Parentopoli in Comune a Forlì? Incarichi esterni alla cognata dell’assessore Gardini per 52.000 euro in 2 anni, M5S: “Inaccettabile! Il sindaco spieghi e ci dica se ci sono altri rapporti di parentela!”

Assessore GardiniNegli ultimi 2 anni sono stati conferiti incarichi esterni per un totale di 52.000 euro nell’ambito di consulenze esterne per progetti europei all’architetto Serena Nesti, cognata dell’assessore all’Edilizia Francesca Gardini, entrambe componenti dell’Assemblea Territoriale del PD (*).
A scoprire il fatto – attraverso una verifica degli atti – i consiglieri del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.
In altre città d’Italia, per casi simili, s’è parlato di “parentopoli”.

“Com’è noto gli incarichi esterni non vengono conferiti dagli assessori, ma dai dirigenti. Esistono però dirigenti definiti “a contratto” cioè nominati direttamente dal sindaco: un sindaco potrebbe quindi nominare un dirigente a contratto e poi affidare per suo tramite incarichi esterni a propri parenti o a parenti di assessori della sua giunta. Una scelta che, indipendentemente da illegittimità o rilievo penale, risulterebbe comunque politicamente inopportuna ed eticamente inaccettabile”: spiegano i pentastellati.

“A quanto risulta dagli atti di cui siamo entrati in possesso i conferimenti di incarichi esterni alla Nesti sono stati accordati proprio da due dirigenti “a contratto” nominati direttamente dal sindaco Drei, ovvero: Vittorio Severi e Rossella Ibba”, sottolineano Vergini e Benini.

Il M5S ricostruisce lo storico delle varie assegnazioni.

Un primo incarico esterno per 24.400 euro è stato conferito il 25 giugno 2015 dal Direttore Generale Vittorio Severi, che poi lo ha prorogato il 30 giugno 2016 per ulteriori 4.000 euro, l’assegnazione dell’incarico è avvenuta tramite una commissione interna presieduta dallo stesso Severi, tra 5 candidati individuati discrezionalmente dal dirigente è stata poi selezionata la Nesti.

Un ulteriore incarico esterno per altri 24.000 euro è stato conferito il 6 febbraio 2017 dalla Dirigente del Welfare Rossella Ibba, in questo caso l’assegnazione è avvenuta senza commissione, direttamente da parte della Dirigente, dopo aver invitato 5 candidati individuati discrezionalmente sempre dalla stessa, di cui se ne sono presentati alla selezione solo 3 , ma anche in questo caso è stata selezionata proprio la Nesti.

“C’è rilevanza giuridico-penale nell’assegnazione di questi incarichi? Ci sarà chi dovrà verificarlo. Ma intanto riteniamo questa condotta sanzionabile eticamente e moralmente e consideriamo l’attribuzione di incarichi retribuiti ai parenti dei politici al governo della città del tutto inaccettabile!”: insistono i consiglieri Vergini e Benini, “Inoltre, sarebbe interessante sapere se i due dirigenti fossero a conoscenza del rapporto di affinità dell’affidataria degli incarichi, e se il Sindaco fosse informato di questa duplice selezione della cognata dell’assessore Gardini per incarichi esterni così ben remunerati”: aggiungono i due consiglieri comunali pentastellati.

Il Movimento 5 Stelle di Forlì per fare chiarezza su questa vicenda ha depositato un’interrogazione urgente per conoscere se intercorrano altri rapporti di coniugio, parentela o affinità tra i titolari di incarichi politici del Comune (Sindaco, Assessori e Consiglieri) ed i maggiori affidatari di incarichi esterni di collaborazione e di consulenza assegnati durante il mandato amministrativo di Davide Drei.

