Il M5S incontra l’UGL: piena convergenza sui 10 punti della petizione sicurezza

incontro m5s-uglIl consigliere Daniele Vergini del Movimento 5 stelle Forlì, ha incontrato Filippo Lo Giudice, segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl Sicurezza civile, il sindacato più rappresentativo delle guardie giurate, molto radicato in provincia di Forlì-Cesena, per illustrare i contenuti della petizione sicurezza già sottoscritta da 2000 cittadini e presentata in consiglio comunale.

La proposta dei pentastellati prevede anche l’impiego della vigilanza privata nei servizi di controllo diurno e notturno nelle aree a rischio e degradate della città.
“Nel “Pacchetto sicurezza del M5S Forlì” si elencano dieci azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della polizia municipale ed anche l’impiego della vigilanza privata , che non dovrà sovrapporsi ma integrarsi con le altre forze dell’ordine, per concorrere al controllo diurno e notturno delle aree a rischio e degradate della città”: ha spiegato lo stesso Daniele Vergini.

“Ritengo la proposta di inserimento delle guardie giurate in un piano organico di lotta al degrado urbano che innesca malcostume e insicurezza nella cittadinanza ed al contrasto dei furti in abitazione una soluzione intelligente e concreta. Per nulla viziata da un pregiudizio ideologico. E su queste basi ho ringraziato personalmente il Movimento 5 stelle di Forlì per aver elaborato la petizione sicurezza. E male ha fatto il Pd a bocciare il progetto in consiglio comunale”: ha dichiarato Filippo Lo Giudice, che nell’occasione ha ricordato come anche il sindaco Drei e la sua giunta si fossero dimostrati insensibili, nei mesi scorsi, alla proposta che l’Ugl Sicurezza civile aveva avanzato al Comune di Forlì di mettere in campo ogni mezzo – compresa la vigilanza privata – per arginare il dilagare della criminalità a Forlì, città colpita più di ogni altra a livello nazionale dal problema dei furti in abitazione e in azienda.

“Da parte nostra, oltre all’iniziativa locale della petizione sicurezza, abbiamo sollecitato un intervento in ambito parlamentare per adeguare le leggi alla necessaria certezza della pena, inasprendo anche quelle relative ai reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo PD di Renzi, lo stesso partito che a Forlì ha bocciato in consiglio comunale il nostro Piano in 10 punti”: conclude il consigliere del Movimento 5 stelle Forlì, Daniele Vergini. “L’incontro di oggi in Ugl, è il primo di una serie, abbiamo infatti intenzione di incontrare anche altri soggetti istituzionali e sindacati di categoria della sicurezza per promuovere la petizione che è stata già sottoscritta da 2000 cittadini”

 

Il Pd boccia la petizione sicurezza firmata da 2000 cittadini e approva un OdG “fotocopia”

“Ieri il PD ha preso in giro i 2000 cittadini che hanno firmato la petizione bocciandola e proponendo un loro OdG “fotocopia”, un Pd visibilmente in difficoltà, che non riesce a far altro che copiare le idee altrui, ma nel farlo dimostra solo di non avere più alcuna credibilità visto che in 2 anni e mezzo sulla sicurezza non hanno fatto nulla a parte annunci”: questa l’accusa del consiglieri comunali del M5S Forlì Daniele Vergini e Simone Benini a seguito della discussione in Consiglio Comunale della petizione sicurezza elaborata nei mesi scorsi dal Movimento 5 Stelle di Forlì e sottoscritta da più di 2000 cittadini, di ogni orientamento e fede politica, anche elettori del Pd.

“Abbiamo presentato un vero e proprio piano-programma in dieci punti, concretamente attuabili dall’amministrazione comunale, già  depositato in Municipio e recentemente illustrato anche al prefetto di Forlì Fulvio Rocco De Marinis. Il Pd ci ha chiesto di ritirare la petizione per rielaborare un testo assieme a loro, una proposta che abbiamo ritenuto irricevibile e provocatoria. Siamo orgogliosi di aver portato la voce di 2000 forlivesi e sollevato un’esigenza di una parte consistente di cittadini che ha manifestato un malessere, è stato giusto chiedere il voto su questo testo senza alterazioni e inutili “giochi di palazzo”, il Pd, come abbiamo più volte detto, poteva semplicemente emendarlo togliendo le parti che non riteneva utili ma ha deciso invece di bocciarlo in toto, di questo se ne assumerà la responsabilità di fronte ai cittadini”: aggiungono Vergini e Benini

