Resoconto Consiglio Comunale n°34 del 20 ottobre 2015

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

DELIBERA PROROGA ADESIONE BILANCIO CONSOLIDATO
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

DELIBERA SU VARIAZIONI DI BILANCIO
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

DELIBERA SU CONCESSIONE IMMOBILE TECNOPOLO
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

INTERROGAZIONE: SERVIZIO INFORMATICA  [scarica testo]
[scarica risposta scritta]
la risposta è stata non soddisfacente

ORDINE DEL GIORNO DEL PD A SOSTEGNO DEL DDL CIRINNA’ [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

ORDINE DEL GIORNO DEL GRUPPO MISTO A SOSTEGNO DEI LAVORATORI CCLG [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Immigrazione: un tema complesso da trattare con pragmatismo e non con ideologia

“Al consigliere PD Lodovico Zanetti, che, mentre a Roma nel suo partito “volano i coltelli”, chiama in causa il M5S con un comunicato stampa in tema di immigrazione (pubblicato su Corriere e Carlino), rispondiamo, per mero dovere di cronaca, che non è alimentando la confusione che si concorre a promuovere, come lui stesso vorrebbe, un dibattito serio su una materia che implica ampi risvolti sociali ed economici. Lo stesso consigliere PD si confonde quando parla con leggerezza di migranti, profughi e richiedenti asilo… dovrebbe studiare di più l’argomento”: replicano i consiglieri del M5S di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.
“Forse il consigliere non è a conoscenza, come riferisce il ministero dell’Interno della sua stessa coalizione, che sul totale delle pratiche esaminate, ben il 50% delle domande di asilo nei primi mesi dell’anno sono state rifiutate ed appena il 10% di chi fa domanda ottiene effettivamente asilo politico, che al 27% non viene riconosciuto nessun tipo di protezione internazionale e che quasi la metà (il 40%) delle persone sbarcate non ha nemmeno fatto richiesta di protezione. Sono proprio le statistiche diffuse dal premier Renzi, fino a prova contraria segretario del PD, che ci ricordano come delle migliaia di stranieri momentaneamente ospitati in Italia non tutti siano richiedenti asilo o fuggano dalla guerra… tutto il contorno è spesso ideologia e convenienza politica”: aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini.
“Il consigliere PD non accenna poi minimamente alla questione dei “tempi di identificazione” degli stranieri che approdano in Italia: finchè un migrante non viene identificato non è né un profugo, che deve essere accolto secondo le leggi vigenti, né un immigrato economico, che, sempre secondo le stesse leggi, deve essere espulso o rimpatriato. Finchè non viene identificato, il migrante costa 35 euro al giorno al popolo italiano! Perchè in italia il tempo di identificazione va tranquillamente oltre l’anno e può arrivare fino a due anni, mentre, in altri paesi d’Europa, la media è un mese e mezzo. Perchè queste lungaggini? Chi ci guadagna? E’ vero che il regolamento di Dublino, attualmente in vigore, impone all’Italia, meta obbligata dei barconi che partono dai Paesi del Nord Africa, di trattenere ed identificare i migranti nonostante la maggioranza di loro non voglia restare nel nostro paese, ma, checché ne dica l’esponente PD, favorevole all’accoglienza indiscriminata di massa – spiegano Daniele Vergini e Simone Benini – a nessuno può sfuggire come trattenere persone contro la loro volontà, anche per 2 anni ed a colpi di 35 euro al giorno, generando spesso insofferenza nelle popolazioni locali, sia un evidente paradosso…. sarebbe stato ed è veramente difficile fare peggio di questo governo che non è mai stato in grado di far sentire la sua voce a Bruxelles. Ricordiamo poi che i famosi 35 euro al giorno per profugo non vanno a lui ma alla cooperativa che gestisce la sua accoglienza, ci chiediamo quindi come siano gestite le gare d’appalto e di subappalto e che livello di trasparenza garantiscano!”.
“Nelle intercettazioni di Mafia Capitale, Buzzi, quello che il tesoriere del Pd Cotticelli ha dichiarato di aver incontrato al massimo due volte, diceva al suo interlocutore: “gli immigrati rendono più della droga”… purtroppo è proprio così – aggiungono i consiglieri comunali del M5S di Forlì – l’immigrazione è business per la cattiva politica ed a farvi affari sopra sono proprio, purtroppo, pezzi dello Stato: lo dimostrano sia l’inchiesta della magistratura romana che scoperchia la saldatura fra partiti, criminalità organizzata ed alcune Coop, sia quella di Catania che vede il sottosegretario di Stato Giuseppe Castiglione indagato per turbativa d’asta negli appalti al Cara di Mineo. I morti in mare sono il “cemento” di questo sistema marcio…. se non ci fossero le tragedie non arriverebbero nemmeno i fondi europei: 4 miliardi di euro nel 2007-2013 e altri 3,2 per il periodo 2014-2020, “segui i soldi e troverai la mafia” diceva Giovanni Falcone… un’indicazione valida ancora oggi…”.
I pentastellati replicano poi all’ironia del consigliere Pd sul fatto che hanno votato favorevolmente ai “lavori gratuiti” (intesi evidentemente da Zanetti come “forzati”) dei profughi: “vogliamo essere chiari, quello che abbiamo votato è esclusivamente la possibilità, come sta succedendo ad esempio nella Cesena a guida PD, che i profughi possano eseguire volontariamente, come del resto richiesto espressamente da molti di loro, alcuni lavori socialmente utili per il solo motivo di dare un senso alle loro giornate contraccambiando quello Stato che offre loro vitto e alloggio,”
“Siamo e restiamo, infine, assolutamente concordi con la decisione presa dai nostri parlamentari di votare per l’abolizione del reato di clandestinità, un reato penale mai realmente applicato che, concretizzandosi unicamente nella consegna di un inutile “foglio di via” occupava però, altrettanto inutilmente, fondi ingenti e numerosi effettivi delle Procure, soprattutto siciliane, meglio utilizzabili in campi e questioni sicuramente più importanti … vedi lotta alla mafia.” concludono i consiglieri comunali del M5S di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini

