Sanità e Conad Card, M5S: “Cosa ci dobbiamo aspettare in futuro? una raccolta punti per avere lo sconto sulla TAC?!”

“Sanità più veloce e meno cara per i possessori di Conad Card. Con questo titolo è passata sui mass media la notizia che i fruitori della tessera della Commercianti Indipendenti Associati potranno accedere ai servizi sanitari delle maggiori strutture private delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, “a prezzi vantaggiosi e con tempi di attesa non superiori a 7 giorni lavorativi”… ci chiediamo e saremmo molto curiosi di sapere come questa offerta, che nasce da una realtà come Conad che attraverso l’Ancd aderisce alla LegaCoop, quella che a livello nazionale esprime il ministro del lavoro Poletti e tanti dirigenti prestati o passati a tempo pieno alla politica (soprattutto nel Pci, Pds e Pd) anche a livello locale, possa essere stata commentata dalla giunta Regionale, quali reazioni abbia suscitato in Bonaccini e nell’assessore Venturi, fino ad ora incapaci di risolvere, nel settore pubblico, un problema centrale per i cittadini come quello delle liste d’attesa”: commentano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

I due pentastellati ricordano che “non è possibile impedire che società private abbiano accordi commerciali fra loro”, ma evidenziano però che questa offerta è sicuramente “lontana dall’idea che il M5S ha di garantire in primis il servizio sanitario pubblico e si incrocia con la grave carenza di governance pubblico-politica in materia di sanità. Mette inoltre a nudo l’incapacità cronica degli amministratori del Pd in Romagna di garantire il servizio sanitario a tutti e in ogni territorio (si pensi alla chiusura dei piccoli ospedali), la scandalosa carenza di organico e riduzione di posti letto, il discutibilissimo accentramento o esternalizzazione dei servizi a danno della medicina di prossimità, i disagi e gli sperperi (si pensi alla vicenda del laboratorio unico della Romagna di Pievesestina) per non parlare dei ticket saliti alle stesse e spesso meno convenienti dei prezzi applicati dai privati”: spiegano Simone Benini e Daniele Vergini.

“In questo vediamo un complessivo vulnus ai diritti garantiti in Costituzione, la stessa Costituzione che il premier Renzi vuole stravolgere con il progetto di riforma su cui sono chiamati gli italiani al referendum il 4 dicembre. E nel dettaglio troviamo assolutamente negativa questa situazione venutasi a creare nel momento di massima debolezza dell’Ausl di Forli, fagocitata in Area Vasta, ormai incapace di offrire ai propri cittadini il servizio che deve essere erogato al meglio”: continuano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

“Se con la Conad Card qualche cittadino trarrà vantaggio nell’accesso ai servizi di diagnosi, specialistici e fisioterapici, questo accadrà anche a causa del silenzio e dell’inoperosità di un’Ausl unica della Romagna che ogni giorno di più mostra l’incapacità di reggere il peso della concorrenza dei privati: rendendo meno efficiente, efficace ed accessibile la sanità pubblica. In quanto sta succedendo ravvisiamo come sempre la manifesta incapacità di contrastare seriamente la privatizzazione della sanità in atto da decenni, ed il collateralismo politico nel favorirla degli amministratori Pd che, non solo in sanità, cedono servizi a cooperative e assicurazioni, con l’unico obiettivo di averne un tornaconto elettorale”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Resoconto Consiglio Comunale n°64 del 25 ottobre 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU SPONSOR GIOCO D’AZZARDO IN PARTITA DI CALCIO UNDER 17 [scarica testo]
la risposta è stata parzialmente soddisfacente

è intervenuto il consigliere Daniele Vergini

DELIBERA SU CONSULTA DELLA LEGALITA’
i nostri emendamenti sono stati bocciati
voto M5S in consiglio: non abbiamo partecipato al voto
esito: approvata