“Segnaliamo inoltre ai cittadini l’operazione scorretta messa in atto parallelamente dal partito di maggioranza, presentando un OdG “fotocopia” che riprende la maggioranza dei punti della petizione, nel becero tentativo di “mettere la bandierina” sul tema e prendersi il merito. Noi come M5S abbiamo coerentemente votato a favore anche anche di questo OdG del PD però lasciamo ai cittadini le dovute considerazioni”, aggiungono i pentastellati, che segnalano,  inoltre, anche: “l’ingiustificabile assenza del sindaco Drei durante la discussione ed il silenzio totale dell’assessore con delega alla sicurezza Marco Ravaioli… Questa è la considerazione che ha questa amministrazione dei cittadini forlivesi, questa è la vera attenzione dedicata dalla giunta al problema della sicurezza!”: chiosano Vergini e Benini

Per la cronaca, il pacchetto sicurezza proposto dalla petizione conteneva misure concrete come: la videosorveglianza mirata, l’installazione di punti illuminazione intelligente, le ordinanze comunali speciali riguardanti sicurezza e lotta al degrado, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggiore controllo del territorio da parte della polizia municipale, l’impiego della vigilanza privata (che non dovrà sovrapporsi alle forze dell’ordine pubbliche ma integrare i servizi di controllo diurno e notturno nelle aree a rischio e degradate), esperienze di “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione (come è stato fatto in diversi comuni del triveneto, ed in parte anche a Bologna, città governata dal Pd), e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento.

 

Parcheggi “selvaggi” vicino alle scuole: a nulla è servito lo scandalo della vicesindaco, a Forlì nessuno tutela i cittadini ed il rispetto delle regole!

“Denunciando il caso scandaloso del parcheggio “abusivo” del vicesindaco Zanetti nello stallo riservato ai diversamente abili vicino alla scuola Diego Fabbri abbiamo chiesto lo stop ai parcheggi selvaggi davanti alle scuole. Ma, come sempre il Comune di Forlì s’è dimostrato sordo a porre mano all’anarchia delle auto in sosta davanti agli istituti scolastici al suono della campanella di inizio e fine lezioni. Ma non si tratta soltanto di inerzia della classe politica insensibile, da sempre, alla tutela dell’ambiente e della sicurezza, dobbiamo registrare anche la passività della Polizia Municipale nel far rispettare il codice della strada”.

Questo il nuovo atto di accusa dei consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, che evidenziano come nei pressi della scuola Diego Fabbri nulla sia cambiato nemmeno dopo lo scandalo della vicesindaco.

“Le auto continuano a circolare e parcheggiare dove non potrebbero, in particolare in via Giorgina Saffi, che dovrebbe essere interdetta al traffico. Tutto nasce dalla “pretesa” dei genitori di scaricare il figlio a ridosso dell’ingresso scolastico. Si crea un coagulo di vetture in sosta e in fermata temporanea (magari con motore acceso) in totale situazione di pericolo per gli stessi bambini che escono correndo dalla scuole ed attraversano la strada. I controlli sono assenti. E ci chiediamo: perchè la PM e le forze dell’ordine non fanno rispettare la legge e non tutelano anche le persone che si recano a casa, al lavoro o a scuola in bici e a piedi, contribuendo oltretutto a rendere meno satura di Pm10 l’aria di Forlì? Perchè il sindaco e la giunta non danno il buon esempio e non si spostano in bici come facciamo noi del M5S?”: si chiedono i due esponenti pentastellati.

Il MoVimento 5 stelle di Forlì ricorda come il problema della sosta e dei parcheggi “selvaggi” non sia nuovo in città come in tutta la Romagna, terrà di passione per le “quattro ruote”. Ma nella vicina Cesena qualcosa si muove: il comandante dei vigili urbani Giovanni Colloredo ha inviato una lettera ai dirigenti scolastici con la preghiera di veicolare il messaggio di maggior rispetto per le regole stradali a tutti i genitori, ed ha annunciato l’inasprimento dei controlli.

“Ed a Forlì perchè non si prende esempio?”: chiedono Daniele Vergini e Simone Benini. “A Cesena, a quanto pare qualcosa si muove nella giusta direzione e visto che Forlì continua l’immobilismo della giunta comunale abbiamo deciso di muoverci noi stessi in prima persona inviando una lettera ai dirigenti scolastici e alla comandante della Polizia Municipale Elena Fiore ricordando a tutti che l’educazione “civica” trova consenso soprattutto attraverso il buon esempio, e che l’inerzia degli amministratori non può essere tollerata oltre che a pagarne il conto in termini di tempo, disagio e incolumità a rischio, come sempre saranno e sono i cittadini più virtuosi, coloro che si impegnano nel non utilizzare la macchina o nel non violare i regolamenti stradali”: concludono i consiglieri comunali del MoVimento 5 stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini.

