Il M5S svela le bugie del Comune di Forlì sulla conferenza dei servizi di Mengozzi! Come sempre solo fumo negli occhi ai cittadini!

 “L’assenza del Comune di Forlì all’ultima seduta della conferenza provinciale dei servizi chiamata a pronunciarsi sul potenziamento del picco di incenerimento dell’impianto per rifiuti speciali ospedalieri Mengozzi  dagli attuali 4mila Kg/ora ai 5mila kg/ora equivale ad un vero e proprio parere positivo! Questo traspare dal rapporto ambientale redatto dalla conferenza dei servizi che include anche il famoso verbale di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi e che nessuno era riuscito prima d’ora ad ottenere, di cui riportiamo in stralcio le parti salienti:

 “Nell’ambito di tale seduta il Comune di Forlì, pur assente in conferenza, ha inviato una nota assunta al prot. n. 869/2016 a firma del Sindaco del Comune di Forlì e dell’Assessore Nevio Zaccarelli, in base ai contenuti della quale La Conferenza ha rilevato che:
…omissis…
non riporta alcun parere motivato
ai sensi della L. 241/90 …omissis… e pertanto non si può configurare come parere negativo o dissenso espresso in Conferenza ai sensi dell’art. 14-quater della L. 241/90 medesima; fermo restando che il progetto presentato da Mengozzi S.p.A. ha ricevuto tutti i pareri favorevoli di competenza del Comune di Forlì (urbanistico, edilizio, paesaggistico, patrimoniale)
…omissis…
ed in materia ambientale, il parere favorevole all’impatto ambientale delle emissioni in atmosfera nella seduta della Conferenza di Servizi del 31 agosto 2015 e il parere favorevole condizionato all’accoglimento dell’aumento di carico orario nella Conferenza di Servizi del 15 dicembre 2015.
…omissis…
Nel corso della Conferenza è pervenuta ad Arpae una nota (PGFC/2016/2496 del 24/02/2016) a firma dell’Assessore Comunale Nevio Zaccarelli, non delegato ad esprimere la volontà dell’Amministrazione Comunale …omissis… che non si configura come dissenso espresso in Conferenza dei Servizi.

L’aver motivato da parte del Comune di Forlì una contrarietà al progetto sulla base delle risultanze dello studio commissionato al Dipartimento di Ingegneria Civile Chimica Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna altro non è che una presa di posizione di facciata, per noi vero e proprio “fumo negli occhi”, che politicamente non risolve i termini della questione: l’inceneritore Mengozzi continuerà a bruciare a pieno regime con relativo aumento di carico orario”: questo il commento di Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, da anni sulle barricate in tema di tutela ambientale.

“Ora la palla passa alla giunta Bonaccini” – aggiunge il consigliere regionale del MoVimento 5 stelle Andrea Bertani. “Chiediamo che il Presidente non si limiti ad una semplice presa d’atto degli esiti della Conferenza di Servizi, che ha forzatamente ritenuto “nel complesso ambientalmente compatibile” l’aumento di portata, ma che tenga conto del fatto che “la Conferenza ha concordato sull’opportunità di inviare le note del Comune di Forlì alla Regione Emilia-Romagna, autorità competente all’approvazione della VIA, unitamente alla bozza di Rapporto Ambientale”. La Conferenza da una parte sconfessa il comune di Forlì, ma dall’altra passa la patata bollente alla regione: ora si apra una riflessione seria riguardo a tutte le criticità sollevate e al fatto che a Forlì esistono ben due inceneritori, non si possono abbandonare i cittadini esposti a così tante fonti di rischio.”