 

Pronto Soccorso di Forlì al collasso. M5S: “Evidenti le responsabilità politiche di chi ha amministrato fino ad oggi. la proposta: creare un nucleo di cure primarie all’interno del Pierantoni”

“Le criticità del Pronto Soccorso dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì sono ormai diventate insostenibili. Dieci o più ore di attesa in media per tanti, troppi cittadini, soprattutto anziani, costretti a lunghe ed estenuanti attese, in totale assenza di privacy e che comportano a volte complicazioni alla loro salute. Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Forlì è l’unico reale riferimento per tutto il comprensorio, considerando l’impossibilità pratica dei cittadini, dopo la nascita della Casa della Salute, di usufruire sia del punto di primo intervento di Forlimpopoli che dei piccoli ospedali dell’area collinare, lentamente trasformati o soppressi; negli ultimi anni ad un incremento dei potenziali pazienti non ha fatto seguito un logico potenziamento delle strutture, degli spazi di accoglienza e del numero dei sanitari”. A muovere queste accuse i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.
“Ci chiediamo perché continui a tardare un intervento del direttore generale dell’Asl Romagna che, a fronte della situazione ormai non più tollerabile, si limita a promettere la presentazione di un piano di intervento su parcheggi e strutture interne che avverrebbe, comunque, non prima del mese di dicembre, con una entrata in funzione effettiva non prima del 2016.
Sulla necessità di assumere nuovo personale poi, come ha ammesso lo stesso sindaco Drei, ci troviamo di fronte ad una questione diciamo così ‘più complessa’ ed ancora non ci sono risposte”: lamentano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì “L’ottimizzazione dei servizi non può funzionare senza un contestuale potenziamento delle risorse umane da parte dell’Asl Romagna e quindi un incremento dell’organico degli operatori sanitari. C’è purtroppo da essere pessimisti in una regione guidata politicamente da chi, come il premier Renzi, promette molto…”.
Oltre alle denuncia i consiglieri comunali Vergini e Benini propongono una soluzione M5S a costo zero: “Ostinarsi, dopo oltre dieci anni dalla loro attivazione, a proporre codici bianchi addirittura con l’introduzione di un ticket, senza prima avere risolto il problema degli accessi al Pronto Soccorso, dal nostro punto di vista rappresenta un evidente fallimento politico. Continuare ad includere i codici bianchi e verdi, che non presentano una reale urgenza, in un servizio di emergenza sanitaria è semplicemente un paradosso. I pazienti cui vengono assegnati i codici bianchi nella fase di smistamento (triage), non accettano quasi mai di essere indirizzati ai nuclei di cure primarie della città, accettando così le forzate e snervanti attese in Pronto Soccorso”. “Una visione politica coerente e lungimirante, di fronte alla realtà dei fatti, porterebbe ad un’unica soluzione: creare un Nucleo di cure primarie all’interno dell’ospedale Pierantoni, contiguo al Pronto Soccorso”. Questa proposta è contenuta nel Programma elettorale del Movimento 5 stelle di Forlì e si potrebbe realizzare rapidamente. “I Nuclei di cure primarie, sono infatti già previsti dalla normativa regionale e gli ambulatori destinati a questo servizio sarebbero facilmente ricavabili dalle centinaia di stanze del nuovo Pierantoni. Anche i medici da impegnare nel progetto, che sono medici di medicina generale, sono già presenti ed inseriti nei turni dei diversi Nuclei di cure primarie distribuiti in città: basterebbe, con il coinvolgimento dei sindacati, spostarli nel nuovo Nucleo con orari diversi; i due ambienti Pronto Soccorso e Nucleo di Cure Primarie così “unificati”, offrirebbero un servizio sanitario idoneo e nel contempo specifico a tutti i pazienti: codici rossi e gialli indirizzati al PS, quelli bianchi e verdi all’NCP, ottenenedo così la desiderata consistente riduzione delle attese.