 

Petizione sicurezza, il Movimento 5 Stelle ha raccolto 1800 firme ed incontra il Prefetto

prefetto-petizione-sicurezzaIl Movimento 5 Stelle di Forlì, dopo aver consegnato nei gioni scorsi in Comune le prime 1500 firme raccolte in calce alla sua petizione sicurezza, un vero e proprio piano in dieci punti concretamente attuabili per contrastare la piaga dei furti in appartamento e arginare la microcriminalità, hanno incontrato – nel pomeriggio di mercoledì 16 marzo – il prefetto di Forlì Fulvio Rocco De Marinis. La delegazione era composta dai consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini e da alcuni attivisti.
Nel frattempo la petizione popolare – avviata a fine settembre con un evento pubblico alla presenza del senatore M5S Vito Crimi – non si ferma e anzi continua con l’obiettivo di raggiungere a breve le 2.000 firme; fra quelle già raccolte se ne contano molte di cittadini dichiaratisi elettori del Pd o stranieri in regola con i permessi di soggiorno ed il lavoro che per primi chiedono più sicurezza in città.
Nel “Pacchetto sicurezza del M5S Forlì” si elencano azioni concretamente attuabili che prevedono:ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la videosorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della polizia municipale, l’impiego di personale della vigilanza privata (che non dovrà sovrapporsi alla regolare attività delle forze dell’ordine essendo finalizzato specificatamente al controllo diurno e notturno di aree a rischio e degradate), percorsi di educazione alla sicurezza ed alla“sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione, l’installazione di una illuminazione intelligente. E, da ultimo, il Movimento 5 stelle di Forlì avanza la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento. “Reati che tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo stesso governo del premier Renzi. Noi del M5S, pur sedendo nei banchi dell’opposizione, facciamo sul serio per risolvere la piaga dei furti mentre il Pd, che governa da decenni, si accorge soltanto oggi del problema e prova a gettare fumo negli occhi”, affermano i pentastellati.
“Nelle prossime settimane la petizione approderà anche in consiglio, e l’assise si dovrà esprimere con un voto sui vari punti, come sempre aspettiamo il Pd alla prova dei fatti”, concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.

 

Viabilità, parcheggi e privilegi della “casta”. M5S Forlì: “Stop ai pass per l’accesso agevolato dei politici in centro storico”. I pentastellati presentano 4 mozioni sulla sicurezza stradale e il bike sharing

pass_ztl_cariche_politiche“A nostro parere gli amministratori pubblici dovrebbero essere sempre d’esempio per i cittadini e rinunciare spontaneamente ai loro privilegi! Volete un esempio? A Forlì i consiglieri comunali, il sindaco, gli assessori ed altre cariche politiche fruiscono di un pass per l’accesso e la sosta all’interno della ZTL del centro storico al costo simbolico di 50 euro l’anno (con la facoltà di utilizzare fino a tre auto diverse, anche se non direttamente intestate al proprietario del pass). Lo stesso pass per i normali cittadini non residenti ha un costo annuo di 550 euro, un milione di vecchie lire! Quasi tutti gli assessori e consiglieri, anche di minoranza, godono di questo permesso speciale e sia il sindaco Drei che la vicesindaco Zanetti, quest’ultima colta alcuni giorni fa a parcheggiare negli stalli per disabili, hanno in utilizzo il pass proprio su 3 targhe diverse, il massimo consentito! Ricordiamo che il regolamento prevede il divieto dell’uso contemporaneo delle 3 targhe… ma chi controlla?”.

A porre la domanda sono i due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Forlì, Daniele Vergini e Simone Benini, che hanno rinunciato a questo privilegio, non concesso nemmeno ai dipendenti comunali.

“L’unico gruppo che, da subito, ha rinunciato per la totalità dei suoi componenti a questa possibilità è ovviamente il 5 Stelle, interrompendo una tradizione opposta, ormai consolidata negli anni, cui nessun partito aveva mai rinunciato. Sempre noi del 5 Stelle siamo anche gli unici ad utilizzare il bike sharing comunale ad eccezione del consigliere PD Massimo Zoli che però ha fatto un abbonamento solo quadrimestrale, si presume per la bella stagione…”.