“Da anni – aggiungono i pentastellati – andiamo ripetendo che esiste un mix di responsabilità e debolezza politica degli amministratori comunali di Forlì (da Balzani e Drei, uniti dall’assessore Bellini) in materia di inceneritori Hera e Mengozzi. I tanti ritardi, i tanti silenzi non ci hanno mai tratto in inganno, e ricordiamo: la raccolta porta a porta al rallentatore, non capillare e incompleta, che, anziché essere economicamente vantaggiosa come accade in tutto il mondo è assolutamente non competitiva; l’aver sbagliato i tempi non cogliendo già nel 2012 l’opportunità di creare un gestore di rifiuti “in house” seguendo la strada che da Atersir ha portato direttamente ad Hera, con tutto quello che ne è conseguito i termini di costi insostenibili per la collettività; il non aver esercitato una seria pressione sulla giunta Regionale dell’Emilia-Romagna che, a differenza di altre Regioni a noi vicine (Lombardia, Marche e Veneto) non ha impugnato il decreto Sblocca Italia che prefigura un disastro ambientale senza precedenti e il non aver mai sollecitano gli organismi statali a ratificare la convenzione di Stoccolma che prevedeva il divieto di produzione e d’immissione nell’ambiente di inquinanti tossici e persistenti come le diossine”.

“La giunta Drei, come la precedente giunta Balzani, non è credibile quando afferma di fare il possibile contro gli inceneritori e a tutela della salute del cittadino… figuriamoci quando addirittura vorrebbe far credere di essere contraria agli inceneritori! Ecco perché riteniamo la loro partecipazione alle iniziative contro gli inceneritori che si sono svolte in città soltanto come “fumo negli occhi”. Mentre ben altro fumo, quello degli agenti inquinanti sprigionati dai loro camini continua ad inquinare acqua, aria, suolo avvelenano quotidianamente la nostra salute”: aggiungono i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

“Come possiamo offrire sostegno ed una legittimità politica agli esponenti di un’amministrazione comunale che parla di società post-incenerimento ma contemporaneamente subisce i tempi lunghi per lo spegnimento dell’impianto Hera e, soprattutto, non si è mai attivata sul controllo a ciclo continuo delle matrici ambientali, vegetali e animali del territorio contaminate dalle diossine, che non ha mai chiesto l’attivazione di un necessario biomonitoraggio del latte materno per mappare le zone più inquinate del territorio forlivese?”.

 “A nostro parere è necessario prendere le distanze da questi politici; c’è invece bisogno di una sincera rivoluzione collettiva lontana da ogni strumentalizzazione partitica. Siamo convinti che la battaglia si vinca passando ai fatti, modificando le leggi e chiedendo agli amministratori di pronunciarsi senza tentennamenti sul tema, chiedendo conto delle politiche ambientali ad Hera; il Pd non è in grado di farlo, spaccato com’è in due o più parti a livello locale, regionale e nazionale!”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Resoconto Consiglio Comunale n°47 dell’8 marzo 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

DELIBERA SU MODIFICHE ALLO STATUTO COMUNALE
emendamenti M5S per inserire il “consiglio aperto” e il “bilancio partecipato” [scarica testo]: respinti
voto finale M5S in consiglio: astenuto
esito: non approvato per mancanza di quorum qualificato (dovrà essere votato a maggioranza semplice altre 2 volte per essere approvato)

DELIBERA SU REGOLAMENTO DEHORS
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Resoconto Consigli Comunali n°45 e 46 del 29 febbraio e 1 marzo 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

DELIBERE SU BILANCIO DI PREVISIONE 2016
richiesta di rinvio (voto M5S: favorevole, esito: respinto)
emendamenti del M5S (esito: 5 e 6 non accolti, i restanti tutti respinti)
emendamento del Sindaco (versione edulcorata del nostro emendamento n.1 voto M5S: favorevole esito: accolto)
voto finale M5S in consiglio: siamo usciti dall’aula
esito: approvata

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Rinnovata la fiducia ai consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini nella terza semestrale del M5S Forlì

