Conferito un incarico di collaborazione “gratuita” all’ ex dirigente Affari Generali e Risorse Umane del Comune di Forlì Alessandro La Forgia protagonista, l’estate scorsa, della vicenda del buco di 1,5 milioni per le spese legali esterne.
La nomina non è passata inosservata al Movimento 5 stelle di Forlì che chiede chiarimenti precisi al sindaco di Forlì: “Considerando che La Forgia è andato in pensione da pochi giorni (il 1° ottobre 2016) proprio non riusciamo a capire le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale a dare di fatto continuità al suo operato visto che, oltretutto, l’ “incarico di studio e consulenza a titolo gratuito”, come è stato protocollato in Municipio, non sarà a costo zero, ma prevede 3000 euro di rimborsi annuali. A nostro avviso per i trascorsi di la Forgia e l’opportunità politico-amministrativa che ne derivava era del tutto fuori luogo affidargli questa mansione”: scrivono in una nota i consiglieri comunali del M5S di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.
E per motivare la critica ricordano che La Forgia nell’agosto scorso fu sollevato con decreto del sindaco dall’incarico di responsabile dell’ufficio legale a causa della mancata ricognizione annuale sugli incarichi legali che avevano generato spese fuori bilancio per quasi 1,5 milioni di euro, definite dai Revisori dei Conti come una “grave e ripetuta irregolarità contabile”.
Nella richiesta di archiviazione delle indagini sui debiti fuori bilancio, pur non riscontrando reati penali, i Procuratori Sottani e Brunelli avevano comunque ravvisato un “eccesso di potere” nell’operato di La Forgia per “aver stipulato accordi senza preventivi riscontri di congruità e legittimità” seppure “in piena sintonia con la giunta comunale di volta in volta in carica”, eccesso di potere, hanno sottolineato i magistrati, a cui solo il Comune poteva chiedere conto tramite una azione civile/amministrativa di responsabilità, cosa che ad oggi non ci risulta essere stata fatta.
Inoltre lo stesso La Forgia aveva addirittura fatto causa al Comune chiedendo il reintegro nelle piene funzioni, oltre ad risarcimento corrispondente a ben 15 mensilità come per i danni arrecati alla sua immagine.
“Ci siamo trovati di fronte ad un’amministrazione che non aveva mai confermato ufficialmente di voler resistere in giudizio – ricordano i consiglieri comunali del M5S di Forlì – se non con le dichiarazioni della ex Vice Sindaco Zanetti, rispondendo ad una nostra interrogazione, e che comunque non ci aveva permesso di visionare le carte del ricorso, in onta alle più elementari norme di trasparenza e diritto di accesso dei consiglieri. In questo intreccio di responsabilità negli affidamenti delle spese legali esterne e di obblighi del Comune di vigilare sulla spesa dei soldi dei forlivesi, i magistrati della Procura di Forlì hanno scritto negli atti di essersi trovati di fronte ad una “gestione eccessivamente superficiale e poco oculata della cosa pubblica”, un giudizio etico-morale a nostro parere pesantissimo”.
Rileviamo inoltre la coincidenza che i due ex assessori Zanetti e Briccolani, oltre ad essere gli unici a non essere stati riconfermati dopo la crisi di giunta, erano anche gli unici ad aver “accusato” in commissione consiliare Alessandro La Forgia di non aver effettuato la ricognizione annuale ultra milionaria.
“Ci saremmo aspettati che l’amministrazione comunale avesse preso le distanze da La Forgia. Mentre, al contrario, gli è stato affidato nuovamente un incarico. Per quale motivo? E’ davvero indispensabile il suo apporto?”: si domandano i consiglieri comunali del M5S di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, che per avere risposte in merito hanno presentato una specifica interrogazione chiedendo, al contempo, se sia vera la notizia che lo stesso Alessandro la Forgia sia ancora in possesso delle chiavi di accesso al Municipio e sia ancora titolare di un pass Ztl e posto auto riservato gratuito.