Con la vicenda ancora bollente del parcheggio negli stalli dei disabili da parte della vicesindaco Zanetti, il Movimento 5 stelle di Forlì intende battere sul ferro caldo dei privilegi della casta.

“Dopo aver saggiato con mano il doppiopesismo e l’arroganza di questa maggioranza, che spera nella disattenzione dei cittadini ed è convinta di farla sempre e comunque franca, crediamo sia arrivato il momento di evidenziare altre importanti questioni relative ai privilegi che questi amministratori si sono arrogati fin dall’insediamento. Riteniamo che i tempi siano maturi per presentare in consiglio comunale alcune proposte del nostro programma elettorale in tema di mobilità sostenibile, rinuncia ai privilegi, sicurezza stradale e rispetto delle utenze deboli”: aggiungono Daniele Vergini e Simone Benini.

Nello specifico, il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Forlì, ha presentato oggi 4 mozioni volte a:

“Queste nostre proposte sono concretamente attuabili in tempi brevi e speriamo che la maggioranza PD in consiglio comunale non si affretti a bocciarle soltanto perché proposte dal M5S ma, comprendendone l’oggettiva utilità, decida di farle diventare realtà anche a Forlì”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, Daniele Vergini e Simone Benini.

Clicca qui per scaricare la lista dei consiglieri e assessori che usano il pass ZTL a 50 euro annui a confronto con la lista di coloro che invece usano il bike sharing comunale

 

Il M5S Forlì consegna in Comune le prime 1500 firme raccolte della sua petizione sicurezza: “dal PD solo fumo negli occhi”

“Soltanto oggi il PD si accorge che, considerando il rapporto fra numero di reati e popolazione residente, ai primi posti della graduatoria delle province italiane più bersagliate dall’odioso fenomeno dei furti nelle abitazioni figura proprio la provincia di Forlì-Cesena, che vanta anche il record del maggior incremento assoluto registrato nell’ultimo decennio. Nel tentativo di far credere alla cittadinanza che chi governa la città non se ne sta con le mani in mano, ha presentato uno striminzito ordine del giorno che, attingendo a piene mani dal “pacchetto sicurezza” del Movimento 5 stelle di Forlì, dimostra come il partito di maggioranza, decisamente a corto di idee, non si faccia scrupolo di copiare i grillini”: affermano in una nota i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì Simone Benini e Daniele Vergini.
“Ma nessuna persona di buon senso – aggiungono i due – può dare seriamente credito a questa iniziativa, visto che quanto indicato nell’ordine del giorno altro non è che una serie di azioni che potevano e dovevano essere adottate immediatamente dopo l’atto di insediamento del sindaco Drei, mentre il PD, solo fino a qualche giorno fa, negava l’esistenza di una emergenza sicurezza trincerandosi dietro la convinzione che si trattasse di un  ‘problema di percezione’ ”
I due pentastellati notano in particolare come il PD abbia attinto dagli stessi studi (in primis le ultime statistiche del Censis) che il Movimento 5 stelle di Forlì, già alcuni mesi fa, aveva preso come base per elaborare il proprio “pacchetto sicurezza”; le proposte indicate nel documento che il PD vuole proporre alla giunta Drei (un maggiore coordinamento dei vigili urbani con le forze dell’ordine; un utilizzo degli agenti della Municipale in mansioni di controllo diretto piuttosto che in funzioni burocratiche; una necessità di aumento degli organici e dei fondi per la videosorveglianza) non sono altro che misure copiate di sana pianta dal “pacchetto sicurezza” del Movimento 5 stelle di Forlì.
“Il nostro è un piano corposo in 10 punti sostenuto da una petizione popolare – presentato a fine settembre con un evento pubblico alla presenza del senatore M5S Vito Crimi – che è già stato sottoscritto da ben 1.500 cittadini (fra cui ci sono anche dichiarati elettori del PD); la raccolta, che nei prossimi giorni sarà presentata anche agli organismi istituzionali locali, tra cui questore e prefetto di Forlì, è destinata a non fermarsi qui ma a continuare nei prossimi mesi. Noi del M5S, pur sedendo nei banchi dell’opposizione, facciamo sul serio per risolvere la piaga dei furti mentre il PD, che governa da decenni, si accorge soltanto oggi del problema e prova a gettare fumo negli occhi”: ribadiscono Benini e Vergini.
Nel “Pacchetto sicurezza del M5S Forlì” si elencano azioni concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, la video sorveglianza mirata, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, un maggior controllo del territorio e della sicurezza urbana da parte della Polizia Municipale, l’impiego di personale della Vigilanza privata (che non dovrà sovrapporsi alla regolare attività delle forze dell’ordine essendo finalizzato specificatamente al controllo diurno e notturno di aree a rischio e degradate), percorsi di educazione alla sicurezza ed alla “sorveglianza di vicinato”, la stipula a carico del Comune e per conto di tutte le famiglie forlivesi di un’assicurazione contro i furti in abitazione, l’installazione di una illuminazione intelligente e, da ultimo, la richiesta in ambito parlamentare di leggi che garantiscano la certezza della pena ed inaspriscano quella specifica a reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento (che a tutt’oggi ricadono tra le norme indultate e svuota carceri varate dallo stesso PD di Renzi).
Per quanto appena detto ci sembra evidente come il PD, anche a livello locale, non possa risultare credibile quando si propone come il soggetto istituzionale che garantirà la sicurezza futura della città non avendolo mai fatto fin qui con le sue precedenti amministrazioni. Tipico esempio è la videosorveglianza: a Forlì le 132 telecamere montate sono in gran parte non funzionanti o dislocate in punti non utili alle attività di indagine. Con solo 50 telecamere funzionanti e posizionate in punti strategici, tutte controllate da una cabina di regia unica con sede in Questura e funzionante 24 ore su 24, Forlì diventerebbe tra le città più sicure d’Italia: di questo il PD e la giunta Drei, come del resto la precedente del sindaco Balzani, non hanno mai parlato nelle sedi opportune quali il “Comitato Prefettizio per l’ordine pubblico e la sicurezza” e l’Unione dei Comuni, ente responsabile della Polizia Municipale anche delle città vicine. Parole, solo parole al vento, mentre noi del Movimento 5 stelle di Forlì proponiamo soluzioni concrete e prepariamo il cambiamento”: concludono la riflessione i consiglieri comunali M5S.

