della Regione sulle politiche dei rifiuti non c’era accenno alcuno alla chiusura degli inceneritori ma si enunciavano solo dichiarazioni di principio che, a nostro parere, non avevano e non hanno alcun valore”: aggiungono Benini e Vergini che lanciano un’ultima accusa: “la Regione prima di fare accordi con i gestori avrebbe dovuto consultarsi con i territori, cosa che non è avvenuta. Così come non vi è stata la necessaria trasparenza e comunicazione alla cittadinanza da parte degli enti pubblici coinvolti (Comune e Provincia) dei particolari della richiesta di Hera di implementare il contratto di smaltimento. Di questo passo la società post incenerimento di cui si riempiono la bocca Drei e Bellini altro non sarà che uno slogan ad effetto, ma vuoto di significato”.

PS: abbiamo presentato un question time sull’argomento

 

Accordo fra Regione ed Hera: nessuna reale garanzia ai cittadini, disatteso l’emendamento M5S “nessuna eccezione in caso di emergenze!”

L’utilizzo degli inceneritori dell’Emilia Romagna dovrà essere limitato unicamente al fabbisogno regionale. E’ quanto sancisce un’intesa raggiunta venerdì fra la giunta Regionale e le società di servizi Hera e Iren, che gestiscono gli impianti di smaltimento, in merito a un eventuale flusso di rifiuti provenienti da territori oltre i confini regionali, come è fattibile e previsto con il decreto sblocca Italia. “Questa intesa, purtroppo non ci soddisfa, perchè a ben leggere i punti del protocollo ci si accorge subito che il patto stretto fra la Regione e le multiutility prevede sì di limitare l’utilizzo degli impianti in un’ottica di autosufficienza regionale, ma questo non significa che l’immondizia non si potrà più importare da fuori. Anzi è previsto in caso di cosiddette “emergenze temporanee” i rifiuti urbani provenienti da tutta Italia e magari dalle regioni dove il problema dello smaltimento esiste tuttora (come in Sicilia e Campania) potranno essere inceneriti, a Forlì, come a Parma, in un’ottica di solidarietà fra territori. E’ scritto proprio così. E allora diciamo che in Italia ed anche in Emilia-Romagna, nulla è più definitivo delle emergenze, nulla è più prevedibile e scontato della solidarietà che entra in gioco quando chi amministra non è in grado di risolvere i problemi. Oltretutto, quando nel Consiglio del 14 aprile fu votato l’ordine del giorno proposto dal Pd per dichiarare l’indisponibilità ai rifiuti da fuori provincia, proprio un nostro emendamento aveva fatto togliere la clausola delle “emergenze”, emendamento accolto ma a quanto pare ignorato e disatteso… Come dicemmo allora ribadiamo: il concetto di solidarietà del Pd non ci trova concordi, la salute dei cittadini emiliano-romagnoli non può essere barattata con l’incapacità amministrativa di chi guida le altre regioni!”, questo il commento dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini. Il problema evocato dagli esponenti pentastellati è che Hera ed Iren hanno già avanzato richiesta di adeguamento allo Sblocca Italia per aumentare la portata dei rispettivi forni di incenerimento dell’impianto di Coriano a Forlì e di Ugozzolo .
“Nessuna garanzia viene offerta ai cittadini forlivesi che sia garantito un autentico stop all’attività degli inceneritori e, slogan a parte, sbandierati in pompa magna da esponenti del Pd locale e regionale, nemmeno nella nuova legge regionale sul settore che il governatore Bonaccini ha presentato nei giorni scorsi e che dovrebbe essere approvata entro fine anno si parla di effettiva chiusura degli impianti di smaltimento. Ma si parla genericamente di probabile dismissione degli inceneritori più vecchi, come forse Ravenna, e certamente non ci si riferisce alla struttura più nuova di Forlì. E’ un compromesso che non possiamo accogliere favorevolmente perchè intanto l’impianto Hera di Forlì, città che ha due inceneritori, non brucerà più solo rifiuti locali, ma dovrà accogliere camion carichi di spazzatura da tutte le nove province dell’Emilia-Romagna e poi dalle altre regioni d’Italia che non hanno saputo risolvere il problema dello smaltimento”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Rinviato l’aumento di portata dell’inceneritore, ma in consiglio il PD vota contro la mozione “rifiuti zero” del M5S

Nello stesso giorno, mentre in Provincia veniva rinviata la decisione sull’aumento di portata dell’inceneritore di Hera, in Consiglio Comunale è stata messa ai voti la mozione del MoVimento 5 stelle Forlì volta all’approvazione del protocollo “rifiuti zero” [scarica testo], vero e proprio piano di gestione che punta ad “affamare” l’inceneritore, basandosi, tra l’altro, sull’introduzione della cosiddetta “tariffazione puntuale”.