 

Alberi di corso Diaz, M5S: “giusto salvare alberi sani e adesso vigileremo sul nuovo progetto”

“Esprimiamo soddisfazione per la scelta del sindaco Davide Drei di non procedere all’abbattimento degli alberi sani di corso Diaz e adesso ci proponiamo di vigilare sull’eventuale nuovo progetto di riqualificazione di corso Diaz, perchè abbiamo il sentore che la storia non sia finita”: è il commento dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini alla notizia che l’amministrazione comunale ha sospeso l’intenzione di abbattere i bagolari di corso Diaz.
La posizione del Movimento 5 Stelle è nota: ha sostenuto la difesa degli alberi dal 29 giugno scorso e si era messo a disposizione del gruppo ‘Giù le mani dagli alberi di Forlì’ per presentare una mozione urgente in consiglio comunale, con la firma e l’appoggio di soli 7 consiglieri sui 32 totali si poteva obbligare l’amministrazione a discuterla entro 20 giorni pena la convocazione d’ufficio da parte del Prefetto.
“Abbiamo l’impressione che, vista l’adesione di alcuni consiglieri della maggioranza come Mario Peruzzini, Paolo Bertaccini ed altri, a questa battaglia in difesa dell’ambiente e della libera volontà popolare che si era espressa in 5000 firme di sostegno, il sindaco non abbia voluto procedere alla conta in aula. Una votazione che si sarebbe risolta con un dato di fatto disarmante per la maggioranza: Pd spaccato e alcuni altri esponenti delle liste alleate in difformità dalla linea della giunta. Prima dell’estate lo stesso consigliere Paolo Bertaccini  aveva già raccolto le firme necessarie, comprese le nostre del Movimento 5 Stelle, ma non protocollò la richiesta, in attesa di una concessione al dialogo”: precisano Daniele Vergini e Simone Benini.
I due pentastellati ricordano, infine, che solamente il Movimento 5 Stelle aveva espresso perplessità sull’appalto della cosiddetta riqualificazione di corso Diaz che vedeva un bando affidato con procedura negoziata ad inviti ristretti ad un numero limitato di ditte (6 in tutto e solo 5 che avevano presentato un’ offerta), una gara al massimo ribasso che aveva visto prevalere con un margine davvero esiguo il Consorzio Formula Ambiente, la cooperativa cesenate che – secondo gli atti delle inchiesta della magistratura su ‘Mafia Capitale’ – era legata alla coop “29 Giugno” di Salvatore Buzzi, l’uomo che insieme a Carminati avrebbe gestito la rete fuorilegge degli appalti a Roma, colui che la Procura aveva considerato il perno del sistema corruttivo che aveva pervaso la capitale.

