Malmissole, Casa della Speranza o della Discordia? M5S: “No a progetti calati dall’alto, decidano i cittadini”

VolantinoMalmissoleIl Movimento 5 Stelle torna sulla vicenda della Casa della Speranza di Malmissole dopo aver portato la vicenda al centro del dibattito pubblico denunciando pubblicamente, qualche settimana fa, il tentativo di occultare al Consiglio Comunale la petizione inviata da più di 500 abitanti del quartiere e di quelli limitrofi.

“Ancor prima del merito è sbagliato il metodo con il quale il progetto è stato di fatto calato dall’alto senza coinvolgere prima la cittadinanza, non si può avviare un progetto con un impatto del genere senza ottenere la condivisione delle persone che vivono in quel territorio – spiegano Daniele Vergini e Simone Benini consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì – al contrario noi, che facciamo della partecipazione una delle nostre stelle polari, invitiamo gli abitanti dei quartieri Malmissole, Barisano, Poggio, Roncadello, San Giorgio a intervenire numerosi al prossimo appuntamento del “MoVimento in Ascolto” che si svolgerà, nonostante i numerosi ostacoli posti dal Comune, lunedì 22 maggio in via Trentola n. 68, dalle ore 21:00, presso l’azienda agricola Casadei, per riflettere e discutere insieme sulla Casa della Speranza e su eventuali altre problematiche. Incontro che abbiamo voluto nell’ambito della nostra iniziativa itinerante per ascoltare la voce dei quartieri, troppo spesso abbandonati nell’assoluto disinteresse di chi ci amministra”.

Sulla vicenda di Malmissole, il messaggio di una larga parte residenti è stato chiaro: l’eventuale presenza dei detenuti è vissuta con forte disagio e grandi preoccupazioni. Il luogo scelto per il progetto della Casa della Speranza non è ritenuto idoneo e sta creando una forte spaccatura nella piccola comunità e si teme che possa portare ad un peggioramento del senso di sicurezza, già di per sé precario, percepito dai residenti.

“Stiamo assistendo ad una spaccatura della comunità dei residenti, alimentata proprio dall’insistenza della Diocesi nel procedere su scelte non condivise con la popolazione, cosa che ha messo su due posizioni contrapposte gli abitanti, con conseguenze che possono generare nel tempo dolorose ferite all’interno della comunità”, è la preoccupazione espressa dai due consiglieri 5 Stelle. “Come si può sostenere di aver adeguatamente informato gli abitanti quando in realtà sono stati contattati solo parrocchiani ed i referenti del quartiere che a quanto pare non si sarebbero occupati di trasferire l’informazione la popolazione residente?”

“Inoltre – continuano i pentastellati – ci giunge voce che la Diocesi usufruirebbe di fondi per ristrutturare i locali della canonica della chiesetta di Malmissole per adibirli, appunto, all’accoglienza dei detenuti a fine pena; ma se l’obiettivo del progetto è veramente quello caritatevole, crediamo sia da considerare come alternativa  la proposta del comitato dei residenti di realizzare l’iniziativa in altri luoghi meno invasivi e centrali per la vita di paese, ad esempio in una tenuta agricola anch’essa di proprietà della Diocesi.

“L’Amministrazione comunale pur negando ufficialmente il proprio coinvolgimento ha attivato l’instancabile assessore Mosconi per gettare acqua sul fuoco, nel tentativo di appoggiare gli interessi della Diocesi e delle associazioni a lei vicine piuttosto che i diritti e la volontà di tutti i cittadini. D’altronde non è un mistero l’ispirazione e trazione “democristiana” di questa maggioranza. Noi dal canto nostro rinnoviamo l’invito ad una rapida calendarizzazione della discussione della petizione, che speriamo non necessiti di “tempi biblici” per essere finalmente portata in aula!”, concludono i Consiglieri Comunali Vergini e Benini.