“Nel nome della ‘trasparenza’ di cui tutti si riempiono la bocca, soprattutto in campagna elettorale, ma che raramente applicano a se stessi specie nello svolgimento di un mandato amministrativo o politico, riteniamo che i forlivesi abbiano il diritto di sapere dell’esistenza di altre eventuali situazioni di parentela nell’assegnazione degli incarichi esterni, saranno loro stessi a giudicare autonomamente la condotta dei loro rappresentanti politici e quali criteri adottino nell’utilizzare il denaro pubblico”, concludono Simone Benini e Daniele Vergini.

(*) AGGIORNAMENTO: casualmente è stato cancellato dal sito del Pd l’elenco dei componenti dell’assemblea territoriale… è cmq visionabile di seguito uno screenshot prelevato in data 25/2/2017 (cliccare l’immagine per espanderla)
2017-02-25 assemblea territoriale pd

 

Bilancio, M5S a Drei: “il Sindaco pensi ad amministrare ed a risolvere le ‘magagne’ delle Partecipate invece che distorcere la realtà. Faremo segnalazioni al Prefetto ed alla Corte dei Conti!”

Il Sindaco Davide Drei, nell’ultima seduta del consiglio comunale e poi sulla stampa il giorno successivo, ha accusato il Movimento 5 stelle di aver diffuso “informazioni parziali e non veritiere”, affermazione che vengono fermamente respinte al mittente.
“Abbiamo semplicemente evidenziato un documento presente su internet, nel sito web della Corte dei Conti, e pubblicato da giorni, che non era stato notificato ai consiglieri e che commenta il piano di razionalizzazione delle società partecipate del Comune di Forlì e il ruolo di governance che compete ad un ente pubblico, ma il sindaco ha sostenuto che il contenuto di questo rilievo non sarebbe stato notificato ufficialmente. In più Drei si è scagliato contro il M5S. Piuttosto che una critica ci aspettavamo, semmai, un ringraziamento per averglielo fatto notare” ironizzano i consiglieri comunali pentastellati Daniele Vergini e Simone Benini.

La difesa del sindaco di Forlì non è stata ritenuta per nulla esaustiva dai pentastellati che annunciano nei prossimi giorni segnalazioni al Prefetto ed alla Corte dei Conti che, ricordano, era già intervenuta pochi mesi fa sull’aumento del compenso di Gianfranco Marzocchi a Livia Tellus invitando il Comune a osservare i principi previsti in ordinamento in tema di risparmio della spesa pubblica.

“Purtroppo percepiamo una costante reticenza dell’Amministrazione comunale a mantenere correttamente e pienamente informati i consiglieri comunali. E non è la prima volta che l’Amministrazione si “dimentica” di fornirci documenti importanti. Era già successo nel 2015 quando non fu mai comunicata ai consiglieri una delibera della Corte dei Conti che evidenziava criticità ed irregolarità sul rendiconto 2012, anche questo sarà oggetto delle nostre segnalazioni”.

I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, al contrario di quanto asserisce l’amministrazione comunale, ribadiscono che la Corte dei Conti ha espresso chiaramente molte e gravi critiche al progetto di razionalizzazione delle società partecipate predisposto dalla giunta comunale, dando anche l’“ultimatum” del 23/3/2017 per la presentazione di un piano razionalizzazione delle partecipate completo di approfondite analisi e motivazioni per le eccezioni che sembra si vogliano mantenere nonostante la legge.

Sono state segnalate dalla Corte società che hanno più amministratori che dipendenti, società che dovrebbero essere fuse, partecipazioni inutili e non strategiche che dovrebbero essere dismesse, ma soprattutto è stata segnalata un’eccessiva genericità del piano che poteva essere più incisivo, e contemplare anche riduzioni delle consulenze oppure delle promozioni per pubblicità, cosa che invece non è prevista.