 

Il brutto pasticcio dell’annullamento dei documenti amministrativi dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. Il Movimento 5 stelle accusa: “Incompetenza o malafede: restituiranno i premi?”

Tutti i documenti amministrativi dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese pubblicati nell’albo pretorio degli anni 2014 – 2015, cioè fin dal momento della sua nascita ad oggi, saranno di fatto annullati e sostituiti. A dichiararne la non validità conclamata è stata Anna Maria Galassi segretario della stessa Unione.
Il motivo? A spiegarne le ragioni sono, in una nota congiunta, il Movimento 5 stelle di Forlì e di Forlimpopoli che ricostruiscono i fatti: “visionando la determina n. 526/2015 abbiamo visto che la Galassi ha definito tutti i documenti amministrativi pubblicati negli ultimi 2 anni sull’albo pretorio dell’Ente come file sperimentali e determine parallele e quindi, implicitamente, non validi! E lei stessa ha accusato inoltre i propri dipendenti di aver firmato digitalmente i file con la sua chiave senza che ne fossero autorizzati! A nostro parere si tratta di un’incredibile anomalia, che potrebbe costituire un enorme illecito amministrativo. O quantomeno – aggiungono i pentastellati – dimostra la totale mancanza di controllo sull’ente da parte dei dirigenti, o forse sarebbe meglio dire del dirigente, poichè fino a pochi mesi fa la stessa Anna Maria Galassi era l’unica figura dirigenziale, e ancora oggi accentra a sé multiple posizioni chiave: segretario, dirigente ed economo dell’Unione. Inoltre, come se non bastasse, la Galassi riveste anche il ruolo di direttore dell’Asp San Vincenzo De’ Paoli per il territorio di Civitella di Romagna, Galeata, Premilcuore e Santa Sofia.
Ci chiediamo come sia stato possibile, nell’arco degli ultimi due anni, che nessuno tra chi riveste posizioni apicali  si sia mai accordo di niente. E vista questa ultima clamorosa scelta di annullare e sostituire due anni di atti amministrativi per incompetenza, ci chiediamo anche: annulleranno e restituiranno anche i premi di produttività dei dirigenti?”.
Anche perché, ricordiamo, mentre qualcuno fa e disfa con leggerezza sull’albo pretorio, assistiamo, ad esempio, ad una polizia municipale in rivolta, con gli agenti vessati da turni massacranti e straordinari non pagati, e  ai dipendenti del servizio informatica forzatamente trasferiti che denunciano un trattamento non equo.
“Una gestione da Repubblica delle banane, un mix di incompetenza, gestione arbitraria e uso delle risorse pubbliche e del personale degli enti locali che grida vendetta, se si pensa che l’Unione era nata per migliorare i servizi e diminuire i costi. Un’ulteriore prova di quale involuzione stia attraversando il Pd da troppo tempo ormai al governo in questo territorio”: conclude il comunicato stampa congiunto del Movimento 5 stelle di Forlì e di Forlimpopoli.

 

Resoconto Consiglio Comunale n°33 dell’6 ottobre 2015

Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico

INTERROGAZIONE “QUESTION TIME”: ELARGIZIONE 6.000 EURO CERIMONIA NOMINA ARCIVESCOVO  [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente

DELIBERA SU VARIAZIONI DI BILANCIO
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata

MOZIONE DEL GRUPPO MISTO SULL’ART-BONUS [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata

MOZIONI DI LEGA NORD E “NOI FORLIVESI” SUI PROFUGHI [scarica testo] [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: respinte

Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video

 

Secondo quali norme il Comune ha elargito 6.000 euro per la cerimonia di ordinazione a vescovo di Don Erio?!

