Grazie alla nostra mozione il Comune dovrà realizzare un piano cittadino per l’eliminazione delle barriere architettoniche

una-citta-per-tuttiLa giunta comunale di Forlì si è impegnata a realizzare uno specifico Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche a seguito di un’apposita mozione presentata dal Movimento 5 stelle di Forlì, verrà finalmente messo nero su bianco uno strumento di gestione urbanistica indispensabile per pianificare e predisporre un programma sistematico di interventi da effettuare per rendere accessibili edifici e spazi pubblici ai cittadini diversamente abili.

“Dopo la scandalosa vicenda del parcheggio negli stalli dei diversamente abili occupato dall’allora vicesindaco Zanetti e da noi stessi denunciato, ci siamo chiesti se questa intera amministrazione comunale avesse a cuore o meno, i diversamente abili, e dopo una serie di accessi agli atti con nostro grande stupore abbiamo scoperto che il Comune di Forlì non disponeva di questo piano che sarebbe obbligatorio dal 1986. Un piano che in 30 anni di amministrazioni a guida Pci, Pds, Ds e Pd non è mai stato realizzato nonostante i solleciti di numerosi enti fra cui nel 2014 quello dell’Anci che all’epoca era guidato oltretutto da un famoso esponente del Pd: Piero Fassino. Questo, purtroppo, dimostra come l’attuale partito che amministra Forlì non dia la necessaria importanza ai diritti dei diversamente abili”: commentano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì.

Il problema delle numerose barriere architettoniche presenti a Forlì era stato già segnalato da tempo e pubblicamente anche da numerosi cittadini e associazioni fra cui la fondazione Opera Don Pippo Onlus. “Possibile che nonostante questi appelli un partito, come il Pd, che a parole sostiene di essere vicino alla gente non si sia mai attivato per rendere a misura dei diversamente abili la nostra città? Possibile che un sindaco che nella scorsa legislatura si occupava del welfare non ne fosse a conoscenza? Il partito di maggioranza in consiglio dopo aver tentato di minimizzare il problema delle barriere architettoniche accusandoci di strumentalizzare l’argomento e difendendosi con debolissime motivazioni burocratiche, alla fine è stato costretto ad approvare la nostra mozione in consiglio comunale”: spiegano ancora Vergini e Benini.

“Ora dopo le parole attendiamo i fatti: che si dia attuazione ad un buon Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche con il reperimento dei fondi necessari dalla Regione. Un progetto che potrà realmente contribuire risolvere gli enormi problemi riscontrati ogni giorno dai diversamente abili che si muovono nella nostra città ed in particolare negli edifici pubblici. Sarà un’altra occasione per mettere alla prova la buona fede di questa classe politica che ad ogni occasione parla di alta qualità della vita a Forlì e poi nei fatti si dimentica di coloro che – come le utenze più deboli fra cui i diversamente abili – si vedono negati diritti sanciti in Costituzione”: concludono i due pentastellati.

 

 

Circo con animali esotici a Forlì: “Il sindaco dia seguito alle promesse fatte: controlli e sanzioni severe in caso di violazione delle norme”

animali-al-circoControlli serrati sulle condizioni di detenzioni degli animali e severe sanzioni ove mai venissero riscontrate inosservanze alle leggi ed ai regolamenti in vigore sulla pubblicità di pubblici spettacoli. Questo è quanto chiede il M5S di Forlì in occasione dell’imminente attendamento nella nostra città del Circo di Praga, circo che utilizza animali esotici come tigri e foche.
“Si chiede al sindaco ed alla giunta un atto di coerenza con il voto favorevole espresso l’anno scorso dall’amministrazione e da tutte le forze politiche in commissione comunale a favore della petizione, sottoscritta da più di 500 cittadini forlivesi, promossa dal gruppo facebook “la Forlì che dice no al circo con gli animali””.