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Grande successo di pubblico all’evento per spiegare le ragioni del NO al referendum costituzionale
Salone comunale occupato in ogni ordine di posti e tante persone in piedi, come non si era mai visto domenica pomeriggio. Grande successo di pubblico per l’evento organizzato dal meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì con i parlamentari del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni, Nicola Morra, Paola Taverna, Andrea Cioffi e Carlo Martelli per spiegare le ragioni del ‘No’ al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.
L’evento è stato preceduto da un flash mob, uno striscione con la scritta #IoVotoNo fatto srotolare dal balcone principale del Municipio per ribadire l’orientamento dei pentastellati in netta contrapposizione con gli amministratori del Pd, compreso il sindaco di Forlì Drei, che ha firmato un appello dell’Anci Emilia-Romagna a favore del sì.
L’incontro pubblico del M5S di Forlì ha visto inizialmente la partecipazione straordinaria di Enrico Zambianchi, comico romagnolo reduce dal successo del talent per comici “Eccezionale Veramente” in onda su La7, nei panni del suo personaggio più celebre in tivù: “La Morte”, a interpretare l’assassinio della democrazia, ironizzando in maniera macabra sugli articoli della Costituzione modificati…
Più seriamente, il dibattito sul prossimo referendum costituzionale ha preso il via con gli interventi dei parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno spiegato perché il Governo Renzi vuole modificare la Costituzione e spiegare quali effetti produrrà la scellerata riforma costituzionale: Renzi/Boschi/Verdini che, stravolgendo radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948 basata sui fondamentali principi della partecipazione democratica, della rappresentanza politica e dell’equilibrio tra i poteri, concentrerà – se dovesse vincere il sì – il potere dell’esecutivo in poche mani, ridurrà la partecipazione democratica e la sovranità popolare, e gli spazi di rappresentanza con il nuovo impianto elettorale.
“Siamo all’apice del degrado etico-politico-morale e questa riforma ne è la rappresentazione evidente, una vera e propria catastrofe. Se non la bloccheremo in tempo provocherà un enorme e preoccupante deficit di democrazia”: la sintesi dell’intervento di Maria Edera Spadoni, Nicola Morra, Paola Taverna, Andrea Cioffi e Carlo Martelli.
“Faremo una campagna a difesa dei principi e dei valori della Costituzione e non ci si permetta di presentarci come puri conservatori dell’esistente, come vorrebbe fare a suon di slogan il premier Renzi”: ha detto fra l’altro, Nicola Morra.
I saluti finali nel dibattito portati dai consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini, nonché dalla organizer del meetup Annamaria De Bellis
Il M5S di Forlì, che nei mesi scorsi si era mobilitato ed aveva raccolto centinaia di firme per il Comitato per il No, in vista di un appuntamento referendario di così grande rilevanza, ha ritenuto di dover offrire ai cittadini un’occasione di conoscenza delle tematiche sulle quali saranno in autunno chiamati ad esprimersi, uno dei primi momenti di dibattito e confronto sul territorio provinciale, che continuerà con altre iniziative.
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A Forlì i parlamentari 5 Stelle per spiegare le ragioni del NO al referendum costituzionale
Domenica 9 ottobre, alle ore 15, nel salone comunale in piazza Saffi, i parlamentari del Movimento 5 stelle spiegheranno le ragioni del “No” al referendum del prossimo 4 dicembre.
Comunicheranno le ragioni per cui è necessario respingere al mittente la riforma proposta dal ministro Boschi e appoggiata dal governo di Renzi con l’appoggio del transfugo Verdini i seguenti parlamentari del M5S: i deputati Maria Edera Spadoni e Danilo Toninelli e i senatori Nicola Morra, Paola Taverna e Andrea Cioffi.
Sarà distribuito materiale informativo: con il decalogo “10 buoni motivi per votare NO al referendum costituzionale” che ricorda alcuni punti fermi: la riforma proposta da Renzi non supererà il bicameralismo, non produrrà semplificazione, non diminuirà i costi della politica, renderà più difficile la partecipazione diretta dei cittadini e diminuirà la sovranità popolare con minor equilibrio fra i poteri costituzionali.
L’evento è organizzato dal meetup Amici di Beppe Grillo di Forlì e sarà preceduto da una visita guidata a Palazzo Romagnoli e da un pranzo di autofinanziamento assieme agli stessi deputati e senatori.