DELIBERA SU RATIFICA VARIAZIONE BILANCIO PALAFIERA
voto M5S in consiglio: non abbiamo partecipato al voto
esito: approvata

è intervenuto il consigliere Simone Benini

ODG DEL PD SU DEPREZZAMENTO AZIONI CASSA DEI RISPARMI DI FORLI’ [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Lotta alla ludopatia, M5S: “No agli sponsor del gioco d’azzardo negli Europei di calcio under 17. Drei ed il PD almeno per una volta passino dalle parole ai fatti”

Venerdì 28 ottobre si terrà allo stadio “Tullo Morgagni” di Forlì la partita Italia-Macedonia per la qualificazione agli Europei di calcio under 17. E’ notizia recente l’accordo di sponsorizzazione tra FIGC e Intralot, azienda del gruppo Gamenet che ogni anno in Italia rastrella 3 miliardi di scommesse e giocate d’azzardo, mossa fortemente criticata in primis dai parlamentari del M5S fra cui il senatore Giovanni Endrizzi, ma anche da numerose altre realtà compresa l’Associazione Italiana dei Calciatori.

“E’ evidente l’esempio negativo, estremamente dannoso, che sarebbe veicolato alla generazione di giovani e giovanissimi se venissero esposte anche a Forlì le pubblicità di questo sponsor – commentano i consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – ricordiamo che i nostri ragazzi già da giovanissimi rischiano di iniziare a giocare d’azzardo, il 51% sarebbe a rischio secondo recenti statistiche, ed in cima alle preferenze ci sono proprio le scommesse sportive!”

“Abbiamo appreso che il Comune di Cesena non concederà la disponibilità dello stadio Manuzzi, alla Nazionale di calcio per gli Europei under 21 se resterà attiva la collaborazione commerciale con Intralot, perchè il Comune di Forlì non ha fatto altrettanto? Rileviamo con tristezza che il Pd ed il sindaco Drei limitano la loro lotta alla ludopatia solo agli annunci, mentre nel concreto agiscono in direzione del tutto opposta…” incalzano Vergini e Benini.

“Per questo motivo abbiamo presentato una interrogazione urgente con la richiesta al Sindaco Drei di vietare l’esposizione di pubblicità che promuovano il gioco d’azzardo già durante la partita del 28 ottobre”, concludono i pentastellati.

 

MoVimento in ascolto, il prossimo appuntamento dell’assemblea itinerante 5 Stelle sarà al quartiere Pievequinta-Caserma-Casemurate

volantino-pievequintaAl quartiere Pievequinta-Caserma-Casemurate, lunedì 24 ottobre 2016, alle ore 21 a Palazzo Morattini in via Armelino 33, si terrà la prossima tappa dell’assemblea itinerante del Movimento 5 Stelle di Forlì.

Secondo appuntamento dell’iniziativa “MoVimento in ascolto” che, dopo il successo della serata ai Portici, vuole dimostrare la capacità di ascolto e interessamento del M5S alle tematiche dei quartieri cittadini. A partire da quelli con maggiori criticità per ascoltare le problematiche e le idee dei residenti spesso inascoltate nella classe politica al governo di Forlì.

“La nostra città patisce fenomeni criminali che è necessario arginare. Forlì è quarta in Italia, dopo Ravenna, Savona e Lucca per numero di furti in abitazione in rapporto alla popolazione, come conferma l’ultima statistica del Sole 24 Ore su dati del Ministero dell’Interno. A queste razzie il sindaco e le giunta rispondono minimizzando il problema, bocciando la nostra petizione che raccolse più di 2000 firme, e annunciando fantomatici “piani sicurezza”, poi costantemente rinviati. Ma sono gli stessi cittadini delle frazioni periferiche come Pievequinta, Caserma, Casemurate, Villafranca a subire per primi ogni violenza ed angheria. Tanto che proprio a Carpinello e Pievequinta i cittadini si sono organizzati in un gruppo spontaneo che utilizza app e contatti telefonici per controllare il quartiere dove vivono, supplendo di fatto ad una mancanza delle istituzioni. Perchè il Sindaco e la sua Giunta si girano dall’altra parte?!”