 

Al via la petizione M5S per una città più sicura, sabato in piazza presentazione ufficiale con il senatore Vito Crimi

evento sicurezza vito crimiAl ritmo di tre, quattro furti e rapine al giorno Forlì si guadagna il suo poco onorevole primato negativo nazionale: fra le città più vulnerabili al crimine, in cima alla classifica nazionale dei furti in casa. Come certificano le statistiche, Censis: in provincia di Forlì-Cesena triplicati in 10 anni dal 2004 al 2013 i furti in abitazione: +312,9%; Sole 24 Ore: la Provincia di Forlì-Cesena è 5^ assoluta in Italia per il numero di furti in casa con un aumento del 24,2% in un anno e 655 casi per 100mila abitanti; Centro Transcrime dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università di Trento: la provincia di Forlì-Cesena vanta un ritmo superiore a quello nazionale in tema di furti e razzie in appartamento: +232% in 8 anni (dal 2004 al 2012).
Che fare?
Il Movimento 5 stelle di Forlì ha elaborato un vero e proprio “pacchetto sicurezza” composto in 10 punti, tutti immediatamente realizzabili che è nostra intenzione presentare agli organismi istituzionali locali: questore, prefetto, etc. E i cittadini potranno anche sostenere la proposta sottoscrivendo una petizione popolare che prenderà avvio sabato 26 settembre, alle ore 15:00 in piazza Saffi, in occasione dell’evento pubblico a tema che vedrà la presenza del senatore M5S Vito Crimi, membro della commissione sicurezza.
I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle: Simone Benini e Daniele Vergini, venerdì 25 settembre hanno illustrato in conferenza stampa il “decalogo sicurezza – Forlì città sicura”: “Il sindaco e gli amministratori locali parlano spesso di tavoli di lavoro, di piani e di provvedimenti vari contro la criminalità, misure sbandierate come slogan che purtroppo non trovano riscontro in qualcosa di concreto. Noi, invece, col nostro “Pacchetto Sicurezza” , abbiamo proposto invece soluzioni concretamente realizzabili ed in gran parte attuabili fin da subito, in grado di rendere di nuovo la città di Forlì capace di difendersi e di tornare ad essere fra le più sicure d’Italia”.
Nel piano in 10 punti coesistono elementi concretamente attuabili che prevedono: ordinanze comunali speciali riguardanti la sicurezza e la lotta al degrado, divieto di accattonaggio molesto, lotta all’abusivismo (commerciale e amministrativo) e in tema di prevenzione e sensibilizzazione dei doveri della cittadinanza e tutela dell’ordine pubblico; video sorveglianza mirata: a Forlì le 132 telecamere montate sono in gran parte non funzionanti o dislocate in punti non utili alle attività di indagine. Con solo 50 telecamere funzionanti e posizionate in punti strategici tutte controllate da una cabina di regia (in Questura) in funzione 24 ore, Forlì diventerebbe la città più sicura d’Italia.
E’ previsto, inoltre, il potenziamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine: i tagli eseguiti nelle scorse legislature hanno indebolito fortemente gli organici delle varie forze dell’ordine non contento il naturale e necessario ricambio generazionale, allo stato attuale ci si trova quindi con un organico mediamente “invecchiato” che necessita di forze fresche in aiuto. Il sindaco dovrà farsi parte attiva nei tavoli prefettizi per sollecitare le autorità nazionali e governative a concorrere maggiormente alla sicurezza cittadina.