“Pur nella piena consapevolezza che è attualmente impossibile con le leggi vigenti per un sindaco impedire attendamento di un circo nella propria città, interrogheremo Drei nella seduta del consiglio comunale di martedì 20 dicembre per sapere se intende applicare quanto si era stabilito in commissione ed essere nelle sue possibilità, ovvero: disporre controlli da parte di personale specializzato sulla salute degli animali del circo, nel rispetto della normativa “Cites”, e disporre un rigido controllo da parte della polizia municipale sulle eventuali affissioni abusive (ad esempio sui tronchi degli alberi) e volantinaggio non autorizzato, che spesso alcuni circhi mettono in atto”: anticipano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del M5S.

Contestualmente, visto l’avvicinarsi del Capodanno, i pentastellati anche quest’anno chiedono: “Un’ordinanza comunale che vieti i botti sull’intero territorio cittadino, ed in particolare anche nell’area occupata dal circo, visto che in molti animali, dall’udito ben più sensibile di quello umano, rumori forti e improvvisi provocano paura e panico fino alla morte d’infarto. Il nostro auspicio è che questa restrizione possa essere estesa, oltre che al Capodanno, anche a tutto il periodo festivo e nelle ulteriori festività dell’anno, in particolare a quella di Halloween. Con sanzioni in grado di fungere da deterrente reale ed una adeguata pubblicizzazione preventiva delle regole alla cittadinanza”.

“Quanto è successo gli anni scorsi non promette bene, infatti queste ordinanze – sempre fatte dopo nostro sollecito – non sono mai state ampliate come avevamo richiesto ma addirittura ulteriormente ridotte: si è infatti passati dall’ordinanza del 2013 di Balzani, che prevedeva il divieto in tutte le strade e piazze fiancheggiate da edifici e in parchi e giardini pubblici dal 23 dicembre fino all’Epifania compresa, all’ordinanza del 2014 di Drei che limitava il divieto alla notte di capodanno e solo nel centro storico, trend negativo confermato dall’ordinanza 2015 che limitava ulteriormente il divieto solo a specifiche piazze/vie del centro storico”: ricordano i consiglieri Simone Benini e Daniele Vergini.

I due consiglieri comunali del M5S mettono alla prova il sindaco a tutela “del benessere dei nostri amici animali” prima di trarre un bilancio complessivo dell’attività dell’amministrazione comunale guidata dal Pd preso atto che fino ad oggi: “questa giunta s’è dimostrata in molteplici occasioni totalmente insensibile alla volontà dei cittadini”.

 

Agenti precari della Polizia Municipale di Forlì vincono causa contro il Comune. M5s: “Gestione scriteriata dei vigili urbani e denaro pubblico andato in fumo”

Illegittimi i contratti a termine che l’amministrazione comunale di Forlì e l’unione dei Comuni della Romagna Forlivese aveva stipulato nei confronti di sei agenti della Polizia Municipale. A dirlo il Tribunale di Forlì – Sezione Lavoro – che ha accolto il ricorso presentato da Katiuscia Perrotta, Rocco Pasquariello, Virgilio Gatto, Sergio Zanotti, Claudio Borghini e Gianfranco Gruppuso, tutti agenti di Polizia Municipale, di età compresa tra i 31 ed i 49 anni, che avevano lavorato come precari per complessivi 36 mesi ciascuno.

Terminato il servizio e rimasti senza lavoro, gli agenti della Pm che si sono visti negare l’assunzione a tempo indeterminato hanno deciso di far causa agli enti pubblici e, assistiti dall’avvocato Riccardo Benvenuti dello Studio Alba di Grosseto, si sono rivolti al Giudice, il quale, alla fine, ha riconosciuto i loro diritti.

“Il Tribunale del Lavoro di Forlì – confermano allo Studio Legale Alba – ha accertato l’illegittimità dei contratti a termine ed ha riconosciuto ai ricorrenti un indennizzo pari, per ognuno di essi, ad otto mensilità della retribuzione, oltre alla rivalutazione monetaria, agli interessi ed alle spese di assistenza legale. Attendiamo comunque la motivazioni della Sentenza per una completa valutazione della decisione”.

“È un primo punto a nostro favore – sostiene il portavoce dei precari – attendiamo di capire che cosa intenda fare il Comune ma siamo soddisfatti del fatto che il Tribunale abbia riconosciuto il nostro diritto. Siamo comunque disponibili ad un confronto con la controparte”.