A porre questi interrogativi è il Movimento 5 stelle di Forlì, che per coinvolgere la cittadinanza ha indetto un’assemblea pubblica aperta a tutti e dove sarà offerta ai presenti l’occasione di proporre soluzioni e anche spazio per le critiche che saranno recepite e troveranno diritto di tribuna in consiglio comunale tramite i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini.

“Il nostro fine è ascoltiamo i cittadini, fare tesoro delle loro critiche e dei loro suggerimenti ed alla fine realizzare proposte concrete per migliorare la qualità della vita e risolvere i problemi che attanagliano la nostra città”: commentano gli stessi Daniele Vergini e Simone Benini.
I due pentastellati saranno fisicamente presenti, assieme agli attivisti del meetup Amici di Beppe Grillo Forlì, alla serata del 24 ottobre 2016 a Pievequinta nella speranza che un’ampia partecipazione renda l’evento un serio campanello d’allarme per le istituzioni e le forze politiche che nel tempo hanno perso la capacità di ascolto dei propri concittadini.

 

Impedita l’udienza sul caso Ruffilli, M5s: “Pd omertoso”

Isedievuote consiglieri del Pd hanno fatto mancare il numero legale alla audizione conoscitiva richiesta dal M5S e da altri consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza, per chiarire alcuni aspetti sulla situazione lavorativa di Alessandro Ruffilli, il funzionario del Comune di Forlì autore del libro “Ordinaria Corruzione” che descrive l’ormai nota vicenda del ristorante WOK Principe ed il tentativo di corruzione da lui subito e contestualmente denunciato all’autorità; a seguito del suo rifiuto Ruffilli fu trasferito e mobbizzato, poi reintegrato nel suo ufficio dopo aver vinto una dura battaglia processuale, ma le vessazioni non sarebbero mai veramente terminate, gli sarebbe stato infatti tolto tutto il lavoro e gli sono stati comminati 3 differenti procedimenti disciplinari, tutt’ora in corso.

“Abbiamo appreso che sulla vicenda è stata aperta un’indagine della Corte dei Conti – dichiarano i consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Benini – ed era nostra intenzione sentire su questa vicenda il Direttore Generale Vittorio Severi ed il Dirigente Ercole Canestrini, responsabile diretto di Ruffilli. Ma il Pd – la cui capogruppo, Maria Maltoni, è più volte citata nel libro di Ruffilli – ha deciso di impedirci con questo gesto clamoroso di esercitare il nostro ruolo di controllori sull’operato di questa Amministrazione!”

“Tutto questo è inaccettabile ed inspiegabile, anche alla luce del fatto che l’audizione si sarebbe tenuta a porte chiuse in sessione segreta, e conferma la deriva autoritaria di questa Amministrazione e di questa maggioranza che nega i più basilari diritti ai consiglieri di opposizione! L’atteggiamento mantenuto sulla vicenda Ruffilli è a dir poco omertoso: sembra che si faccia qualunque cosa pur di impedire ogni approfondimento, ma state pur certi la verità verrà a galla prima o poi”, concludono Vergini e Benini.

 

Posti letto ospedale, M5S: “Drei ininfluente e tardivo, sui posti letto si sta giocando coi numeri, ma di fatto c’è un depotenziamento del servizio, si abbia il coraggio di dirlo alla cittadinanza”

La vicenda relativa alla comunicazione inviata il 4 ottobre scorso dalla Direzione di Ausl Romagna ai primari dell’Ospedale di Forlì in cui si segnalava una situazione di particolare affollamento del ‘Morgagni’ con la direttiva di operare solo i pazienti più urgenti e ricoverare solo i casi strettamente necessari, e conseguente lamentela di molti pazienti che hanno segnalato disagi, dimostra ancora una volta una totale assenza di guida politica da parte degli amministratori locali sul tema sanità. In particolare, attestiamo al sindaco di Forlì, Davide Drei, il demerito di non aver difeso le istanze dei cittadini, dei pazienti e dei loro familiari nell’apposita riunione che si era tenuta pochi giorni fa in Municipio dedicata al riassetto della rete ospedaliera romagnola alla presenza del direttore generale dell’Asl unica di Romagna, Marcello Tonini”.