Anche per la Polizia Municipale il M5S ha previsto una soluzione: meno multe, più controllo del territorio e della sicurezza urbana. “Proponiamo di sollevare il corpo della Polizia Locale da compiti meramente amministrativi, come è attualmente, e in particolar modo la riscossione delle multe e dislocarli intelligentemente sul territorio per formare dei presidi di sicurezza a cui il cittadino può ricorrere in maniera collaborativa”: dicono Simone Benini e Daniele Vergini. I consiglieri comunali del Movimento 5 stelle propongono poi più sinergia fra le forze preposte ai controlli, con il sindaco che dovrà farsi carico della proposta e mettere a disposizione risorse e tecnologie per far si che si intensifichino le collaborazioni e le sinergie tra le varie forze. L’impiego del personale della Vigilanza privata, che non dovrà sovrapporsi alla regolare attività delle forze dell’ordine, ma dovrà essere finalizzato al controllo diurno e notturno di aree a rischio di volta in volta identificate e segnalate quali: aree industriali abbandonate, zone cimiteriali, parcheggi a rischio rapina, aree urbane degradate, frazioni e quartieri periferici, etc. E assieme a questo anche la proposta di attivare percorsi di educazione alla sicurezza ed alla “sorveglianza di vicinato” perchè il M5S ritiene utile concorrere alla attivazione o favorire la nascita di gruppi territorialmente omogenei che possano essere informati ed educati a comportamenti virtuosi dal punto di vista della sicurezza e contemporaneamente che abbiano gli strumenti per comunicare tra loro e direttamente con le forze dell’ordine, eventuali anomalie del territorio in modo da creare una vera e propria rete preventiva di controllo di sociale. Fra le proposte più innovative contenute nel “Pacchetto sicurezza”: la stipula – a carico del Comune per conto di tutte le famiglie forlivesi – di un’assicurazione contro i furti in abitazione: “Esistono in ambito nazionale compagnie assicurative che coprono il rischio dei danni conseguenti ai furti in abitazione con prezzi convenzionati di cui si dovrà fare carico integralmente l’amministrazione comunale. I soldi ci sono. Molti milioni di euro sono stati spesi invano… Le risorse vanno stornate dai capitoli di bilancio dove come movimento 5 stelle abbiamo riscontrato maggior grado di disorganicità e quindi si chiede di definire nel bilancio annuale una voce specifica relativa a tale destinazione” . Poi c’è il capitolo dell’illuminazione intelligente, il M5S ritiene necessaria la nascita di un progetto che potrebbe diventare pilota a livello nazionale per l’utilizzo dell’illuminazione intelligente in maniera utile alla dissuasione dei reati e nel contempo rispettosa del risparmio energetico. L’utilizzo di sistemi a fotocellule consente l’attivazione solo quando necessaria, fermo restando l’utilizzo della illuminazione permanente dove necessaria, per esempio in tema di sicurezza stradale. Infine, ultimo punto, la richiesta a viva voce della certezza della pena e dell’inasprimento delle pene per reati così odiosi e gravi come i furti in appartamento, che tuttora ricadono sulle norme indultate e svuota carceri. “Demandiamo ai parlamentari del nostro movimento l’incarico di verificare la fattibilità di rendere più congrue le pene in materia di reati alla persona o il danno di cose e beni appartenenti ai cittadini e ritenendo fondamentale garantire la certezza della pena. Proprio di questo parleremo con il nostro parlamentare Vito Crimi invitato sabato 26 settembre a Forlì, in piazza Saffi, per un incontro pubblico con i cittadini, a lui il compito di sostenere il nostro progetto e indirizzare l’azione del M5S verso le nostre richieste”: concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Simone Benini e Daniele Vergini.