A salutare con soddisfazione l’esito del processo sono Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, che da anni hanno sostenuto la causa dei lavoratori precari della Polizia Municipale di Forlì e dell’Unione dei Comuni portandola all’attenzione dell’opinione pubblica e dello stesso consiglio comunale, e che nell’occasione commentano: “I precari dopo 36 mesi di lavoro di fatto equiparato alle funzioni di un effettivo agente di ruolo si sono trovati lasciati a casa senza rinnovo a dispetto delle promesse dell’allora sindaco Balzani. Si tratta di una doppia debacle per il Comune che da un lato si vede costretto a corrispondere le spese stabilite a giudizio e dall’altro somma come investimenti inutili i costi per il vestiario e la formazione degli agenti precari della Municipale, a fronte di un’endemica carenza di personale”.

“Tanto valeva assumere i sei lavoratori che sono stati costretti a fare causa e far funzionare al meglio l’attività della Polizia Municipale. Organismo – essenziale per garantire la sicurezza stradale e urbana – dove la confusione regna sovrana. In questi anni in assenza di un ricambio ai vertici della Pm si è preferito il mantenimento in organico di 3 vice comandanti e garantire un aumento di stipendio di 10.000 euro all’anno per gli ultimi anni alla ex Comandante Elena Fiore piuttosto che rinnovare l’incarico a più di una decina di vigili a tempo determinato, lasciando irrisolti i nodi strutturali del settore: controllo del territorio a macchia di leopardo, costi che non sono diminuiti e servizio che semmai è peggiorato”: conclude la nota del Movimento 5 stelle di Forlì.

 

MoVimento in ascolto, il prossimo appuntamento dell’assemblea itinerante 5 Stelle sarà al quartiere Romiti

eventoromitiContinuano le assemblee itineranti del M5S Forlì nei quartieri cittadini. Dopo gli affollati incontri
ai Portici ed a Pievequinta-Caserma-Casemurate il prossimo appuntamento sarà al quartiere Romiti,
venerdì 16 dicembre 2016, alle ore 21, nella sala polivalente del quartiere in via Locchi, 9, a Forlì.
Con queste serate aperte a tutti i cittadini ed anche ovviamente ai rappresentanti dei quartieri il MoVimento 5 Stelle di Forlì vuole entrare maggiormente in contatto con le realtà che compongono il tessuto socio-economico della città, a partire dalle aree che presentano maggiori criticità, al fine di ascoltare le problematiche e le proposte che liberamente i cittadini vorranno portare all’attenzione dell’opinione pubblica.
Raccolte le opinioni emerse nell’incontro i consiglieri comunali “pentastellati” Daniele Vergini e Simone Benini – che saranno presenti alla serata – porteranno in Municipio ogni argomento (solitamente dimenticato dai partiti tradizionali o, peggio, da chi amministra) che meriti di essere trattato e risolto, sotto forma di interrogazione, question time o mozione. Fra i temi più caldi che saranno trattati durante la serata segnaliamo il problema amianto nella vecchia cartiera in via dei Molini e gli allagamenti in via Plinio il vecchio e via Fontana di Riatti.

 

Variante urbanistica del commercio: “Nuova colata di cemento e grandi centri commerciali, danno all’ambiente e colpo mortale ai piccoli esercenti”

“La previsione di andare a creare nuove zone commerciali in via Bertini, via Pandolfa, via dell’Appennino, al Ronco, a Vecchiazzano e in tante altre aree urbane altro non è, a nostro parere, che un insostenibile fiume di asfalto e cemento, un vero e proprio attacco all’equilibrio commerciale cittadino, ai piccoli esercenti e, in associazione alla presenza di ben due inceneritori a pieno regime, un ulteriore danno alla salute delle persone e all’aria che respirano, dovuto all’inevitabile incremento del traffico indotto. Riteniamo che non siano né il cemento, né l’apertura continua di centri commerciali a ridare attrattività e competitività alla città di Forlì”: commentano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Daniele Vergini e Simone Benini, in vista della discussione in aula, martedì prossimo, della nuova variante urbanistica del commercio.