Il pranzo a buffet si terrà al locale Muffaffè in in Piazza XX settembre n.4 alle ore 12:30 prenotazione obbligatoria al 3355854710 (Marilena) il costo è di 17 € comprensivo di bevande e autofinanziamento, segnalare eventuale preferenza vegetariana/vegana
Per la visita guidata a Palazzo Romagnoli, il museo civico che ospita la prestigiosa Collezione Verzocchi, il ritrovo è alle 10:15 davanti allo scalone del Comune di Forlì. La domenica culturale programmata dal M5S di Forlì prevede anche un percorso lungo le strade principali del centro storico: da corso Garibaldi passando da piazzetta della Misura fino a piazza Saffi. La partecipazione è aperta a tutti i cittadini, visita guidata gratuita, escluso il costo del biglietto d’ingresso, con sconto comitiva.

Sussidi comunali al clero, M5S mette a nudo il “gioco delle tre carte” del PD forlivese, a caccia di “voti cattolici” e nel frattempo scompare la colazione dal servizio di ristorazione delle scuole d’infanzia
Bocciata, nell’ultima seduta del consiglio comunale, la mozione del M5S che proponeva di azzerare la percentuale di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare come sussidi pubblici all’edilizia di culto e di impiegare tali risorse per un fondo dedicato alla spesa corrente delle scuole. Una mozione che secondo il M5S metteva in chiaro un principio: “la scuola e l’istruzione devono poter essere garantite e sostenute con i dovuti finanziamenti e non, viceversa, sacrificate sull’altare di una scelta politica o religiosa di parte o, peggio, per mero vantaggio di partito”.
“Nei fatti, le istituzioni dirottano alle Chiese risorse economiche sottraendole ai bilanci pubblici: alcuni di questi finanziamenti sono noti, seppur superficialmente, come l’8X1000. Altri sono invece ignoti ai più, 5×1000, esenzioni Irpef per erogazioni liberali, esenzioni Imu (Ici, Tares, Tasi, Tari), riduzione Ires, riduzione Irap, esenzioni Iva, insegnamento della religione cattolica nelle scuole, contributi statali alle scuole cattoliche, beni immobili statali adibiti a edifici di culto, contributi delle amministrazioni locali, provinciali, regionali alle scuole cattoliche… solo citando i capitoli più corposi. Complessivamente si arriva a quasi 6,5 miliardi di euro l’ anno (fonte UAAR) di soldi dello stato erogati alle confessioni religiose”: spiega il Movimento 5 stelle di Forlì.
Tra questi ultimi spicca una tassa nascosta, sconosciuta ai più, che una legge dello Stato prevede possa essere stornata a vantaggio delle opere relative a chiese ed edifici per servizi religiosi: si tratta di un’importante fetta degli oneri di urbanizzazione secondaria che i Comuni italiani, a loro discrezione, letteralmente “regalano” alla Chiesa Cattolica e anche ad altre Chiese, sottraendo così fondi spesso di vitale importanza a servizi pubblici come: asili nido, edilizia scolastica, servizi sociali. Triste coincidenza è la notizia di questi giorni della soppressione della colazione dal servizio di ristorazione delle scuole d’infanzia forlivesi, comunicata ai genitori con una asettica nota senza fornire spiegazioni.
“Quello che non tutti sanno – spiega il M5S – è che un recente parere della Regione Emilia Romagna ritiene non più applicabili le disposizioni che stabiliscono che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria debbano essere destinati alle chiese ed altri edifici per attività religiose, e sottolineiamo noi, tanto più in un momento di crisi economica come questo”.
Con queste premesse il M5S di Forlì ha ritenuto importante lanciare un segnale e spostare queste elargizioni alla scuola pubblica. “La nostra mozione – spiegano i consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini – presentata nel settembre 2015, è rimasta congelata in attesa di una proposta della giunta per un anno. Quasi un record! Ebbene, quando la proposta è finalmente arrivata in aula per la discussione e il voto ci siamo sentiti presi in giro. Il Pd in sostanza propone di lasciare inalterata la percentuale del 7% ma i sussidi potranno essere utilizzati non più per l’edilizia di culto standard ma solo per progetti con finalità sociale… Insomma, un gioco delle tre carte, dove gli stessi sussidi escono dalla porta e rientrano dalla finestra per arrivare agli stessi soggetti di prima. I soliti “artifizi contabili”. Una delusione, soprattutto per aver concesso tanto tempo alla Giunta, in questo caso guidata dall’assessore all’edilizia Francesca Gardini, per ricevere una proposta che a nostro parere risulterà uno sforzo inutile con l’unico, triste, risultato di cambiare tutto affinché nulla cambi”.
