“Cenere sul cielo, veleno sulla terra” questo week end la conferenza del M5S Forlì dedicata al problema dell’incenerimento

Il Movimento 5 stelle di Forlì ha promosso il primo forum nazionale sul problema dell’inquinamento generato dagli inceneritori. Eloquente il titolo dell’evento: “Cenere sul cielo. Veleno sulla terra”. Una “due giorni” di convegni che si terrà il 28 e 29 marzo 2015 nella sala San Francesco in via Marcolini dalle 15 alle 19. Allo stesso tavolo: esperti, medici e oncologi, responsabili di associazioni di tutela dell’ambiente ed esponenti del Movimento 5 stelle della Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia, i cui abitanti, come dimostrato da diversi studi internazionali, perdono in media e solo per gli effetti “acuti” dell’inquinamento dai 2 ai 3 anni di vita; secondo l’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria in Europa, pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente, la Pianura Padana resta la zona peggiore d’Europa insieme all’area più industrializzata della Polonia (classifica cui gli inceneritori forniscono un contributo determinante).

“Secondo le norme giuridiche di molti paesi diossine e furani sprigionati dai camini degli inceneritori sono agenti cancerogeni riconosciuti. In Italia i limiti di legge che regolano la presenza di diossine e furani nell’aria, nell’acqua e nel terreno sono inadeguati a circoscrivere il problema e non sufficientemente cautelativi della salute umana; già il fatto di parlare di limiti è di per sé comunque improprio, non esistendo per le diossine una soglia garantita di sicurezza in quanto sostanze con effetti nocivi anche a livelli minimi di esposizione per le quali già il cosidetto livello di concentrazione di base nella popolazione è dimostrato aumentare il rischio di cancro”: spiegano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del M5S di Forlì, che interverranno al convegno.

I parlamentari “pentastellati” della Commissione Ambiente invitati a Forlì, città che ospita ben due inceneritori, potranno aggiornare l’opinione pubblica sulla possibilità di modificare le leggi che regolano la presenza di diossine e furani nell’aria, nell’acqua e nel terreno e spiegheranno perchè i governanti del nostro Paese non hanno ancora ratificato la convenzione di Stoccolma, accordo secondo il quale gli Stati aderenti devono prendere misure atte ad eliminare, se possibile, o quantomeno a minimizzare tutte le fonti di diossine.

“E’ assurdo che ancora oggi l’industria ricavi più dalla combustione dei rifiuti che dal loro corretto smaltimento o dalla loro riduzione: i principi economico ed ecologico di questo sistema è dissennato e le sostanze prodotte dalla combustione, filtri o non filtri e nonostante le rassicurazioni delle multiutilities dei servizi pubblici come Hera, sono altamente tossiche. Non basta più circoscrivere la protesta nell’ambito della cittadinanza forlivese o comunque delle singole “province con inceneritore”! Abbiamo promosso questa iniziativa su scala macro regionale perchè il problema si riverbera in un’area omogenea ben più ampia e attendiamo risposte non solo dalla politica locale, costantemente sottomessa alle ‘centrali di potere’, ma anche e soprattutto da quella nazionale”: concludono Daniele Vergini e Simone Benini.

Alla “due giorni” parteciperanno tra gli altri Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo e membro dell’ISDE Italia (associazione medici per l’ambiente e Medicina democratica); Natale Belosi, esperto di gestione integrata dei rifiuti; Federica Daga, parlamentare M5S della commissione ambiente alla Camera.

Vai ai video del convegno

Scaletta degli interventi: Continue reading…

 

No al potenziamento dell’inceneritore Mengozzi: “faremo sentire la nostra voce in Provincia”

Giovedì 12 marzo 2015 alle ore 9:30, nella sede della provincia di Forlì-Cesena in piazza Morgagni, si terrà la prima riunione della conferenza dei servizi per decidere che procedure amministrative adottare in relazione al progetto di “modifiche gestionali” e “potenziamento trattamento fumi” presentato dalla società Mengozzi gestore dell’omonimo inceneritore di rifiuti speciali/ospedalieri.
La ditta, con la Via (valutazione impatto ambientale) già presentata durante l’istruttoria pubblica tenutasi nei locali della Provincia di Forlì nel  maggio 2014, ha chiesto “di aumentare la capacità oraria di kg inceneriti di ben 1000 kg/h passando dagli attuali 4000 ai desiderati 5000 kg/h”.