“Se si tratti o meno di cementificazione questa Giunta potrebbe chiederlo magari anche a Nicola Dall’Olio (capogruppo del Pd di Parma) al quale ha recentemente conferito un incarico esterno come ‘esperto di consumo di suolo’ alla modica cifra di 10.000 euro”, ironizzano Vergini e Benini per evidenziare l’ennesimo ed inopportuno incarico esterno distribuito dal Pd agli ‘amici di partito’”.

“Con questa variante, criticata anche da Confesercenti che ha parlato di “forzatura incoerente” per le troppe medio-grandi strutture, che passano da 3 del piano vigente a 25 della variante (6 solo nell’area del Foro Boario), l’amministrazione comunale sembra voler raggiungere il duplice obiettivo di dare il solito ‘contentino’ pre-elettorale alle cooperative e di ottenere contemporaneamente maggiori entrate per circa 2,9 milioni di euro (€ 1.496.026,56 dagli oneri di urbanizzazione secondari e € 1.395.000,00 dal costo di costruzione). Mentre da tutta questa operazione noi cittadini otterremo solo la perdita definitiva di superficie verde non più recuperabile ed un sostanziale peggioramento dell’ambiente con conseguenti ed inevitabili ripercussioni sulla nostra salute”: aggiungono i due pentastellati.

A detta dei due consiglieri comunali del M5S soltanto “Il recupero e la valorizzazione del patrimonio urbanistico già esistente, il verde e l’ambiente, la riappropriazione degli spazi e la vocazione culturale e turistica possono essere le uniche misure innovative e lungimiranti su cui l’amministrazione dovrebbe investire per rigenerare il centro storico ed anche il tessuto economico e produttivo locale”.
“Un tessuto economico fatto al 90% da piccole aziende fino a 10 dipendenti, che non ha bisogno di nuovi centri commerciali ma di politiche mirate a dare nuove opportunità a questi soggetti; non si può sostenere a parole progetti a favore del centro storico e poi nei fatti andare ad assecondare la realizzazione di un mega centro commerciale a Pieve Acquedotto”: attaccano ancora Vergini e Benini.

“Una menzione a parte merita inoltre l’area commerciale H di Vecchiazzano che, ritirata dopo un primo tentativo di passaggio in consiglio fortemente contestato anche dai consiglieri di maggioranza Peruzzini Gentilini e Bertaccini , rientra ora dalla finestra confusa tra decine di altri progetti sconclusionati e nel silenzio totale dei suddetti consiglieri forse ora ‘distratti’ dal fatto che hanno ottenuto 2 assessori…”: ricordano i due Pentastellati.

“In quanto sta succedendo purtroppo ravvisiamo come sempre la manifesta incapacità di pianificare lo sviluppo della città nell’interesse dei cittadini, ed il collateralismo politico degli amministratori Pd che continuano a perseguire unicamente gli interessi delle solite cooperative, con l’unico obiettivo di averne un tornaconto elettorale. Per questo invitiamo i cittadini a partecipare sempre alle commissioni consiliari, ai consigli comunali, ed in particolare al consiglio di martedì per far sentire il proprio ‘fiato sul collo’ a questa amministrazione”: conclude il comunicato stampa dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Vergini e Benini.

 

