Nella piazza esterna del centro commerciale I Portici, l’area a due passi dal centro storico di Forlì che, dopo aver aperto i battenti nel 2004, oggi dopo 12 anni si trova al culmine di una crisi che vede accomunati in un unico destino cittadini, residenti e imprenditori che avevano scommesso sul rilancio del reticolo di via Colombo, in posizione strategica vicino alla stazione. Negozi che hanno chiuso i battenti, locali sfitti, mura imbrattate da scritte e bersaglio di atti vandalici, ritrovo abituale di prostitute, spacciatori, senza fissa dimora e teppisti di ogni tipo.
Questo il teatro del primo appuntamento di “Movimento in ascolto…”, le assemblee pubbliche itineranti che il MoVimento 5 Stelle di Forlì promuoverà nell’intero territorio comunale da qui alla fine del mandato amministrativo, quartiere per quartiere.
Forte è stata la risposta dei cittadini, giovedì sera, nella piazzetta dietro la sede Inail, in via Rosselli Del Turco, un centinaio di persone di tutte le età, anche famiglie al completo e il prete del quartiere, si sono riunite per partecipare alla riunione che ha visto l’intervento dei due consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini e degli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì.
Ma soprattutto, nell’occasione, ha preso la parola la gente: mamme, capifamiglia, giovani, dipendenti delle attività pubbliche e private della zona. Insomma, persone che quotidianamente vivono la realtà dei “Portici”.
Un lungo elenco di lamentele e problemi a ribadire che si tratta di una delle aree più a rischio in tema di sicurezza e vandalismo della città, teatro di spaccio e prostituzione a cielo aperto, risse, e palestra incontrollata dei writers anche delle città vicine. Tutti coloro che hanno preso la parola hanno lamentato il disinteresse dell’amministrazione comunale. Tutti hanno lamentato la mancanza di controllo diurno e notturno della zona. Tutti hanno manifestato una situazione di malessere sociale crescente.
I cittadini de “I Portici” si sono fatti promotori di una raccolta firme su un pacchetto di proposte per far rivivere e assicurare tranquillità a chi popola la zona, ed hanno trovato nel M5S un interlocutore attento (“a differenza dell’amministrazione comunale che non ha mai dato udienza”) e hanno elencato alcune semplici misure che si potrebbero adottare in breve tempo per fronteggiare il rischio degrado.
Il MoVimento 5 Stelle di Forlì si farà portavoce di queste istanze e chiederà al sindaco Drei di rispondere con precisi fatti e una maggiore capacità di ascolto a queste invocazioni di aiuto.
Daniele Vergini e Simone Benini hanno teso la mano ai cittadini, assicurato che ogni tematica sensibile verrà portata nel tentativo di trovare una soluzione in Municipio, all’attenzione della giunta comunale e del sindaco.
Da parte loro i coordinatori del gruppo di lavoro che hanno elaborato la petizione sicurezza del MoVimento 5 Stelle di Forlì hanno illustrato i dieci punti contro microcriminalità e degrado già sottoscritti in città da più di 2000 persone.
Sono state elencate dal MoVimento 5 Stelle di Forlì azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, l’impiego sul territorio della polizia municipale e della vigilanza privata, percorsi di educazione alla “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione, l’installazione di una illuminazione intelligente e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati come i furti in appartamento che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo stesso Pd di Renzi.
“Il nostro percorso di “ascolto” ha preso il via in una delle aree di Forlì con maggiori criticità. Abbiamo ascoltato con grande attenzione le problematiche e le idee espresse liberamente dai cittadini e ne faremo cassa di risonanza in consiglio comunale. Starà poi alla giunta ed al sindaco fornire il necessario grado di attenzione e impegno per risolvere i problemi”: spiegano Daniele Vergini e Simone Benini che assicurano: “Con queste assemblee, che continueranno nei prossimi mesi dopo l’estate, il M5S vuole entrare in contatto con la realtà di tutti i quartieri e di chi vi abita, spesso nell’assoluto disinteresse di chi ci amministra, e, nei casi peggiori, nell’abbandono totale da parte delle istituzioni”.