Il Comune di Forlì ha “sborsato” 6.000 euro per la cerimonia di nomina di mons. Erio Castellucci a vescovo di Modena-Nonantola del 12 settembre scorso. I Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Daniele Vergini e Simone Benini hanno presentato un’interrogazione al fine di conoscere per quale motivo e secondo quale normativa la cifra è stata impegnata nel bilancio comunale per questa iniziativa promossa dalla diocesi di Forlì-Bertinoro. La domanda verrà posta direttamente al sindaco Davide Drei nella seduta del consiglio comunale del 6 ottobre. Si parla di un impegno di spesa di 6.000 euro, soldi dei cittadini, corrisposti direttamente all’Ente Fiera di Forlì SpA a parziale copertura dei costi organizzativi dell’evento legati all’affitto dei locali del Palafiera che in totale sarebbero ammontati a 18.000 euro iva esclusa. “La Giunta avrebbe deciso questa erogazione nella seduta di giunta del 10 settembre, ovvero due giorni prima dell’evento religioso. Ma questa delibera non esisteva fino ad un’ora prima della nostra richiesta, né sull’albo pretorio né sul protocollo informatico del Comune, solo dopo è ‘miracolosamente’ comparsa!”: evidenziano i due consiglieri pentastellati. La figura del Vescovo è riconosciuta in un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri come autorità che riveste carica pubblica: a questa giustificazione si appellano i funzionari del Comune nella determina firmata dal Direttore Generale Vittorio Severi. Ma Daniele Vergini e Simone Benini ricordano però come il decreto che lo stesso Severi indica per legittimare la spesa riguardi solo l’ “ordine di precedenza” nel protocollo cerimoniale di eventi istituzionali come parate o simili e non vi è alcun riferimento alla possibilità di destinare soldi pubblici a manifestazioni organizzate da terzi, materia regolata invece da un apposito regolamento comunale su patrocini e altri contributi economici, in questo caso nemmeno minimamente citato. “Ricordiamo – concludono i consiglieri pentastellati – che in consiglio è in agenda anche la nostra proposta di creare un fondo per la spesa corrente degli istituti scolastici: forse il Sindaco e la Giunta, dovrebbero, prima di elargire soldi pubblici per cerimonie religiose, sistemare le scuole pubbliche… mentre i genitori nel 2015 sono ancora costretti a far portare la carta igienica da casa ai propri figli ci chiediamo: quanta se ne sarebbe potuta acquistare con 6.000 euro?!”

 

Notiziario “Forlì in MoVimento” N°4

Disponibile il quarto numero del notiziario “Forlì in MoVimento”, un giornalino aperiodico che racconta la nostra attività in Consiglio e sul territorio ma anche i temi e le battaglie portate avanti dal M5S nazionale; il n.4 prosegue nel raccontare la storia del gruppo e l’attività in consiglio comunale nel periodo da luglio 2014 a settembre 2014, potete scaricare il PDF cliccando l’immagine sottostante.

4 Notiziario M5S FORLI luglio - settembre 20141

 

Al via la petizione M5S per una città più sicura, sabato in piazza presentazione ufficiale con il senatore Vito Crimi