 

Aeroporto, M5S: “Drei rinuncia a coinvolgere i cittadini con il “piano B”, una scelta priva di buon senso”

“Accogliamo con piacere la nuova spinta delle Associazioni di categoria romagnole in merito alla annosa questione dell’aeroporto Ridolfi, riportata alla ribalta dalla stampa locale, stimolata della nostra richiesta al Sindaco di instaurare un processo partecipativo con l’obiettivo di dare finalmente una destinazione d’uso sostenibile ed economicamente autosufficiente dell’area aeroportuale.” si legge in una nota dei consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del M5s di Forlì

Quella di una regia regionale, che punti a sviluppare ed integrare Bologna e la Romagna per cogliere le opportunità di sviluppo, è sicuramente una strada percorribile per un ultimo tentativo di riapertura ma per i consiglieri 5 Stelle, questa non è l’unica possibilità: “Si può e si deve innescare un “processo partecipativo” quale strumento facilitatore per permettere una discussione ampia e condivisa sulle potenzialità dell’area mettendo sul piatto tutte le opzioni, nessuna esclusa, quindi considerando sia le ipotesi favorevoli che contrarie alla riapertura ai voli civili dello scalo, e lasciando la decisione finale ai cittadini.”, affermano i consiglieri Vergini e Benini.

“Ricordando che l’aeroporto Ridolfi rimarrà in ogni caso parzialmente utilizzato ai fini del volo per l’Enav, l’area è un patrimonio pubblico da recuperare e valorizzare mentre oggi versa in una situazione di degrado e abbandono causati dal fallimento dei due ultimi tentativi di gestione dell’aeroporto quali la bancarotta di SEAF e la recente revoca della concessione ad Air Romagna, e tutto ciò manifesta una evidente e sconcertante mancanza di soluzioni da parte di tutti i livelli istituzionali coinvolti, compresa la rappresentanza parlamentare di riferimento dell’on. Marco Di Maio del Pd, che solo tre anni fa aveva parlato di “progetto solido”, per poi rimangiarsi totalmente la parola.”, spiegano Vergini e Benini.

“Visti i fallimenti del passato ed i circa 40 milioni di euro di soldi pubblici buttati, è stato ancor più spiacevole e deprimente assistere alla chiusura totale del sindaco Drei al confronto con i propri cittadini, arroccandosi dietro l’impossibilità di poter avviare il processo partecipativo perché “l’Aeroporto è ancora in mano agli Enti Governativi”. Non riteniamo che questo fosse un impedimento all’avvio del processo, al contrario questa era senz’altro un’opportunità da cogliere, e la chiusura del sindaco denota una mancanza del buon senso che dovrebbe avere ogni amministratore e ogni buon padre di famiglia”, rispondono al Sindaco Drei i Consiglieri 5 Stelle.

“Il processo partecipativo avrebbe permesso a tutti i portatori di interesse di mettere in campo le energie migliori, esperti, esperienze, studi, tutto il necessario per imbandire un tavolo condiviso, in modo da fornire gli ingredienti per ottenere il miglior risultato.”

Lo strumento, normato dalla legge regionale dell’Emilia Romagna n. 3/2010, è stato appositamente ideato affinché tutti i portatori di interesse (nel nostro caso: cittadini, Comune Forlì, Unione dei Comuni Forlivesi, Regione ER, SAB, AirRiminum, lavoratori dipendenti, sindacati, Enav, Enac, associazioni di categoria, comitati, eventuali cordate di imprenditori, ecc) vengano portati nello stesso ambiente di lavoro per confrontarsi, discutere e condividere scelte, percorsi, responsabilità e risultati, uno strumento che promuovere il diritto/dovere alla partecipazione attiva dei cittadini per l’elaborazione delle politiche locali.

“Il M5S, che ha nel suo DNA la democrazia diretta, è ovviamente favorevole a questi strumenti, siamo invece stupiti di come un’Amministrazione, che si dichiara democratica, non lo utilizzi praticamente mai e continui a preferire le scelte calate dall’alto, decise da pochi ed imposte a tanti”, concludono i due consiglieri del M5S.

 

Nuova sala ai Portici per il Meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì