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Movimento in ascolto… ai Portici. Partono le assemblee itineranti del M5S Forlì
“Movimento in ascolto…”: questo il filo conduttore delle assemblee pubbliche itineranti che il MoVimento 5 Stelle di Forlì promuoverà nell’intero territorio comunale da qui alla fine del mandato amministrativo. Quartiere per quartiere. Il primo appuntamento? Giovedì 21 luglio 2016 ai Portici, vicino al centro commerciale Coop, dalle ore 21 fino alle 23, nella piazzetta dietro la sede Inail, in via Rosselli Del Turco.
Saranno presenti i due consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini e tutti gli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì. Verrà prestata la massima attenzione alle considerazioni, alle eventuali lamentele ed alle proposte dei cittadini di una delle aree più a rischio in tema di sicurezza e vandalismo della città, teatro di spaccio e prostituzione a cielo aperto, risse, e palestra incontrollata dei writers di ogni provenienza.
“Con queste assemblee, che continueranno dopo l’estate, il M5S vuole entrare maggiormente in contatto con la realtà dei quartieri e di chi vi abita, spesso nell’assoluto disinteresse di chi ci amministra, e, nei casi peggiori, nell’abbandono totale da parte delle istituzioni. Il nostro percorso di “ascolto” prende il via nelle aree con maggiori criticità, ascolteremo le problematiche e le idee dei cittadini e ne faremo cassa di risonanza in consiglio comunale”: spiegano Daniele Vergini e Simone Benini.
Il MoVimento 5 Stelle di Forlì chiama all’appello i cittadini: “Vi aspettiamo numerosi, passate parola e partecipate” e rilancia una delle frasi di Beppe Grillo più care agli attivisti: “Ognuno di noi deve dedicare un po’ del proprio tempo e delle proprie competenze ad un progetto comune per rendere migliore la propria città”.
Rinnovata la fiducia ai consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini nella terza semestrale del M5S Forlì
I simpatizzanti del Movimento 5 stelle di Forlì, sabato pomeriggio, in una sala del Foro Boario gremita, hanno rinnovato la fiducia ai consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini. Per la terza volta dall’inizio del mandato, la “base” ha democraticamente approvato l’operato degli eletti in Municipio. Un’occasione di confronto e una vera e propria valutazione dell’applicazione del programma che nessun’altra forza politica ha il coraggio di sperimentare. Sono intervenuti anche il senatore Nicola Morra, vicepresidente della Commissione permanente Affari Costituzionali, la deputata Giulia Sarti ed i consiglieri regionali Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani. Ha portato un breve saluto Riccardo Bevilacqua, anche a nome degli altri due organizer del Meetup 5 Stelle di Forlì: Annamaria De Bellis ed Eros Brunelli. E’ stata un occasione – arricchita da foto, tabelle e video proiettate su maxi schermo – per conoscere dalla viva voce dei protagonisti i retroscena degli episodi che hanno tenuto banco nei mass media negli ultimi giorni: la battaglia contro gli inceneritori Hera e Mengozzi e in favore del riciclo e del compostaggio, lo scoop del parcheggio abusivo della vicesindaco di Forlì Veronica Zanetti in uno stallo per disabili, il boom della petizione sicurezza del M5S con la raccolta firme che ha raggiunto la soglia delle 1.500 in pochi mesi, lo scandalo delle spese legali extrabilancio del Comune di Forlì, la nuova grana delle irregolarità del bilancio 2013 del Comune che – come ha indicato la Corte dei Conti – presentava un avanzo di amministrazione di più di 5 milioni di euro del tutto fittizio, la denuncia dei privilegi della “casta” con i vari benefit a cui i pentastellati hanno rinunciato (la tessera annuale per l’ingresso gratuito in fiera, il pass per l’accesso ed parcheggio in centro storico, ecc). La deputata Giulia Sarti ha raccontato i retroscena delle vicende parlamentari più scottanti come il decreto “salva banche”, la richiesta delle dimissioni del ministro Boschi, la nuova legge sul conflitto di interesse, l’appoggio politico dell’ex Forza Italia al premier Renzi; mentre il senatore Nicola Morra ha parlato di alcune notizie di cronaca che hanno generato fermento nell’opinione pubblica, come per esempio la riforma costituzionale, il referendum sul “no alle trivelle” e la legge sulle unioni civili, raccontando il ruolo del presidente Grasso, la contrarietà in aula a prassi antidemocratiche come il cosiddetto “canguro” e stigmatizzando l’ipocrisia del Pd che vuole sempre salvarsi con questioni procedurali a fronte di divisioni interne palesi, senza dimenticare di citare e spiegare l’intervento in aula di Alberto Airola nello sbugiardare tutte le strumentalizzazioni fatte da partiti di governo e da alcuni media sul ddl Cirinnà.