evento sicurezza vito crimiAl ritmo di tre, quattro furti e rapine al giorno Forlì si guadagna il suo poco onorevole primato negativo nazionale: fra le città più vulnerabili al crimine, in cima alla classifica nazionale dei furti in casa. Come certificano le statistiche, Censis: in provincia di Forlì-Cesena triplicati in 10 anni dal 2004 al 2013 i furti in abitazione: +312,9%; Sole 24 Ore: la Provincia di Forlì-Cesena è 5^ assoluta in Italia per il numero di furti in casa con un aumento del 24,2% in un anno e 655 casi per 100mila abitanti; Centro Transcrime dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università di Trento: la provincia di Forlì-Cesena vanta un ritmo superiore a quello nazionale in tema di furti e razzie in appartamento: +232% in 8 anni (dal 2004 al 2012).
Che fare?
Il Movimento 5 stelle di Forlì ha elaborato un vero e proprio “pacchetto sicurezza” composto in 10 punti, tutti immediatamente realizzabili che è nostra intenzione presentare agli organismi istituzionali locali: questore, prefetto, etc. E i cittadini potranno anche sostenere la proposta sottoscrivendo una petizione popolare che prenderà avvio sabato 26 settembre, alle ore 15:00 in piazza Saffi, in occasione dell’evento pubblico a tema che vedrà la presenza del senatore M5S Vito Crimi, membro della commissione sicurezza.
I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle: Simone Benini e Daniele Vergini, venerdì 25 settembre hanno illustrato in conferenza stampa il “decalogo sicurezza – Forlì città sicura”: “Il sindaco e gli amministratori locali parlano spesso di tavoli di lavoro, di piani e di provvedimenti vari contro la criminalità, misure sbandierate come slogan che purtroppo non trovano riscontro in qualcosa di concreto. Noi, invece, col nostro “Pacchetto Sicurezza” , abbiamo proposto invece soluzioni concretamente realizzabili ed in gran parte attuabili fin da subito, in grado di rendere di nuovo la città di Forlì capace di difendersi e di tornare ad essere fra le più sicure d’Italia”.
Nel piano in 10 punti coesistono elementi concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, divieto di accattonaggio molesto, lotta all’abusivismo (commerciale e amministrativo) e in tema di prevenzione e sensibilizzazione dei doveri della cittadinanza e tutela dell’ordine pubblico; video sorveglianza mirata: a Forlì le 132 telecamere montate sono in gran parte non funzionanti o dislocate in punti non utili alle attività di indagine. Con solo 50 telecamere funzionanti e posizionate in punti strategici tutte controllate da una cabina di regia (in Questura) in funzione 24 ore, Forlì diventerebbe la città più sicura d’Italia.
E’ previsto, inoltre, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine: i tagli eseguiti nelle scorse legislature hanno indebolito fortemente gli organici delle varie forze dell’ordine non contento il naturale e necessario ricambio generazionale, allo stato attuale ci si trova quindi con un organico mediamente “invecchiato” che necessita di forze fresche in aiuto. Il sindaco dovrà farsi parte attiva nei tavoli prefettizi per sollecitare le autorità nazionali e governative a concorrere maggiormente alla sicurezza cittadina.
Anche per la Polizia Municipale il M5S ha previsto una soluzione: meno multe, più controllo del territorio e della sicurezza urbana. “Proponiamo di sollevare il corpo della Polizia Locale da compiti meramente amministrativi, come è attualmente, e in particolar modo la riscossione delle multe e dislocarli intelligentemente sul territorio per formare dei presidi di sicurezza a cui il cittadino può ricorrere in maniera collaborativa”: dicono Simone Benini e Daniele Vergini. I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle propongono poi più sinergia fra le forze preposte ai controlli, con il sindaco che dovrà farsi carico della proposta e mettere a disposizione risorse e tecnologie per far si che si intensifichino le collaborazioni e le sinergie tra le varie forze. L’impiego del personale della Vigilanza privata, che non dovrà sovrapporsi alla regolare attività delle forze dell’ordine, ma dovrà essere finalizzato al controllo diurno e notturno di aree a rischio di volta in volta identificate e segnalate quali: aree industriali abbandonate, zone cimiteriali, parcheggi a rischio rapina, aree urbane degradate, frazioni e quartieri periferici, etc. E assieme a questo anche la proposta di attivare percorsi di educazione alla sicurezza ed alla “sorveglianza di vicinato” perchè il M5S ritiene utile concorrere alla attivazione o favorire la nascita di gruppi territorialmente omogenei che possano essere informati ed educati a comportamenti virtuosi dal punto di vista della sicurezza e contemporaneamente che abbiano gli strumenti per comunicare tra loro e direttamente con le forze dell’ordine, eventuali anomalie del territorio in modo da creare una vera e propria rete preventiva di controllo di sociale. Fra le proposte più innovative contenute nel “Pacchetto sicurezza”: la stipula – a carico del Comune per conto di tutte le famiglie forlivesi – di un’assicurazione contro i furti in abitazione: “Esistono in ambito nazionale compagnie assicurative che coprono il rischio dei danni conseguenti ai furti in abitazione con prezzi convenzionati di cui si dovrà fare carico integralmente l’amministrazione comunale. I soldi ci sono. Molti milioni di euro sono stati spesi invano… Le risorse vanno stornate dai capitoli di bilancio dove come movimento 5 stelle abbiamo riscontrato maggior grado di disorganicità e quindi si chiede di definire nel bilancio annuale una voce specifica relativa a tale destinazione” . Poi c’è il capitolo dell’illuminazione intelligente, il M5S ritiene necessaria la nascita di un progetto che potrebbe diventare pilota a livello nazionale per l’utilizzo dell’illuminazione intelligente in maniera utile alla dissuasione dei reati e nel contempo rispettosa del risparmio energetico. L’utilizzo di sistemi a fotocellule consente l’attivazione solo quando necessaria, fermo restando l’utilizzo della illuminazione permanente dove necessaria, per esempio in tema di sicurezza stradale. Infine, ultimo punto, la richiesta a viva voce della certezza della pena e dell’inasprimento delle pene per reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento, che tuttora ricadono sulle norme indultate e svuota carceri. “Demandiamo ai parlamentari del nostro movimento l’incarico di verificare la fattibilità di rendere più congrue le pene in materia di reati alla persona o il danno di cose e beni appartenenti ai cittadini e ritenendo fondamentale garantire la certezza della pena. Proprio di questo parleremo con il nostro parlamentare Vito Crimi invitato sabato 26 settembre a Forlì, in piazza Saffi, per un incontro pubblico con i cittadini, a lui il compito di sostenere il nostro progetto e indirizzare l’azione del M5S verso le nostre richieste”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