Il M5S di Forlì ricorda da un lato che: “la scuola e l’istruzione sono una delle priorità del nostro programma” ed evidenzia dall’altro che: “questa amministrazione comunale non è nuova a elargizioni più o meno ingiustificabili alla Chiesa a danno di altri capitoli di spesa che potrebbero essere sostenuti”. Un esempio significativo? L’elargizione di 6.000 euro per la cerimonia di nomina di mons. Erio Castellucci a vescovo di Modena-Nonantola, già oggetto di una nostra segnalazione alla Corte dei Conti “perché non seguiva le regole per l’elargizione di questo tipo di contributi”.
“La mozione che proponeva di azzerare la percentuale di oneri di urbanizzazione secondaria da destinare come sussidi pubblici all’edilizia di culto avrebbe potuto riscattare la credibilità di questa maggioranza che si presenta, solo a parole, come di sinistra ed a-confessionale, ma nei fatti si è dimostrata politicamente succube di un certo tipo di poteri. E per l’ennesima volta il Pd si è mostrato diviso al suo interno. Sì, perchè la mozione è stata bocciata con il voto del gruppo Pd, ma nonostante l’accoglimento di un emendamento del suo consigliere Zanetti che alla fine ha votato in divergenza al suo partito”: concludono i consiglieri comunali del M5S Simone Benini e Daniele Vergini.
Resoconto Consiglio Comunale n°62 del 27 settembre 2016
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico
INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU MANIFESTAZIONE “MILLE VOCI UN SOLO CUORE” [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente
è intervenuto il consigliere Simone Benini
DELIBERA SULLA VERIFICA DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI DI GOVERNO
voto M5S in consiglio: contrario
esito: approvata
sono intervenuti i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini
DELIBERE SU VARIAZIONI DI BILANCIO E SERINAR
voto M5S in consiglio: non abbiamo partecipato al voto
esito: approvata
sono intervenuti i consiglieri Daniele Vergini e Simone Benini
ODG DEL M5S SU AZZERAMENTO SUSSIDI EDILIZIA RELIGIOSA [scarica testo]
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: respinta
Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video
Grande partecipazione di cittadini all’evento sui pesticidi. M5S: “Ora una ordinanza anche a Forlì per metterli al bando definitivamente”
Grande partecipazione di cittadini all’evento informativo sui pesticidi organizzato dal Meetup Amici di Beppe Grillo Forlì ieri sera alla sala Foro Boario, durante la serata si sono susseguiti numerosi oratori, esperti scientifici, il Prof. Fabio Taffetani, botanico con cattedra all’Università Politecnica delle Marche e presidente di PAN Italia (Pesticide Action Network) e la Prof.ssa Patrizia Gentilini onco-ematologa esponente di ISDE Italia Medici per l’Ambiente; un esperto tecnico apicoltore Marco Valentini titolare dell’azienda BioApi; e due relatori politici del MoVimento 5 Stelle, il Dott. Marco Zullo europarlamentare e l’Ing. Andrea Bertani consigliere regionale.
La parte tecnico-scientifica è stata unanime nel rilevare i numerosi danni arrecati dai pesticidi all’ambiente ed a molte specie animali, è stato inoltre sottolineato come queste sostanze siano ormai presenti anche nei nostri corpi e sono stati citati numerosi studi scientifici che mettono alla luce i numerosi indizi sulla correlazione dei pesticidi con l’insorgere di gravi malattie.