“E’ un copione che ricalca pari pari quello che, nel 2006, permise allo stesso inceneritore di passare dalle 16000 t/anno alle 32000 t/anno: anche allora, infatti, si chiese, e tranquillamente si ottenne, l’autorizzazione a “raddoppiare” da 2000 a 4000 kg/h la quantità di rifiuti inceneriti”: osserva in un comunicato stampa il Movimento 5 stelle di Forlì.

Il 12 marzo è prevista una mobilitazione del M5S di Forlì che lancia un appello a simpatizzanti e cittadini, indipendentemente dal colore politico, ad “esprimere civilmente ma con ferma decisione il proprio dissenso contestando scelte dannose per la salute pubblica dei cittadini” e partecipando alla lotta.

La presenza contemporanea di ben 2 inceneritori (Hera e Mengozzi) che continuamente “sparano” sulla testa dei cittadini forlivesi tonnellate di nanopolveri e diossine mette a grave rischio oltre al nostro ecosistema anche e soprattutto la salute pubblica: sempre più ricerche evidenziano in maniera inequivocabile il rapporto esistente tra i “cosiddetti termovalorizzatori” e l’aumento dei casi di cancro e  patologie respiratorie tra le fasce di popolazioni più esposte.
Giovedì mattina gli attivisti del M5S daranno vita nella piazzetta Morgagni, di fronte all’ingresso della Provincia, ad un flash mob di protesta.
Oltre a questa necessaria protesta in forma diretta, il Movimento 5 stelle di Forlì ha in fase di elaborazione un evento nazionale intitolato “cenere sul cielo, veleno sulla terra” dedicato all’inquinamento da inceneritori che si terrà il 28 e 29 marzo in città ed al quale parteciperanno esperti, medici oncologi di chiara fama ed esponenti del Movimento soprattutto dell’area Padana (la zona più inquinata d’Italia e, in termini di qualità dell’aria, la peggiore d’Europa assieme all’area più industrializzata della Polonia), un vasto territorio che – come recentissimi studi dimostrano – a causa dell’inquinamento ad ogni abitante fa perdere  da 2 a 3 anni di vita  in media.

“A nostro parere non esistono inceneritori sicuri perchè anche quelli dotati dei più moderni e sofisticati sistemi di filtraggio e di abbattimento delle emissioni riescono a trattenere soltanto una parte del particolato prodotto dalla combustione, ovvero il PM10 e PM5. Ma non esistono filtri o sistemi in grado di captare e bloccare le particelle più insidiose per la salute umana, che vanno dal PM 2,5 fino al PM 0,01, granulometrie specifiche proprio degli inceneritori. Micro e nanoparticelle inorganiche composte da metalli pesanti eventualmente combinati con altri elementi riescono, attraverso gli alveoli polmonari, a passare direttamente nel sangue diffondendosi per tutto il corpo”: commenta in una nota il Movimento 5 stelle di Forlì.

Foto del flash mob:

 

Infortunio all’inceneritore “Mengozzi”: solidarietà M5S all’operaio in prognosi riservata, richiesta verifica standard di sicurezza