clicca qui per scaricare il testo integrale della petizione

sicurezza 1

 

Bocciata la commissione d’inchiesta sulle spese legali! Il PD dovrà ritenersi “moralmente complice” di eventuali profili di responsabilità!

La maggioranza monocolore del PD ha bocciato la proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle di istituire una commissione d’inchiesta specifica che indaghi sulla regolarità di affidamento e gestione, da parte del Comune di Forlì, di quegli incarichi legali che hanno generato spese fuori bilancio per quasi 1,5 milioni di euro. Un “pasticcio” che ha destato stupore, sconcerto e perplessità anche nel consiglio dell’ordine degli avvocati di Forlì-Cesena. Una cifra elevatissima che costringerà l’amministrazione, come ammesso da alcuni esponenti di giunta, a “tirare la cinghia” ed a risparmiare, per esempio, sugli interventi di emergenza ambientale. “A nostro parere chi ha votato contro l’istituzione di questa commissione è da considerarsi moralmente ‘complice’ degli eventuali profili di responsabilità erariale o penale che dovessero emergere; la motivazione addotta dal PD di voler attendere il pronunciamento della Corte dei Conti è del tutto inaccettabile, come descritto più avanti, ed il M5S presenterà, nei prossimi giorni, un dettagliato esposto alla magistratura sulla vicenda”: avvertono Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, inchiodando alle sue stesse affermazioni il sindaco Davide Drei che, nei giorni scorsi, aveva dichiarato come le linee guida dell’azione della giunta comunale siano da sempre improntate alla massima trasparenza: “cosa evidentemente non vera, vista la totale indisponibilità a fare luce su questa questione”. In piena seduta di consiglio comunale il M5S ha indicato quelle che ha definito le “tempistiche sospette di tutta questa situazione”. “Nella loro relazione i revisori dei conti, che hanno accertato il debito extra bilancio, parlano di irregolarità contabili che si protraevano da 20 anni: possibile che in tutti questi anni nessun amministratore, a partire dall’assessore Briccolani, si sia mai accorto di nulla? Di come le spese legali fossero costantemente e stranamente molto basse? Forse faceva comodo non vedere per avere più margine di manovra e più potere di spesa!?”. Fra i motivi che giustificavano l’attivazione di una commissione d’inchiesta il M5S cita anche le difficoltà riscontrate per ottenere i documenti relativi a questo “scandalo”: “Solo 3 settimane dopo il voto in consiglio, gli uffici hanno terminato di consegnarci “determine di assegnazione incarichi” e “note pro forma”, la documentazione minima che sarebbe stata necessaria ai consiglieri per produrre un voto realmente informato alla delibera di legittimazione, approvata nel consiglio comunale del 28 luglio scorso. Inoltre le note pro forma erano tutte non registrate al protocollo e, nonostante si riferissero anche a cause che risalgono a 20 anni fa, presentavano tutte date molto recenti. Le assegnazioni degli incarichi avvenivano poi impegnando a bilancio, per ciascuna di esse, sempre e solo un fondo spese iniziale di circa 1000 euro, senza pattuire un compenso in fase di stipula del contratto, e senza che si procedesse ad un aggiornamento costi man mano che i processi evolvevano, lasciando al legale, di fatto, la facoltà di decidere il prezzo: un modo di procedere poco corretto e soprattutto non nell’interesse del Comune”. I consiglieri comunali M5S ricordano anche il ruolo giocato dal dirigente Alessandro La Forgia, ormai prossimo alla pensione, cui faceva capo l’Ufficio legale del Comune, reo di non avere effettuato la ricognizione annuale dei debiti maturati, obbligatoria per legge, la cui condotta potrebbe essere passibile di danno erariale: “Pare che La Forgia abbia stipulato un accordo per il pagamento delle parcelle degli avvocati Di Giovanni e Alberti (che sommati formano il 90% del debito fuori bilancio) rispettivamente in data 23 luglio e 20 luglio; guarda caso solo il 23 luglio è stata convocata la commissione consiliare che ha informato noi consiglieri di questo buco facendo scoppiare il caso. Questi accordi, che noi del Movimento 5 Stelle abbiamo scovato mediante accesso agli atti, sono stati stipulati da La Forgia a nome del Comune e di fatto hanno interrotto ogni possibile prescrizione e vincolato il Comune di Forlì al pagamento del debito; con i medesimi accordi si è esautorato il consiglio comunale, unico deputato a legittimare il debito, dall’effettuare le sue valutazioni, rendendo di fatto inutile anche l’emendamento, proposto dalla Giunta nel consiglio del 28 luglio, con il quale si intendeva vincolare il pagamento dei debiti alla verifica di un ente terzo”. Nel mirino del M5S anche il sindaco (“davvero non sapeva che La Forgia il 23 luglio aveva già messo per iscritto agli avvocati il pagamento del 90% di questo debito?”) e di alcuni capigruppo (Maltoni, Peruzzini, Avolio) che hanno impedito di portare con urgenza in consiglio comunale la richiesta di sospensione cautelativa di La Forgia da tutti gli incarichi. Il Movimento 5 stelle di Forlì si dice infine esterrefatto dall’intenzione espressa dalla giunta comunale di sborsare altri 15.000 euro per una ulteriore valutazione sulla congruità delle spese legali in oggetto da parte di un cosiddetto ente terzo: “come se non fossero finiti in fumo già tanti soldi, come se si potesse considerare ‘ente terzo’ un professionista a libro paga del comune! E, ciliegina sulla torta, la selezione avverrà mediante l’invio di lettera d’invito, senza bando interno o esterno!”
Il M5S ritiene opportuno ed urgente, a seguito degli ultimi fatti emersi, convocare ed interpellare nuovamente il collegio dei revisori per capire se il loro parere su opinamento delle parcelle, legittimazione e pagamento del debito extra bilancio vada eventualmente rivisto e riformulato!