A lanciare l’accusa sono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini che definiscono come “tardiva” e del tutto “ininfluente” la convocazione urgente di una nuova riunione dei sindaci dei 15 Comuni del comprensorio con la Direzione generale dell’Azienda Usl Romagna per definire quali provvedimenti immediati si intendano adottare.

“La fallimentare politica messa in campo dall’Ausl unica della Romagna dimostra la totale incapacità della classe politica che amministra l’area forlivese, ovvero i tanti sindaci del Pd, di far sentire la propria voce e difendere i servizi e le prestazioni sanitarie ogni giorno messe a rischio. La riorganizzazione che prevede un numero maggiore di posti letto in Chirurgia oncologica sarà portata a termine, di fatto, chiudendo o depotenziando altri reparti: Malattie infettive prevede la chiusura di posti letto (saranno aperti solo gli ambulatori), stesso discorso per Nefrologia. Il tutto non ottenendo nuovi posti letto – come invece è stato fatto intendere pubblicamente – ma a saldo invariato”: aggiungo Benini e Vergini.

“E mentre si indebolisce la struttura forlivese, l’Ausl Romagna sfodera il progetto del nuovo ospedale di Cesena, come se il disegno dell’Asl unica debba rispondere ad esigenze immobiliari piuttosto che sanitarie, come ebbe modo di affermare un ex sindaco Pd di Forlì (Roberto Balzani). Si spendono cifre enormi che potrebbero essere invece destinate al miglioramento dei servizi al cittadino, all’abbattimento delle liste d’attesa e all’abbassamento dei ticket. Come se l’intero piano debba rispondere favorire le strutture private a svantaggio del servizio pubblico che ormai ha perso la prerogativa di garantire efficienza e parità di trattamento per tutti e non ci rassicura l’affermazione dei medici in conferenza stampa il 17 ottobre che hanno definito come “routine” e “normalità” la necessità di ridurre l’assistenza e limitare i ricoveri in ospedale di chi ne ha diritto, non fosse altro perché questa indicazione espone i medici a denunce di carattere penale”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini, che per concludere elencano altre due note dolenti: “il silenzio dei sindaci sulla questione dei ricoveri dei pazienti “privati” garantiti nelle unità ospedaliere specialistiche dai vari primari che si muovono in “intramoenia”, limitando di fatto la percentuale di posti che dovrebbero essere liberi per l’utenza pubblica” e “la debolissima difesa in un quadro di area vasta degli ospedali di montagna come il Nefetti di Santa Sofia e l’Angioloni di Bagno di Romagna”.

 

Prove di “dittatura” del Pd nei quartieri: l’assessore comanda ed il caporale di quartiere esegue. Inaccettabile ingerenza!

mosconi-mussolini“Indebita ingerenza. Censura. Superamento dei limiti amministrativi. Non ci sono altre parole per definire quello che ci raccontano essere accaduto: l’assessore Raoul Mosconi avrebbe fatto pressione sui componenti del comitato di quartiere della Cava per impedire ad una persona a lui sgradita di moderare un dibattito sul Referendum costituzionale che si dovrebbe tenere presso la sede del comitato di quartiere Cava il 17 ottobre dando ospitalità alle due tesi contrapposte del ‘sì’ e del ‘no’. La persona in questione è Franco D’Emilio, a quanto pare non gradito per le sue presunte idee politiche contrarie al Pd. Se le cose stanno così chiediamo all’assessore Raoul Mosconi di fare un passo indietro e rimettere il suo incarico”.