Anche Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, chiedono che si proceda ad un’immediata verifica dei sistemi di sicurezza esistenti all’interno dell’inceneritore di rifiuti ospedalieri “Mengozzi” teatro martedì scorso di un grave incidente che ha visto un operaio forlivese ricoverato in prognosi riservata, nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Forlì e anticipano che presenteranno un’interrogazione urgente alla giunta del sindaco Drei. “Aggiungiamo la nostra voce ai sindacati che hanno chiesto alla direzione aziendale tutte le informazioni necessarie sulla regolarità ed il buon funzionamento dei sistemi di sicurezza e la verifica della messa a norma degli impianti nel rispetto delle regole previste nel ‘Testo Unico’ sulla sicurezza nel lavoro (la 81/2008)”: scrivono in un comunicato stampa i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì. E per rafforzare l’intervento dei due pentastellati si aggiunge anche la presa di posizione dei due portavoce del Meetup “Forlì per le 5 Stelle” Federica Vignoli ed Eros Brunelli che a nome di attivisti e simpatizzanti scrivono: “Offriamo il nostro pieno e sincero appoggio morale alla famiglia dell’infortunato e ne approfittiamo per ribadire il nostro pensiero non soltanto in materia di tutela della salute ma anche di tutela dell’ambiente, facendo nostre le risultanze dell’ultimo Tavolo interistituzionale a cui avevano partecipato tecnici di Comune, Provincia, Ausl, Arpa e Ordine dei medici che dimostrò come: “Tutti i processi di combustione (inceneritori inclusi) siano potenziali fonti di inquinamento e diffusione di sostanze tossiche” tanto che “andrebbero ripensate le politiche energetiche” tuttora “incentrate più sulle combustioni e non abbastanza sul risparmio e sulle vere fonti rinnovabili”. E stiamo parlando di un inquinamento fra i più gravi, inquinamento da diossine”. Su queste tematiche (inceneritori, sicurezza dei lavoratori e tutela ambientale) il Movimento 5 stelle di Forlì ha in cantiere alcune iniziative che troveranno vasta eco nelle prossime settimane.

 

Hera certifica il disagio ambientale con l’ennesimo bluff

La convenzione tra Hera Ambiente ed il Comune di Forlì, relativa al riconoscimento di un disagio ambientale dovuto all’inceneritore di via Grigioni, prevede, per i prossimi sette anni, un “indennizzo economico” che la ‘multiutility’ Hera dovrà versare al Comune.
Questa paradossale convenzione, da un lato certifica che l’inceneritore inquina, dall’altra non propone minimamente la risoluzione del problema.
Il contributo economico riconosciuto a titolo di risarcimento è di 8,00 € per tonnellata di rifiuti incenerita (120.000 tonnellate/anno) a partire dall’ anno 2014 e fino al termine della Convenzione nel 2020: 960.000 €/anno; a questa cifra, come se non bastasse, si aggiungerà un’ indennità una tantum di 700.000 € che porterà il risarcimento totale, nei 7 anni considerati, a circa 7.420.000 €.
Il M5S denuncia questo scandalo perchè il disagio ambientale (parole dolci usate per smorzare il drammatico danno alla salute) non si annulla con il riscatto del denaro, ma con la chiusura immediata dell’inceneritore che è la fonte stessa del problema; un Comune serio, inoltre,  non dovrebbe accettare milioni di euro per un baratto vergognoso che riguarda la salute di tutti noi!
Questa convenzione è solo una banale e pubblicitaria “partita di giro”, realizzata con una parte dei soldi prelevati in bolletta ai cittadini: quella parte di “guadagno puro”, che rimane dopo aver pagato stipendi, azionisti e costi d’esercizio, viene semplicemente dirottata verso un altro degli “Enti PD”. Con bollette meno pesanti questi soldi, sarebbero almeno rimasti da subito nelle tasche dei forlivesi, evitando flussi di denaro farsa.
Evitare la riscossione di 7.420.000 €  “sgonfiando” le bollette, produrrebbe un risparmio di circa 150 € per ogni famiglia forlivese.
La scrittura privata di Hera Ambiente e Comune di Forlì non porta soldi nelle tasche dei forlivesi, non risolve i problemi del disagio ambientale e non prospetta la demolizione dell’inceneritore.