I simpatizzanti del Movimento 5 stelle di Forlì, sabato pomeriggio, in una sala del Foro Boario gremita, hanno rinnovato la fiducia ai consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini. Per la terza volta dall’inizio del mandato, la “base” ha democraticamente approvato l’operato degli eletti in Municipio. Un’occasione di confronto e una vera e propria valutazione dell’applicazione del programma che nessun’altra forza politica ha il coraggio di sperimentare. Sono intervenuti anche il senatore Nicola Morra, vicepresidente della Commissione permanente Affari Costituzionali, la deputata Giulia Sarti ed i consiglieri regionali Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani. Ha portato un breve saluto Riccardo Bevilacqua, anche a nome degli altri due organizer del Meetup 5 Stelle di Forlì: Annamaria De Bellis ed Eros Brunelli. E’ stata un occasione – arricchita da foto, tabelle e video proiettate su maxi schermo – per conoscere dalla viva voce dei protagonisti i retroscena degli episodi che hanno tenuto banco nei mass media negli ultimi giorni: la battaglia contro gli inceneritori Hera e Mengozzi e in favore del riciclo e del compostaggio, lo scoop del parcheggio abusivo della vicesindaco di Forlì Veronica Zanetti in uno stallo per disabili, il boom della petizione sicurezza del M5S con la raccolta firme che ha raggiunto la soglia delle 1.500 in pochi mesi, lo scandalo delle spese legali extrabilancio del Comune di Forlì, la nuova grana delle irregolarità del bilancio 2013 del Comune che – come ha indicato la Corte dei Conti – presentava un avanzo di amministrazione di più di 5 milioni di euro del tutto fittizio, la denuncia dei privilegi della “casta” con i vari benefit a cui i pentastellati hanno rinunciato (la tessera annuale per l’ingresso gratuito in fiera, il pass per l’accesso ed parcheggio in centro storico, ecc). La deputata Giulia Sarti ha raccontato i retroscena delle vicende parlamentari più scottanti come il decreto “salva banche”, la richiesta delle dimissioni del ministro Boschi, la nuova legge sul conflitto di interesse, l’appoggio politico dell’ex Forza Italia al premier Renzi; mentre il senatore Nicola Morra ha parlato di alcune notizie di cronaca che hanno generato fermento nell’opinione pubblica, come per esempio la riforma costituzionale, il referendum sul “no alle trivelle” e la legge sulle unioni civili, raccontando il ruolo del presidente Grasso, la contrarietà in aula a prassi antidemocratiche come il cosiddetto “canguro” e stigmatizzando l’ipocrisia del Pd che vuole sempre salvarsi con questioni procedurali a fronte di divisioni interne palesi, senza dimenticare di citare e spiegare l’intervento in aula di Alberto Airola nello sbugiardare tutte le strumentalizzazioni fatte da partiti di governo e da alcuni media sul ddl Cirinnà.

 

Viabilità, parcheggi e privilegi della “casta”. M5S Forlì: “Stop ai pass per l’accesso agevolato dei politici in centro storico”. I pentastellati presentano 4 mozioni sulla sicurezza stradale e il bike sharing

pass_ztl_cariche_politiche“A nostro parere gli amministratori pubblici dovrebbero essere sempre d’esempio per i cittadini e rinunciare spontaneamente ai loro privilegi! Volete un esempio? A Forlì i consiglieri comunali, il sindaco, gli assessori ed altre cariche politiche fruiscono di un pass per l’accesso e la sosta all’interno della ZTL del centro storico al costo simbolico di 50 euro l’anno (con la facoltà di utilizzare fino a tre auto diverse, anche se non direttamente intestate al proprietario del pass). Lo stesso pass per i normali cittadini non residenti ha un costo annuo di 550 euro, un milione di vecchie lire! Quasi tutti gli assessori e consiglieri, anche di minoranza, godono di questo permesso speciale e sia il sindaco Drei che la vicesindaco Zanetti, quest’ultima colta alcuni giorni fa a parcheggiare negli stalli per disabili, hanno in utilizzo il pass proprio su 3 targhe diverse, il massimo consentito! Ricordiamo che il regolamento prevede il divieto dell’uso contemporaneo delle 3 targhe… ma chi controlla?”.

A porre la domanda sono i due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, che hanno rinunciato a questo privilegio, non concesso nemmeno ai dipendenti comunali.

“L’unico gruppo che, da subito, ha rinunciato per la totalità dei suoi componenti a questa possibilità è ovviamente il 5 Stelle, interrompendo una tradizione opposta, ormai consolidata negli anni, cui nessun partito aveva mai rinunciato. Sempre noi del 5 Stelle siamo anche gli unici ad utilizzare il bike sharing comunale ad eccezione del consigliere PD Massimo Zoli che però ha fatto un abbonamento solo quadrimestrale, si presume per la bella stagione…”.