La Finanza in Comune per l’appalto del verde pubblico

Oggi è su tutti i giornali la notizia delle perquisizioni in Comune per l’appalto del verde, fari puntati sull’ex vicesindaco Veronica Zanetti, ma anche sul “grande accusatore” Mario Peruzzini della lista di maggioranza “Noi Con Drei” che presentò un esposto in Procura; allo stesso tempo però rileviamo come a seguito della revoca delle deleghe alla Zanetti il sig. Peruzzini abbia “piazzato” in Giunta un suo assessore, Marco Ravaioli, con non pochi mal di pancia dello stesso Pd… e allo stesso tempo abbia “congelato” la mozione da lui presentata fra mille polemiche con la quale chiedeva di annullare e rifare il bando… cosa che pone non pochi dubbi sulle reali intenzioni di questa che si vorrebbe presentare come una “opposizione interna” alla maggioranza, ma forse è tutt’altro… Come M5S noi ovviamente condanniamo questi “giochetti” politici, questa “lotta fra bande” permanente all’interno della maggioranza che si percepisce ormai quotidianamente da 6 mesi a questa parte e che sta congelando l’azione della giunta e di conseguenza l’intera città, se non esiste una maggioranza coesa sarebbe forse più giusto andare ad elezioni anticipate, per il bene di Forlì.
Ricordiamo infine che anche noi del M5S, lontano dal clamore dei giornali, abbiamo fatto subito dopo Peruzzini un esposto in Procura sull’appalto del verde per evidenziare un aspetto aggiuntivo di non poco conto che nessun altro “stranamente” aveva notato: cioè che a meno di un mese dall’apertura della busta dell’appalto fu modificata la composizione della commissione giudicatrice con una delibera di giunta… un’operazione molto strana e mai avvenuta prima a memoria storica, possibile che il sindaco Drei non si sia chiesto il perchè di questa strana “sostituzione”? eppure quella delibera l’ha votata anche lui…

Di seguito un video dove ponevamo queste domande circa 6 mesi fa in consiglio, purtroppo nessuno ha risposto!

 

Referendum, il M5S coprirà tutta Forlì con i propri rappresentanti e chiederà il pieno rispetto della procedura di legge negli scrutini

Per il referendum costituzionale del 4 dicembre il Movimento 5 stelle di Forlì garantirà una presenza di rappresentanti di lista pari al 90% dei seggi della città ed al 70% dei seggi negli altri comuni del comprensorio forlivese. Percentuale altissima per i pentastellati che al contempo annunciano – ed è stato comunicato anche all’amministrazione comunale – che sarà applicato e preteso il pieno rispetto della procedura nell’attività di spoglio così da ridurre a zero ogni possibilità di broglio.

“Differentemente da altre zone d’Italia dove la procedura viene applicata alla lettera, nel nostro territorio, a quanto ci è stato detto, spesso durante lo spoglio le schede vengono prelevate cumulativamente dall’urna e vengono generalmente scrutinate e suddivise in mucchietti per agevolare il conteggio finale, ma ciò avviene in totale in spregio alla normativa. Si tratta di una prassi consolidata a Forlì ma non prevista nei regolamenti ministeriali ed elettorali e totalmente fuori legge. Dunque, in occasione dell’importantissimo Referendum del 4 dicembre e vista la nostra presenza capillare, faremo applicare la procedura di legge con l’estrazione una ad una delle schede. Per ridurre a zero l’ipotesi di brogli”: spiegano i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini.

“Se, al contrario, lo scrutinio venisse fatto rovesciando le schede sul tavolo per conteggiarle e assegnarle sbrigativamente, come sembra essere sempre accaduto nelle precedenti tornate elettorali a Forlì, allora, nel caos che si creerebbe, potrebbe essere più facile annullarne qualcuna e orientare il voto a piacimento. Respingiamo inoltre al mittente ogni “scusa” del tipo che la procedura di legge intaserebbe i seggi o rallenterebbe le operazioni di scrutinio. Come M5S vogliamo essere promotori della legalità e del rispetto delle regole fino in fondo, quindi i nostri rappresentanti di lista vigileranno e pretenderanno quindi il rispetto della procedura così come non è mai accaduto fino ad oggi a Forlì”: concludono i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Vogliamo un rappresentante degli studenti in consiglio comunale

Sia istituita anche a Forlì la figura del “consigliere aggiunto universitario”, un rappresentante indicato dagli studenti dei corsi di laurea cittadini a cui sarà demandato il compito di portare all’attenzione della massima assise cittadina i problemi da affrontare e le proposte per migliorare la vita delle migliaia di ragazzi che quotidianamente usufruiscono dei servizi pubblici locali e vivono 24 ore su 24 la realtà del Campus e della nostra stessa città, portando risorse concrete allo sviluppo del territorio ed anche un valore aggiunto in termini di socialità e cultura.