clicca qui per scaricare il testo integrale della petizione

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Emergenza sbarchi: il M5S Forlì chiede pragmatismo e maggiore trasparenza alla Amministrazione Comunale

“Il MoVimento 5 Stelle ha già chiesto più volte a livello nazionale che gli immigrati giunti irregolarmente sul suolo italiano e che non rientrano nello status di rifugiati vengano espulsi, come succede in tutti i paesi del mondo. E’ una questione di civile buonsenso. E adesso che l’emergenza sbarchi è diventata insostenibile, prima che scoppino rivolte sociali e conflitti istituzionali, diciamo anche che l’Italia dovrebbe sospendere il trattato di Schengen per qualche mese. Ci sono mezzo milione di persone che stanno cercando di imbarcarsi ed i Paesi di primo approdo sono Italia e Grecia”: con questa premessa il Movimento 5 stelle di Forlì, con un comunicato stampa, entra pubblicamente nel dibattito sull’emergenza sbarchi. La linea politica del Movimento, recentemente ribadita anche da Beppe Grillo, è nota: “La valutazione se un immigrato ha diritto allo status di rifugiato va fatta nei punti di partenza in Africa con strutture e uffici consolari, inoltre a queste persone deve essere concesso di scegliere il Paese di destinazione in ambito UE ed il loro trasporto deve essere coperto da un apposito fondo europeo”.

“Il nostro è un approccio pragmatico, diverso da chi, come la Lega, cavalca la tigre della facile protesta per speculazioni elettorali ma che in realtà ne è diretta responsabile perché, lo ricordiamo, quando era al governo ha firmato il trattato di Dublino che fa sì che l’Italia si debba accollare tutti i rifugiati che giungono nel nostro Paese come primo approdo. E’ evidente che l’Italia non è più in grado di farsi carico da sola del continuo flusso di migranti ed è inaccettabile che un paese alleato come la Francia, che ha sigillato le frontiere, usi a pretesto un regolamento europeo negando i più elementari principi di solidarietà che dovrebbero essere pilastro dell’UE. Ma questa è soltanto la premessa: il vero problema, che riguarderà anche la provincia di Forlì, è che il Viminale ha confermato l’agenda dell’accoglienza indiscriminata degli immigrati e si appresta ad emanare una circolare per la distribuzione degli stranieri in tutte le Regioni, compresa la nostra”: spiega la nota del Movimento 5 stelle di Forlì.

“E qui vengono le note dolenti – aggiungono i pentastellati – : l’unica cosa che questo governo è capace di fare è smistare gli immigrati nelle città e nei piccoli centri di provincia dove in qualche caso i profughi sono addirittura più dei residenti! Queste persone non hanno un’attività, non parlano italiano e generano, non per colpa loro, tensioni sociali. Così non si può andare avanti! Per queste ragioni chiediamo al sindaco Drei che si esprima con maggiore chiarezza e dovizia di particolari sulle sue intenzioni: e chiarisca pubblicamente in quali sedi, attraverso quali organizzazioni, con quali mansioni e con quali progetti di integrazione intende inserire gli stranieri che verranno redistribuiti nel territorio forlivese. Se questa accoglienza dovrà essere sostenuta chiediamo fin d’ora al Comune a quale prezzo e con quale approccio Forlì dovrà fare la sua parte, e quali garanzie verranno offerte affinché non siano violati i principi di equità e giustizia sociale, visto che anche nel nostro territorio intere fette delle popolazione colpite dalla crisi: uomini, donne, padri e madri di famiglia necessitano di assistenza e sostegno da parte della rete sociale pubblica.”

“Accogliere un numero ben definito di profughi non cambia certamente le nostre vite personali ma è ormai sotto gli occhi di tutti come l’attuale situazione non sia più di normalità! Perchè le istituzioni sembrano non accorgersi di ciò che è sotto gli occhi di tutti?! Verrebbe da pensare che anche in questo caso ci sia qualcuno che “ci guadagna” e ne trae un vantaggio personale… e guardando gli scandali di “Mafia Capitale” ci siamo anche fatti un’idea di chi potrebbe essere!”.