Il M5S Forlì consegna in Comune le prime 1500 firme raccolte della sua petizione sicurezza: “dal PD solo fumo negli occhi”
“Soltanto oggi il PD si accorge che, considerando il rapporto fra numero di reati e popolazione residente, ai primi posti della graduatoria delle province italiane più bersagliate dall’odioso fenomeno dei furti nelle abitazioni figura proprio la provincia di Forlì-Cesena, che vanta anche il record del maggior incremento assoluto registrato nell’ultimo decennio. Nel tentativo di far credere alla cittadinanza che chi governa la città non se ne sta con le mani in mano, ha presentato uno striminzito ordine del giorno che, attingendo a piene mani dal “pacchetto sicurezza” del Movimento 5 stelle di Forlì, dimostra come il partito di maggioranza, decisamente a corto di idee, non si faccia scrupolo di copiare i grillini”: affermano in una nota i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
“Ma nessuna persona di buon senso – aggiungono i due – può dare seriamente credito a questa iniziativa, visto che quanto indicato nell’ordine del giorno altro non è che una serie di azioni che potevano e dovevano essere adottate immediatamente dopo l’atto di insediamento del sindaco Drei, mentre il PD, solo fino a qualche giorno fa, negava l’esistenza di una emergenza sicurezza trincerandosi dietro la convinzione che si trattasse di un ‘problema di percezione’ ”
I due pentastellati notano in particolare come il PD abbia attinto dagli stessi studi (in primis le ultime statistiche del Censis) che il Movimento 5 stelle di Forlì, già alcuni mesi fa, aveva preso come base per elaborare il proprio “pacchetto sicurezza”; le proposte indicate nel documento che il PD vuole proporre alla giunta Drei (un maggiore coordinamento dei vigili urbani con le forze dell’ordine; un utilizzo degli agenti della Municipale in mansioni di controllo diretto piuttosto che in funzioni burocratiche; una necessità di aumento degli organici e dei fondi per la videosorveglianza) non sono altro che misure copiate di sana pianta dal “pacchetto sicurezza” del Movimento 5 stelle di Forlì.
“Il nostro è un piano corposo in 10 punti sostenuto da una petizione popolare – presentato a fine settembre con un evento pubblico alla presenza del senatore M5S Vito Crimi – che è già stato sottoscritto da ben 1.500 cittadini (fra cui ci sono anche dichiarati elettori del PD); la raccolta, che nei prossimi giorni sarà presentata anche agli organismi istituzionali locali, tra cui questore e prefetto di Forlì, è destinata a non fermarsi qui ma a continuare nei prossimi mesi. Noi del M5S, pur sedendo nei banchi dell’opposizione, facciamo sul serio per risolvere la piaga dei furti mentre il PD, che governa da decenni, si accorge soltanto oggi del problema e prova a gettare fumo negli occhi”: ribadiscono Benini e Vergini.
Nel “Pacchetto sicurezza del M5S Forlì” si elencano azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la video sorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della Polizia Municipale, l’impiego di personale della Vigilanza privata (che non dovrà sovrapporsi alla regolare attività delle forze dell’ordine essendo finalizzato specificatamente al controllo diurno e notturno di aree a rischio e degradate), percorsi di educazione alla sicurezza ed alla “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione, l’installazione di una illuminazione intelligente e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento (che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo stesso PD di Renzi).