serata-5-stelle-ai-porticiIl Meetup di Forlì, Amici di Beppe Grillo, da giovedì 4 maggio si riunisce in una nuova sala in via Bonali nr. 60, presso il Centro Commerciale “I Portici”. Il luogo non è casuale: il percorso di “Ascolto” del Movimento 5 Stelle, che si propone di essere presente nel territorio facendo tappa in ogni quartiere della città per rilevare le problematiche ed i disagi dei cittadini residenti, ha avuto il suo battesimo proprio qui. Una tra le aree di Forlì che presenta maggiori criticità, per le numerose segnalazioni di degrado che hanno avuto notevole risonanza mediatica.
La presenza di un nuovo punto di aggregazione nella zona ed il “movimento” più frequente di persone daranno un piccolo contributo a contrastare il degrado che al contrario avrebbe vita più facile in uno spazio abbandonato.
Nella nuova sala si svolgeranno diverse attività: le assemblee del Meetup, a cadenza regolare ogni primo e terzo giovedì del mese con la presenza dei portavoce del M5S, Daniele Vergini e Simone Benini,  le riunioni dei Gruppi di Lavoro Tematici in cui si potrà discutere, confrontarsi, proporre idee e progetti su qualsiasi aspetto della vita cittadina e non solo, ed infine sarà un luogo in cui si svolgeranno anche incontri, con la presenza di esperti, di approfondimento, di informazione, di divulgazione sui temi di attualità e di interesse politico. Il nuovo centro accoglierà, oltre a tutti coloro che vorranno prendere parte attiva nel collaborare, proporre, contribuire a migliorare la nostra città, anche chi vorrà portare all’attenzione del M5s di Forlì segnalazioni e problematiche del territorio di interesse collettivo.

 

Casa della speranza di Malmissole, M5S: “il comune “occulta” la petizione e ci nega la sala di quartiere”

MalmissoleE’ notizia di qualche settimana fa l’annuncio del progetto “Casa della Speranza” che dovrebbe svilupparsi nel quartiere di Malmissole, piccola frazione del forlivese di circa 500 abitanti. Dalle notizie trapelate il progetto, coordinato da un’associazione temporanea di scopo composta da Diocesi, associazione Papa Giovanni XXIII e Caritas, prevederebbe di ospitare all’interno dei locali della canonica 13 detenuti a fine pena, da avviare ad un percorso di reinserimento sotto il controllo di 2 soli educatori (che paiono francamente molto pochi rispetto agli ospiti).

“Da quello che abbiamo appreso da alcuni cittadini, il progetto non convince affatto la popolazione locale”, dichiarano i consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini del Movimento 5 Stelle di Forlì, “che, a quanto pare, sarebbe stata inspiegabilmente tenuta all’oscuro del progetto fino all’ultimo momento; per quale motivo l’Amministrazione ma soprattutto il comitato di quartiere, che sapevano di questo progetto, non hanno informato i concittadini?” si domandano i pentastellati.

“Abbiamo successivamente appreso che i cittadini di Malmissole hanno presentato una petizione, corredata da diverse centinaia di firme, che chiede di rimettere in discussione il progetto”, affermano Vergini e Benini, “ma la cosa grave è che questa petizione, depositata il 10 aprile e indirizzata al Consiglio è stata tenuta nascosta ai consiglieri e assegnata inspiegabilmente al Sindaco, in spregio ai regolamenti comunali! Questa è una cosa molto grave e chiediamo che venga ripristinato al più presto l’iter corretto, convocando urgentemente, come da regolamento, una commissione consiliare che discuta la petizione, come era evidentemente nelle intenzioni dei proponenti, in un dibattito pubblico,” insistono i consiglieri.

“Ma c’è dell’altro : avevamo anche intenzione di organizzare proprio nei quartieri di Malmissole/Barisano il prossimo appuntamento delle nostre assemblee itineranti “MoVimento in ascolto”, volte ad ascoltare le problematiche e le proposte della cittadinanza, ma ci siamo visti negare la sala di quartiere in via Trentola, richiesta per ospitare la nostra iniziativa”, denunciano i pentastellati, “è inaccettabile che l’Ufficio Partecipazione ci neghi l’utilizzo della sala adducendo motivazioni risibili; chi paga le bollette della sala di via Trentola dove si riunisce il comitato del quartiere Barisano? Ovviamente il Comune, con i soldi dei forlivesi! E allora per quale motivo viene negato il suo utilizzo a consiglieri eletti da più di 7000 forlivesi?”, domandano Vergini e Benini.