Con la vicenda ancora bollente del parcheggio negli stalli dei disabili da parte della vicesindaco Zanetti, il Movimento 5 stelle di Forlì intende battere sul ferro caldo dei privilegi della casta.

“Dopo aver saggiato con mano il doppiopesismo e l’arroganza di questa maggioranza, che spera nella disattenzione dei cittadini ed è convinta di farla sempre e comunque franca, crediamo sia arrivato il momento di evidenziare altre importanti questioni relative ai privilegi che questi amministratori si sono arrogati fin dall’insediamento. Riteniamo che i tempi siano maturi per presentare in consiglio comunale alcune proposte del nostro programma elettorale in tema di mobilità sostenibile, rinuncia ai privilegi, sicurezza stradale e rispetto delle utenze deboli”: aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini.

Nello specifico, il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Forlì, ha presentato oggi 4 mozioni volte a:

“Queste nostre proposte sono concretamente attuabili in tempi brevi e speriamo che la maggioranza PD in consiglio comunale non si affretti a bocciarle soltanto perché proposte dal M5S ma, comprendendone l’oggettiva utilità, decida di farle diventare realtà anche a Forlì”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, Daniele Vergini e Simone Benini.

Clicca qui per scaricare la lista dei consiglieri e assessori che usano il pass ZTL a 50 euro annui a confronto con la lista di coloro che invece usano il bike sharing comunale

 

Resoconto Consiglio Comunale n°44 del 23 febbraio 2016

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU ALLARME AMIANTO AI ROMITI [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU PARCHEGGIO SU PIAZZOLA DISABILE DELLA VICESINDACO [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

ODG DI CENSURA SUL PARCHEGGIO SU PIAZZOLA DISABILE DELLA VICESINDACO
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: respinto

DELIBERA SU BUDGET 2016 LIVIA TELLUS
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

DELIBERA SU CONTESTAZIONE INCOMPATIBILITA’ CONSIGLIERE CORVINI
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Il M5S Forlì consegna in Comune le prime 1500 firme raccolte della sua petizione sicurezza: “dal PD solo fumo negli occhi”

“Soltanto oggi il PD si accorge che, considerando il rapporto fra numero di reati e popolazione residente, ai primi posti della graduatoria delle province italiane più bersagliate dall’odioso fenomeno dei furti nelle abitazioni figura proprio la provincia di Forlì-Cesena, che vanta anche il record del maggior incremento assoluto registrato nell’ultimo decennio. Nel tentativo di far credere alla cittadinanza che chi governa la città non se ne sta con le mani in mano, ha presentato uno striminzito ordine del giorno che, attingendo a piene mani dal “pacchetto sicurezza” del Movimento 5 stelle di Forlì, dimostra come il partito di maggioranza, decisamente a corto di idee, non si faccia scrupolo di copiare i grillini”: affermano in una nota i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
“Ma nessuna persona di buon senso – aggiungono i due – può dare seriamente credito a questa iniziativa, visto che quanto indicato nell’ordine del giorno altro non è che una serie di azioni che potevano e dovevano essere adottate immediatamente dopo l’atto di insediamento del sindaco Drei, mentre il PD, solo fino a qualche giorno fa, negava l’esistenza di una emergenza sicurezza trincerandosi dietro la convinzione che si trattasse di un  ‘problema di percezione’ ”
I due pentastellati notano in particolare come il PD abbia attinto dagli stessi studi (in primis le ultime statistiche del Censis) che il Movimento 5 stelle di Forlì, già alcuni mesi fa, aveva preso come base per elaborare il proprio “pacchetto sicurezza”; le proposte indicate nel documento che il PD vuole proporre alla giunta Drei (un maggiore coordinamento dei vigili urbani con le forze dell’ordine; un utilizzo degli agenti della Municipale in mansioni di controllo diretto piuttosto che in funzioni burocratiche; una necessità di aumento degli organici e dei fondi per la videosorveglianza) non sono altro che misure copiate di sana pianta dal “pacchetto sicurezza” del Movimento 5 stelle di Forlì.
“Il nostro è un piano corposo in 10 punti sostenuto da una petizione popolare – presentato a fine settembre con un evento pubblico alla presenza del senatore M5S Vito Crimi – che è già stato sottoscritto da ben 1.500 cittadini (fra cui ci sono anche dichiarati elettori del PD); la raccolta, che nei prossimi giorni sarà presentata anche agli organismi istituzionali locali, tra cui questore e prefetto di Forlì, è destinata a non fermarsi qui ma a continuare nei prossimi mesi. Noi del M5S, pur sedendo nei banchi dell’opposizione, facciamo sul serio per risolvere la piaga dei furti mentre il PD, che governa da decenni, si accorge soltanto oggi del problema e prova a gettare fumo negli occhi”: ribadiscono Benini e Vergini.
Nel “Pacchetto sicurezza del M5S Forlì” si elencano azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la video sorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della Polizia Municipale, l’impiego di personale della Vigilanza privata (che non dovrà sovrapporsi alla regolare attività delle forze dell’ordine essendo finalizzato specificatamente al controllo diurno e notturno di aree a rischio e degradate), percorsi di educazione alla sicurezza ed alla “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione, l’installazione di una illuminazione intelligente e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento (che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo stesso PD di Renzi).
Per quanto appena detto ci sembra evidente come il PD, anche a livello locale, non possa risultare credibile quando si propone come il soggetto istituzionale che garantirà la sicurezza futura della città non avendolo mai fatto fin qui con le sue precedenti amministrazioni. Tipico esempio è la videosorveglianza: a Forlì le 132 telecamere montate sono in gran parte non funzionanti o dislocate in punti non utili alle attività di indagine. Con solo 50 telecamere funzionanti e posizionate in punti strategici, tutte controllate da una cabina di regia unica con sede in Questura e funzionante 24 ore su 24, Forlì diventerebbe tra le città più sicure d’Italia: di questo il PD e la giunta Drei, come del resto la precedente del sindaco Balzani, non hanno mai parlato nelle sedi opportune quali il “Comitato Prefettizio per l’ordine pubblico e la sicurezza” e l’Unione dei Comuni, ente responsabile della Polizia Municipale anche delle città vicine. Parole, solo parole al vento, mentre noi del Movimento 5 stelle di Forlì proponiamo soluzioni concrete e prepariamo il cambiamento”: concludono la riflessione i consiglieri comunali M5S.