La parte politica ha invece elencato le numerose azioni svolte dal MoVimento 5 Stelle per mettere al bando i pesticidi in ossequio al principio di precauzione che dovrebbe essere uno dei pilastri a tutela della salute dei cittadini; azioni purtroppo ostacolate da chi, a differenza nostra, non ha le mani libere perchè succube alle lobby ed organico ad un sistema che pone gli interessi economici di fronte alla salute dei cittadini.
Alla domanda di “cosa può fare la politica?” la risposta degli esperti è stata unanime nell’elencare numerose iniziative nazionali ed internazionali: ad esempio la messa al bando di numerosi pesticidi in Svezia a partire dal 1970 ha portato alla documentata diminuzione dell’insorgere dei linfomi – che al contrario in Italia sono in aumento – ma senza scomodare gli stati esteri sono stati citati numerosi esempi virtuosi anche in Italia: nel 2014 nel Comune di Malles (Alto Adige) si è tenuto uno storico Referendum che ha messo al bando l’uso di tutti i pesticidi, un Regolamento simile è stato attuato nel 2012 dal Comune di Mallosco (Val di Non), come anche a Vallarsa (TN) ed a breve ad Appignano (MC); ordinanze sui pesticidi sono state emesse anche Corigliano d’Otranto (LE), Serra dei Conti (AN), Barchi (PU), Fermignano (PU). E a Forlì?
“Purtroppo non corrisponde al vero la notizia data da un giornale locale secondo il quale a Forlì sarebbe in vigore un’ordinanza che pone il freno ai pesticidi”, commentano Daniele Vergini e Simone Benini, consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Forlì, “l’unica azione fatta della nostra amministrazione è stata quella di chiedere un parere alla Regione, di cui si sta attendendo ancora l’esito, ma in sostanza se ne è lavata le mani e nessuna ordinanza è mai stata emessa. E’ nostra intenzione proporre a breve una mozione per impegnare la Giunta ad emettere anche nel nostro Comune un’apposita ordinanza o ad inserire nei Regolamenti comunali la messa al bando dei pesticidi una volta per tutte, come fatto già da numerosi Comuni”.
“Invitiamo inoltre tutti i cittadini a segnalare tutti i casi in cui la legge non viene rispettata, ad esempio proprio qualche giorno ci sono state inviate alcune foto che mostrano come nella rotonda della Ravegnana vicino all’autostrada sembrino esserci tracce dell’uso di glifosato, un uso apparentemente improprio ai sensi anche del recente decreto emesso in agosto dal Ministero della Salute”, concludono i consiglieri Vergini e Benini
Slide dei relatori:
I pesticidi sono cancerogeni? #StopGlifosato
“Stop glifosato”. Nel titolo della serata informativa promossa dal meetup Amici di Beppe Grillo Forlì – lunedì 19 settembre 2016, ore 20.45, nella sala del Foro Boario a Forlì – il senso di una riflessione a più voci, ma anche di un allarme che i pentastellati forlivesi vogliono lanciare, da quando l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), organo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha classificato fra i probabili cancerogeni proprio il glifosato: il diserbante più usato al mondo.
Scoperto negli anni Settanta e messo in commercio dalla Monsanto con il nome di Roundup, oggi – scaduto il brevetto – il principio attivo è usato nella preparazione di almeno 750 erbicidi destinati all’agricoltura, ma anche al giardinaggio e alla cura del verde pubblico.
Questo 22 agosto in Italia – primo paese Ue – è entrato in vigore un decreto del ministero della salute che ne limita il commercio e l’uso in luoghi pubblici come “parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie”. È vietato anche impiegarlo in agricoltura nel periodo che precede il raccolto e la trebbiatura (cioè quando finisce per restare quasi tutto su ciò che mangeremo).
Ma la stessa Commissione europea che aveva emanato la direttiva restrittiva recepita dal nostro Paese ha deciso (a fine giugno) di prorogarne di altri 18 mesi l’autorizzazione, anche se nello stesso tempo ha chiesto agli stati membri di limitarne almeno l’impiego nei luoghi pubblici.
Vista la situazione contraddittoria, come possiamo garantire nel frattempo le nostre acque, il nostro cibo, la nostra salute? I pesticidi – in larga parte usate in agricoltura, con l’ Emilia Romagna fra le regioni più a rischio d’Italia secondo gli ultimi rapporti Ispra e Legambiento – sono cancerogeni?