“Queste a nostro parere sono critiche gravissime che dimostrano di fatto la mancanza di volontà del Sindaco Drei di ridurre i “poltronifici” delle società partecipate a partire da Serinar, che doveva inizialmente essere dismessa prima dell’ennesima giravolta del sindaco. Drei, più responsabilmente, dovrebbe pensare ad amministrare la città ed a tenere informato il consiglio piuttosto che impegnare il proprio tempo a distorcere la realtà. Visto che, soltanto per fare un esempio, dopo le proteste delle forze politiche di minoranza, il CdA di Livia Tellus, come risulta dai verbali, è stato costretto a prendere atto delle nostre critiche e ad impegnarsi a restituire i compensi percepiti illegittimamente”: concludono Benini e Vergini.

 

Sei parlamentari 5 Stelle all’evento “Banche… pozzi senza fondo”

Il sistema bancario (e monetario) sotto la lente di ingrandimento dei parlamentari del Movimento 5 stelle.
Un convegno aperto al pubblico nel salone comunale di Forlì che vedrà – domenica 12 febbraio 2017, con inizio dalle ore 15.30 – sullo stesso palco: Danilo Toninelli, vicepresidente della I Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni della Camera dei deputati; Alessio Villarosa, deputato del M5S, membro della commissione finanze di Montecitorio; Giorgio Girgis Sorial deputato alfiere della lotta alle lobby presenti in parlamento; Daniele Pesco (M5S) noto per le sue battaglie contro le banche d’affari e i derivati; il deputato Ferdinando Alberti, più volte intervenuto sul decreto Bankitalia-Imu, e il senatore Carlo Martelli.
Nel titolo dell’evento: “Banche… pozzi senza fondo” il senso esplicito dell’incontro che vuole gettare luce: sulle crisi e le truffe bancarie, sulla vicenda Monte dei Paschi di Siena, sul ruolo di Bankitalia nel sistema creditizio, sui capitali pubblici erogati dal governo in favore di istituti di credito decotti e di quanto incidano queste elargizioni ad appesantire il debito pubblico.
“Vi pare sia equo e sostenibile che dopo aver regalato 20 miliardi di euro al Monte dei Paschi di Siena il governo proponga una manovra da 3.4 miliardi infarcita di tasse, aumenti delle accise e nuovi interventi a carico (ma sarebbe meglio dire: a danno) dei cittadini?”: si chiede il Movimento 5 stelle di Forlì che promuove l’incontro pubblico.
Tante le domande sul tappeto. Dove sono finiti i nostri risparmi? Quali rischi corriamo nel depositare i nostri soldi in banca? E’ concreta l’ipotesi di fallimento del sistema creditizio ed economico italiano?
Nell’occasione i parlamentari “pentastellati” offriranno soluzioni e proposte politiche concrete per tutelare i risparmi dei cittadini ed anche i conti pubblici: da un un organismo di vigilanza autorevole, al ruolo virtuoso della Cassa depositi e prestiti, dalla cancellazione del Bail-in, alla separazione delle banche d’affari da quelle commerciali ed altro ancora …
Nel convegno: “Banche… pozzi senza fondo”, domenica 12 febbraio 2017, i cittadini potranno porre le loro domande ai parlamentari del M5S e trovare un’occasione di ascolto e supporto su una tematica – quella bancaria – che bene o male coinvolge tutti.

locandina banche

 

M5S contro la ‘Casta’. Il doppio gettone per i capigruppo comunali è illegittimo, M5S: “Lo dice la Corte dei Conti. Adesso tutti restituiscano quanto percepito illegittimamente”

gettone-di-presenza-300x245Il Consiglio Comunale di Forlì è uno dei pochissimi in Italia a prevedere il gettone di presenza anche per la Conferenza dei Capigruppo, la riunione che precede ogni seduta per definire l’ordine dei lavori della stessa assemblea. Ma secondo un parere della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti della Lombardia questo gettone è illegittimo.