A lanciare la proposta i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini, che lanciano l’idea con un apposito ordine del giorno, chiedendo che venga convocata l’apposita commissione consiliare per la variazione dello statuto comunale e del regolamento del consiglio comunale per introdurre questo nuovo ruolo.

“Il consigliere universitario aggiunto è una figura già contemplata nello statuto di vari Comuni che ospitano poli universitari e sarebbe un apporto utilissimo per mettere in luce il mondo universitario e le stesse esigenze degli studenti. In aula di consiglio comunale tale consigliere avrebbe ovviamente solo diritto di parola ma non diritto di voto e non potrà dunque influire nell’approvazione delle delibere o degli atti presentati dalle varie forze politiche. La sua voce però sarà utilissima a rappresentare il punto di vista degli studenti del polo universitario di Forlì, da anni in continua crescita, sia numerica che qualitativa, e potrà anche fornire una prima risposta in termini di gradimento o perplessità circa la reale efficacia dei forti investimenti economici e culturali che il Comune ha messo in campo per l’Università”: spiegano i due consiglieri pentastellati.

L’attivazione del “consigliere aggiunto universitario” sarebbe anche un passo avanti nel riconoscimento del diritto di partecipazione attiva al futuro della città di una parte consistente di persone che vivono e fruiscono delle strutture universitarie e cittadine di Forlì pur provenendo da città anche molto lontan. E stiamo parlando di una realtà che vede circa 10mila studenti, nel polo di Forlì e Cesena , “piu’ un migliaio di professori, ricercatori, borsisti e personale amministrativo.

“Il potere consultivo offerto al “consigliere aggiunto universitario” potrà orientare le scelte dell’amministrazione comunale verso una maggiore consapevolezza dei bisogni studenteschi e giovanili e favorirà in meglio le scelte future della nostra città, ne siamo sicuri”: concludono i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

45 cittadini forlivesi per il NO

Nei giorni scorsi 43 politici di “lungo corso”, ex personaggi pubblici/politici di Forlì, ex assessori ed ex consiglieri comunali di area centrosinistra hanno sottoscritto un “manifesto per il sì” al prossimo Referendum Costituzionale in cui si deciderà delle sorti del Senato e del bicameralismo perfetto dell’Italia.
Oggi il Movimento 5 stelle replica con un elenco di 45 normali cittadini, professionisti, lavoratori di ogni età e ceto sociale che “ogni giorno sono impegnati a portare a casa lo stipendio” senza godere dei privilegi della casta o della ribalta del potere cittadino, che hanno deciso di prendere una chiara posizione a favore del “NO”.

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“A nostro parere ex amministratori che non hanno mai concorso realmente a cambiare in meglio il volto di questa città e politici di carriera che hanno fatto ormai il loro tempo non hanno nulla da suggerire a nessuno! Semmai sono le persone normali, quelle che “tirano la carretta” tutti i giorni per far andare avanti la famiglia e che magari sono impegnate nel sociale per rendere Forlì una città più vivibile, sicura e meno inquinata, a poter camminare a testa alta e chiedere ai cittadini di riflettere sull’importanza della consultazione del 4 dicembre”: si legge in una nota del Movimento 5 stelle di Forlì.

Sotto ognuna delle 45 facce del manifesto, oltre al nome di battesimo, è stato riportato un messaggio motivato a favore del NO al referendum e si indicano alcuni, tanti, motivi per “stoppare” la modifica alla Carta Costituzionale proposta dal trio Renzi/Verdini/Boschi… perchè la Costituzione non può essere modificata da un Governo senza un mandato popolare, perchè la riforma non deve dividere un Paese ma tenerlo unito, perchè il testo modificato lede i diritti delle minoranze consegnandoli in mano alla maggioranza, perchè nel rapporto Stato-Regioni introduce la clausola di supremazia su argomenti sensibili scavalcando le autonomie locali, perchè offre le chiavi di casa nostra all’UE cedendo altri pezzi di sovranità, perchè limita i poteri di rappresentanza a vantaggio di un governo che “blinda” il Parlamento e propone un nuovo Senato ancor più controllabile e alla mercè di quanto non lo sia già oggi al sistema dei partiti e all’oligarchia che li comanda.