Per quanto appena detto ci sembra evidente come il PD, anche a livello locale, non possa risultare credibile quando si propone come il soggetto istituzionale che garantirà la sicurezza futura della città non avendolo mai fatto fin qui con le sue precedenti amministrazioni. Tipico esempio è la videosorveglianza: a Forlì le 132 telecamere montate sono in gran parte non funzionanti o dislocate in punti non utili alle attività di indagine. Con solo 50 telecamere funzionanti e posizionate in punti strategici, tutte controllate da una cabina di regia unica con sede in Questura e funzionante 24 ore su 24, Forlì diventerebbe tra le città più sicure d’Italia: di questo il PD e la giunta Drei, come del resto la precedente del sindaco Balzani, non hanno mai parlato nelle sedi opportune quali il “Comitato Prefettizio per l’ordine pubblico e la sicurezza” e l’Unione dei Comuni, ente responsabile della Polizia Municipale anche delle città vicine. Parole, solo parole al vento, mentre noi del Movimento 5 stelle di Forlì proponiamo soluzioni concrete e prepariamo il cambiamento”: concludono la riflessione i consiglieri comunali M5S.
Elezioni dei Quartieri: la società civile si metta in gioco per non lasciarli nelle mani dei “soliti”
Entro il 29 ottobre 2015 è possibile iscriversi come candidati nelle liste elettorali per il rinnovo dei 42 Comitati di Quartiere del Comune di Forlì. Le candidature vanno presentate in Comune all’Ufficio Partecipazione, telefono: 0543 712299 – 712868 aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.
Il Movimento 5 Stelle di Forlì invita tutti i cittadini ad attivarsi e a partecipare mettendosi in gioco personalmente candidandosi: “per non lasciare i quartieri in mano ad esponenti di partito che si muoverebbero soltanto nel solco degli interessi della maggioranza o al servizio dell’ideologia partitocratica che tanti danni ha fatto al nostro Paese ed alla nostra città”.
“Al di là della mozione di principio, siamo convinti che in un ordinamento democratico la sovranità debba essere esercitata a partire dal popolo che la esprime, i Comitati di Quartiere potrebbero dimostrarsi importanti organismi di partecipazione territoriale per far emergere dal basso istanze, pareri, problematiche e progettualità che possano e dovranno trovare ascolto in chi amministra ed anche in chi, come noi, rappresenta un’opposizione libera, indipendente e che non concede sconti o favoritismi ad alcuno”: si legge in una nota del Movimento 5 Stelle di Forlì.
“La soppressione delle circoscrizioni è stata definita in un contesto di risparmio della spesa pubblica e di razionalizzazione degli organismi istituzionali, a salvaguardare il patrimonio civico delle esperienze di partecipazione istituzionale dal basso resteranno i comitati di quartiere che si basano sul volontariato e non sono legittimati ad assumere atti che impegnano direttamente l’amministrazione Comunale. Vorremmo evitare, dunque, che la gestione di questi organismi fosse affidata ai soliti militanti del PD interessati soltanto a controllare il territorio e vorremmo, altresì, che i Comitati avessero fra le loro fila reali esponenti della società civile, noi ci impegnamo da subito a offrire loro, indipendentemente dal credo politico, la possibilità di contare sul M5S come interlocutore affidabile per portare le proprie questioni in Consiglio Comunale. Se le proposte non saranno in contrasto con il nostro programma elettorale e programmatico ne faremo una nostra battaglia per soddisfare esigenze e bisogni del territorio”: commentano Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.
Le elezioni si svolgeranno domenica 29 novembre 2015 dalle ore 8 alle ore 20. Possono candidarsi e votare i residenti di ogni Quartiere, sia italiani che stranieri, che hanno compiuto 16 anni alla data delle elezioni, oppure coloro che hanno nel Quartiere un centro di interesse (quest’ultima condizione va motivata per iscritto recandosi all’Unità Partecipazione entro il termine del 16 novembre).
Al via la petizione M5S per una città più sicura, sabato in piazza presentazione ufficiale con il senatore Vito Crimi
Al ritmo di tre, quattro furti e rapine al giorno Forlì si guadagna il suo poco onorevole primato negativo nazionale: fra le città più vulnerabili al crimine, in cima alla classifica nazionale dei furti in casa. Come certificano le statistiche, Censis: in provincia di Forlì-Cesena triplicati in 10 anni dal 2004 al 2013 i furti in abitazione: +312,9%; Sole 24 Ore: la Provincia di Forlì-Cesena è 5^ assoluta in Italia per il numero di furti in casa con un aumento del 24,2% in un anno e 655 casi per 100mila abitanti; Centro Transcrime dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università di Trento: la provincia di Forlì-Cesena vanta un ritmo superiore a quello nazionale in tema di furti e razzie in appartamento: +232% in 8 anni (dal 2004 al 2012).