“Questa vicenda è l’ennesima prova che per il Pd la Partecipazione è solo uno slogan elettorale ed il suo unico obiettivo è invece quello di “tagliarci fuori”, cercando di recidere il collegamento tra M5S e cittadini… ma vi assicuriamo che non sarà una sala negata o una petizione occultata a fermarci, il M5S incontrerà in un modo o nell’altro la cittadinanza di Malmissole, se necessario anche all’aperto se la sala non verrà concessa!”, concludono Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Approvata all’unanimità su proposta del M5S la figura del “consigliere aggiunto universitario”

Nel consiglio comunale dell’11 aprile scorso è stata approvata una mozione dei consiglieri 5 Stelle Simone Benini e Daniele Vergini che aveva per oggetto l’istituzione nell’ambito dello statuto e del regolamento Comunale del consigliere aggiunto universitario.

“Si tratta di un passo avanti nel riconoscimento del diritto di partecipazione attiva al futuro della città di una parte consistente di persone che vivono e fruiscono delle strutture universitarie e cittadine di Forlì pur provenendo da città anche molto lontane”, dichiarano entusiasti i consiglieri Benini e Vergini, “Stiamo parlando di una realtà che vede nel polo di Forlì e Cesena circa 10mila studenti, più’ un migliaio di professori, ricercatori, borsisti e personale amministrativo”

“Forlì è una città universitaria ed anche le istituzioni di controllo e di governo devono poter accogliere una figura proveniente da quello che non è un ‘mondo parallelo’ e disconnesso, ma che vive e produce valore per la città. L’idea, tra l’altro già sperimentata in altre città che ospitano poli universitari, affonda le radici in una semplice considerazione: gli studenti sono una risorsa culturale ed economica per la città, sono portatori di giovinezza, di vitalità, di idee, di scambio culturale, di crescita anche economica per tutta la cittadinanza, ci è quindi sembrato naturale ed opportuno proporre l’introduzione in consiglio comunale di una figura che sarà scelta democraticamente tra i giovani universitari”

“Siamo soddisfatti di aver visto il voto consiliare una volta tanto unanime su una nostra proposta, abbiamo accolto favorevolmente anche un emendamento della maggioranza che prevede che il nuovo consigliere aggiunto sia lo stesso presidente della già prevista Consulta degli universitari (che è però un organo privato di supporto alla sola Giunta), in modo da avere un unico interlocutore eletto dagli studenti stessi. Ovviamente il giovane consigliere non avrà diritto di voto, ma potrà parlare liberamente durante le sedute consiliari, dare spunti e fungere da cerniera tra il mondo giovanile universitario e le istituzioni democraticamente elette”, concludono i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

MoVimento in ascolto, il prossimo appuntamento dell’assemblea itinerante 5 Stelle sarà al quartiere Romiti

eventoromitiContinuano le assemblee itineranti del M5S Forlì nei quartieri cittadini. Dopo gli affollati incontri
ai Portici ed a Pievequinta-Caserma-Casemurate il prossimo appuntamento sarà al quartiere Romiti,
venerdì 16 dicembre 2016, alle ore 21, nella sala polivalente del quartiere in via Locchi, 9, a Forlì.
Con queste serate aperte a tutti i cittadini ed anche ovviamente ai rappresentanti dei quartieri il MoVimento 5 Stelle di Forlì vuole entrare maggiormente in contatto con le realtà che compongono il tessuto socio-economico della città, a partire dalle aree che presentano maggiori criticità, al fine di ascoltare le problematiche e le proposte che liberamente i cittadini vorranno portare all’attenzione dell’opinione pubblica.
Raccolte le opinioni emerse nell’incontro i consiglieri comunali “pentastellati” Daniele Vergini e Simone Benini – che saranno presenti alla serata – porteranno in Municipio ogni argomento (solitamente dimenticato dai partiti tradizionali o, peggio, da chi amministra) che meriti di essere trattato e risolto, sotto forma di interrogazione, question time o mozione. Fra i temi più caldi che saranno trattati durante la serata segnaliamo il problema amianto nella vecchia cartiera in via dei Molini e gli allagamenti in via Plinio il vecchio e via Fontana di Riatti.

 

Vogliamo un rappresentante degli studenti in consiglio comunale

Sia istituita anche a Forlì la figura del “consigliere aggiunto universitario”, un rappresentante indicato dagli studenti dei corsi di laurea cittadini a cui sarà demandato il compito di portare all’attenzione della massima assise cittadina i problemi da affrontare e le proposte per migliorare la vita delle migliaia di ragazzi che quotidianamente usufruiscono dei servizi pubblici locali e vivono 24 ore su 24 la realtà del Campus e della nostra stessa città, portando risorse concrete allo sviluppo del territorio ed anche un valore aggiunto in termini di socialità e cultura.