Movimento 5 Stelle Forlì

 

Inceneritore Mengozzi: Non è più tempo di aumenti… E’ ora di chiudere!

inceneritore1“Con la presentazione della VIA (valutazione impatto ambientale), presso l’istruttoria pubblica tenutasi nei locali della Provincia di Forlì, la ditta Mengozzi SpA ha chiesto per il suo impianto non solo “modifiche gestionali e potenziamento trattamento fumi” ma, contestualmente, anche “di aumentare la capacità oraria di kg inceneriti di ben 1000 kg/h (dagli attuali 4000 ai desiderati 5000 kg/h)”. Il copione ricalca pari pari quello che, nel 2006, permise allo stesso inceneritore di rifiuti speciali di passare dalle 16000 t/anno alle 32000 t/anno: anche allora, infatti, si chiese, e tranquillamente si ottenne, l’autorizzazione a “raddoppiare” da 2000 a 4000 kg/h la quantità di rifiuti inceneriti. E oggi, nello specifico, si afferma che questo aumento di 1000 kg/h non inciderà sulla portata annua dei rifiuti, mantenuta identica alla attuale!!! Vi sembra possibile?!” A lanciare l’accusa è il Movimento 5 Stelle di Forlì.

“Va ricordato agli amministratori titolati a decidere – continuano i pentastellati – che questa VIA, una volta approvata, andrà a sostituire completamente l’attuale, dove il limite insuperabile è esplicitamente dichiarato in 32000t/anno di rifiuto speciale incenerito. Nella nuova VIA, invece, sembra che questo limite massimo non sia  più specificato e sembra che si parli solo di portata oraria (5000 kg/h), basta moltiplicare 5000 per 24 e per 365 per capire come la potenzialità massima, al lordo dei fermi macchina, potrebbe in linea teorica raggiungere i 5000x24x365 = 43800000 kg/anno, (43800t/anno), davvero un bell’aumento (136,875%)!!! Naturalmente questo porterebbe ad un maggiore introito dovuto alla maggiore produzione di energia incentivata tramite le sovvenzioni pubbliche CIP6 per le fonti di energia “assimilate” alle rinnovabili; ancora una volta, quindi, una operazione dove il pubblico procura ricavi ad un privato: è ora di finirla, una amministrazione pubblica deve portare ricavi e vantaggi esclusivamente ai suoi cittadini!

Nel caso la valutazione di impatto ambientale venisse malauguratamente accolta, il mancato cambio di strategia politica (tanto sbandierato come necessario… ma solo a parole) finirà inevitabilmente per ritorcersi sulla credibilità delle attuali amministrazioni Regionali e Provinciali. Dire finalmente un NO significherebbe invece cogliere una ghiotta occasione per trasferire la “moderna politica del rifiuto zero” anche sui rifiuti speciali degli ospedali, “togliendo finalmente carburante” ad un inceneritore altamente inquinante.

Noi del Movimento 5 Stelle di Forlì, consci che le possibilità tecniche e le conoscenze scientifiche per attuare una strategia di riduzione del rifiuto (che ponga i presupposti per raggiungere i rifiuti zero prima del 2020) sono presenti e attuabili da subito, basta volerlo! Siamo assolutamente contro ogni forma di incenerimento (a maggior ragione se “fatta passare come valorizzazione del rifiuto”).

Per far giungere il nostro disappunto alla cittadinanza abbiamo creato un piccolo flash mob, proprio di fronte all’ingresso della Provincia, nella piazzetta dedicata all’illustre concittadino Morgagni, rappresentativo della drammatica situazione in cui versa Forlì: la presenza contemporanea di ben 2 inceneritori (Hera e Mengozzi) che continuamente “sparano” sulla testa dei cittadini tonnellate di nanopolveri, portando ad un evidente aumento di patologie (come appurato da tantissimi studi… non ultimo il progetto moniter).”

inceneritore2

 

Inceneritore, Forlì ottiene riduzione a 80.000 tonnellate dal 2020. M5S: “Solo propaganda elettorale: in quella data entrerà in vigore il divieto UE”

“Il via libera della Regione alla la richiesta del Comune di confermare le prescrizioni attualmente vigenti per l’inceneritore di via Grigioni di riduzione della quantità autorizzata a 80.000 tonnellate di rifiuti inceneriti dal 2020 altro non è che una manovra elettorale sbandierata dall’ufficio stampa del Comune e rimbalzata negli interventi di vari consiglieri del PD, ma soprattutto si tratta di un’ovvietà amministrativa: visto che proprio dal 2020 il gruppo Hera dovrà trovarsi un’altra forma di business a Forlì”: commenta in una nota il Movimento 5 stelle di Forlì.