La mozione è stata bocciata per appena un voto: anche se il Pd ha votato contro, vista l’assenza di vari consiglieri di maggioranza e l’astensione di un paio di essi, nonchè il voto favorevole “fuori linea” delle liste civiche di maggioranza “Noi con Drei” e “Con Drei per Forlì”, si è arrivati ad un risultato sul filo di lana… particolarmente significativa e degna di nota anche l’assenza dell’assessore Bellini, uscito dall’aula un istante prima che iniziasse il dibattito, con un tempismo perlomeno “sospetto”…

Il MoVimento 5 Stelle Forlì chiedeva di massimizzare entro il più breve tempo possibile la quota di raccolta differenziata, estendendo rapidamente il “porta a porta” a tutta l’area comunale; di far partire la realizzazione dei due impianti, compostaggio e recupero/selezione dei rifiuti, fondamentali per intercettare quei materiali riciclabili eventualmente sfuggiti alla raccolta differenziata; e l’attivazione di un centro di ricerca/riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, capace di fornire validi feedback alle imprese produttrici di oggetti e imballaggi e promuovere le buone pratiche di produzione, acquisto e consumo.

“Questo passaggio in aula è stato dirimente in materia di rifiuti ed il fatto che il Pd abbia votato contro, adducendo come unica motivazione che “la minoranza non può dettare la linea ed i tempi alla maggioranza” mette a nudo la vera tendenza in materia di questa amministrazione comunale. Il nostro giudizio sull’operato del Sindaco/Presidente della Provincia Davide Drei, in perenne conflitto di interessi, nel duplice ruolo di chi è chiamato da un lato a difendere la salute dei cittadini e dall’altro a decidere l’eventuale autorizzazione ad un aumento dei rifiuti bruciati, è totalmente negativo”, spiegano in una nota i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

“La strategia attendistico/dilatoria in materia di rifiuti ed il timore reverenziale con il quale il duo Drei/Bellini si è da sempre rapportato con il Pd di Bologna, la Regione ed il gruppo Hera ha mostrato oggi il suo vero volto; noi del M5S, al contrario, visti gli ormai certi rischi per la salute causati dalle emissioni di impianti urbani di incenerimento, siamo tra coloro che ritengono la figura del Sindaco autorizzata ed obbligata non soltanto a negare l’aumento dei volumi da incenerire ma anche, visto che la Costituzione stessa gli assegna questa competenza per motivi sanitari, ad impedire che l’inceneritore resti in funzione. Come abbiamo ricordato in campagna elettorale, esistono studi attestanti che i tassi di incidenza tumorale nel raggio di azione degli inceneritori sono decisamente più alti della media (il tasso di mortalità femminile è del 56% più alto rispetto all’atteso per le malattie cancerogene) con una tragica impennata relativa ai sarcomi dei tessuti molli (+900%); per non parlare degli studi congiunti sugli effetti inquinanti delle diossine, certificati e dibattuti anche recentemente a Forlì in un tavolo interistituzionale cui hanno partecipato tecnici di Comune, Provincia, Ausl, Arpa e Ordine dei medici… argomenti secondo noi più che sufficienti per spegnere non soltanto l’inceneritore di Hera ma anche quello per rifiuti ospedalieri di Mengozzi”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

Cognomi e nomi di chi ha votato contro e a favore della mozione (ricordatevene la prossima volta che andate a votare!)