“Appena siamo venuti a conoscenza di questa indicazione del Tribunale Amministrativo abbiamo subito comunicato al Comune di voler rinunciare a questo gettone aggiuntivo ed abbiamo espresso la nostra piena disponibilità a restituire quelli già percepiti. Abbiamo anche depositato una formale richiesta di modifica del regolamento comunale per rimuovere questo emolumento non previsto dalla legge. Si tratta di 42,30 euro lordi a seduta che i soli capigruppo percepiscono in aggiunta a quanto già ricevuto per la seduta d’aula. Uno spreco inutile di soldi pubblici”: affermano in una nota i consiglieri comunali del M5S Simone Benini e Daniele Vergini.

I due esponenti pentastellati per rafforzare la loro richiesta di rinunciare ad ogni emolumento hanno avanzato apposita richiesta scritta al Segretario Generale ed al Presidente del Consiglio Comunale di Forlì, specificando di essere pronti a restituire tutti i gettoni percepiti fino ad oggi come capigruppo.

“Vorremmo che anche le altre forze politiche ed i rappresentanti senza partito restituissero alla collettività questi gettoni, nell’auspicio che non si assista al francamente brutto spettacolo fornito quando proponemmo di eliminare il pass ZTL a prezzo agevolato per le cariche politiche! Continuiamo a ritenere che in tempi di crisi sia un’indecenza politica che consiglieri comunali e assessori fruiscano di un pass per l’accesso e la sosta all’interno della ZTL del centro storico al costo simbolico di 50 euro l’anno (con la facoltà di utilizzare fino a tre auto diverse, anche se non direttamente intestate al proprietario del pass) mentre un normale cittadino non residente deve sborsare 550 euro all’anno (un milione di vecchie lire)!”: insistono Simone Benini e Daniele Vergini.

La questione dell’illegittimità del gettone dei capigruppo comunali secondo il M5S Forlì è equivalente, anche se in scala minore, a quella dei compensi di Livia Tellus: “I compensi erogati ai capigruppo sono illegittimi e dovranno necessariamente essere restituiti a ritroso fino al 2009 (anno in cui fu approvato il regolamento); dopo la richiesta quasi unanime dei consiglieri di maggioranza e minoranza sulla necessità di restituire i compensi percepiti in eccesso dal CdA della holding, vedremo come si comporteranno alla prova della coerenza quando la stessa cosa riguarda loro”: affermano i due pentastellati.

Il Movimento 5 stelle – per concludere – ricorda che è l’unico gruppo consiliare a rinunciare a tutti i vantaggi, ai privilegi piccoli e grandi, riservati ai consiglieri come: il pass ZTL, la tessera omaggio della Fiera di Forlì, i rimborsi benzina, i fondi per il funzionamento dei gruppi che ammontano a quasi 2000 euro l’anno.
“Soldi che ci riserviamo di utilizzare solo per eventuali azioni giudiziarie (ad esempio: ricorsi al TAR) per tutelare i diritti dei consiglieri comunali nell’esercizio delle loro funzioni”: spiegano i consiglieri comunali del M5S Simone Benini e Daniele Vergini.

 

In replica alle dichiarazioni di Eliana Gardini

contro-movimento2“Prendiamo atto, con rammarico ma senza stupore, delle dichiarazioni rilasciate dalla consigliera Eliana Gardini, che fin dal suo ingresso in Consiglio ha sempre tenuto un comportamento poco chiaro a partire dal rifiuto di censurare la condotta politica del marito Daniele Avolio già confluito al gruppo misto, anche quando lui, in occasione del rimpasto di giunta, aveva addirittura espresso la sua fiducia al sindaco Davide Drei del Pd! Rileviamo inoltre che, contestualmente alle sue dichiarazioni, la consigliera Gardini ha creato assieme al marito un gruppo Facebook dal titolo che non lascia adito a dubbi: “Contro Movimento 5 Stelle Forlì”, dove si dichiara di voler “combattere il M5S”, cosa che pensiamo chiarisca una volta e per tutte che lei stessa s’è posta, per prima, fuori dalla nostra formazione politica.
Riportiamo di seguito il comunicato che ci è stato inviato dal Meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì, l’unico attualmente presente sul nostro territorio”.