Il Parlamento Europeo, ricordano i pentastellati, già dal 2012, ha approvato, nell’ambito del Sesto programma d’azione in materia di ambiente e nelle priorità del Settimo, l’introduzione di norme che prevedono il divieto, entro il 2020, di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati.

Ma le stesse norme – aggiunge il M5S di Forlì – definiscono obiettivi di miglioramento delle politiche delle risorse, dei rifiuti e di protezione dell’ambiente attraverso la raccolta differenziata spinta ed il riciclaggio ottimale dei rifiuti, la produzione di materie prime secondarie come risultato del trattamento dei rifiuti al fine di ridurre in modo significativo l’importazione di costose e rare materie prime naturali e con obiettivo ultimo il raggiungimento dei Rifiuti Zero.

Gli obiettivi fissati dall’Unione Europea saranno rivisti nel corso del 2014 per effetto della revisione della politica in materia di rifiuti e tra gli altri potrebbe essere contemplata anche l’imposizione di un divieto assoluto, piuttosto che di una semplice direttiva, di superare il limite massimo di rifiuti che si possono mandare in discarica. Un divieto che avrebbe validità per tutti gli stati membri e dunque da applicare anche a Forlì.

“Questo iper attivismo in tema di rifiuti del Partito Democratico si spiega solo con un fatto: temono il programma elettorale del Movimento 5 Stelle che della chiusura dell’inceneritore ben prima del 2020 ha fatto la sua bandiera e su questo non transigeremo una volta conquistato il Municipio”: commenta Daniele Avolio, candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle di Forlì.

 

Chiusura Inceneritori, Avolio (M5S) lancia la sfida

E’ passata in sordina nelle scorse settimane una notizia che invece riguarda molto da vicino il futuro dei forlivesi. La Regione, per voce del sottosegretario alla presidenza Bertelli, ha annunciato che entro il 2020 chiuderanno i due inceneritori di Piacenza e Ravenna, mentre sarà depotenziato il carico di lavoro massimo degli impianti di Modena e Rimini. Nessuna traccia nei piani della Regione dell’inceneritore pubblico di Hera a Forlì che dunque continuerà a lavorare a pieno regime assieme a quello privato di Mengozzi.

“La nostra città – scrive in una nota il Movimento 5 Stelle Forlì – è stata dunque eletta a capitale degli inceneritori. E questo a dimostrazione dell’inesistente ruolo e dell’assoluta mancanza di autorevolezza politica degli amministratori locali del Pd che non hanno voce in capitolo nelle strategie concertate a Bologna. Ecco l’ennesima dimostrazione che dopo Balzani, anche Drei non potrà in alcun modo ottener ragione nella sua sbandierata politica anti-inceneritori, non è ascoltato e non troverà alleati. Toccherà dunque a noi del Movimento 5 Stelle, da sempre contrari agli inceneritori, porre fine a questo poco gratificante primato, lanciando la sfida al centrosinistra e ponendo le basi della proposta programmatica con la chiusura degli inceneritori, con beneficio dell’ambiente, ed il varo di un vero e proprio distretto del riciclo che crei anche posti di lavoro”.

Difenderemo la salute dei nostri concittadini non a parole, ma con i fatti: annuncia il Movimento 5 stelle di Forlì che ha in Daniele Avolio il suo candidato a sindaco.

“Studi internazionali, non soltanto le rilevazioni satellitari della Nasa, che risalgono ad un decennio fa, ma le più recenti prove contenute nel monitoraggio effettuato dall’Agenzia europea per l’ambiente con il rapporto Air Quality in Europe 2013 dimostrano come tutta la zona della pianura padana ed in particolare l’Emilia-Romagna sia fortemente compromessa dallo smog, non soltanto le polveri sottili, il PM10 mosso in relazione con il traffico veicolare, ma anche le polveri ultrasottili le nano particelle queste sì da mettere in relazioni ad impianti industriali ed inceneritori. Con l’inquinamento dell’aria che non accenna a diminuire ed una persona su quattro che si ritrova a respirare aria con sostanze tossiche che superano i limiti fissati dall’Unione Europea e nove persone su dieci che vengono a contatto con elementi nocivi che vanno ben oltre i limiti suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”: spiega nel dettaglio il comunicato del Movimento 5 stelle di Forlì .