11 contrari

Ancarani Valentina (PD)
Bertaccini Michele (PD)
Chiodoni Annalisa (PD)
Fiorentini Loretta (PD)
Freschi Massimo (PD)
Giulianini Sonia (PD)
Laghi Andrea (PD)
Maltoni Maria (PD)
Maretti Paride (PD)
Mazza Chiara (PD)
Zoli Massimo (PD)

10 favorevoli

Benini Simone (M5S)
Vergini Daniele (M5S)
Bertaccini Beatrice (Forza Italia – centro destra)
Biondi Lauro (Forza Italia – centro destra)
Ragni Fabrizio (Forza Italia – centro destra)
Mezzacapo Daniele (Lega Nord)
Avolio Daniele (Gruppo Misto)
Corvini Fabio (Gruppo Misto)
Bertaccini Paolo (Con Drei per Forlì – centro sinistra)
Peruzzini Mario (Noi con Drei – centro sinistra)

4 astenuti

Ragazzini Paolo (PD)
Zanetti Lodovico (PD)
Casara Paola (Noi Forlivesi – centro destra)
Minutillo Davide (Fratelli d’Italia – centro destra)

non presenti in aula

Burnacci Vanda (Forza Italia – centro destra)
Catalano Marco (Forza Italia – centro destra)
Bandini Enzo (PD)
Castellucci Patrizia (PD)
Gentilini Tatiana (PD)
Sansavini Luigi (PD)
Zanotti Jacopo (PD)

Aggiornamento: l’assessore Bellini che ieri se n’è andato quando si discuteva la mozione “rifiuti zero” nel suo Comune, oggi con “grande coerenza” partecipa ad un convegnno su “rifiuti zero” a Firenze… siamo allibiti!

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Rifiuti Zero, un obiettivo importante: Forlì, come San Francisco, città senza rifiuti!

Non solo convegni nazionali ed iniziative di sensibilizzazione contro l’inceneritore, i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini, continuano la battaglia in Municipio chiedendo alla giunta comunale di attivare al più presto in città un piano “Rifiuti Zero” che, oltre ad “affamare” gli inceneritori rendendone inutile la presenza stessa, preveda, tra i suoi punti salienti, l’introduzione della cosiddetta “tariffazione puntuale” e la realizzazione di due impianti, rispettivamente di compostaggio e recupero/selezione dei rifiuti, fondamentali per intercettare anche quei materiali riciclabili eventualmente sfuggiti alla raccolta differenziata.
Più nel dettaglio, i pentastellati chiedono la rapida introduzione di quei sistemi di tariffazione che, facendo pagare le utenze in base all’effettiva produzione di rifiuto indifferenziato, premiano il comportamento virtuoso dei cittadini più selettivi e li indirizzano nel tempo verso acquisti sempre più consapevoli e meno inquinanti. Centrale nel progetto del M5S di Forlì è la realizzazione di un impianto di recupero/selezione dei rifiuti che consenta di individuare ulteriori materiali riciclabili sfuggiti alla raccolta differenziata, impedendo altresì ad eventuali rifiuti tossici di finire, per errore, in discarica o all’incenerimento.
Complementare a questo impianto è poi quello di compostaggio, in grado di stabilizzare l’inevitabile frazione organica residua.
Il MoVimento 5 Stelle Forlì chiede anche l’attivazione di un centro di ricerca/riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, capace di fornire validi feedback alle imprese produttrici di oggetti e imballaggi (puntando al raggiungimento della cosiddetta “Responsabilità Estesa del Produttore”) e promuovere le buone pratiche di produzione, acquisto e consumo.
“La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non è la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità, chiamata a collaborare in un passaggio chiave per l’attuazione della sostenibilità ambientale. La strategia Rifiuti Zero va ben oltre il semplice riciclaggio dei materiali: innescata dalla raccolta porta a porta, diviene a sua volta “il trampolino di lancio” per un più esteso percorso di consapevolezza, capace di contribuire in modo concreto alla difesa dell’ecosistema e dell’intero pianeta.”, ricordano i due consiglieri comunali del M5S Forlì.
C’è un obiettivo strategico dichiarato? Si, l’azzeramento entro il 2020 dei rifiuti nella città di Forlì! Queste idee/proposte sono contenute in una specifica mozione [scarica testo], presentata dai consiglieri 5 Stelle al sindaco Davide Drei ed al presidente del consiglio comunale Paolo Ragazzini già dallo scorso gennaio, che si spera sarà discussa a breve in consiglio.

 

Lotta agli inceneritori: ci siamo e ci saremo, basta con gli annunci, è l’ora dei fatti!