Che fare?
Il Movimento 5 stelle di Forlì ha elaborato un vero e proprio “pacchetto sicurezza” composto in 10 punti, tutti immediatamente realizzabili che è nostra intenzione presentare agli organismi istituzionali locali: questore, prefetto, etc. E i cittadini potranno anche sostenere la proposta sottoscrivendo una petizione popolare che prenderà avvio sabato 26 settembre, alle ore 15:00 in piazza Saffi, in occasione dell’evento pubblico a tema che vedrà la presenza del senatore M5S Vito Crimi, membro della commissione sicurezza.
I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle: Simone Benini e Daniele Vergini, venerdì 25 settembre hanno illustrato in conferenza stampa il “decalogo sicurezza – Forlì città sicura”: “Il sindaco e gli amministratori locali parlano spesso di tavoli di lavoro, di piani e di provvedimenti vari contro la criminalità, misure sbandierate come slogan che purtroppo non trovano riscontro in qualcosa di concreto. Noi, invece, col nostro “Pacchetto Sicurezza” , abbiamo proposto invece soluzioni concretamente realizzabili ed in gran parte attuabili fin da subito, in grado di rendere di nuovo la città di Forlì capace di difendersi e di tornare ad essere fra le più sicure d’Italia”.
Nel piano in 10 punti coesistono elementi concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, divieto di accattonaggio molesto, lotta all’abusivismo (commerciale e amministrativo) e in tema di prevenzione e sensibilizzazione dei doveri della cittadinanza e tutela dell’ordine pubblico; video sorveglianza mirata: a Forlì le 132 telecamere montate sono in gran parte non funzionanti o dislocate in punti non utili alle attività di indagine. Con solo 50 telecamere funzionanti e posizionate in punti strategici tutte controllate da una cabina di regia (in Questura) in funzione 24 ore, Forlì diventerebbe la città più sicura d’Italia.
E’ previsto, inoltre, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine: i tagli eseguiti nelle scorse legislature hanno indebolito fortemente gli organici delle varie forze dell’ordine non contento il naturale e necessario ricambio generazionale, allo stato attuale ci si trova quindi con un organico mediamente “invecchiato” che necessita di forze fresche in aiuto. Il sindaco dovrà farsi parte attiva nei tavoli prefettizi per sollecitare le autorità nazionali e governative a concorrere maggiormente alla sicurezza cittadina.
Anche per la Polizia Municipale il M5S ha previsto una soluzione: meno multe, più controllo del territorio e della sicurezza urbana. “Proponiamo di sollevare il corpo della Polizia Locale da compiti meramente amministrativi, come è attualmente, e in particolar modo la riscossione delle multe e dislocarli intelligentemente sul territorio per formare dei presidi di sicurezza a cui il cittadino può ricorrere in maniera collaborativa”: dicono Simone Benini e Daniele Vergini. I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle propongono poi più sinergia fra le forze preposte ai controlli, con il sindaco che dovrà farsi carico della proposta e mettere a disposizione risorse e tecnologie per far si che si intensifichino le collaborazioni e le sinergie tra le varie forze. L’impiego del personale della Vigilanza privata, che non dovrà sovrapporsi alla regolare attività delle forze dell’ordine, ma dovrà essere finalizzato al controllo diurno e notturno di aree a rischio di volta in volta identificate e segnalate quali: aree industriali abbandonate, zone cimiteriali, parcheggi a rischio rapina, aree urbane degradate, frazioni e quartieri periferici, etc. E assieme a questo anche la proposta di attivare percorsi di educazione alla sicurezza ed alla “sorveglianza di vicinato” perchè il M5S ritiene utile concorrere alla attivazione o favorire la nascita di gruppi territorialmente omogenei che possano essere informati ed educati a comportamenti virtuosi dal punto di vista della sicurezza e contemporaneamente che abbiano gli strumenti per comunicare tra loro e direttamente con le forze dell’ordine, eventuali anomalie del territorio in modo da creare una vera e propria rete preventiva di controllo di sociale. Fra le proposte più innovative contenute nel “Pacchetto sicurezza”: la stipula – a carico del Comune per conto di tutte le famiglie forlivesi – di un’assicurazione contro i furti in abitazione: “Esistono in ambito nazionale compagnie assicurative che coprono il rischio dei