Daniele Vergini e Simone Benini
consiglieri comunali M5S Forlì

Comunicato stampa Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì

In relazione alle ultime esternazioni di Eliana Gardini, in qualità di organizer del Meetup “Forlì per le 5 Stelle – Amici di Beppe Grillo Forlì”, l’unico attualmente presente sul territorio forlivese, e a nome di tutti i componenti del gruppo, pensiamo sia doveroso informare l’opinione pubblica e tutti i simpatizzanti 5 Stelle che:

Eliana Gardini già all’indomani delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014, ha scelto liberamente di non frequentare più le attività del gruppo, di non partecipare più alle riunioni dei gruppi di lavoro, di non presenziare in forma attiva o passiva sia alle tante iniziative programmate nella nostra città che a quelle organizzate dal Movimento 5 Stelle nazionale come agli ultimi eventi Italia 5 Stelle a Imola e Palermo.

Ha inoltre scelto di non partecipare e concorrere più al confronto democratico interno al Movimento 5 Stelle di Forlì, alle scelte politiche da noi espresse per il bene della città ed alle forme di democrazia partecipata che contraddistinguono la nostra forza politica.

Eliana Gardini non ha più concorso, già dall’8 luglio 2014, allo scambio di idee che quotidianamente arricchisce il forum online, a tutti gli strumenti di comunicazione/informazione interni al Movimento 5 Stelle di Forlì ed, in particolar modo, al Meetup, piattaforma ufficiale del gruppo Amici di Beppe Grillo Forlì.

Ricordiamo inoltre che ella stessa aveva partecipato alla fondazione di un secondo Meetup forlivese, chiuso dopo poche settimane, per la scarsa partecipazione.

Dopo il suo subentro in Consiglio comunale per surroga al decaduto consigliere Fabio Corvini, ha votato anteponendo spesso la propria convenienza alle decisioni di gruppo. Nello specifico: si è astenuta dal votare favorevolmente la mozione del M5S che chiedeva di eliminare l’ingiusto privilegio del pass ZTL al prezzo scontato di 50 euro riservato alle cariche politiche (quando un normale cittadino lo paga 550 euro), pass che ovviamente ha ovviamente richiesto ed utilizza; inoltre, sempre in difformità dalla battaglia politica sul sorteggio degli scrutatori, si è fatta nominare scrutatrice per il referendum costituzionale del 4 dicembre, tramite il marito Daniele Avolio ex M5S ora gruppo misto, e tramite la consigliera del PD Sonia Giulianini.

Per ultimo, si ravvisa che la stessa consigliera Gardini ha creato assieme al marito, Avolio,  un gruppo Facebook dal titolo inequivocabile: “Contro Movimento 5 Stelle Forlì” e dalla missione politica (sic) precisa: “combattere il M5S”.

Pertanto, come conseguenza delle scelte e dei comportamenti suddetti, il Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì comunica all’opinione pubblica di non sentirsi più rappresentato dalla stessa Eliana Gardini e di non riconoscerla come proprio rappresentante in consiglio comunale di Forlì.

Eros Brunelli e Annamaria De Bellis
organizer del Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì

 

Presenze in consiglio comunale, M5S: “Sono stati forniti dati errati, inaccettabile!”