“Due sono gli aspetti che evidenziano le responsabilità oggettive e la debolezza politica degli amministratori comunali di Forlì (da Balzani e Drei, uniti dall’assessore Bellini): i camini sempre accesi degli inceneritori di Hera e Mengozzi e la raccolta porta a porta al rallentatore e incompleta. Ecco perchè riteniamo soltanto ‘fumo negli occhi’ la loro partecipazione alle iniziative contro gli inceneritori che si sono svolte in città, compresa l’ultima di sabato in piazza Saffi”: questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, comunque presenti alla manifestazione organizzata dal comitato “No Inceneritori Forlì-Romagna”, che ha visto la presenza nelle fila del pubblico dell’assessore Bellini e del sindaco Drei.

“La lotta agli inceneritori ed agli agenti inquinanti sprigionati dai loro camini è nel nostro DNA: diossine, furani, PCB che inquinano acqua, aria, suolo e avvelenano la nostra salute; nello stesso tempo siamo però costretti a denunciare la grave responsabilità degli amministratori locali e dello stesso Bellini, che avendo ricevuto le deleghe all’ambiente già nella precedente giunta Balzani, non si è attivato, quando era possibile (già dal 2012), per creare un gestore diverso, pubblico, “in house”, ed ha invece seguito la strada che da Atersir ha portato direttamente ad Hera, con tutto quello che ne è conseguito: un sistema di porta a porta non capillare, che, anziché economicamente vantaggioso come accade in tutto il mondo, è assolutamente non competitivo”.

“La giunta Drei non è credibile – aggiungono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì – quando afferma di fare il possibile contro gli inceneritori e a tutela della salute del cittadino: la lettera inviata al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all’assessore regionale alle Politiche ambientali Paola Gazzolo, tardiva e fumosa, chiede di costituire un gruppo di lavoro “misto e ampio” che non potrà mai deliberare entro il termine richiesto: il mese di aprile.
La Regione Emilia-Romagna non si è neppure mossa, a differenza di altre anche a noi vicine (Lombardia, Marche e Veneto), per impugnare il decreto Sblocca Italia che alla voce “ambiente” porta avanti, in merito alla politica di gestione rifiuti, tutte le strategie già messe in piedi dal governo di Enrico Letta; nel futuro dell’Italia immaginata da Renzi i rifiuti viaggeranno da nord a sud e saranno smaltiti non solo negli inceneritori già attivi, come quello di Forlì, ma anche in impianti nuovi che saranno realizzati nei prossimi anni”.

“E’ il peccato originale di questa amministrazione, che si muove nel solco della continuità del PD, partito che detiene il pacchetto di maggioranza e propina ai cittadini un sistema di raccolta porta a porta con un’anomalia insopportabile: il fatto di essere affidato ad Hera, che, in quanto gestore anche dell’inceneritore, ha interesse a mantenere i costi della raccolta particolarmente alti, in modo tale che recuperare il materiale differenziato sia più oneroso che incenerirlo”: insistono Daniele Vergini e Simone Benini.”

E poi un’ultima considerazione: “nutriamo il massimo rispetto per i cittadini che a vario titolo ed in varie associazioni lottano contro gli inceneritori, ma, a questo punto, è anche giusto chiedersi se non corrano il rischio di essere in qualche modo strumentalizzati in eventi che vedono costantemente la presenza degli stessi amministratori che hanno consegnato alla città questa situazione.

E’ giusto chiedersi se non si offra un sostegno ed una legittimità politica agli esponenti di un’amministrazione comunale che, per voce del suo assessore all’ambiente, parla di società post-incenerimento ma contemporaneamente di tempi lunghi per lo spegnimento dell’impianto Hera, che non si è mai attivata sul controllo a ciclo continuo delle matrici ambientali, vegetali e animali del territorio contaminate dalle diossine, che non ha mai chiesto l’attivazione di un necessario biomonitoraggio del latte materno (per mappare le zone più inquinate del territorio forlivese) e che non ha mai sollecitano gli organismi statali a ratificare la convenzione di Stoccolma (sottoscritta nel 2001 ed entrata in vigore nel 2004) che prevedeva il divieto di produzione e d’immissione nell’ambiente di inquinanti tossici e persistenti come le diossine…

A nostro parere è necessario prendere le distanze da questi politici; c’è invece bisogno di una sincera rivoluzione collettiva lontana da ogni strumentalizzazione partitica. Siamo convinti che la battaglia si vinca passando ai fatti, modificando le leggi e chiedendo agli amministratori di pronunciarsi senza tentennamenti sul tema, chiedendo conto delle politiche ambientali ad Hera; il Pd non è in grado di farlo, spaccato com’è in due o più parti a livello locale, regionale e nazionale!”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.