danni conseguenti ai furti in abitazione con prezzi convenzionati di cui si dovrà fare carico integralmente l’amministrazione comunale. I soldi ci sono. Molti milioni di euro sono stati spesi invano… Le risorse vanno stornate dai capitoli di bilancio dove come movimento 5 stelle abbiamo riscontrato maggior grado di disorganicità e quindi si chiede di definire nel bilancio annuale una voce specifica relativa a tale destinazione” . Poi c’è il capitolo dell’illuminazione intelligente, il M5S ritiene necessaria la nascita di un progetto che potrebbe diventare pilota a livello nazionale per l’utilizzo dell’illuminazione intelligente in maniera utile alla dissuasione dei reati e nel contempo rispettosa del risparmio energetico. L’utilizzo di sistemi a fotocellule consente l’attivazione solo quando necessaria, fermo restando l’utilizzo della illuminazione permanente dove necessaria, per esempio in tema di sicurezza stradale. Infine, ultimo punto, la richiesta a viva voce della certezza della pena e dell’inasprimento delle pene per reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento, che tuttora ricadono sulle norme indultate e svuota carceri. “Demandiamo ai parlamentari del nostro movimento l’incarico di verificare la fattibilità di rendere più congrue le pene in materia di reati alla persona o il danno di cose e beni appartenenti ai cittadini e ritenendo fondamentale garantire la certezza della pena. Proprio di questo parleremo con il nostro parlamentare Vito Crimi invitato sabato 26 settembre a Forlì, in piazza Saffi, per un incontro pubblico con i cittadini, a lui il compito di sostenere il nostro progetto e indirizzare l’azione del M5S verso le nostre richieste”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Simone Benini e Daniele Vergini.
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Rinnovata la fiducia del Movimento 5 stelle di Forli ai due consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini
I simpatizzanti e gli attivisti hanno approvato all’unanimità l’attività svolta dai consiglieri nel secondo semestre dall’inizio del mandato ad oggi secondo una “pratica democratica” che assegna agli elettori la possibilità di valutare direttamente se i loro “portavoce” in Comune si sono attenuti ai doveri etico/politici, al programma elettorale e alle logiche dell’attuazione della democrazia partecipata all’interno del gruppo e nei confronti del Meetup “Forlì per le 5 Stelle”. Una modalità che marca la differenza sostanziale del M5S rispetto ai partiti ed ai politici “tradizionali” che una volta eletti non rispondono più ad alcun obbligo o alcuna verifica esterna.
Daniele Vergini e Simone Benini, dopo aver vestito i panni dei camerieri – per sottolineare anche materialmente lo spirito di servizio verso la comunità che li ha eletti – nella cena di autofinanziamento con cui si è aperta giovedì sera l’assemblea, hanno elencato le attività svolte in Consiglio Comunale nei 6 mesi precedenti, come interrogazioni, mozioni, ordini del giorno e accessi agli atti sulle tematiche più scottanti. Un lungo elenco che comprende: la lotta all’inceneritore e la mozione rifiuti zero, lo stop agli Ogm, la bocciatura della super addizionale Irpef che stava per essere varata dalla giunta Drei, le proposte su acqua pubblica, la trasparenza negli appalti pubblici, a partire dal caso di uno degli arrestati nell’inchiesta sulle presunte mazzette della Cooperativa Cpl Concordia girate per la metanizzazione dell’isola di Ischia che è risultato essere anche il rappresentante in una società che sta gestendo l’appalto dei servizi cimiteriali per conto del Comune di Forlì, la proposta di creazione del registro bigenitorialità, la mozione presentata contro il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), il “Trattato TransAtlantico sul commercio e gli investimenti” che lede il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali, fino all’ultima battaglia contro Livia Tellus Romagna: un “mostro finanziario” che toglierà i servizi dal controllo dei cittadini.
L’elenco potrebbe anche continuare…. così come continua, dunque, dopo la prima semestrale di gennaio scorso, la rendicontazione dell’attività svolta in Municipio dai due consiglieri del Movimento 5 stelle senza dimenticare anche la prima scelta etica che hanno adottato di rinunciare ai vari benefit concessi ai consiglieri ed ai fondi pubblici erogati ai gruppi consiliari.