maxresdefault“Non entriamo nel merito se si sia trattato o meno di un errore, lasciamo questa valutazione ai cittadini, fatto sta che guarda caso l’errore riguarda le presenze del consigliere Daniele Vergini, del MoVimento 5 Stelle, che in 3 anni non è mai stato assente ad un solo Consiglio comunale!”, questa la dichiarazione di Simone Benini e Daniele Vergini del M5S Forlì.
“Vergini ha fatto il 100% di presenze in consiglio… ma nei dati forniti alla stampa tutto questo non risulta, è inaccettabile! Soprattutto alla luce dell’impegno che mettiamo costantemente nel nostro lavoro, siamo infatti l’unico gruppo consiliare ad essere sempre presente dall’inizio fino al termine dei consigli comunali”, rincarano la dose i pentastellati, “mentre all’avvicinarsi dell’ora di cena il centro destra comincia a “smobilitare”… e il centro sinistra comincia a “scalpitare”… noi siamo stati spesso gli unici a chiedere di continuare a discutere gli argomenti proposti dalle minoranze che in moltissimi casi sono stati rinviati per mesi, ed in alcuni oltre 1 anno,  perchè viene fatto mancare sistematicamente il numero legale. Quindi vedersi ora non riconosciuto il nostro merito oltre ad un danno è una beffa inaccettabile! Chiediamo immediatamente una rettifica!”
“Cogliamo anche l’occasione per fornire i dati del dettaglio degli atti da noi presentati, dato che guarda caso l’Amministrazione si guarda bene dal fornire per i vari gruppi consiliari, forse perchè il paragone sarebbe impietoso…”, concludono Benini e Vergini.
In questi due anni e mezzo di consiliatura il consigliere Vergini ha presentato 52 atti, nello specifico: 31 question time o interrogazioni, 9 mozioni, 3 ordini del giorno, 1 proposta di delibera e 7 emendamenti; mentre il consigliere Benini ha presentato 50 atti, nello specifico: 26 question time o interrogazioni, 11 mozioni, 5 Ordini del giorno, 1 proposta di delibera e 7 emendamenti.

 

La circolare del liceo Morgagni sul libro di Saviano

cirolarelibrosavianoE’ già diventato un caso giornalistico nazionale la circolare del 13 gennaio 2017 indirizzata due giorni fa dal dirigente scolastico del Liceo classico statale «G.B. Morgagni» di Forlì Marco Molinelli, ex presidente del consiglio provinciale di Forlì-Cesena in quota Pd all’inizio degli anni 2000, «ai docenti e agli studenti delle classi quarte e quinte» in relazione alla presenza in città di Roberto Saviano, il prossimo 15 marzo.

«L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per incontrare uno degli scrittori più famosi del momento e per leggere il suo ultimo romanzo La paranza dei bambini», si legge nella circolare. E il punto controverso è nell’adesione all’iniziativa che secondo Molinelli «deve riguardare l’intera classe con l’acquisto da parte degli studenti del romanzo al costo di 16 euro».

“Senza nulla togliere a Roberto Saviano, giornalista e scrittore preso di mira dalla Camorra, voce critica contro la realtà economica e politica dei territorio napoletano, uno che in occasione delle primarie del Pd in Campania del 2015 chiese di “non andate a votare” e più volte s’è espresso contro le linee di governo dell’ex premier Renzi, ci chiediamo quale sia in questa circolare di Marco Molinelli l’intento pedagogico che sconfina nel business e negli interessi commerciali che nulla hanno a che spartire con l’indipendenza didattica”: scrive in una nota il Movimento 5 stelle di Forlì.

I pentastellati portano a sostegno della loro critica una raccomandazione contenuta nella circolare didattica che spiega nero su bianco che: “Non appena verranno comunicate le adesioni da parte del nostro Liceo, dell’Istituto tecnico commerciale e del Liceo scientifico, l’ufficio stampa di Saviano (in contatto con il il punto vendita Feltrinelli, ndr) contatterà l’amministrazione comunale per reperire gli spazi idonei”.

“Chiediamo spiegazioni pubbliche e vorremmo sapere quale sia stata la reale responsabilità del dirigente scolastico del Liceo classico statale «G.B. Morgagni» di Forlì Marco Molinelli, il cui passato politico è noto a tutti”: conclude la nota del Movimento 5 stelle di Forlì.