Il Movimento 5 stelle di Forlì, con questo “manifesto dei 45”, aggiunge la voce dei normali normali cittadini a quella di numerosi costituzionalisti del NO e professori universitari che hanno definito la riforma costituzionale votata dalla maggioranza “l’anticamera di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione e di una sorta di nuovo autoritarismo” che non risolverebbe le criticità scaturite dalla riforma del 2001.

“Quella proposta da Renzi/Verdini/Boschi è da considerarsi una riforma non legittima perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale e che, nel caso passasse, porterebbe gli amministratori locali chiamati a comporre il nuovo Senato a godere dell’immunità parlamentare. E’ una riforma che anziché superare il bicameralismo paritario lo rende più confuso, creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato. La riforma non semplifica il processo di produzione delle leggi, ma lo complica: le norme che regolano il nuovo Senato, infatti, produrrebbero almeno 7 procedimenti legislativi differenti. Al contrario di quello che dice Renzi, i costi della politica non verranno dimezzati e con la riforma si andrà a risparmiare solo il 20%. Per le proposte di legge di iniziativa popolare aumenterà il numero dei cittadini necessari: serviranno 150mila firme contro le 50mila attuali. Invitiamo i cittadini a votare NO perchè il combinato disposto riforma costituzionale-Italicum accentra il potere nella mani del governo, di un solo partito e di un solo leader, Renzi (che a tutt’oggi oltre ad aver stravolto il mondo del lavoro con il Jobs act, altro non ha fatto che favorire banche e poteri forti) non possiamo permetterci di lasciare nelle cui mani le sorti del Paese”: conclude il comunicato stampa dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Degrado e multe alle vetrine del centro, il M5S denuncia la “doppia morale” del Comune

mercati01“Il comune predica bene e razzola male: da una parte multa i privati che lasciano le vetrine nell’incuria dando solo un preavviso di 15 giorni ma dall’altra parte non applica con la stessa solerzia le stesse regole per le vetrine di propria pertinenza!”: a lanciare l’accusa è il Movimento 5 Stelle di Forlì, che per sostenere la denuncia rende pubbliche alcune foto scattate dagli attivisti pentastellati.

Per esempio, al mercato comunale in via dei Girolimini angolo viale Vittorio Veneto ci sono finestre sporche, rotte, alcune coperte con cartoni ben in vista, immondizia, vetri rotti… “Insomma il degrado più totale, per non parlare dello stato di abbandono di alcuni immobili comunali: intonaco mancante, buchi nei muri e rivestimento a rischio distacco o caduta.”

Ma chi è che avrebbe dovuto controllare lo stato d’uso esterno e interno di questi locali?
“A quanto ci risulta sarebbe l’Unità Mercati, funzionaria responsabile Rossella Galassi (sorella di Anna Maria, recentemente nominata dirigente ad interim della polizia municipale), unità che dipende dal Servizio Sviluppo Economico diretto da Ercole Canestrini (già indagato per la vicenda del mobbing al funzionario Alessandro Ruffilli), che rende conto direttamente al neo assessore Marco Ravaioli che ha la delega ai Mercati e al Centro Storico. Unità già coinvolta anche nel recente scandalo dell’impiegata indagata per peculato che si sarebbe intascata dei soldi”: evidenziano Daniele Vergini e Simone Benini,consiglieri comunali del M5S di Forlì.

“Visto che il Comune non può sanzionare se stesso e non provvede nemmeno a sistemare situazioni di degrado ed abbandono” il Movimento 5 Stelle chiede almeno che l’amministrazione pubblica subisca una “sanzione morale”. E per controllare la reazione della giunta comunale fra 15 giorni gli attivisti del M5S avvisano che “torneranno sul posto” per verificare se le vetrine siano state ripulite: “Qualora questo auspicio non si traduca in realtà chiediamo che tutte le multe comminate ai privati siano quantomeno restituite per parità di trattamento”: concludono Vergini e Benini.