 

Corte dei Conti: “avanzo di amministrazione fittizio di 5 milioni di euro” M5S: “gravi irregolarità, si rinvii l’approvazione del bilancio preventivo 2016 per fare una valutazione approfondita”

Dopo lo scandalo delle spese legali esterne (che hanno causato al Comune di Forlì 1,5 milioni di euro di debiti non previsti a bilancio e del quale il M5S aveva in ogni sede evidenziato a gran voce la gravita richiedendo anche le dimissioni dell’assessore Briccolani ed il commissariamento del Comune) ecco profilarsi all’orizzonte una nuova bufera relativa ai conti del Comune. Questa volta è la Corte dei Conti stessa a rimproverare aspramente il Comune in ordine a voci fittizie di bilancio, e segnalando la presenza di un avanzo di amministrazione fittizio di 5 milioni di euro nel rendiconto 2013, la Corte invita poi il Comune alla corretta gestione del bilancio in relazione alla grave irregolarità ed alle diverse criticità evidenziate.

“La Corte ha evidenziato la presenza di residui attivi, da alienazioni patrimoniali, successivamente solo in parte compensati con l’eliminazione di residui passivi, i residui di quelle alienazioni non perfezionate e pertanto insussistenti hanno portato ad un avanzo di amministrazione 5 milioni del tutto fittizio!”, spiegano i Consiglieri Comunali Daniele Vergini e Simone Benini del MoVimento 5 Stelle Forlì.

“La Corte parla infine di una possibile rappresentazione non veritiera delle effettive consistenze di cassa e richiede di valutate attentamente le ricadute sui bilanci futuri, a seguito di queste gravissime affermazioni chiediamo all’Amministrazione una immediata pausa di riflessione per valutare gli impatti sul bilancio previsionale 2016 la cui approvazione sarebbe calendarizzata per le giornate del 29 febbraio e 1 marzo e deve invece essere rinviata: è necessario prima di tutto approfondire cosa è successo o si rischia di votare un bilancio non veritiero”.