Aggiornamento del 16/1/2017: dopo le reazioni sulla stampa locale e nazionale la circolare è stata rimossa dal sito instituzionale del liceo…

Aggiornamento del 17/1/2017: il M5S Forlì ci tiene a ribadire, viste anche le ultime esternazioni ed avvenimenti, che la critica era rivolta unicamente al dirigente scolastico Molinelli che nella circolare ha scritto parole inequivocabili ed inaccettabili: “l’adesione all’iniziativa deve riguardare l’intera classe con l’acquisto da parte degli studenti del romanzo al costo di 16 euro”. il M5S Forlì non può che aver piacere nell’apprendere che Roberto Saviano è stato invitato dal sindaco a portare la sua testimonianza nella nostra città

 

Il nuovo comandante della Municipale andrà in pensione tra 10 mesi, M5S: “l’ennesima scelta dispendiosa e poco lungimirante di Drei”

drei-catenaroSi è insediato in questi giorni il nuovo comandante del Corpo Unico della Polizia Municipale dell’Unione di Comuni della Romagna Forlivese, Alfredo Catenaro, già dirigente della Polizia di Stato e funzionario della Polizia Stradale di Ancona. Catenaro subentra ad Elena Fiore, in pensione dal 30 settembre scorso, e prende il posto del comandante “ad interim” Anna Maria Galassi, a sua volta andata in pensione il 31 dicembre.

“Lo stesso Catenaro, presentato in pompa magna in conferenza stampa in Municipio alla presenza del presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Forlì, Davide Drei, e dei primi cittadini Giorgio Frassineti e Rosaria Tassinari, a loro volta titolari con Drei della delega per la Polizia Municipale, andrà in pensione a novembre 2017. Un’enfasi fuori posto visto che a breve – fra dieci mesi – si dovrà nuovamente avviare l’iter per trovare un nuovo comandante dei Vigili. Ci chiediamo: è questa la strategia gestionale di un settore chiave per la sicurezza cittadina come il comando della Polizia Municipale di Forlì e dell’Unione? Che prospettiva può fornire la nomina di una persona che – senza nulla togliere alla sua onorabilità – andrà in pensione tra 10 mesi e che dovrà anche smaltire le ferie accumulate non retribuite?”: a porre le domande sono Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle.

E questa nomina “a termine” segue il caso degli ex agenti della Pm che dopo essersi visti negare l’assunzione a tempo indeterminato hanno deciso di far causa al Comune e si sono visti riconoscere il diritto ed un indennizzo pari ad otto mensilità della retribuzione, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi ed alle spese legali.

“Con il Comune che non vuole “contrattare” per evitare di pagare gli ex agenti e la scelta del nuovo comandante “a tempo” Drei ha fatto una scelta dispendiosa e poco lungimirante, in un settore come quello della sicurezza da sempre l’anello debole di questa giunta e di un corpo d’arma che dovrebbe garantire servizi nei 15 comuni dell’Unione Forlivese per complessivi 140.000 abitanti. Drei dovrebbe essere il primo amministratore a dover essere interessato al funzionamento di questo incarico dimostrando invece di aver lasciato la Polizia Municipale in preda agli annosi problemi: vicecomandanti in gran numero e carenza di agenti sul territorio costretti a turni di lavoro massacranti. L’ennesimo esempio, non il primo e non certamente l’ultimo, delle scelte politiche sbagliate di questa maggioranza a guida Pd!”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

 

La decisione della Regione su Mengozzi è un bluff alle spalle dei Forlivesi che si aspettavano da Bonaccini, come promesso, la chiusura di un inceneritore

camino-mengozzi“Mengozzi aveva chiesto di trattare (cioè incenerire) fino a un massimo di 5000 kg/ora, la Regione ha fissato il limite agli attuali 4000 kg/ora ma ha permesso una flessibilità del 20% che di fatto consentirà alla società di incrementare fino a 5000 kg/ora per 1760 ore anno, ovvero per circa 5 ore al giorno tutti i giorni tutto l’anno, oppure per 73 intere giornate in un anno. Su queste basi nessuno può affermare – come hanno fatto invece giunta regionale e giunta Drei con inutile trionfalismo – che è stata ‘stoppata’ la richiesta di Mengozzi, semmai è vero il contrario!”. Questo il commento a caldo di Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì.