A queste domande risponderanno nell’evento pubblico di lunedì 19 settembre al Foro Boario autorevoli esperti indipendenti e parlamentari del MoVimento 5 Stelle.
Relatori della serata: Fabio Taffetani, botanico, dell’Università Politecnica delle Marche, esponente di Pan (Pesticide Action Network) Italia; la dottoressa Patrizia Gentilini, oncoematologa, dell’Isde Italia; Marco Valentini, apicoltore; Marco Zullo, europarlamentare del MoVimento 5 Stelle, membro della Commissione Agricoltura Ue, il consigliere regionale M5S Andrea Bertani e i consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini. Modera il dibattito il giornalista Marco Colonna. Seguiranno le domande del pubblico.
Slide dei relatori:
Aumento dei compensi di Livia Tellus, il caso della “mozione fantasma” del Pd. M5s: “Drei sempre più debole e sotto scacco del partito”
Ed alla fine l’ultimo aumento dei compensi stabilito dall’assemblea ordinaria dei soci di Livia Tellus Romagna Holding, società voluta dal sindaco Davide Drei e guidata da Gianfranco Marzocchi, ha innescato una vera e propria diatriba politica, con il Pd che s’è spaccato e il “caso” che ne è scaturito in consiglio comunale, con 10 consiglieri di maggioranza (di cui 7 del PD) che avevano presentato una mozione urgente, successivamente e misteriosamente rinviata, che ha nuovamente dimostrato come l’attuale coalizione di “governo della città” si muova in ordine sparso e viva alla giornata.
A muovere l’accusa è il MoVimento 5 stelle di Forlì che, con i suoi consiglieri comunali Simone Benini e Daniele Vergini, condividendo la critica agli aumenti dei compensi del CdA di Livia Tellus, era pronto a votare la mozione che chiedeva lumi sulle cifre: compensi attribuiti al vertice della società in 30mila euro al presidente (oltre ad € 16.000 euro di indennità di risultato) e 10mila euro rispettivamente a vicepresidente e consigliere, mentre originariamente il compenso lordo annuo spettante al presidente e al vice ammontava a 8mila euro ciascuno, in virtù del DL 95/2012 (modificato dal DL 90/2014), che disponeva la diminuzione dei compensi all’80% rispetto ai compensi 2013. Cosa inizialmente avvenuta in Livia Tellus Romagna S.p.A., ma che con i successivi aumenti, è stata apparentemente aggirata, visto che i compensi del CdA sono aumentati più di quanto erano diminuiti in precedenza grazie al DL 95/2012.
Un aumento, in tempi di crisi e autolimitazione dei compensi in molti CdA pubblici o partecipati, sostanzialmente ritenuto ingiustificabile dagli stessi 10 consiglieri di maggioranza “ribelli” che nella mozione chiedevano di acquisire un parere dalla Corte dei Conti per verificarne la congruità e la conformità normativa/regolamentare.
“In caso di non congruità la mozione chiedeva che le cifre percepite in eccesso dagli amministratori di Livia Tellus Romagna venissero restituite, in ossequio alla legge, che invece parla chiaro: i compensi devono essere diminuiti di una percentuale data. Come non essere d’accordo con una tale mozione?! Visto anche che la questione era già stata sollevata da noi in una vecchia commissione consiliare… e sollevata anche da altre forze politiche. E quando la mozione è stata ritirata e rinviata dallo stesso PD ci siamo stupiti molto, perché eravamo pronti a votarla e il testo sarebbe passato a maggioranza, pur con il Pd spaccato”: scrivono in una nota i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
“La mozione è stata rinviata dallo stesso PD… a seguito di un “parere a orologeria” dei revisori dei conti arrivato pochi istanti prima della discussione della mozione. Con conseguente consiglio comunale bloccato, interrotto per quasi un’ora dalla riunione dei capigruppo convocata d’urgenza, per poi scoprire che i revisori con un tempismo perfetto avevano richiesto un parere alla Corte dei Conti… il cui responso arriverà, se va bene, fra vari mesi. Un rinvio che ha salvato in extremis il PD che s’è sottratto alla discussione in consiglio e, soprattutto, ha evitato il voto di questa mozione “scomoda” che una parte di loro stessi aveva presentato con urgenza”: raccontano gli esponenti pentastellati.