A sollevare il caso sono i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini che, dopo aver partecipato come uditori ad una riunione del comitato del quartiere Cava, riportano le testimonianze di alcuni componenti dello stesso Comitato di quartiere.

“All’ingerenza di Mosconi si è poi sovrapposto l’ultimatum del coordinatore del comitato, Giuseppe Bertolino, che chiedeva di fatto di non affidare a D’Emilio la conduzione del dibattito in ossequio a non meglio precisate “regole da rispettare” a cui i comitati di quartiere dovrebbero attenersi in situazioni simili. Lo stesso Bertolino ci aveva inizialmente detto che non potevamo nemmeno partecipare come uditori alla riunione del comitato di quartiere, per poi tornare sui suoi passi.“

“Ravvisiamo in questa condotta una assoluta mancanza di trasparenza oltre agli estremi di una vera e propria censura, un intervento a gamba tesa su di un evento apartitico privo di prese di posizione unilaterali, fatto tanto più grave anche alla luce del fatto che il sindaco di Forlì ha sottoscritto da mesi il patto dei sindaci Anci per il ‘sì’ al Referendum. E’ stato lui a schierarsi per primo e con lui tutta la giunta. Riteniamo dunque inaccettabile che ogni corpo amministrativo periferico della città si debba uniformare alla scelta politica della maggioranza, prendendo ordini da assessori o da coordinatori di quartiere”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Daniele Vergini e Simone Benini.

I due pentastellati aggiungo che durante la seduta straordinaria del comitato di quartiere Cava appositamente convocata ieri per discutere la vicenda è stata descritta anche la telefonata che sarebbe intercorsa fra l’assessore Mosconi ed il coordinatore Bertolino.

“Altre telefonate simili sono state fatte anche da altri assessori agli altri coordinatori di quartiere? E’ vero che è stato vietato ai componenti dei comitati di quartiere di aderire come membri ai comitati locali per il sì o per il no? Chi è che ha deciso di inventare e imporre unilateralmente regole ai comitati di quartiere scavalcando di fatto il Consiglio Comunale?”: chiedono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle che evidenziano: “il grave danno inferto alla democrazia, in oltraggio alla Costituzione, oltre che in perfetta infrazione al Regolamento dei quartieri…”.

Aggiornamento del 14/10/2016:
L’assessore Mosconi nelle sue repliche cerca di depistare il nostro ragionamento: nel breve articolo apparso sul Carlino cita la “par condicio” come motivazione per la sua ingerenza, ma nel caso in questione, l’evento organizzato dal comitato di quartiere dalla Cava, bisogna sottolineare che la par condicio era perfettamente rispettata in quanto sono stati invitati un relatore per il SI ed un relatore per il NO!
Quello che chiediamo noi è invece è per quale motivo la Giunta (pare che lo abbia fatto anche l’assessore Gardini) stia telefonando ai comitati di quartiere imponendo fantasiose “regole di comportamento” ed entrando a gamba tesa nel merito dell’organizzazione dei eventi sul referendum costituzionale!
Tutto ciò è doppiamente grave alla luce del fatto che il deputato Marco Di Maio nelle settimane scorse si è fatto un “tour” nei vari quartieri a favore del SI senza alcun contraddittorio…
 

Resoconto Consiglio Comunale n°63 del 11 ottobre 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU RESPONSABILITA’ NELLA VICENDA DELL’AEROPORTO [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU INCARICO DI CONSULENZA CONFERITO AL PENSIONATO LA FORGIA [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU STATO AVANZAMENTO SOCIETÀ “IN HOUSE” RIFIUTI [scarica testo]
la risposta è stata parzialmente soddisfacente

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA SU ATTUAZIONE DELIBERA SULLA TRASPARENZA E CODICE ETICO [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente [risposta scritta]