A lanciare la proposta i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini, che lanciano l’idea con un apposito ordine del giorno, chiedendo che venga convocata l’apposita commissione consiliare per la variazione dello statuto comunale e del regolamento del consiglio comunale per introdurre questo nuovo ruolo.

“Il consigliere universitario aggiunto è una figura già contemplata nello statuto di vari Comuni che ospitano poli universitari e sarebbe un apporto utilissimo per mettere in luce il mondo universitario e le stesse esigenze degli studenti. In aula di consiglio comunale tale consigliere avrebbe ovviamente solo diritto di parola ma non diritto di voto e non potrà dunque influire nell’approvazione delle delibere o degli atti presentati dalle varie forze politiche. La sua voce però sarà utilissima a rappresentare il punto di vista degli studenti del polo universitario di Forlì, da anni in continua crescita, sia numerica che qualitativa, e potrà anche fornire una prima risposta in termini di gradimento o perplessità circa la reale efficacia dei forti investimenti economici e culturali che il Comune ha messo in campo per l’Università”: spiegano i due consiglieri pentastellati.

L’attivazione del “consigliere aggiunto universitario” sarebbe anche un passo avanti nel riconoscimento del diritto di partecipazione attiva al futuro della città di una parte consistente di persone che vivono e fruiscono delle strutture universitarie e cittadine di Forlì pur provenendo da città anche molto lontan. E stiamo parlando di una realtà che vede circa 10mila studenti, nel polo di Forlì e Cesena , “piu’ un migliaio di professori, ricercatori, borsisti e personale amministrativo.

“Il potere consultivo offerto al “consigliere aggiunto universitario” potrà orientare le scelte dell’amministrazione comunale verso una maggiore consapevolezza dei bisogni studenteschi e giovanili e favorirà in meglio le scelte future della nostra città, ne siamo sicuri”: concludono i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

45 cittadini forlivesi per il NO

Nei giorni scorsi 43 politici di “lungo corso”, ex personaggi pubblici/politici di Forlì, ex assessori ed ex consiglieri comunali di area centrosinistra hanno sottoscritto un “manifesto per il sì” al prossimo Referendum Costituzionale in cui si deciderà delle sorti del Senato e del bicameralismo perfetto dell’Italia.
Oggi il Movimento 5 stelle replica con un elenco di 45 normali cittadini, professionisti, lavoratori di ogni età e ceto sociale che “ogni giorno sono impegnati a portare a casa lo stipendio” senza godere dei privilegi della casta o della ribalta del potere cittadino, che hanno deciso di prendere una chiara posizione a favore del “NO”.

45-forlivesi-per-il-no

“A nostro parere ex amministratori che non hanno mai concorso realmente a cambiare in meglio il volto di questa città e politici di carriera che hanno fatto ormai il loro tempo non hanno nulla da suggerire a nessuno! Semmai sono le persone normali, quelle che “tirano la carretta” tutti i giorni per far andare avanti la famiglia e che magari sono impegnate nel sociale per rendere Forlì una città più vivibile, sicura e meno inquinata, a poter camminare a testa alta e chiedere ai cittadini di riflettere sull’importanza della consultazione del 4 dicembre”: si legge in una nota del Movimento 5 stelle di Forlì.

Sotto ognuna delle 45 facce del manifesto, oltre al nome di battesimo, è stato riportato un messaggio motivato a favore del NO al referendum e si indicano alcuni, tanti, motivi per “stoppare” la modifica alla Carta Costituzionale proposta dal trio Renzi/Verdini/Boschi… perchè la Costituzione non può essere modificata da un Governo senza un mandato popolare, perchè la riforma non deve dividere un Paese ma tenerlo unito, perchè il testo modificato lede i diritti delle minoranze consegnandoli in mano alla maggioranza, perchè nel rapporto Stato-Regioni introduce la clausola di supremazia su argomenti sensibili scavalcando le autonomie locali, perchè offre le chiavi di casa nostra all’UE cedendo altri pezzi di sovranità, perchè limita i poteri di rappresentanza a vantaggio di un governo che “blinda” il Parlamento e propone un nuovo Senato ancor più controllabile e alla mercè di quanto non lo sia già oggi al sistema dei partiti e all’oligarchia che li comanda.