Seconda verifica semestrale per Benini e Vergini. Mettiti comodo, la piadina te la servono i consiglieri del MoVimento 5 Stelle!
Il MoVimento 5 Stelle di Forlì ha organizzato la seconda verifica semestrale dell’attività svolta dai due consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini, già promossi a pieni voti il 29 gennaio scorso nella sala conferenze del Foro Boario. Ma questa volta il teatro di questa particolare ed unica modalità di controllo degli eletti, che non ha eguali nelle altre forze politiche, sarà il Chiosco della “Piada del Parco” in via Pertini presso il Parco Urbano Franco Agosto, entrata da da viale dell’appennino via Alessandro Pertini. L’appuntamento è per giovedì 9 luglio a partire dalle ore 20 e prevede non soltanto il resoconto semestrale dell’attività dei consiglieri comunali e il voto per l’eventuale rinnovo per un altro semestre del loro mandato, ma anche una contestuale cena di autofinanziamento dove a servire ai tavoli saranno proprio i due consiglieri comunali. Dopo la cena, indicativamente alle ore 21 i consiglieri rendiconteranno ai presenti il lavoro svolto negli ultimi 6 mesi in consiglio comunale con l’ausilio di immagini e video. E come nell’occasione precedente Daniele Vergini e Simone Benini rimetteranno il loro mandato nelle mani dei cittadini a 5 stelle, che a fine serata, valuteranno il loro operato e potranno rinnovarlo, affinché la voce dei “pentastellati” sul territorio sia rafforzata dal costante consenso della base in un clima di confronto e risposta innovativa e produttiva per il futuro della città. La partecipazione alla cena (al costo di 8 euro a cui si potrà aggiungere una somma a propria discrezionalità per l’autofinanziamento) non è obbligatoria ma è gradita la prenotazione, inviando una mail a [email protected] o scrivendo alla pagina facebook del MoVimento 5 Stelle di Forlì.
Abbattimento degli alberi di corso Diaz: replica alla nota del Comune
Il Movimento 5 stelle Forlì replica a Rosanna Gardella, dirigente del Servizio Contratti Gare Logistica del Comune di Forlì, che in merito alle vicenda del progetto di abbattimento dei bagolari di corso Diaz ha bollato le recenti critiche mosse dai pentastellati all’amministrazione Drei come “notizie che non rispondono a verità”.
“Diffidiamo ufficialmente chiunque, fra tecnici e amministratori del Comune, dal sostenere queste accuse, visto che nel comunicato da noi inviato ai mass media si elencavano fatti incontrovertibili e si discuteva soltanto dell’opportunità politica del continuare a sostenere un progetto nonostante le ripercussioni riportate dalle notizie di stampa: l’inchiesta della magistratura che aveva portato all’indagine di due dipendenti comunali e un imprenditore privato della ditta che doveva eseguire i lavori dell’abbattimento dei filari di viale Bolognesi e il più recente caso del Consorzio cesenate Formula Ambiente, vincitore del bando per il restyling di corso Diaz, che era in qualche modo collegata alla coop “29 Giugno” di Salvatore Buzzi, l’uomo che insieme a Carminati avrebbe gestito la rete fuorilegge degli appalti a Roma, colui che la Procura di Roma ad indagini ancora in corso e foriere di nuovi sviluppi considera il perno del sistema corruttivo ‘Mafia Capitale’. Di questo abbiamo parlato, non di altro; spiegando anche che non volevamo muovere facili allusioni o illazioni, ma soltanto attenerci a fatti di cronaca”: scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.
I due esponenti locali del movimento guidato a livello nazionale da Beppe Grillo aggiungono che: “Prendiamo anche atto che le spiegazioni profuse nel comunicato del Comune da Rosanna Gardella confermano le nostre affermazioni fornite, correttamente e con spirito di trasparenza, all’opinione pubblica nel nostro precedente comunicato: di 6 imprese invitate 5 hanno prodotto un’offerta di ribasso e il miglior prezzo è stato del Consorzio Formula Ambiente di Cesena che ha presentato una cifra del 3,13% inferiore dei lavori, un ribasso – lo ribadiamo, perché tale si deve considerare – davvero esiguo”. I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini concludono la nota dicendosi: “Dispiaciuti che la Giunta comunale che sta sostenendo il progetto in ogni sede non abbia mostrato il coraggio, che migliaia di cittadini firmatari di una petizione in difesa degli alberi di corso Diaz richiedono e meritano, di elencare le motivazioni politiche e non tecniche che la spingono, nonostante tutto, ad andare avanti in questo progetto che, in un modo o nell’altro, la precedente amministrazione era stata costretta a mettere nel cassetto! E chiediamo che questa Giunta ci spieghi una volta e per tutte quale sia il motivo che la spinge ad eradicare alberi sani in barba al principio che si può abbattere soltanto se c’è rischio l’incolumità dei cittadini”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.