INTERROGAZIONE SU REGOLAMENTO ARTISTI DI STRADA
la risposta è stata non soddisfacente

è intervenuto il consigliere Daniele Vergini

ODG LEGA NORD SU VELO INTEGRALE ISLAMICO [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole (approvati emendamenti M5S)
esito: respinta

è intervenuta la consigliera Eliana Gardini

MOZIONE DEL M5S SU RIMOZIONE PASS ZTL CARICHE POLITICHE E PROMOZIONE BIKE SHARING [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole (Eliana Gardini astenuta)
esito: respinta

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Drei richiama il pensionato La Forgia in Comune con contratto di collaborazione “quasi gratuita”. M5S: “Inaccettabile! Comune sempre in mano ai “soliti”, piuttosto si dia spazio ai giovani!”

laforgia-dreiConferito un incarico di collaborazione “gratuita” all’ ex dirigente Affari Generali e Risorse Umane del Comune di Forlì Alessandro La Forgia protagonista, l’estate scorsa, della vicenda del buco di 1,5 milioni per le spese legali esterne.
La nomina non è passata inosservata al Movimento 5 stelle di Forlì che chiede chiarimenti precisi al sindaco di Forlì: “Considerando che La Forgia è andato in pensione da pochi giorni (il 1° ottobre 2016) proprio non riusciamo a capire le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale a dare di fatto continuità al suo operato visto che, oltretutto, l’ “incarico di studio e consulenza a titolo gratuito”, come è stato protocollato in Municipio, non sarà a costo zero, ma prevede 3000 euro di rimborsi annuali. A nostro avviso per i trascorsi di la Forgia e l’opportunità politico-amministrativa che ne derivava era del tutto fuori luogo affidargli questa mansione”: scrivono in una nota i consiglieri comunali del M5S di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.
E per motivare la critica ricordano che La Forgia nell’agosto scorso fu sollevato con decreto del sindaco dall’incarico di responsabile dell’ufficio legale a causa della mancata ricognizione annuale sugli incarichi legali che avevano generato spese fuori bilancio per quasi 1,5 milioni di euro, definite dai Revisori dei Conti come una “grave e ripetuta irregolarità contabile”.
Nella richiesta di archiviazione delle indagini sui debiti fuori bilancio, pur non riscontrando reati penali, i Procuratori Sottani e Brunelli avevano comunque ravvisato un “eccesso di potere” nell’operato di La Forgia per “aver stipulato accordi senza preventivi riscontri di congruità e legittimità” seppure “in piena sintonia con la giunta comunale di volta in volta in carica”, eccesso di potere, hanno sottolineato i magistrati, a cui solo il Comune poteva chiedere conto tramite una azione civile/amministrativa di responsabilità, cosa che ad oggi non ci risulta essere stata fatta.
Inoltre lo stesso La Forgia aveva addirittura fatto causa al Comune chiedendo il reintegro nelle piene funzioni, oltre ad risarcimento corrispondente a ben 15 mensilità come per i danni arrecati alla sua immagine.
“Ci siamo trovati di fronte ad un’amministrazione che non aveva mai confermato ufficialmente di voler resistere in giudizio – ricordano i consiglieri comunali del M5S di Forlì – se non con le dichiarazioni della ex Vice Sindaco Zanetti, rispondendo ad una nostra interrogazione, e che comunque non ci aveva permesso di visionare le carte del ricorso, in onta alle più elementari norme di trasparenza e diritto di accesso dei consiglieri. In questo intreccio di responsabilità negli affidamenti delle spese legali esterne e di obblighi del Comune di vigilare sulla spesa dei soldi dei forlivesi, i magistrati della Procura di Forlì hanno scritto negli atti di essersi trovati di fronte ad una “gestione eccessivamente superficiale e poco oculata della cosa pubblica”, un giudizio etico-morale a nostro parere pesantissimo”.
Rileviamo inoltre la coincidenza che i due ex assessori Zanetti e Briccolani, oltre ad essere gli unici a non essere stati riconfermati dopo la crisi di giunta, erano anche gli unici ad aver “accusato” in commissione consiliare Alessandro La Forgia di non aver effettuato la ricognizione annuale ultra milionaria.
“Ci saremmo aspettati che l’amministrazione comunale avesse preso le distanze da La Forgia. Mentre, al contrario, gli è stato affidato nuovamente un incarico. Per quale motivo? E’ davvero indispensabile il suo apporto?”: si domandano i consiglieri comunali del M5S di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, che per avere risposte in merito hanno presentato una specifica interrogazione chiedendo, al contempo, se sia vera la notizia che lo stesso Alessandro la Forgia sia ancora in possesso delle chiavi di accesso al Municipio e sia ancora titolare di un pass Ztl e posto auto riservato gratuito.