Il Movimento 5 stelle di Forlì, con questo “manifesto dei 45”, aggiunge la voce dei normali normali cittadini a quella di numerosi costituzionalisti del NO e professori universitari che hanno definito la riforma costituzionale votata dalla maggioranza “l’anticamera di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione e di una sorta di nuovo autoritarismo” che non risolverebbe le criticità scaturite dalla riforma del 2001.

“Quella proposta da Renzi/Verdini/Boschi è da considerarsi una riforma non legittima perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale e che, nel caso passasse, porterebbe gli amministratori locali chiamati a comporre il nuovo Senato a godere dell’immunità parlamentare. E’ una riforma che anziché superare il bicameralismo paritario lo rende più confuso, creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato. La riforma non semplifica il processo di produzione delle leggi, ma lo complica: le norme che regolano il nuovo Senato, infatti, produrrebbero almeno 7 procedimenti legislativi differenti. Al contrario di quello che dice Renzi, i costi della politica non verranno dimezzati e con la riforma si andrà a risparmiare solo il 20%. Per le proposte di legge di iniziativa popolare aumenterà il numero dei cittadini necessari: serviranno 150mila firme contro le 50mila attuali. Invitiamo i cittadini a votare NO perchè il combinato disposto riforma costituzionale-Italicum accentra il potere nella mani del governo, di un solo partito e di un solo leader, Renzi (che a tutt’oggi oltre ad aver stravolto il mondo del lavoro con il Jobs act, altro non ha fatto che favorire banche e poteri forti) non possiamo permetterci di lasciare nelle cui mani le sorti del Paese”: conclude il comunicato stampa dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini.

 

MoVimento in ascolto, il prossimo appuntamento dell’assemblea itinerante 5 Stelle sarà al quartiere Pievequinta-Caserma-Casemurate

volantino-pievequintaAl quartiere Pievequinta-Caserma-Casemurate, lunedì 24 ottobre 2016, alle ore 21 a Palazzo Morattini in via Armelino 33, si terrà la prossima tappa dell’assemblea itinerante del Movimento 5 Stelle di Forlì.

Secondo appuntamento dell’iniziativa “MoVimento in ascolto” che, dopo il successo della serata ai Portici, vuole dimostrare la capacità di ascolto e interessamento del M5S alle tematiche dei quartieri cittadini. A partire da quelli con maggiori criticità per ascoltare le problematiche e le idee dei residenti spesso inascoltate nella classe politica al governo di Forlì.

“La nostra città patisce fenomeni criminali che è necessario arginare. Forlì è quarta in Italia, dopo Ravenna, Savona e Lucca per numero di furti in abitazione in rapporto alla popolazione, come conferma l’ultima statistica del Sole 24 Ore su dati del Ministero dell’Interno. A queste razzie il sindaco e le giunta rispondono minimizzando il problema, bocciando la nostra petizione che raccolse più di 2000 firme, e annunciando fantomatici “piani sicurezza”, poi costantemente rinviati. Ma sono gli stessi cittadini delle frazioni periferiche come Pievequinta, Caserma, Casemurate, Villafranca a subire per primi ogni violenza ed angheria. Tanto che proprio a Carpinello e Pievequinta i cittadini si sono organizzati in un gruppo spontaneo che utilizza app e contatti telefonici per controllare il quartiere dove vivono, supplendo di fatto ad una mancanza delle istituzioni. Perchè il Sindaco e la sua Giunta si girano dall’altra parte?!”

A porre questi interrogativi è il Movimento 5 stelle di Forlì, che per coinvolgere la cittadinanza ha indetto un’assemblea pubblica aperta a tutti e dove sarà offerta ai presenti l’occasione di proporre soluzioni e anche spazio per le critiche che saranno recepite e troveranno diritto di tribuna in consiglio comunale tramite i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini.

“Il nostro fine è ascoltiamo i cittadini, fare tesoro delle loro critiche e dei loro suggerimenti ed alla fine realizzare proposte concrete per migliorare la qualità della vita e risolvere i problemi che attanagliano la nostra città”: commentano gli stessi Daniele Vergini e Simone Benini.
I due pentastellati saranno fisicamente presenti, assieme agli attivisti del meetup Amici di Beppe Grillo Forlì, alla serata del 24 ottobre 2016 a Pievequinta nella speranza che un’ampia partecipazione renda l’evento un serio campanello d’allarme per le istituzioni e le forze politiche che nel tempo hanno perso la capacità di ascolto dei propri concittadini.