“La Corte dei Conti ha fatto anche riferimento a precise responsabilità del funzionario che doveva verificare la compatibilità della propria attività di pagamento con i limiti previsti dal patto di stabilità, si tratta di Giorgio Venanzi il Dirigente del Servizio Bilancio che era in carica fino al 2014, e che è stato coinvolto anche nel caso delle spese legali tirato in ballo dal Dirigente La Forgia che aveva affermato che era stato proprio Venanzi a non considerarli esplicitamente come debiti fuori bilancio. Ebbene Venanzi è dipendente del Comune ma attualmente “comandato” a tempo pieno presso altro Ente, riteniamo quindi che il Comune possa e anzi debba convocarlo urgentemente in una audizione dove i consiglieri comunali possano porgli tutte le domande del caso”.

“Se la Giunta e la maggioranza continueranno invece spediti a voler approvare il bilancio 2016 senza adeguata verifica dei gravi rilievi evidenziati dalla magistratura dovremo considerarla come una forzatura del tutto sospetta e ingiustificata”, concludono i pentastellati.

 

La cosa pubblica si amministra dando il buon esempio

bike sharing m5s“Sul caso del parcheggio abusivo del vicesindaco Zanetti c’è chi s’è sentito in dovere di criticare con “dubbi e riserve” quella che ha chiamato la “modalità di azione politica del M5S”: cioè di aver immortalato con foto e video l’infrazione della seconda figura amministrativa in ordine di importanza dopo il sindaco Drei. Arrivando a sostenere che la stessa Zanetti: “ha sbagliato” e “ha fatto ciò che migliaia di forlivesi fanno ogni giorno”, ovvero: utilizzare l’automobile per spostarsi “posteggiare nel primo buco libero”. Cosa comunque non vera (perché continuiamo a ritenere che la gran parte dei cittadini sia onesta) e che ignora (volutamente?) l’aspetto fondamentale delle vicenda: il ruolo etico-politico che compete a chi amministra la spesa pubblica, modifica le regole e impone tasse imponendo sanzioni ai singoli cittadini. La Zanetti aveva il DOVERE morale di dare il buon esempio e parcheggiare altrove! Esempio che noi del M5S riteniamo fondamentale e siamo i primi ad applicare a noi stessi, siamo stati infatti gli unici consiglieri comunali ad aver rinunciato al pass per il transito e parcheggio nella ZTL riservato alle cariche politiche e per andare in centro ci muoviamo con il bike sharing comunale”.

E’ questa la replica di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, alla lettera di Giancarlo Romanini, esponente Fiab.

pass_ztl_cariche_politiche“Del pensiero di Romanini condividiamo invece un dato di fatto che è anche una banalità: “l’inazione della Polizia Municipale e dell’attuale amministrazione e di tutte quelle precedenti, le mancanze, le velleità, le ipocrisie” in materia di mobilità”. Una immobilità in tema di viabilità che si sposa con una tendenza che abbiamo rilevato e che ribadiamo: il Comune cerca di far cassa con le multe per violazione al codice della strada sottraendo gli agenti della Polizia Municipale ad altri incarichi come: la lotta al degrado, il controllo del territorio e il concorso alla sicurezza urbana”: aggiungono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

“Additando i comportamenti scorretti del sindaco non abbiamo voluto buttarla in “caciara mediatica”, come sostiene Romanini. Semmai, abbiamo rotto il tabù di una classe politica, stiamo parlando del Pd, che si vorrebbe presentare “infallibile” e “corretta”. Un’immagine di chi amministra la città che a più riprese abbiamo evidenziato come totalmente infondata e scollegata dalla realtà”: aggiungono Simone Benini e Daniele Vergini.