 

Grande successo di pubblico all’evento per spiegare le ragioni del NO al referendum costituzionale

Salone comunale occupato in ogni ordine di posti e tante persone in piedi, come non si era mai visto domenica pomeriggio. Grande successo di pubblico per l’evento organizzato dal meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì con i parlamentari del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni, Nicola Morra, Paola Taverna, Andrea Cioffi e Carlo Martelli per spiegare le ragioni del ‘No’ al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

L’evento è stato preceduto da un flash mob, uno striscione con la scritta #IoVotoNo fatto srotolare dal balcone principale del Municipio per ribadire l’orientamento dei pentastellati in netta contrapposizione con gli amministratori del Pd, compreso il sindaco di Forlì Drei, che ha firmato un appello dell’Anci Emilia-Romagna a favore del sì.

L’incontro pubblico del M5S di Forlì ha visto inizialmente la partecipazione straordinaria di Enrico Zambianchi, comico romagnolo reduce dal successo del talent per comici “Eccezionale Veramente” in onda su La7, nei panni del suo personaggio più celebre in tivù: “La Morte”, a interpretare l’assassinio della democrazia, ironizzando in maniera macabra sugli articoli della Costituzione modificati…

Più seriamente, il dibattito sul prossimo referendum costituzionale ha preso il via con gli interventi dei parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno spiegato perché il Governo Renzi vuole modificare la Costituzione e spiegare quali effetti produrrà la scellerata riforma costituzionale: Renzi/Boschi/Verdini che, stravolgendo radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948 basata sui fondamentali principi della partecipazione democratica, della rappresentanza politica e dell’equilibrio tra i poteri, concentrerà – se dovesse vincere il sì – il potere dell’esecutivo in poche mani, ridurrà la partecipazione democratica e la sovranità popolare, e gli spazi di rappresentanza con il nuovo impianto elettorale.

“Siamo all’apice del degrado etico-politico-morale e questa riforma ne è la rappresentazione evidente, una vera e propria catastrofe. Se non la bloccheremo in tempo provocherà un enorme e preoccupante deficit di democrazia”: la sintesi dell’intervento di Maria Edera Spadoni, Nicola Morra, Paola Taverna, Andrea Cioffi e Carlo Martelli.

“Faremo una campagna a difesa dei principi e dei valori della Costituzione e non ci si permetta di presentarci come puri conservatori dell’esistente, come vorrebbe fare a suon di slogan il premier Renzi”: ha detto fra l’altro, Nicola Morra.

I saluti finali nel dibattito portati dai consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini, nonché dalla organizer del meetup Annamaria De Bellis
Il M5S di Forlì, che nei mesi scorsi si era mobilitato ed aveva raccolto centinaia di firme per il Comitato per il No, in vista di un appuntamento referendario di così grande rilevanza, ha ritenuto di dover offrire ai cittadini un’occasione di conoscenza delle tematiche sulle quali saranno in autunno chiamati ad esprimersi, uno dei primi momenti di dibattito e confronto sul territorio provinciale, che continuerà con altre iniziative.

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