“E’ risaputo – aggiungono i pentastellati – che gli inceneritori, riconosciuti nei protocolli burocratici come “aziende insalubri”, propagano polveri ultrasottili, ed è dimostrata la correlazione esistente tra l’aumento della concentrazione di nano polveri e altri inquinanti con l’aumento dell’insorgenza nelle popolazioni che abitano in prossimità di zone estremamente trafficate o nei paraggi di impianti inquinanti, scompensi cardiaci che, soprattutto in persone con un cuore già affaticato, possono portare all’infarto. E Forlì vanta da sempre un tasso superiore alla media di donne e soggetti deboli ammalate di tumore ed un aumento progressivo dei sarcomi dei tessuti molli.”

“Da tempo denunciamo la pericolosità degli inceneritori di Forlì e studi recentissimi (a partire dall’Enhance Health di Forlì, la rilevazione Arpa di Torino e la ricerca realizzata dall’Associazione Medici per l’Ambiente in collaborazione con il Consorzio interuniversitario nazionale di chimica di Venezia) lo dimostrano. Per non parlare degli esiti dell’ultimo lavoro del Tavolo tecnico interistituzionale su Diossine e PCB nel territorio forlivese (effettuato da Ausl, Comune di Forlì, Arpa, Provincia e Ordine dei Medici di Forlì Cesena) che evidenziato la presenza di diossine, furani e policlorobifenili negli allevamenti rurali destinati all’autoconsumo e nelle matrici vegetali a partire da un raggio ristretto (da due a cinque chilometri) dai camini dei due inceneritori di Hera e Mengozzi fino all’area di confine di Forlimpopoli. Perchè le diossine, una volta emesse attraverso i fumi dei camini degli inceneritori, contaminano terreno e pascoli ed entrano nella catena alimentare. Sarà nostro dovere intervenire e garantire la salute dei forlivesi”: conclude la nota del Movimento 5 stelle di Forlì.

 

