La favola del bosco che non c’HERA

boscoheraAnche oggi il “bosco di Hera”, teoricamente creato per ridurre l’impatto ambientale dell’inceneritore, ci è apparso in tutta la sua triste realtà… un assembramento di piccoli arbusti rinsecchiti, abbandonati a loro stessi! Visto che siamo in clima natalizio abbiamo tentato di migliorarne l’aspetto con un piccolo addobbo, che serva almeno per non dimenticare le promesse mai mantenute!

Le domande sono sempre le stesse: perché piantare 8 ettari di alberi per poi lasciarli senza manutenzione? Quale funzione possono avere queste piantine che non raggiungono i 50 centimetri, quando servirebbe, per ottenere un’efficacia minima, una barriera verde di decine di metri? Chi si deve prendere cura di questo fantomatico bosco? Perché una parte dell’area è utilizzata occasionalmente come parcheggio sterrato?

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In arrivo una montagna di rifiuti ed il posacenere siamo noi. Forlì per le 5 stelle non ci sta!

C’era una volta la sinistra che si occupava di questioni sociali, di morale, di lavoro, di riforme del sistema, difendeva il diritto alla casa… oggi questi argomenti sono ben lontani dai dibattiti della politica: la questione del diritto alla casa, per esempio, si è ridotta ad una mera discussione su quanto e come tassare gli immobili, mentre la morale sembra essere diventata solo quella del profitto. Quanto ancora dovremmo aspettare perché si ritorni a mettere il cittadino al centro della politica?

In questi ultimi giorni, proprio mentre erano in corso anche nel nostro comune le iniziative della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (che ha come scopo per l’appunto la sensibilizzazione della popolazione rispetto al problema della produzione e dello smaltimento dei rifiuti e l’educazione ai comportamenti virtuosi in quest’ambito), giunge una notizia che lascia tutti sgomenti perché denuncia una posizione di governo e giunta regionale quanto meno contraddittoria sulla questione. Un disegno di legge collegato alla legge di stabilità prevede infatti la creazione di una “rete nazionale integrata di impianti di incenerimento” che comporterebbe la migrazione dei rifiuti da zone dove questi non riescono ad essere smaltiti verso le zone dove gli inceneritori ci sono e lavorano al di sotto della loro capacità funzionale massima.

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