Il Movimento 5 Stelle dice “no” all’abbattimento degli alberi di corso Diaz
Il Movimento 5 Stelle di Forlì si schiera ufficialmente contro l’eliminazione degli alberi di corso Diaz. Bocciato il progetto dell’amministrazione comunale che prevede l’abbattimento di 15 alberi bagolari sui 17 che costeggiano la centralissima strada del centro storico che si vorrebbero sostituire con una filiera di peri da fiore. La voce dei pentastellati si aggiunge, dunque, a quella dei 2329 cittadini che hanno firmato liberamente una petizione stilata da un comitato civico apartitico, il gruppo ‘Giù le mani dagli alberi di Forlì’, nato sui social network dall’iniziativa dei gemelli artisti Nicola e Alfonso Vaccari.
“Alcuni giorni fa ci siamo espressi chiaramente sulla necessità che la giunta Drei discuta pubblicamente in consiglio comunale l’argomento e non nelle ‘segrete stanze’ della Giunta. Chiediamo che i partiti si pronuncino apertamente e si esprimano su questo intervento che non è soltanto un progetto di riqualificazione del verde pubblico, come vorrebbero dare ad intendere sindaco e vicesindaco, ma in realtà si sta dimostrando una prova di forza per creare un precedente amministrativo: eradicare alberi sani si può in barba al principio che la pianta sia sana e non a rischio per l’incolumità dei cittadini, senza degnare di alcuna considerazione le voci contrarie di cittadini che si sono espressi contro il taglio ed hanno raccolto un numero consistente di firme”: scrivono in una nota Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.
Sull’annosa vicenda del progetto delle alberature di corso Diaz i pentastellati ricordano che si tratta pur sempre dello stesso progetto del restyling del verde cittadino, oggi lievemente modificato, che già la precedente Giunta comunale di Balzani era stata costretta a riporre nel cassetto a causa dell’ondata di critiche e dell’inchiesta della magistratura che aveva indagato due dipendenti comunali e un imprenditore privato della ditta che doveva eseguire i lavori relativamente all’abbattimento dei filari di viale Bolognesi.
“Chiediamo che questa giunta motivi del dettaglio le ragioni che l’hanno spinta – come ha ammesso il vicesindaco Zanetti in una serata pubblica – ad istruire un appalto con un bando affidato con procedura negoziata e gara ad inviti ristretti ad un numero limitato di ditte (6 in tutto e solo 5 hanno presentato un’ offerta), gara al massimo ribasso che ha visto prevalere il Consorzio cesenate Formula Ambiente con un margine davvero esiguo, la cooperativa cesenate era inoltre legata alla coop “29 Giugno” di Salvatore Buzzi, l’uomo che insieme a Carminati avrebbe gestito la rete fuorilegge degli appalti a Roma, colui che la Procura considera il perno del sistema corruttivo ‘Mafia Capitale’.
“Senza voler per questo muovere allusioni o peggio illazioni, ma attenendoci soltanto ai fatti di cronaca, e prendendo atto che pochi mesi fa il consorzio Formula Ambiente ha troncato i rapporti con le coop coinvolte nell’inchiesta della magistratura romana, riteniamo ugualmente necessario che sull’intero appalto, e la procedura che dovrebbe regolare l’intervento in corso Diaz, da noi comunque contestato, la giunta comunale di Forlì si muova nella massima trasparenza e maggiore volontà collaborativa con tutte le forze politiche e gli stessi cittadini, anzichè trincerarsi dietro un incomprensibile ‘muro contro muro’ che irrigidirebbe soltanto le posizioni”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.








