Si tratta della prima reazione politica dei “pentastellati” alla Valutazione di impatto ambientale sull’inceneritore Mengozzi di Forlì, approvata dalla Giunta regionale.
“Ma come verranno misurati questi aumenti di portata oraria? La risposta, poco chiara, è nella delibera regionale: che spiega che “dovranno essere effettuate, in un punto quanto più prossimo possibile alla camera di post combustione, e a valle di questa, campagne periodiche per la misura dei parametri di portata, temperatura, pressione e umidità del flusso gassoso al fine di procedere al calcolo e alla verifica della portata trattata in camera di post-combustione nelle condizioni indagate. La frequenza e la modalità di svolgimento delle campagne sono definite dall’Aia, ovvero la Autorizzazione Integrata Ambientale”. Quindi per fare ulteriori valutazioni dovremo attendere di visionare le reali prescrizioni previste nell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), non ancora disponibile”: spiegano Benini e Vergini.

Dietro queste prescrizioni burocratiche i due consiglieri del Movimento 5 stelle vedono in realtà: “l’ennesima fregatura, visto che abbiamo già sperimentato una situazione simile con la legge regionale sui rifiuti, sulla carta quasi totalmente accettabile, ma poi nella pratica totalmente smentita nei fatti da un piano operativo che ne ha disatteso i principi”.

 

Botti di capodanno, il Sindaco Drei non mantiene la promessa: divieto solo in centro e non su tutto il territorio comunale come aveva promesso

no_botti“Qual è la sensibilità ambientalista e animalista del sindaco di Forlì? Perché non si è uniformato ai tanti Comuni anche a guida Pd che quest’anno, per una serie di motivi, incluso quello del pericolo terrorismo, hanno vietato l’utilizzo di materiale esplodente, botti, petardi e fuochi artificiali per il Capodanno e le feste fino all’Epifania? E soprattutto perché Davide Drei non ha mantenuto la promessa di disporre un divieto valido su tutto il territorio comunale contro i botti, anziché limitarlo al centro storico?”. A porre queste domande i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini.

All’origine della diatriba l’ordinanza “anti-botti” di Capodanno.

“Il sindaco s’è mosso tardi e soltanto dopo nostra sollecitazione. Come era accaduto gli anni scorsi. L’ordinanza è stata emessa solo il 29 dicembre verso sera ed il divieto coprirà solo poche ore: dalle 16:00 del 31 dicembre alle 20:00 del 1° gennaio. Ma il fatto più grave è che pur avendo il sindaco promesso in consiglio comunale che quest’anno avrebbe coperto tutto il territorio comunale ha disatteso palesemente questo proposito vietando i botti soltanto in centro storico (nell’area compresa all’interno dei viali e delle porte di circonvallazione), ignorando altre aree dove sono presenti molti animali, sia domestici che selvatici, come il canile, il parco urbano e l’area dove è attendato il circo”: insistono i due “pentastellati”.

Benini e Vergini segnalano, infine, anche il “silenzio assordante” dell’assessore con delega al “benessere animale” Sara Samorì che non è intervenuta né durante il consiglio comunale ne pubblicamente sull’argomento, mentre è noto a tutti che l’uso di petardi e fuochi artificiali a Capodanno mette a rischio non soltanto la nostra incolumità, ma soprattutto sono spesso causa di morte, ferimenti e traumi per animali domestici e selvatici. A questo punto, vista l’insensibilità dimostrata anche quest’anno dal sindaco Drei sarebbe certamente più serio eliminare la delega in giunta al benessere animale e rinunciare ad ogni tipo di propaganda elettorale in difesa dei nostri ‘amici’ a quattro zampe. Su questo tema il Pd forlivese non è assolutamente credibile”: concludono Vergini e Benini.