HERA, il Comune e l’inceneritore

In ambito rifiuti, il rapporto tra Hera ed il nostro Comune appare viziato da una serie di evidenti conflitti a cominciare da quello tra le due società di HERA: Hera spa, gestore dell’inceneritore ed Hera Ambiente srl, gestore del servizio raccolta e trattamento rifiuti.
A proposito di questa evidente incongruità, l’assessore Bellini ha dichiarato alla stampa che la causa del rallentamento nella raccolta differenziata a Forlì era da collegarsi direttamente all’aumento dei costi sostenuti da HERA; solo nei giorni successivi, dopo una risposta non certo conciliante di Hera, lo stesso Assessore si è affrettato a rettificare le precedenti dichiarazioni, aumentando nei cittadini interrogativi e sospetti!
Se l’assessore Bellini non ha il coraggio di affermare che a Forlì la raccolta differenziata non è stata portata a termine per colpa degli ostacoli posti da HERA, allora il Movimento 5 stelle ne prende volentieri il testimone denunciando chiaramente la cosa.
E’ chiaro a tutti come Hera guadagni con l’incenerimento dei rifiuti e come la raccolta differenziata, faccia diminuire, assieme alla quantità del prezioso combustibile, anche la produzione di energia elettrica ed i conseguenti incentivi ad essa legati. Questo è il punto chiave che spiega il parziale fallimento del progetto rifiuti di questa amministrazione.
D’altronde, anche nel caso specifico della produzione di energia dai rifiuti siamo di fronte ad altri interessi poco chiari legati al famoso decreto Bersani (D.Lsg.n.79 – 16/3/99) dove, “furbescamente”, si paragonano gli inceneritori a fonti di energia rinnovabile, attirando sull’Italia gli strali dell’Europa. E’ proprio questa legge targata PD che impone la costruzione degli inceneritori a tutti i costi.
Ricordiamo che la giunta del Sindaco Balzani aveva minacciato la creazione di una società pubblica per far ritornare la città proprietaria del proprio rifiuto; una società “in house” che, come risulta da fonti del Comune stesso, sarebbe già progettualizzata e potenzialmente operativa.
il Movimento 5 Stelle Forlì vuole ricordare ai cittadini che il rifiuto opportunamente trattato è una risorsa di proprietà del Comune, che può creare posti di lavoro sul territorio. Le città che hanno deciso di riciclare sono numerosissime e le esperienze tutte positive!
Gli inceneritori richiedono molto capitale, poca mano d’opera e paradossalmente producono altri rifiuti (ceneri e scorie) che devono essere a loro volta smaltiti come rifiuti speciali e pericolosi. Mentre la raccolta porta a porta e la differenziata spinta (con la tariffa puntuale), invertendo completamente l’equazione, creano molti posti di lavoro (risorse umane) con poco capitale (mezzi ed immobilizzazioni).
L’anacronistica strada dell’incenerimento dei rifiuti, oltre ad un ampiamente provato danno ambientale (con l’allarmante accumulo, anno dopo anno, di veleni nei terreni agricoli!), produce quindi di fatto una immediata sterilizzazione sul nascere di ogni piccola iniziativa imprenditoriale locale volta al settore recupero/riciclo (in forte espansione invece in altre parti d’Italia e nel mondo!). Le poche ditte presenti nel territorio sono infatti spesso costrette ad importare i rifiuti già differenziati da fuori Regione.
Se alle prossime elezioni amministrative i cittadini forlivesi lo premieranno con la maggioranza dei voti, il M5S si impegna a mettere al primo punto di qualsiasi decisione in campo ambientale la salute dei cittadini, ad iniziare dall’applicazione del “principio di precauzione” (stabilito dall’ art. 301, secondo comma, d.lgs. 152/2006 derivante dall’art. 174, paragrafo 2, Trattato CE), anche a scapito degli interessi di società per azioni il cui unico scopo è invece il profitto ad ogni costo. Gli obiettivi che vogliamo raggiungere nei prossimi 5 anni sono la riduzione dei residui (rifiuti rimasti dopo la differenziazione e il recupero) al di sotto di 100 kg per abitante e la definitiva chiusura degli inceneritori, a cominciare da quello di Forlì.

Movimento 5 Stelle Forlì

 

Blitz antidemocratico della Giunta Errani sul Piano Rifiuti

La notizia che il nuovo piano regionale dei rifiuti approvato dalla Regione consentirà al nostro inceneritore di bruciare rifiuti da fuori regione, non ci sorprende.
Un piano regionale che è stato vergognosamente approvato senza alcuna discussione in Consiglio e nell’apposita Commissione, e che testimonia l’ennesimo colpo di mano della Giunta Regionale, che pur di mantenere in vita gli impianti di incenerimento in Emilia-Romagna non esita a mettere in silenzio le opposizioni come la dimissionata Sabrina Freda (assessore all’Ambiente regionale), rea di aver pubblicamente dichiarato che in regione nel 2020 sarebbero sufficienti solo 2-3 impianti contro gli 8 attualmente presenti.
Il forte legame politico-economico tra Hera spa e il PD regionale era stato uno dei motivi che aveva messo in rotta di collisione il sindaco Roberto Balzani con il suo partito. Continue reading…

 

Balzani e il 2014

Il sindaco Balzani ci fa sapere attraverso Facebook che il 2014 ci dirà se i rifiuti d’Italia finiranno nei nostri inceneritori. Incredibilmente, il sindaco delega al nuovo anno la soluzione di un problema molto sentito, dimostrando poca sensibilità ma anche di aver gettato la spugna prima ancora della fine del suo mandato. Allo stesso modo scrive che sarà il 2014 a dirci se avremo progetti chiari sulla sanità, o il solito ‘aumma aumma’ della politica e dei suoi clienti. Anche su questo problema il sindaco, incredibilmente, affida una improbabile risposta sulla ruota della fortuna dell’anno appena iniziato.

Continue reading…