Il MoVimento 5 stelle di Forlì ha chiesto in consiglio comunale di mettere ai voti il rinvio perchè riteneva che la mozione, voluta dal PD, ovvero il partito di maggioranza, meritasse le necessarie considerazioni politiche, il confronto fra tutti i partiti dell’aula, ma la richiesta è stata bocciata con il voto compatto e bipartisan del PD e del Centro Destra.
“Riteniamo che questo caso abbia messo a nudo l’ennesima spaccatura politica fra maggioranza (il Pd) e il sindaco, il cui ruolo è sempre più in bilico e con minore autorevolezza. E’ stato lo stesso Drei, infatti, a volere l’allargamento di Livia Tellus a tutti i Comuni dell’unione a 15, definito “progetto dei sindaci” dallo stesso primo cittadino. Ma, alla luce di quello che è successo, ci chiediamo oggi cosa ne pensi realmente il PD di Livia Tellus Romagna Holding. Chi controlla realmente quello da noi già definito un vero e proprio “mostro finanziario” che tiene in pancia tutti gli assets di maggior valore degli enti locali del comprensorio forlivese?”: si chiedono e, soprattutto, chiedono alla città ed a chi l’amministra i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
INTEGRAZIONE DEL 16/9/2016:
Cogliamo l’occasione della vicenda dei compensi di Livia Tellus per dichiarare che siamo sicuramente lieti che il PD “non intenda rinunciare ai principi di trasparenza che lo ispirano” come riportato dalla stampa…
a questo proposito facciamo formale richiesta all’Amministrazione che d’ora in poi siano inviati alla stampa non solo l’elenco dei titoli dell’odg dei Consigli ma anche i testi completi delle proposte di deliberazione e mozioni presentate.
Siamo certi che questo d’ora in poi verrà fatto in nome della trasparenza che ci ispira tutti…
Anche perchè, per fare un esempio, il “criptico” titolo “MOZIONE EX ART. 43 D.LGS.267/2000 E ART. 78 REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE” dato alla mozione del PD sui compensi di Livia Tellus non era molto indicativo del suo contenuto. In caso contrario qualche malpensante potrebbe ritenere che mozioni di questo tipo vengano presentate/rinviate/ritirate in modo poco trasparente ad esclusivo uso e consumo di “giochi di potere” interni al partito di maggioranza…
Resoconto Consiglio Comunale n°61 del 13 settembre 2016
Nota: i consiglieri del M5S hanno devoluto il gettone di presenza di questo Consiglio al conto di Roma Capitale “Roma Adotta Amatrice” in favore delle popolazioni terremotate
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico
INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU SICUREZZA ANTISISMICA DELLE SCUOLE E DEGLI EDIFICI PUBBLICI [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente
INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” TRAFFICO DEI TIR NELLA ZONA DEL CONAD STADIUM [scarica testo]
la risposta è stata parzialmente soddisfacente
è intervenuto il consigliere Daniele Vergini
MOZIONE DEL PD SUI COMPENSI DI LIVIA TELLUS ROMAGNA [scarica testo]
il PD ha presentato questa mozione con urgenza ma poi ha chiesto di rinviarla! noi ci siamo opposti e abbiamo messo ai voti il rinvio, il PD e il Centro Destra hanno votato per rinviare…
Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video
Resoconto Consiglio Comunale n°60 del 26 luglio 2016
Principali voti ed interventi del M5S nel Consiglio Comunale in ordine cronologico
INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU AUTO IN PIAZZA [scarica testo]
la risposta è stata parzialmente soddisfacente
INTERROGAZIONE “QUESTION TIME” SU QUERELA DEL COMUNE CONTRO A.RUFFILLI [scarica testo]
la risposta è stata non soddisfacente
DELIBERA SU REGOLAMENTO COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’
voto M5S in consiglio: favorevole
esito: approvata
è intervenuta la consigliera Eliana Gardini
Si ringrazia Roberto Quarneti per le riprese video