 

Infortunio all’inceneritore “Mengozzi”: solidarietà M5S all’operaio in prognosi riservata, richiesta verifica standard di sicurezza

Anche Simone Benini e Daniele Vergini, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì, chiedono che si proceda ad un’immediata verifica dei sistemi di sicurezza esistenti all’interno dell’inceneritore di rifiuti ospedalieri “Mengozzi” teatro martedì scorso di un grave incidente che ha visto un operaio forlivese ricoverato in prognosi riservata, nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Forlì e anticipano che presenteranno un’interrogazione urgente alla giunta del sindaco Drei. “Aggiungiamo la nostra voce ai sindacati che hanno chiesto alla direzione aziendale tutte le informazioni necessarie sulla regolarità ed il buon funzionamento dei sistemi di sicurezza e la verifica della messa a norma degli impianti nel rispetto delle regole previste nel ‘Testo Unico’ sulla sicurezza nel lavoro (la 81/2008)”: scrivono in un comunicato stampa i due consiglieri comunali del Movimento 5 stelle di Forlì. E per rafforzare l’intervento dei due pentastellati si aggiunge anche la presa di posizione dei due portavoce del Meetup “Forlì per le 5 Stelle” Federica Vignoli ed Eros Brunelli che a nome di attivisti e simpatizzanti scrivono: “Offriamo il nostro pieno e sincero appoggio morale alla famiglia dell’infortunato e ne approfittiamo per ribadire il nostro pensiero non soltanto in materia di tutela della salute ma anche di tutela dell’ambiente, facendo nostre le risultanze dell’ultimo Tavolo interistituzionale a cui avevano partecipato tecnici di Comune, Provincia, Ausl, Arpa e Ordine dei medici che dimostrò come: “Tutti i processi di combustione (inceneritori inclusi) siano potenziali fonti di inquinamento e diffusione di sostanze tossiche” tanto che “andrebbero ripensate le politiche energetiche” tuttora “incentrate più sulle combustioni e non abbastanza sul risparmio e sulle vere fonti rinnovabili”. E stiamo parlando di un inquinamento fra i più gravi, inquinamento da diossine”. Su queste tematiche (inceneritori, sicurezza dei lavoratori e tutela ambientale) il Movimento 5 stelle di Forlì ha in cantiere alcune iniziative che troveranno vasta eco nelle prossime settimane.

 

Il M5S di Forlì contro i botti di fine anno. Chiesto al sindaco di firmare ordinanza per la prevenzione dei rischi

Il Movimento 5 stelle di Forlì interroga il Sindaco per sapere se non sia il caso di vietare i botti ed i petardi di Capodanno su tutto il territorio comunale invitandolo a varare un’apposita ordinanza con tanto di pene adeguate alla pubblica incolumità che viene messa a rischio a causa di questo malcostume.

L’ordinanza – spiega il M5S in una nota – è opportuna per prevenire i rischi che derivano dall’impiego di botti e petardi ed anche per tutelare il benessere dei nostri amici animali che, nell’ultimo giorno dell’anno, vivono un vero incubo: molti scappano di casa e altri non reggono allo spavento e rimangono traumatizzati sino alla morte per il terrore provocato dalle esplosioni.

Questi giochi pirotecnici, spesso illegali e venduti sottobanco, fanno in Italia vittime da bollettino di guerra, centinaia di feriti ed anche morti (2 nel 2013).

Il problema è più grave di quanto si pensi in quanto arrivano dalla Cina nuovi “botti” sempre più potenti e pericolosi che potrebbero trasformarsi in arma soprattutto in mano a minori.

Il M5S chiede il bando dei petardi su tutto il territorio comunale di Forlì e lo fa per voce dei due consiglieri comunali Daniele Vergini e Simone Benini che presenteranno al sindaco Drei un question time chiedendo se non sia il caso di porre un freno all’innegabile disturbo alla quiete pubblica e alla intrinseca pericolosità dei petardi.

“L’anno scorso l’allora sindaco Balzani aveva emesso un’apposita ordinanza che vietava l’uso, in strade, piazze, parchi e luoghi pubblici, di prodotti pirotecnici, ma la sanzione prevista era davvero minima: 50 euro. Chiediamo che il sindaco Drei si attivi per confermare l’ordinanza e, soprattutto, inasprisca le sanzioni amministrative che in altri Comuni anche a noi vicini (come a Castrocaro) erano state portate fino a 500 euro, con la confisca dei prodotti pirotecnici e, nei casi più gravi, con la denuncia alla competente autorità giudiziaria”.

MoVimento 5 Stelle Forlì