Cognomi e nomi di chi ha votato contro e a favore (ricordatevene la prossima volta che andate a votare!)

17 contrari

Ancarani Valentina (PD)
Bandini Enzo (PD)
Bertaccini Michele (PD)
Castellucci Patrizia (PD)
Chiodoni Annalisa (PD)
Fiorentini Loretta (PD)
Freschi Massimo (PD)
Giulianini Sonia (PD)
Laghi Andrea (PD)
Maltoni Maria (PD)
Maretti Paride (PD)
Mazza Chiara (PD)
Ragazzini Paolo (PD)
Sansavini Luigi (PD)
Zanetti Lodovico (PD)
Zanotti Jacopo (PD)
Zoli Massimo (PD)

10 favorevoli

Benini Simone (M5S)
Vergini Daniele (M5S)
Biondi Lauro (Forza Italia – centro destra)
Burnacci Vanda (Forza Italia – centro destra)
Catalano Marco (Forza Italia – centro destra)
Ragni Fabrizio (Forza Italia – centro destra)
Mezzacapo Daniele (Lega Nord)
Casara Paola (Noi Forlivesi – centro destra)
Minutillo Davide (Fratelli d’Italia – centro destra)
Corvini Fabio (Gruppo Misto)

4 astenuti

Davide Drei (PD – sindaco)
Gentilini Tatiana (Gruppo Misto – ex PD)
Bertaccini Paolo (Con Drei per Forlì – centro sinistra)
Peruzzini Mario (Noi con Drei – centro sinistra)

non presenti in aula

Bertaccini Beatrice (Forza Italia – centro destra)
Avolio Daniele (Gruppo Misto)

no a commissione inchiesta spese legali