“Infine vorremmo ricordare a tutti che compete a chi amministra, e non all’opposizione, mettere in pratica ogni giorno un diverso modello di modello di viabilità cittadina! Come Movimento 5 stelle in materia abbiamo le idee chiarissime: e nel nostro programma è contenuta la nostra visione della mobilità scevra da inquinamento e abuso di mezzi inquinanti. E nessuno come noi si batte ogni giorno in difesa della salute umana e animale: dalla lotta all’inceneritore alla richiesta di pedonalizzazione integrale del centro storico… Si informi chiunque abbia sprecato questa occasione di dibattito, assolvendo di fatto un comportamento inaccettabile di un pubblico amministratore e incitando i cittadini – come ha fatto lo stesso Romanini – a condotte scorrette con la scusa che: “nessuno verrà a fotografare le vostre cattive abitudini, o a chiedervi di rinunciarci”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
2016-02-16 - corriere - siamo tutti Zanetti

 

M5S alla vicesindaco Zanetti: “parcheggiare sulla piazzola dei diversamente abili è un gesto incivile”

La vicesindaco di Forlì, Veronica Zanetti, assessore con deleghe al centro storico, allo sviluppo delle imprese del territorio ed alla sicurezza, avrebbe in più occasioni parcheggiato in divieto di sosta e nella piazzola riservata ai diversamente abili nei pressi della scuola Diego Fabbri di Forlì. Questa infrazione è documentata da video e foto realizzati dagli attivisti del Meetup 5 Stelle di Forlì.

Duro il commento dei pentastellati della città romagnola: “Una delle figure di punta di questa amministrazione che moltiplica le aree di sosta a pagamento, vanta la tariffa oraria di parcheggio fra le più care della Romagna, tiene ridotti all’osso gli stalli per i diversamente abili e si appresta a concedere il via libera a parcheggi a pagamento nell’area ospedale Pierantoni, offre purtroppo all’opinione pubblica uno spettacolo sicuramente disdicevole”: scrivono in una nota i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

stupidità parcheggioIl Meetup di Forlì chiede all’amministrazione di prendere provvedimenti immediati nei confronti del vicesindaco Zanetti, che puntino ad allontanare dai cittadini qualsiasi dubbio sul fatto che la legge non sia uguale per tutti. “Tutti i giorni c’è un’incessante attività di controllo sulla regolarità della sosta, si cerca di far cassa con le multe per violazione al codice della strada, gli automobilisti sono tartassati e l’assessore che fa?! Ritiene forse di poter godere di una particolare immunità?!” – insistono Benini e Vergini – “Siamo dell’idea che i nostri rappresentanti nelle istituzioni dovrebbero dare quotidianamente il buon esempio. Se si permettono di infrangere le regole del codice della strada, chissà come si comporteranno con le normative comunali, la gestione della cosa pubblica e delle pubbliche risorse finanziarie?”

“La Zanetti probabilmente gode di un pass per l’accesso a tutte le zone del centro storico riservato alla cariche politiche e offerto in passato anche a noi, che lo abbiamo però rifiutato; in ogni caso sarebbe un privilegio da utilizzare unicamente per motivi istituzionali e che, comunque, non consente di parcheggiare al di fuori degli spazi prestabiliti. Solo a fronte di un suo comportamento più che corretto, un amministratore può sperare di risultare credibile quando fa appello ai doveri dei cittadini o chiede loro sacrifici come l’aumento delle rette sui  servizi comunali”: è la considerazione finale dei consiglieri M5S Simone Benini e Daniele Vergini.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 20:00

La replica dell’assessore Zanetti sulla vicenda del parcheggio nella piazzola dei diversamente abili non ci soddisfa per nulla, avremmo potuto  accettare al massimo una sintetica richiesta di scuse, ma dopo aver letto addirittura di minacce di querela, come se la colpa dovesse ricadere su chi segnala un’irregolarità invece che su chi la commette… ma soprattutto dopo aver letto il tentativo di sminuire la vicenda come “episodio accidentale ed isolato”, come se la macchina fosse finita sulla piazzola da sola per errore, pensiamo che traspaia una vera e propria malafede, la misura è quindi colma e chiediamo le immediate dimissioni della vicesindaco! Non si governa la cosa pubblica dando il cattivo esempio e la condotta scorretta della vicesindaco, da noi documentata con foto e video in un paio di occasioni, ma osservata da numerosi testimoni in molte altre occasioni sarebbe stata in altri paesi più che sufficiente per costringere una carica politica di quel peso ad un passo indietro, e vorremmo che questo cominciasse a diventare realtà anche in Italia!

AGGIORNAMENTO DEL 14 FEBBRAIO

la notizia è stata ripresa anche dal quotidiano nazionale Il Messaggero
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