 

Prove di “dittatura” del Pd nei quartieri: l’assessore comanda ed il caporale di quartiere esegue. Inaccettabile ingerenza!

mosconi-mussolini“Indebita ingerenza. Censura. Superamento dei limiti amministrativi. Non ci sono altre parole per definire quello che ci raccontano essere accaduto: l’assessore Raoul Mosconi avrebbe fatto pressione sui componenti del comitato di quartiere della Cava per impedire ad una persona a lui sgradita di moderare un dibattito sul Referendum costituzionale che si dovrebbe tenere presso la sede del comitato di quartiere Cava il 17 ottobre dando ospitalità alle due tesi contrapposte del ‘sì’ e del ‘no’. La persona in questione è Franco D’Emilio, a quanto pare non gradito per le sue presunte idee politiche contrarie al Pd. Se le cose stanno così chiediamo all’assessore Raoul Mosconi di fare un passo indietro e rimettere il suo incarico”.

A sollevare il caso sono i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini che, dopo aver partecipato come uditori ad una riunione del comitato del quartiere Cava, riportano le testimonianze di alcuni componenti dello stesso Comitato di quartiere.

“All’ingerenza di Mosconi si è poi sovrapposto l’ultimatum del coordinatore del comitato, Giuseppe Bertolino, che chiedeva di fatto di non affidare a D’Emilio la conduzione del dibattito in ossequio a non meglio precisate “regole da rispettare” a cui i comitati di quartiere dovrebbero attenersi in situazioni simili. Lo stesso Bertolino ci aveva inizialmente detto che non potevamo nemmeno partecipare come uditori alla riunione del comitato di quartiere, per poi tornare sui suoi passi.“

“Ravvisiamo in questa condotta una assoluta mancanza di trasparenza oltre agli estremi di una vera e propria censura, un intervento a gamba tesa su di un evento apartitico privo di prese di posizione unilaterali, fatto tanto più grave anche alla luce del fatto che il sindaco di Forlì ha sottoscritto da mesi il patto dei sindaci Anci per il ‘sì’ al Referendum. E’ stato lui a schierarsi per primo e con lui tutta la giunta. Riteniamo dunque inaccettabile che ogni corpo amministrativo periferico della città si debba uniformare alla scelta politica della maggioranza, prendendo ordini da assessori o da coordinatori di quartiere”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Daniele Vergini e Simone Benini.

I due pentastellati aggiungo che durante la seduta straordinaria del comitato di quartiere Cava appositamente convocata ieri per discutere la vicenda è stata descritta anche la telefonata che sarebbe intercorsa fra l’assessore Mosconi ed il coordinatore Bertolino.

“Altre telefonate simili sono state fatte anche da altri assessori agli altri coordinatori di quartiere? E’ vero che è stato vietato ai componenti dei comitati di quartiere di aderire come membri ai comitati locali per il sì o per il no? Chi è che ha deciso di inventare e imporre unilateralmente regole ai comitati di quartiere scavalcando di fatto il Consiglio Comunale?”: chiedono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle che evidenziano: “il grave danno inferto alla democrazia, in oltraggio alla Costituzione, oltre che in perfetta infrazione al Regolamento dei quartieri…”.

Aggiornamento del 14/10/2016:
L’assessore Mosconi nelle sue repliche cerca di depistare il nostro ragionamento: nel breve articolo apparso sul Carlino cita la “par condicio” come motivazione per la sua ingerenza, ma nel caso in questione, l’evento organizzato dal comitato di quartiere dalla Cava, bisogna sottolineare che la par condicio era perfettamente rispettata in quanto sono stati invitati un relatore per il SI ed un relatore per il NO!
Quello che chiediamo noi è invece è per quale motivo la Giunta (pare che lo abbia fatto anche l’assessore Gardini) stia telefonando ai comitati di quartiere imponendo fantasiose “regole di comportamento” ed entrando a gamba tesa nel merito dell’organizzazione dei eventi sul referendum costituzionale!
Tutto ciò è doppiamente grave alla luce del fatto che il deputato Marco Di Maio nelle settimane scorse si è fatto un “tour” nei vari quartieri a favore del SI senza alcun contraddittorio…